Mario Furlan, life coach – Cosa fare al mattino, e cosa al pomeriggio

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

In tribunale il giudice  tende ad essere più accondiscendente con gli imputati al mattino e più severo al pomeriggio: infatti gli imputati che si presentano in aula nel pomeriggio ricevono multe più salate e più anni di carcere.
E’ il risultato di un’indagine svolta negli Stati Uniti, in Canada e in Israele: quindi in tre Paesi democratici. Non in tre dittature, dove non esistono garanzie per gli accusati. E proprio per questo ci aiuta a capire che è meglio prendere le nostre decisioni più delicate, e incontrare persone nuove con cui ci teniamo a fare buona impressione, al mattino, quando siamo più freschi; e non dopo pranzo o alla sera, quando ci appisoliamo.

La stanchezza influisce su umore e decisioni

Infatti la stanchezza influisce sul nostro umore, e quindi sulle nostre decisioni: ci rende scontrosi, irritabili, nervosi. Si abbassa la nostra soglia di attenzione e sopportazione, ci distraiamo e ci spazientiamo più facilmente. Non riusciamo a valutare lucidamente. E, se abbiamo un problema delicato da affrontare, siamo inevitabilmente portati a scegliere la soluzione più facile ed immediata, quella che richiede meno riflessione e meno capacità di immedesimarci negli altri. Oppure – e può essere una buona soluzione – vogliamo rimandare la decisione a quando ci sentiremo meglio. Ma non tutte le decisioni possono essere rimandate…

Li infinocchi meglio quando sono stanchi

I truffatori esperti dell’animo umano sanno che è più facile infinocchiare il prossimo quando è stanco e poco lucido: difatti incontrano le loro vittime dopo pranzo o in tarda serata. E la tradizione, tutta italiana, di fare interminabili riunioni di governo nelle ore notturne? Servono a far sì che i presenti, ormai assopiti, abbiamo perso l’energia per dibattere, e approvino decisioni che, se fossero stati più coscienti, avrebbero bocciato.

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Il cantautore TolKins: “La vita è come un Mojito”

Il cantautore Tolkins, alias Mattia del Conte

Il cantautore Tolkins, alias Mattia del Conte

No, il grande scrittore Tolkien non c’entra… ho letto la saga del Signore degli anelli e ho visto i film, ma il mio nome d’arte, TolKins, non viene da lui!”
Mattia Del Conte, giovane musicista e compositore milanese, sorride. Con il nick di TolKins è appena uscito il suo nuovo singolo, “Mojito”: un brano orecchiabile, ballabile, solare. “Il mojito rappresenta molte cose per me – spiega. – E’ un drink semplice, con pochi elementi; ma che devono essere equilibrati per dare vita a una bibita gradevole. Basta poco per sbagliare mix. Come amo questo drink, così amo le persone fatte come lui: semplici, con tanti elementi in perfetto equiibrio”.

Il mojito come metafora delle persone e della vita, dunque.

“Sì: mojito è godersi la vita in modo semplice, leggero e spensierato. Non come il negroni, un drink forte, aggressivo”.

Come hai iniziato a suonare?

“A Bresso, periferia nord di Milano, mio zio aveva un pub in cui suonavano rockband dal vivo. Mi appassionavo ad ascoltarle, passavo lì le mie serate. E ho voluto imparare a suonare. Ho iniziato prima con la chitarra classica, poi con la chitarra rock e blues.
Come molti della mia classe, la 1990, ho iniziato con le cover band del punk rock californiano dell’epoca: Green Day, Blink 182… Poi ho sperimentato il pop italiano, sono diventato tenore di un coro gospel, sono entrato nei collettivi funk…”

Quante esperienze diverse…

TolKins sorride: “Eh sì, sono un grande curioso, mi piace sperimentare tutto il possibile… e infine ho avvertito la necessità di esprimermi da solo, come Tolkins. Per raccontare il mio mondo nel modo più libero e spontaneo possibile”.

Progetti per il futuro?

“Nei prossimi mesi usciranno tre nuovi singoli, tutti prodotti con Livio Magnini dei Bluvertigo. Ma il mio sogno più grande è di poter fare un live tour nell’estate 2021… La mia musica è solare, mette allegria: l’ideale per i mesi estivi. Chissà se, Covid permettendo, potrò fare dei concerti nelle località balneari… “

Mario Furlan, life coach – Ecco cosa conta davvero (e non a parole!)

