Devis Paganelli, talent scout e boss del casting

Devis Paganelli e Vince Tempera

Devis Paganelli e Vince Tempera

Dalle collaborazioni con i più famosi big della canzone ai grandi successi con  le sigle dei cartoons,  passando dal Festival della Canzone Italiana  o al fianco di Gerry Scotti alla Corrida, il Maestro Vince Tempera dispensa consigli ai giovanissimi che si avvicinano alla  musica, con incontri speciali nei Licei musicali. E il patron Devis Paganelli è andato con lui a insegnare al Liceo musicale Tenca d Milano: un’esperienza fuori dal comune.

“L’idea è nata lo scorso anno, proprio al Festival di Sanremo, durante un pranzo di lavoro nell’Hospitality Casa Sanremo”, ricorda il talent scout Devis Paganelli,  “mentre si valutavano le audizioni dei nuovi talenti che si erano appena esibiti a Sanremo Newtalent. Io e il Maestro, abbiamo pensato di dare vita a questa iniziativa interessante e cioè, raccontare ai ragazzi,  la realtà del mondo musicale, tentando, di chiarire che nella musica ciò che conta è la passione”.

Devis Paganelli è ritenuto il boss italiano dei casting, patron di Sanremo Newtalent e produttore di svariati format televisivi, oltre che ad essere agente di molte personalità note. E’ lui, insieme al dirigente scolastico Dott. Mauro Agostino Donato Zeni, a raccontarci la masterclass speciale che si è tenuta il 14 gennaio scorso,  per la prima volta in liceo musicale precisamente al Liceo Musicale Carlo Tenca di Milano.

Preside, in due parole, un parere su quanto si è svolto al Tenca.

Il workshop/masterclass con il maestro Vince Tempera e il patron Devis Paganelli e la connessa audizione canora per il Sanremo NewTalent, è stato certamente un evento peculiare ed insolito per il nostro istituto ma che è stato positivamente accolto in quello che è il naturale dialogo che intercorre tra scuola e territorio.  

Lei coordina il liceo Tenca, il liceo musicale statale di Milano, dal quale escono tanti musicisti ogni anno e che ha visto dare vita, al primo workshop di questo tipo, realizzato in una scuola.

Ospitare questo evento ha permesso in particolare ai nostri studenti, che per circa il 50% riescono poi a proseguire gli studi musicali al Conservatorio, di entrare in contatto e confrontarsi direttamente con un mondo, quello della musica pop e dei connessi meccanismi di carriera musicale, a molti di loro sconosciuto e di acquisire quindi una visione più ampia del panorama e del sistema musicale italiano.  Il dialogo e l’interlocuzione diretta con il maestro Vince Tempera, che ha raccontato la propria vita e carriera musicale, interagendo e suonando con gli studenti, ha dato particolare valore e significato a questo evento, testimoniato anche dal calore con cui gli studenti hanno risposto al maestro.  

Dopo gli interventi di Devis Paganelli e Tempera, ci sono state ben 25 esibizioni per Sanremo Newtalent, il contest legato all’hospitality del Festival della Canzone Italiana.

L’evento ha suscitato molta curiosità tra tutti gli studenti e anche qualche aspettativa per i circa 25 ragazzi che hanno partecipato alle audizioni.   Naturalmente sull’evento sono state espresse opinioni diversificate, anche tra i docenti. Tra coloro che hanno visto positivamente questa contaminazione e coloro che sostengono invece una linea più “purista” rispetto all’insegnamento musicale.  

Ma tutto questo ha contribuito complessivamente ad arricchire l’esperienza dei nostri studenti e a renderli più consapevoli. Si è trattato quindi di un evento assolutamente interessante e positivo.  

E ora qualche domanda a Devis Paganelli. Patron, perché una masterclass in una scuola superiore?

