I titoloni? Roba da deboli

Quando su un biglietto da visita leggo tante sigle altisonanti davanti a un nome – Dott., Prof, Cav, On., Sen., Comm. – mi viene da sorridere. E il titolare di quel biglietto mi fa, istintivamente, tenerezza. Perché dimostra di avere bisogno di rafforzare la sua immagine attraverso titoloni roboanti, qualifiche ridondanti, orpelli magniloquenti. E se avverti il bisogno di rafforzarti vuol dire che ti senti deboluccio.
Chi, al contrario, sa di valere non ha bisogno di usare titoli. Non dice “Sono il Dottor Mario Rossi”, ma “Sono Mario Rossi”. Sa di valere per quello che è. Non per la qualifica che ha. Le qualifiche le puoi perdere. Il valore rimane. Ed è la sola qualità che ti rende forte per davvero.

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2 risposte a “I titoloni? Roba da deboli

  1. Sono perfettamente in sintonia con ciò che hai scritto anche se, c’è da dire che dietro un titolo il più delle volte si cela una persona con delle vere e proprie capacità che ti permettono di esser “scelto” dai potenziali clienti avendo appunto un titolo anteposto al proprio nome.
    Ora ti faccio una domanda, se avessi davanti un infermiere ed un medico a chi ti rivolgeresti?

  2. O.Wilde disceva sullo stesso tema :” the perfection of man lies not in what he has but in what he is ”

    “La perfection de l’homme reside non pas en ce qu’il a mais en ce qu’il est”

    “la perfezione del uomo resiede non in quello che ha ma in quello che è”

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