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

C’è un modo per sapere se ci teniamo davvero ai valori che proclamiamo e giuriamo di rispettare. E’ l’unico modo. Ed è una domanda. La domanda è questa: quanto tempo dedichi a ciò cui tieni?
Tieni alla tua salute? Bene. Quanto tempo le dedichi? Se la risposta è Non trovo il tempo di fare sport, significa che non ci tieni davvero. Cioè che ti stai prendendo in giro.
Tieni alla tua famiglia? Ottimo. Quanto tempo le dedichi? Se non riesci a starci insieme nemmeno poche ore alla settimana forse non ci tieni così tanto. Lo so, devi lavorare per mantenerla. E il lavoro ti porta via tanto tempo. Ma a che serve lavorare così tanto se il tempo in cui godere dei frutti del tuo lavoro è così poco?
Oltre il 90% delle persone mettono al primo posto, nella loro scala dei valori, la salute. Al secondo gli affetti. E al terzo il lavoro. Eppure dedicano gran parte del tempo al lavoro. Poco alle persone che amano. E nulla, o quasi, a conservare la salute. Significa che la loro scala dei valori non vale nulla. Perché il tempo che dedichi ad ogni attività è la vera misura del valore che le attribuisci. I soldi vengono e vanno. Mentre il tempo, una volta che se n’è andato, non torna più. Ed è triste invecchiare con il rimpianto di non averlo trascorso meglio.

Prima che sia troppo tardi

Spesso arriviamo troppo tardi a capire cosa conta veramente nella nostra vita. Come in questa storia che mi hanno raccontato. Non so se sia vera. Ma so che ci sono milioni di storie simili.
Una vecchia madre e la figlia litigano e rompono i rapporti. Il loro dissidio si trascina negli anni. La madre vuole rappacificarsi: rifiuta l’idea di andare nella tomba con un conflitto irrisolto. Vienimi a trovare, la implora. E facciamo pace. La figlia dice di sì. Al telefono. Ma nei fatti non se la sente. Si sente bloccata. Frenata. Le manca il coraggio per riabbracciare la mamma. E si giustifica dicendo che non ha tempo. Quando la madre le telefona, lei risponde “Non posso passare da te questo mese. Non ho tempo”. Si lamenta di essere sempre presa con mille impegni, tra il lavoro e la famiglia. Sempre occupata.  E’ una menzogna. Cui, nel tempo, ha finito per credere. Finché, un giorno, stanca di prendersi in giro e colta da un senso di rimorso, va a trovare la mamma. Ma quando suona alla porta capisce di essere arrivata troppo tardi. La madre è sul letto. Gli occhi chiusi. Morta. La figlia aveva avuto cinque anni per riconciliarsi con chi l’aveva messa al mondo. E si era lasciata fregare per cinque minuti.

Se vuoi farlo… fallo adesso!

Quanti di noi vorrebbero tornare indietro per rimediare a un errore, un’incomprensione, una mancanza? Per dare un bacio, un abbraccio, per dire Scusami, per dire Ti amo? Quanti vorrebbero stringere tra le braccia una persona morta, anche se solo per cinque minuti? E allora, perché aspettare ad avere rimpianti? Perché vivere nei rimorsi? Perché, se conta davvero, non dargli la giusta priorità, invece di rimandare in eterno? Perché non farlo ora, adesso, subito, prima che sia troppo tardi?

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Mario Furlan, life coach – Ecco come dormire bene

Il life coach Mario Furlan ti spiega come dormire bene

Il life coach Mario Furlan ti spiega come dormire bene

La giornata è stata pesante. Arrivi alla sera stressato. E non riesci a dormire bene.
Succede. Ma alla lunga dormire poco, e male, danneggia la salute fisica e mentale. Può portare all’obesità e alla pressione alta, e a deprimere il sistema immunitario: cosa pericolosa soprattutto in questo periodo di pandemia!
Ecco cosa ti può aiutare a dormire meglio, e quindi a stare meglio, nel corpo e nella mente:
1) Non trascorrere davanti alla tv, o al telefonino, l’ora prima di andare a letto. Perché entri in uno stato di trance, e non ti accorgi del tempo che passa; e anche perché video e immagini possono avere un effetto stimolante e ansiogeno;
2) Medita, o fai stretching, o yoga, prima di toccare il letto. Così ti rilassi e decontrai i muscoli;
3) Fai attività fisica di giorno: scarichi la tensione, che non si accumula nel corpo. Non serve correre, o andare in palestra, una sola volta alla settimana. Serve, invece, fare qualcosa tutti i giorni, o almeno a giorni alterni;
4) Usa oli essenziali, come quello di lavanda, di valeriana o di camomilla, per rilassare mente e corpo. Li puoi inalare, o massaggiare sulle piante dei piedi;
5) Vai a letto presto. O almeno prima di mezzanotte.
Questo consiglio serve soprattutto se hai più di 40 anni. E diventa sempre più importante con il passare degli anni.
Da giovane riesci a dormire bene anche se ti corichi all’alba. Ma più vai avanti nella vita, e più noterai che ti svegli al mattino. E che dopo la sveglia fai fatica a riprendere sonno. Pertanto conviene, impegni permettendo, andare a dormire presto, e alla stessa ora ogni sera: alle 22, o alle 23.
E se non riesci a dormire, non preoccuparti. Se ti concentri sulla mancanza di sonno, e cominci a pensare “Non riesco a dormire bene, domani sarò uno straccio”, sarà peggio. Invece respira lentamente e profondamente. Con una respirazione diaframmatica.  Come nello yoga. E immagina di espellere i pensieri negativi ad ogni espirazione, e di inspirare pace e serenità ad ogni inspirazione.
Buon riposo!

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