Tutto è nato per gioco come ho già detto. Ma la finalità è pregevole. Infatti, capita spesso di incontrare ragazzi e anche adulti, con l’idea che fare musica o diventare celebri, sia qualcosa di facilmente pianificabile e che con il diploma in mano o un disco pubblicato, poi si potrà contare su successo e guadagni, perdendo il valore del vero concetto di “fare musica”. Io e Vince, abbiamo pensato quindi di portare le nostre esperienze, unendo i miei concetti più frivoli, ai suoi più seri e di contenuto, come punto di ispirazione o comunque di riflessione ai più giovani. Ecco perché una scuola superiore.

Cosa intende per concetti frivoli e per altri di contenuto?

In tono scherzoso, con esempi, con video e immagini su un argomento apparentemente fuori luogo, ho voluto “contaminare” il linguaggio solitamente utilizzato nelle scuole, “contaminando” anche il classico pensiero del “come si fa cosa”. Ho cercato, con un linguaggio giovane, di rendere chiari alcuni punti. A partire dal fatto che arrivare al successo è qualcosa di difficilissimo se non quasi impossibile. Ho poi affrontato il discorso delle raccomandazioni, spesso fatte in maniera propositiva e utile al fine. Ho voluto approfondire il discorso delle “raccomandazioni” fatte per favoritismi spesso discutibili. Ho infine illustrato, in tono velatamente provocatorio, come esista una ricetta per la notorietà . 

La finalità del suo intervento?

Grazie al coinvolgimento attivo del preside Mauro Agostino Donato Zeni e all’ essenziale collaborazione del corpo docenti che si è reso disponibile a questa interessante iniziativa, siamo riusciti in questo piccolo evento. La finalità non appresa da tutti, dato che in ogni caso ci vuole anche molta perspicacia, era quella di ribadire che chi fa musica, essenzialmente dovrebbe farla per amore della musica medesima. Per passione, per aspirazione e ispirazione e non per cercare la “celebrità”. 

Quindi la ricetta del successo era un pretesto per stigmatizzare che se si fa musica per diventare ricchi o famosi, si è sulla strada sbagliata?

Assolutamente si.  Anche se ovviamente, l’ambizione ci può essere e sopratutto se capita l’occasione giusta bisogna saperla sfruttare. Una buona parte dei docenti è venuta personalmente a complimentarsi per il modo utilizzato per esprimere il concetto, passando con ironia alle svariate slideshow, dedicate ad argomenti superficiali. Altri mi hanno chiesto di poter collaborare con le mie iniziative o di potermi coinvolgere nelle loro. Altri, infine, come del resto è normale che sia, hanno idealizzato erroneamente la finalità in difformità rispetto agli intenti, criticando probabilmente la superficialità degli argomenti che però devono, anche per le modalità di utilizzo dei medesimi, essere visti appunto, per la finalità per cui sono stati redatti e cioè “studia, studia, studia e dedicati con passione alla musica”.

Lo dice con tono polemico?

Al contrario. Ritengo che ci debba essere confronto. Essere costruttivi vuol dire anche dialogare, discutere, confrontarsi. L’importante però è non perdere di vista “il fine”. Perché se ci si ferma alla sola copertina, allora non può fare la recensione del libro. Se nella provocatoria ricetta del successo, lo studio conta solo il 5%, perché le altre variabili sono immense e non si può pensare che basti lo studio, per chi invece ha la passione vera per la musica, per il conservatorio, per lo strumento, lo studio conta il 100%. Gli “esperti” che oggi hanno in mano il futuro dei ragazzi e cioè i docenti, sanno di cosa parlo.

Devis Paganelli: esiste veramente la ricetta del successo?

Assolutamente si. E’ una provocazione, ma esiste ovvio. Ma chi può avere tutti gli ingredienti? Una persona su un milione. 

5% talento, 5% tenacia, 5% studio, 5% curiosità e saper aprire anche la mente cercando di non fermarsi sulle proprie spesso errate convinzioni, 5% saper cogliere le opportunità, 5% gestibilità e saper gestire le situazioni, 5% rendersi speciali o comunque particolari, 5% ponderazione, che è spesso uno degli ingredienti spesso più manchevoli, perché puoi avere tutto ma se non sai  mettere sulla bilancia le cose, ponderando la cosa migliore da fare, tutto è perduto e infine 60% fattore “C”, che potrei nominare volgarmente con il suo vero nome ma che per educazione chiamo fattore fortuna.

