Mario Furlan, life coach – Mandela non era una bella persona!

Desmond Tutu e Nelson Mandela

Desmond Tutu e Nelson Mandela

Nelson Mandela, il primo presidente del Sudafrica libero dall’apartheid, l’uomo della riconciliazione tra bianchi oppressori e neri oppressi, è uno dei miei eroi. Un esempio di ciò che può raggiungere lo spirito umano. Una delle figure storiche che più mi ispira e mi motiva.
Ma da giovane non era affatto una bella persona: lo dice un suo vecchio compagno di lotta antirazzista, l’arcivescovo Desmond Tutu.
Mandela era, infatti, un terrorista. Odiava tutti i bianchi. Tutti quanti. Indistintamente. E sosteneva che fosse lecito sterminare anche le loro donne e i loro bambini.
Ventisette anni di carcere duro lo cambiarono. La sofferenza della prigionia lo addolcì. E trasformò l’odio in comprensione, la violenza in pacificazione.
Il dolore è inevitabile. Fa parte della vita. Può distruggerci. Incattivirci. Riempirci di sentimenti negativi. Oppure può servire a farci crescere. A farci riflettere. A meditare sui nostri errori. E a renderci persone migliori. Come ci insegna il grande Mandela!

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Mario Furlan, life coach – Il motivatore imperfetto

Mario Furlan durante un corso di motivazione

Il life coach Mario Furlan durante un corso di motivazione

Erano le 22.30. Ero in aeroporto, distrutto dopo una lunga giornata di corsi di motivazione, in attesa di prendere il volo per tornare a Milano. Ed ero arrabbiato perché mi ero macchiato la maglietta nera con un rosso succo di melograno.
Una donna mi guarda, perplessa e dubbiosa. Io la guardo, infastidito: che diavolo vorrà da me? Lei mi chiede: Scusi, è il motivatore Mario Furlan?
Sì, rispondo imbarazzato.
E lei: Stamattina sono stata al suo corso di motivazione, perché non sta sorridendo?
Mi sono vergognato. Mi sentivo colto in castagna: io, il motivatore che predico la positività mi ero fatto sorprendere con le scatole girate!
Poi ci ho riflettuto. Ho pensato che siamo fragili. E che la nostra forza non sta nel pretendere di essere perfetti, ma nell’accettare serenamente le nostre imperfezioni. Che stress, cercare di essere sempre al top! Meglio essere noi stessi. E accettarci così.

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Andrea Tamburelli, pianista emergente

Il pianista Andrea Tamburelli

Il pianista Andrea Tamburelli

Andrea Tamburelli, 26 anni, è un pianista milanese emergente che tiene concerti nel mondo. Lo considerano una delle più grandi promesse italiane nel pianoforte.

” Ho iniziato lo studio del pianoforte a 6/7 anni – racconta. – Sono stato ammesso al Conservatorio di Milano “Giuseppe Verdi” nel 2007 e mi sono diplomato col il massimo dei voti e la lode a 19 anni. Presso lo stesso Istituto ho frequentato il biennio specialistico di pianoforte. Durante quei due anni ho vinto una borsa di studio per la Montclair State University del New Jersey. In seguito ho vinto una borsa di studio per conseguire il Master in pianoforte alla Jerusalem Academy of Music and Dance. E ho vissuto per tre anni a Gerusalemme”.

Andrea Tamburelli, puntare tutto sul pianoforte è una scelta rischiosa. Quando hai deciso di farlo?

“Al Liceo scientifico oltre alla musica amavo molto la matematica e la fisica. Pensavo di frequentare Ingegneria; ma dopo la Maturità mi sono reso conto che il mio amore più grande era per il pianoforte. Così all’ultimo mi sono iscritto al Conservatorio, abbandonando la carriera da ingegnere. E il destino ha voluto che proprio in quell’anno accademico io abbia vinto un borsa di studio per gli Stati Uniti. Da quel momento la mia strada era tracciata!”

Quali sono i tuoi nuovi progetti?

Andrea Tamburelli sorride: “Suonerò a fine aprile a San Pietroburgo. Eseguirò un repertorio prevalentemente italiano: Domenico Scarlatti e Nino Rota, compositore geniale e purtroppo poco conosciuto.
A inizio maggio sarò in Spagna, a Murcia. E più avanti nel mese parteciperò alla bellissima iniziativa Milano Pianocity 2019. Ho in previsione concerti negli Emirati Arabi e in Vietnam. Ma spero presto di tornare in Israele, dove rimarrà sempre una parte del mio cuore!”

Mario Furlan, life coach – Perché conviene fare del bene (e non gioire delle disgrazie altrui)

"Felici per sempre", il nuovo libro del life coach Mario Furlan

“Felici per sempre”, il nuovo libro del life coach Mario Furlan

L’ho imparato in 25 anni di volontariato nei City Angels, l’ho scritto anche nel mio ultimo libro “Felici per sempre”: fare del bene ti fa stare bene.
Non è la solita melensa retorica buonista: è la verità. Perché distogli l’attenzione dai tuoi problemi. Che, toccandoti sul vivo, ti sembrano i più grandi del mondo. Ti rendi conto che altri hanno problemi maggiori dei tuoi. E provi gioia nell’aiutare.
E’ il contrario di ciò che in tedesco si chiama Schadenfreude: gioia nelle disgrazie altrui. E’ vero, molti esultano per le sfighe degli altri. Ma sono degli sfigati. L’emozione che provano è negativa. E così facendo accrescono nel loro animo invidia, gelosia, meschinità. Di certo non i sentimenti che ti aiutano a vivere bene, nell’ottimismo e nell’entusiasmo!
Donando il tuo denaro, il tuo tempo o il tuo amore ti rafforzi. Perché ti senti meglio. E perché raccogli amore. C’è un solo modo per ricevere positività: darne.
Non aspettare che siano gli altri a iniziare: non lo faranno mai. Comincia tu, per primo!

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