Mario Furlan, life coach – Si cresce meglio senza Google Maps

Mario Furlan durante un corso di motivazione

Il life coach Mario Furlan durante un corso di motivazione

Se sei sopra gli anta, ricorderai che una volta era facile perdersi. Per trovare una località non c’era Google Maps; per andare diritti a destinazione in auto non c’erano né il vecchio TomTom, né il nuovo Waze.
Era più facile perdersi, ma dopo esserci persi ritrovavamo la strada. Oggi perdersi è diventato quasi impossibile i: c’è sempre un algoritmo che ci guida.
Oggi la guida esterna non si limita ai nostri viaggi in auto, ma si è estesa a tutta la nostra vita. E, ancora di più, alla vita dei nostri figli. Quante volte ricevo genitori preoccupatissimi perché il loro pargolo – che magari ha già 25 anni suonati, o magari è addirittura sulla trentina – non ha ancora trovato la sua strada nel mondo!
Scavando, scopri che c’è uno schema perverso che si ripete in questi casi. Scopri che questo giovane è sempre stato iperprotetto. Che da minorenne, e anche dopo, è stato trattato da minorato. Da bambino i genitori hanno, per amore, evitato che sudasse, quando giocava con gli altri bambini; da ragazzino gli hanno proibito di andare a scuola da soloo; da ragazzo hanno pregato gli insegnanti di promuoverlo, anche se non se lo meritava affatto. Così il loro figlio, in una vita priva di ostacoli da rimuovere, in cui mamma e papà fanno tutto per lui, è rimasto piccolo. Quando invece dovrebbe essere grande già da un pezzo.
Impariamo solo sbagliando, cadendo, sbattendo il naso. Solo così cresciamo, e impariamo a credere in noi stessi. Evitare di farci sbagliare non significa proteggerci dai problemi. Ma crearne altri, molto più grandi e duraturi.

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Vasco Barbieri, il cantautore nato due volte

Il cantautore romano Vasco Barbieri

Il cantautore romano Vasco Barbieri

Il cantautore romano Vasco Barbieri è un uomo nato due volte.
La prima nel 1985, quando viene alla luce.
La seconda otto anni dopo, quando cade giù dal terrazzo di casa, batte la testa e finisce in coma. Dopo un anno in ospedale riprende pienamente coscienza. Ma da allora non si ricorda niente di ciò che è successo prima. “Pochi giorni fa ho scoperto una scatola piena di lettere di incoraggiamento che mi sono state mandate quando ero in ospedale; le lo lette, mi sono commosso e voglio scriverci una canzone” dice.
Lo scorso 13 settembre è uscito il suo primo singolo, A little bit of present. Un brano raffinato, con un video originale in cui Vasco è un sognatore sensibile che deve rapportarsi con una società chiusa, spaventata dalle differenze socio-culturali. E che tende a vivere “in branco” (rappresentato dai conigli del videoclip).
Vasco Barbieri è un intellettuale. Parla forbito, sceglie con cura le parole. Nelle interviste e nelle canzoni. Dopo il Liceo – dove, racconta, “mi sentivo diverso, una costellazione di complessi” – sceglie di studiare Filosofia. Per dare una risposta ai suoi mille quesiti di anima inquieta. Scopre che altre persone, nei secoli, si sono poste le sue stesse domande. “Ma ho capito che la filosofia dà domande, non risposte” dice. E una volta laureato si trova, solo, davanti a un mondo che ha le idee più chiare delle sue.
Alterna vari lavori: da bibliotecario a creatore di siti Internet. E’ un ragazzo timido. Poi, a 23 anni, si sblocca. E inizia a suonare e a cantare nei caffè letterari di Roma. Sorride: “Lo facevo in cambio di un piatto caldo, dopo un po’ non mi sopportavano più”. Si iscrive all’Actor’s Studio, dove impara la presenza scenica. E un bel giorno viene ascoltato da qualcuno della Maqueta Records.Che gli propone di farsi conoscere dal grande pubblico.
Ora, dopo il singolo “A little bit of present”, Vasco Barbieri pensa all’album. Fa progetti per il futuro: “Vorrei andare verso il genere minimal, e realizzare colonne sonore per i film: adoro fare ritratti musicali delle scene che vedo”. E ci tiene a ringraziare chi gli ha permesso di arrivare fino a qui: “Mio nonno, il cantante Duccio Barbieri, che ha realizzato tre album e che mi continua ad ispirare; nonna Luciana, che mi ha sempre sostenuto e dato coraggio; la zia; Fernando Alba e Francesco Santalucia, che hanno reso più fruibile la mia musica, dandole anima e colore”. Sono le persone che l’hanno accompagnato in quella che lui chiama la sua Odissea: un viaggio attraverso il mare delle emozioni, per approdare alla musica che sgorga dal cuore.

