Giulia Malaspina, la promessa del jazz italiano

Giulia Malaspina, promessa del jazz italiano

Giulia Malaspina, promessa del jazz italiano

Giulia Malaspina, trentenne di Monza, è la nuova promessa del jazz italiano.
“Ho iniziato a 16 anni, partecipando a Umbria Jazz – ricorda. – Avevo appena scoperto il jazz; quel genere musicale così particolare mi aveva conquistato, era stato amore a primo… udito!”
Decide d’impulso che da grande avrebbe fatto la pianista e cantante jazz; “anche perché proprio quell’anno c’era il concerto di Diana Kroll, il mio mito!”
Giulia Malaspina frequenta corsi di jazz e audizioni, lasciando i selezionatori a bocca aperta. E parte per Boston, dove successivamente trionferà nella prestigiosa Boston Symphony Hall. Calca grandi palcoscenici internazionali; a Milano ha suonato al Piccolo Teatro Strehler.
E’ appena uscito il suo nuovo album, “No more pain”: un concept album legato alla tematica del viaggio. Nel disco convivono stati d’animo diversi: la solitudine, la gioia, la paura, lo stupore.
Alla domanda se il jazz non sia troppo di nicchia per piacere al grande pubblico, Giulia Malaspina sorride: “Il jazz – dice – è innanzitutto libertà e improvvisazione. Un brano rock, pop o rap è quello: lo ripeti uguale, all’infinito. Invece nel jazz cambi ogni volta. Come nel soul: non è mai la stessa cosa”.
Aggiunge che in Italia manca un’educazione al jazz, come avviene invece negli Stati Uniti, “dove lo ascolti come sottofondo musicale in qualsiasi locale”. E anche come avviene in Finlandia, Gran Bretagna e Francia, dove il jazz è più popolare che da noi. Ma Giulia Malaspina è ottimista sulla sua diffusione. E lei dà il suo prezioso contributo.