Filippo La Mantia, chef d’eccellenza

Filippo La Mantia, oste e cuoco

Filippo La Mantia, oste e cuoco – uno chef d’eccellenza nel suo ristorante milanese

Filippo La Mantia: uno chef siciliano, notissimo al grande pubblico.
Originario di Palermo, ha cucinato in molti ristoranti: dall’Indonesia a Porto Cervo, da Roma a Milano, dove da quattro anni ha aperto il suo ristorante in piazza Risorgimento, OSTE&CUOCO. Tantissime le presenze dopo poco tempo passato dall’apertura, .
Apprende dal padre, scomparso quando aveva 24 anni, l’arte della cucina. Accusato ingiustamente di aver prestato aiuto ad un omicidio di mafia, è finito in carcere per sette mesi. Un’esperienza drammatica, un clamoroso errore giudiziario. Fino a quando Giovanni Falcone non l’ha prosciolto perché totalmente estraneo ai fatti.
Cinquantotto anni e due figli, Filippo La Mantia è un uomo che ha una filosofia… zen.  Non vuole parlare di cucina, ma di vita. “ preferisco concentrarmi sui miei clienti e provare a distaccare la mia figura di cuoco per approfondire sempre di più  il concetto di accoglienza: non mi va più di affrontare i soliti argomenti riguardo la cucina,  esordisce. E prosegue: “E’ un tema inflazionato così come è vissuto adesso. La gente ha bisogno di informazioni, atmosfera e relax. Oltre al piatto ci sono tantissimi argomenti che determinano il successo di un ristorante”.
E allora, cosa vogliono le persone?
“Vogliono mangiare normalmente, in una atmosfera serena, rilassante. E il mio compito, nel mio locale, è far star bene i clienti. Punto. E basta.”
Lo chef Filippo La Mantia è un uomo arrivato. “Non devo dimostrare più niente a nessuno, non ho alcuna ansia da prestazione – dice. – Per questo evito di parlare di cucina”.
Progetti per il futuro?
Anche qui la risposta dello chef è spiazzante: “Non ne ho. Ho imparato sulla mia pelle che nella vita le certezze non esistono. Vivo alla giornata. Ma cerco di vivere ogni giorno al meglio. E di farlo vivere al meglio a chi, qui a Milano, viene da me”.

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