Applicando la formula si arriva alla notorietà?

Le eccezioni sono tante, sia chiaro. Possiamo vederne ogni giorno in tv. Ma non è questo il  punto. Partiamo dal presupposto che la ricetta è presentata per incentivare il pensiero che si fa musica per passione e non per altro, con la provocazione di una ricetta appunto, per rendere chiaro che questo mondo è frivolo. Chi invece conosce la ricetta e vuole applicarla, difficilmente sa ponderare. 

Vale per la musica?

Questo vale in amore, vale nel lavoro, in un progetto o nell’impresa in generale. Ci si perde quasi sempre nella mancanza di “ponderazione” perché le errate convinzioni conseguenti a inesperienza e immaturità (gli stessi conseguenti poi a mancanza di umiltà) portano al fallimento. Senza poi considerare che il fattore “C” non è preventivabile mai. 

Il Maestro invece ha parlato di altro.

Come accade per i grandi concerti, dove il grande artista è preceduto dall’emergente, anche alla masterclass, il Maestro Vince Tempera ha calcato la scena, dopo il mio intervento apri pista. Lui, con solennità, da artista ormai storico, ha parlato della vera vita del musicista, che si lascia ispirare da un tramonto per comporre, che pensa a come cambiare una tonalità per rendere più piacevole una melodia.. Ha descritto come andando a dormire da giovane, sentiva le note in testa. Non pensava al successo, ma pensava alla musica, ovviamente con l’intento di farne anche un lavoro. Lui è il vero musicista. L’esempio per i giovani. Questo era il concetto espresso in modo semplicistico ma rappresentativo, grazie alla mia presentazione precedente all’intervento di Vince.

Sappiamo che si è pure esibito al piano!

E’ raro che di sua iniziativa prenda e si  metta a suonare se non è previsto. Ma Vince è così, ama la musica. Sentiva l’atmosfera palpabile di un gruppo di tanti musicisti che lo ascoltavano e ha iniziato a suonare. Preferisce di gran lunga i tasti del pianoforte al “verbo”. E gli applausi sono stati tanti. E sentirli da ragazzi giovanissimi è sicuramente segno che le basi sono buone e che le mie provocazioni sono in qualche modo, state riportate nell’ambiente giusto.

Tutti contenti, quindi?

Mi hanno scritto sui social, quasi tutti i ragazzi presenti. Nessuno mi ha espresso disappunti. Ho voluto leggere tutti i feedback per non fermarmi all’apparenza. Ascolto sempre il parere di tutti (anche degli inesperti). Anche questo è fonte di ispirazione per un successo. 

Perché sottolinea questo concetto?

L’idea che basti ascoltare l’amico per capire se qualcosa è andato nel verso giusto, è del tutto errato. E’ importante ascoltare i pareri di tutti, belli e brutti e soprattutto, cercare di ascoltare i pareri esperti. Abbiamo ricevuto apprezzamenti quasi da tutti (quasi è doveroso dirlo) da studenti, docendi e dal preside. Questo dimostra che tutti hanno sempre voglia di mettersi in gioco ascoltando chi ha qualcosa di interessante da dire. La contrapposizione poi è il modo giusto per mettersi in gioco.

Erano tutti attenti ad ascoltarvi?

Quasi tutti. Tranne pochissime eccezioni, ho notato grande educazione e compostezza al Tenca. Ritengo che sia a scuola sia nella vita, ci siano soggetti che pensano di essere unici, inimitabili al di sopra di tutti. Vale per i ragazzini e a volte anche per adulti sia chiaro. Soggetti che pensano di avere in tasca la verità assoluta, che siano adulti o adolescenti sia chiaro, e difficilmente questi, sono in grado di ascoltare con obiettività altri che parlano e dicono magari qualcosa di scomodo o che non vogliono sentirsi dire, magari pensando che non si può parlare di concetti come successo, raccomandazioni o celebrità in una scuola di musica. Oltre al fatto, che come in tutte le scuole, ci saranno stati studenti, pochi credo in questo caso, che vanno a scuola per l’obbligo di farlo e non per la passione che invece spinge la maggior parte dei ragazzi che ho conosciuto e che ammiro. 