Julia Liros, la stella del latin pop italiano

Julia Liros, stella del latin pop italian

Julia Liros, stella del latin pop italian

È l’artista emergente del latin pop italiano: Julia Liros, nome d’arte della 25enne romana Ludovica Lirosi, è da poco uscita con il suo secondo singolo, “Me Gustan Dos”. Un ritmo caldo, spumeggiante, ballabile. Come il suo precedente e sensuale “Me Siento Sola”, un reggaeton accolto da un successo molto lusinghiero per una nuova proposta. Con quasi 900mila visualizzazioni su YouTube.
“Canto in spagnolo perché lo spagnolo è la mia lingua madre: la mia babysitter era colombiana, è stata una presenza costante nei miei primi otto anni di vita – dice Julia Liros. – Insomma, ho imparato lo spagnolo prima dell’italiano, e l’ho ripreso al liceo. È la mia lingua del cuore, e mi viene spontaneo cantare in spagnolo!”
Julia è una ragazza eclettica. Non è soltanto cantautrice, ma anche attrice e regista. “Ho iniziato con il teatro a 12 anni, per sbloccarmi: ero una ragazzina molto timida – ricorda. – A 17 anni realizza il suo primo spettacolo, scritto e diretto da lei. Successivamente viene accolta nella prestigiosa New York Film Academy, e poi nell’Accademia Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma: un istituto estremamente selettivo, dove entrare è difficilissimo.
Il film di cui va più orgogliosa Julia Liros? “È Too Much Stress From My Heart, un docufilm sull’immigrazione. L’ho realizzato nel 2015  tra Italia e Africa, sono stata per mesi con i migranti, da sola in Africa con la macchina da presa in spalla: una pazzia! Ma è stata un’esperienza unica, che mi ha aperto la mente e il cuore sulla tragica realtà di chi fugge dall’Africa per venire da noi, in cerca di speranza”.  Il docufilm, toccante e chocchante, è stato comprato da Netflix.
Dopo anni di teatro e cinema, la novità del 2019: il lancio in grande stile nel mondo della musica. “Voglio continuare con la musica, visto che le mie canzoni piacciono; ma senza lasciare la regia” dice. E aggiunge: “Sono due strumenti diversi per raccontare emozioni e pensieri. Sono una donna Ariete, non mi fermo!”.

Progetto Milano Aiuta, la guida ai Centri per persone bisognose

La guida Milano Aiuta: ecco come appare sul telefonino

La guida Milano Aiuta: ecco come appare sul telefonino

Per essere accanto, saper accogliere, sapere aiutare non basta sentire il desiderio di voler essere utili e predisporre delle risorse; occorre il rispetto per le persone che riceveranno il nostro aiuto. E dal profondo senso di rispetto per coloro che hanno bisogno di assistenza nasce la Guida “Milano Aiuta”: uno strumento, un filo d’Arianna che accompagna le persone in difficoltà e le conduce “ad aiutarsi” a sapere dove andare, a chi rivolgersi.
Milano Aiuta è regalare un’opportunità di scelta dedicata a chi spesso non si può permettere di scegliere perché non sa, perché poter scegliere viene molto dopo l’impegno a sopravvivere.
Così il Rotary Club Milano Arco della Pace, in collaborazione con il Rotary Club Milano Cordusio e con l’aiuto della sovvenzione distrettuale abbiamo deciso di realizzare il progetto editoriale Milano Aiuta: una guida multimediale interattiva che nasce con la collaborazione di molte anime, molte delle associazioni che rendono Milano una città più umana e in ascolto dei più deboli. Una guida per sapere dove e a chi rivolgersi a seconda delle diverse esigenze.
Il progetto prevede l’edizione cartacea della guida di 112 pagine e 3.000 copie di tiratura, suddivisa in 12 sezioni distinte per categoria di servizio. La distribuzione sarà affidata principalmente alle Associazioni già operanti sul territorio: City Angels, per esempio, si occuperà della distribuzione principalmente ai senzatetto. Mentre ai Pronto Soccorso degli ospedali verranno lasciate delle copie da consegnare nei casi di loro prestazioni a persone evidentemente disagiate.
Tutte le associazioni benefiche, già elencate nella guida, si faranno promotrici nei confronti di assistiti occasionali o di impossibilità di assistenza per sovraffollamento. L’obiettivo è di rendere disponibile la guida nei luoghi più frequentati dai fruitori.
La distribuzione della Guida alle Associazioni coadiutrici sarà fatta dai  rotariani dei club Arco della Pace e Cordusio, col criterio della prossimità lavorativa od abitativa: un modo anche per sottolineare il coinvolgimento globale.
Oltre all’edizione cartacea è stato creato anche un sito – www.milanoaiuta.org, che, sempre con lo stesso criterio, fornisce utili indicazioni per fruire nei vari centri di accoglienza di tutti i servizi, inoltre il sito avrà anche la funzione di interscambio informativo per gli operatori del settore, al fine di migliorare la rete di servizi.
Un ultimo strumento informativo che completa il progetto è la classica mappa stradale. Semplice, ma veloce ed intuitivo strumento di consultazione distribuito in vari punti della città. Unaa volta scelto sulla mappa il punto di interesse, si può accedere alla scheda informativa nel sitowww.milanoaiuta.org, all’interno del quale è  presente una mappa interattiva che aiuta a trovare il percorso e raggiungere il punto d’interesse.
Il progetto ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano.

Mario Furlan, life coach – Sei davvero un leone?

Il leone e la gazzella

Il leone dà la caccia alla gazzella, non perde tempo dietro alle piccole prede

Il leone deve correre, sudare e bruciare molte calorie per catturare una gazzella. Mentre non deve fare alcuna fatica ad agguantare, con una zampata, il topolino che gli sta passando davanti. Eppure i leoni inseguono le gazzelle. E non si curano dei topolini.
Il re della foresta punta in alto. Alle prede grosse, importanti. A quelle che valgono la pena. Non si perde dietro ai topolini. Acchiapparli non richiede particolare sforzo, è vero. Ma non portano a nulla. Non danno soddisfazione. Fanno solo perdere tempo.
E tu, sei un leone? Ti impegni a raggiungere obiettivi ambiziosi, motivanti, grandi, senza perderti in piccolezze?

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