Giuseppina Torre, la pianista rinata grazie alla musica

La pianista e compositrice Giuseppina Torre

La pianista e compositrice Giuseppina Torre

La pianista Giuseppina Torre avrebbe potuto essere l’ennesima vittima di femminicidio.
Per fortuna non è stato così: ha avuto il coraggio di ribellarsi all’ex marito che la maltrattava, la umiliava, le gridava che era una donna da rottamare. Lei, Giuseppina, ha reagito. Ha mollato quell’uomo insieme a suo figlio, che ora ha 13 anni. Si è tuffata nella sua grande passione: la musica. E oggi, a 50 anni, sta finalmente assaporando il successo che merita, come pianista e compositrice.
Siciliana di Vittoria, si è sposata tardi e ha avuto il figlio tardi. “Stavo per decollare, ero in rampa di lancio, quando mi sono sposata e poi è nato Emanuele – dice. – Mi sono fermata per 5 anni: anni duri, di umiliazioni e vessazioni. Fino a quando, nel 2011, mi sono rimessa in gioco. E tutto è ripartito”. In questi otto anni vince 4 Music Awards a Los Angeles e 2 International Music Entertainment Awards: cosa inusuale per una pianista, che non è né rock, né pop, né rap.
E’ più conosciuta all’estero – soprattutto negli Stati Uniti e in Canada – che in Italia: in Nordamerica i suoi brani sono nella classifica di quelli più scaricati su Spotify. “E’ perché il pubblico italiano ha bisogno di più tempo per affezionarsi” spiega.

Giuseppina Torre e Papa Francesco

Il suo primo cd risale al 2015. Due anni fa realizza la colonna sonora del documentario sul libro di Papa Francesco, La mia idea di arte. E quest’anno è uscito l’album Life Book, prodotto da Decca Records, una delle più importanti major internazionali.
Giuseppina sposa i valori del Papa e la sua attenzione agli ultimi. “Un uomo non deve scartare, rifiutare, disprezzare un altro uomo – dice. – E’ successo a me con mio marito, succede quotidianamente ai migranti e agli ultimi.”
Il tema dei migranti sta particolarmnete a cuore a Giuseppina Torre. Forse perché abita a pochi chilometri dal mare, dove negli ultimi anni sono sbarcati migliaia di disperati provenienti dalla Libia. “Un giorno – si commuove – la guardia costiera mi ha fatto vedere dei video di salvataggi. Si vedeva solo il buio, la luce della luna e un mare di occhi bianchi. Quando la motovedetta ha acceso i fari si sono viste decine e decine di mani che si alzavano. Purtroppo molte di quelle mani non ce l’hanno fatta a salire a bordo: sono state risucchiate dal mare nero”. Un’esperienza choc. Che le ha ispirato Un mare di mani, titolo di uno dei dieci brani del suo nuovo album.

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Informazioni su Mario Furlan

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione e crescita personale all'università Ludes di Lugano, e di Comunicazione efficace, leadership e management all'università Fortunato di Benevento. Ha scritto vari best-seller, tra cui "Risveglia il campione in te!" e "Tu puoi!" E' noto anche come creatore del Wilding, l'autodifesa istintiva, e dei City Angels. www.mariofurlan.com

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