Mi diceva che uno studente l’ha fatta sorridere.

Eravamo rimasti d’accordo che non l’avremmo raccontato. Ma va bene. Dopo l’evento, mi arriva una notifica di uno studente del Tenca sul mio Instagram, che con le mie foto, ha creato un simpatico disegno a forma di .. (non dico cosa in quanto sarebbe poco decente) per poi inserire una frase simpatica in calce. Credo che chiunque altro al posto mio, si sarebbe arrabbiato, magari chiedendo  l’intervento del preside. 

E lei, Devis Paganelli, come ha reagito?

Io ci ho sorriso sopra e ho fatto i complimenti per la creatività al ragazzo. Questo perché, ognuno ha il proprio modo di reagire alle provocazioni. Lo studente, magari non ha capito la reale intenzione del mio intervento, però ha perso tempo a ritagliare tante mie foto e a costruire un una figura creativa, facendo una foto, pubblicandola. Bella o brutta, è stata a mio parere una forma di creatività. Non aiuterà certo il soggetto nel suo percorso artistico musicale (la ponderazione qui manca e anche tanto), ma sicuramente ha una vena creativa che va coltivata.

L’intento era di offenderla?

Macchè, sono cose da ragazzini. Anzi, mi ha pure reso informato dell’immagine. E’ stato divertente. Nel nostro ambiente ci conosciamo tutti e quando si deve investire su un soggetto si chiedono referenze qua e la. Un artista può morire sul nascere se si crea una pessima reputazione con personaggi influenti. Nessuno con un pizzico di sale in zucca  andrebbe mai a creare tensioni con chi potrebbe dare poi pessimi feedback.

Pronto per altre iniziative di questo genere?

Visto il successo, stiamo studiando un tour in 20 licei musicali in tutta Italia, modificando alcuni contenuti e strutturando alcuni concetti chiave. Forse con il coinvolgimento di un big della musica che ci accompagnerà e che ha ritenuto l’intervento, utile ai giovani e perché no anche ai docenti.

Qualche ultimo consiglio agli studenti di musica che ci stanno leggendo?

Oggi avete a disposizione quelli che ritengo i vostri attuali esperti per costruire il vostro futuro nella musica : I docenti! Simpatici o antipatici, belli o brutti, i vostri docenti oggi ricoprono questo importante ruolo. Sono loro alla base di tutto ciò che farete quindi ascoltateli, seguiteli. Poi, in futuro deciderete cosa attuare di ciò che avete appreso.

Altro, Devis Paganelli?

Oltre a questo, sappiate che ogni errore, deve aiutarvi a costruire il futuro. Senza errori non si impara. Ma il passato deve diventare passato se volete affrontare serenamente un percorso. Se saprete fare tesoro delle esperienze, dell’istruzione e dei suggerimenti di chi ha esperienza, abbandonando convinzioni errate e i consigli di chi non ha nulla da insegnare (è importante riuscire a capire proprio chi può darvi suggerimenti e chi no) allora siete sulla strada giusta, perché avrete capito cosa vuol dire “ponderazione”.

In bocca al lupo e W la musica. Sempre!

Life Coach tag:

Informazioni su Mario Furlan

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione e crescita personale all'università Ludes di Lugano, e di Comunicazione efficace, leadership e management all'università Fortunato di Benevento. Ha scritto vari best-seller, tra cui "Risveglia il campione in te!" e "Tu puoi!" E' noto anche come creatore del Wilding, l'autodifesa istintiva, e dei City Angels. www.mariofurlan.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *