Informazioni su Mario Furlan

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione e crescita personale all'università Ludes di Lugano, e di Comunicazione efficace, leadership e management all'università Fortunato di Benevento. Ha scritto vari best-seller, tra cui "Risveglia il campione in te!" e "Tu puoi!" E' noto anche come creatore del Wilding, l'autodifesa istintiva, e dei City Angels. www.mariofurlan.com

Mario Furlan, life coach – Perché dobbiamo andare contronatura per essere felici

Mario Furlan, motivatore e life coach

Mario Furlan, motivatore e life coach

Hai notato che la gente ricorda il male che ha subito, mentre dimentica il bene che ha ricevuto? E – detto tra noi – anche tu fai parte della gente.
Perché abbiamo questo difetto di fabbricazione? Perché Madre Natura ci ha costruiti in modo tale da proteggerci dai pericoli, facendoceli ricordare a lungo. Ma non si è preoccupata di renderci felici, assaporando la gratitudine.
Il nostro cervello emotivo reagisce ancora come decine di migliaia di anni fa: come un adesivo con le cose negative (restano attaccate), e come un teflon con quelle positive (si staccano subito, ce le scordiamo). Per questo in politica rende molto di più infangare l’avversario piuttosto che proporre soluzioni costruttive.
E’ la nostra natura. Ma è anche la nostra infelicità. Quindi, per vivere meglio, conviene andare… contronatura! Non è facile, ma ci aiuta a conquistare la serenità.

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Lorenzo Bisoffi, il fisioterapista di +Forza+Salute

Lorenzo Bisoffi fisioterapista a Magenta

Lorenzo Bisoffi di Magenta, fisioterapista: ha creato il metodo “+Forza+Salute”

Lorenzo Bisoffi, 29 anni, è un Fisioterapista molto noto a Magenta dove ha appena inaugurato il suo centro di riabilitazione.

Dopo il percorso di specialistica post-universitario assieme ad una sana “gavetta” come Fisioterapista per importanti ospedali di Milano e provincia, inaugura oggi il suo studio per rendere concreto il frutto di anni di formazione sul tema riabilitazione e salute.

Grazie ai suoi studi nell’ambito delle neuroscienze del dolore ed alla sua innata pulsione nel portare novità nel settore della Fisioterapia, Lorenzo ha elaborato l’innovativo metodo di cura “+Forza+Salute” e lo applica con grande efficacia nei suoi pazienti.

+Forza+Salute è un metodo di presa in carico e gestione del paziente il cui obiettivo e massimizzare gli interventi del Fisioterapista riducendo – fino ad eliminare definitavamente – il rischio di recidive.

Secondo Lorenzo, la salute della persona deve essere analizzata secondo un’ottica biopsicosociale,  dove occorre prendere in considerazione l’aspetto psicologico e relazionale oltre a quello meramente fisico.

“Il classico fisioterapista commette due grandi errori: il primo è standardizzare il trattamento che esegue sul paziente e, secondo grande errore, comportarsi solo come un tecnico preoccupandosi esclusivamente della manipolazione del corpo considerandolo completamente distaccato dalla sua mente. Questo approccio è l’esatto contrario di quello che oggi le neuroscienze del dolore ci dicono di come funziona il cervello e di come funzionano le vie neurali del dolore. Io, infatti, parlo continuamente con il paziente, lo metto a suo agio e cerco di capire le radici profonde del suo problema; in questo modo posso risolverle grazie alla sapiente gestione della giusta tecnica – a volte semplicemente una semplice frase – per la giusta persona. Il paziente si sente coinvolto nel suo percorso di cura e le mie decisioni sono sempre uniche e mai standardizzate”

Così facendo, Lorenzo Bisoffi ottiene risultati superiori alla media. Riesce a risolvere le tensioni muscolari anche semplicemente chiaccherando durante la terapia. Master practitioner in Programmazione Neuro-Linguistica, il giovane Bisoffi sa come sviluppare un atteggiamento empatico e di ascolto attivo. “Un terapista deve imparare a capire cosa il paziente ti vuole comunicare; e non lo fa di certo solo con le parole” dice.

Quinto ed ultimo figlio di genitori entrambi medici ha maturato sin da subito l’amore per la medicina e l’importanza della ottima comunicazione per prendersi cura delle persone.

“Il mio successo come persona e professionista penso derivi tutto da quei sani valori trasmessi dai miei genitori che ho poi maturato ed approfondito con i miei studi universitari e l’analisi e studio delle migliori tecniche di comunicazione efficace” dice Lorenzo Bisoffi.

E’ di prossima uscita il suo libro “+Forza, +Salute”, in cui racconta il suo metodo innovativo. “Come sostengono i colleghi anglosassoni, la “wise action” ovvero la scelta terapeutica sui pazienti non  deriva solo dalla meccanica operazione di consultazione-applicazione delle raccomandazioni dei testi scientifici – racconta.  – Occorre anche considerare la complessità di cosa sia veramente il dolore delle persone sfruttando quindi anche la nostra esperienza fatta sul campo e – sopratutto – le aspettative del paziente in merito al suo disturbo”.

Ogni parte di questa triade ha un peso diverso e mutevole nel percorso di cura del paziente ed ad ogni momento potrà prevalerne l’una sull’altra nella scelta che verrà fatta. E lui è bravissimo a gestirle tutte e tre.

Mario Furlan, life coach – Come suscitare fiducia negli altri

Mario Furlan è un life coach

Il life coach Mario Furlan

Più invecchiamo, più troviamo difficile fidarci degli altri. Perché negli anni abbiamo ricevuto troppe fregature. Ci hanno fatto promesse che non hanno mantenuto (e non mi riferisco solo ai politici); oppure abbiamo nutrito aspettative che sono andate deluse. E il divario tra ciò che ci aspettiamo (di solito molto) e ciò che riceviamo (di solito molto meno) si chiama delusione.
Per suscitare fiducia nelle persone consiglio, quindi, di comportarci all’opposto di come fanno gli altri: promettiamo meno di quanto possiamo fare, e facciamo più di quanto abbiamo promesso. Il divario tra ciò che ci aspettiamo e ciò che riceviamo si chiama soddisfazione. E la soddisfazione genera fiducia.

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Eduardo Montefusco di FitActive: Apriamo nuove palestre, alla faccia del Covid!

Eduardo Montefusco, Presidente e Fondatore delle palestre Fitactive

Eduardo Montefusco, Presidente e Fondatore delle palestre Fitactive

Eduardo Montefusco, fondatore e presidente delle palestre FitActive, non è uomo da fermarsi. Neppure di fronte alla pandemia. Tant’è vero che – Covid permettendo – entro settembre arriverà ad avere un’ottantina di palestre sul territorio nazionale. Tra cui due a Bari, la prima in Sardegna – a Cagliari – e la prima a Roma. Un impero, insomma. Che continua ad espandersi, nonostante ancora non si sappia quando le palestre potranno riaprire.
“Stiamo scommettendo massicciamente sul futuro – dice. – Le persone non vedono l’ora di poter tornare ad allenarsi con noi. Gli allenamenti digitali stanno funzionando da palliativo, ma sempre meno: durante il primo lockdown hanno fatto furore, nel secondo sono andati bene, adesso notiamo un crollo di visualizzazioni. Segno che siamo stanchi di vivere online e vogliamo tornare in palestra. Per socializzare e allenarci in un ambiente stimolante, completamente diverso e molto più motivante di quello casalingo”.

Tutto lascia pensare che le palestre si riprenderanno presto dopo la lunga chiusura forzata: è evidente che a casa non posso allenarmi come in palestra. Ma è cambiato qualcosa nel mondo dei personal tranier, che da oltre un anno non stanno lavorando, o quasi? Prima era un lavoro tra i più ambiti dai giovani…
“Oggi gli animi si sono raffreddati, ed è un bene che sia così – spiega Eduardo Montefusco. – Proprio a causa della grande attrattività di questo lavoro, che era diventato di moda, negli ultimi anni stuoli di giovani hanno preteso di lavorare come trainer pur senza avere le competenze. Bisogna essere molto chiari e rigorosi: non basta avere i muscoli e sapere come allenarsi per diventare dei seri personal trainer. E non basta neanche avere frequentato corsetti da pochi giorni. Serve, invece, essersi laureati in Scienze motorie. Non è giusto che chi ha studiato dieci anni, frequentando l’università e poi dei master, venga messo allo stesso livello di chi ha seguito corsi di dieci giorni! Stiamo parlando della salute delle persone: un trainer impreparato rischia, facendoti allenare in modo sbagliato, di procurarti danni gravi! Proprio per questo in FitActive selezioniamo i nostri trainer con grandissima attenzione.”

C’è una previsione di massima su quando le palestre riapriranno?
“Potrebbe essere nel mese di giugno, come l’anno scorso. Il problema è che riapriremo dopo essere stati completamente abbandonati, per un anno e mezzo, dallo Stato italiano. Abbiamo chiuso nel marzo 2020, riaperto a giugno e richiuso il 24 ottobre; anche se già da una settimana, dopo le parole del premier Conte, le palestre erano vuote: c’era paura a venire”.
Prosegue Eduardo Montefusco: “Ci troviamo in una condizione disastrosa, e gli indennizzi sono irrisori: basti pensare che arrivano sostegni di circa 10mila euro per un’azienda che ne ha persi 400mila! Ogni mese ogni palestra, benché chiusa, deve sobbarcarsi spese da 3-4 mila euro: la manutenzione, la corrente elettrica per allarmi e telecamere, la vigilanza per evitare vandalismi…  Tutto questo senza pagare l’affitto: è ovviamente impossibile pagarlo se non possiamo lavorare. E non esiste una legge che spieghi in maniera univoca cosa fare con l’affitto e nonostante ci troviamo in una situazione EXTRA ordinaria, siamo ancora costretti ad utilizzare precedenti e del sistema ordinario che non contemplano una pandemia. Così rischiamo quotidianamente, e non per colpa nostra, di avere liti con le proprietà sul versamento dei canoni di locazione con le quale magari non è stato trovato un accordo soddisfacente per entrambe le parti. Ogni giorno combattiamo per salvare posti di lavoro, investimenti ed il lavoro di anni… Insomma, siamo nella più totale incertezza. Ma non ci arrendiamo. E lo facciamo pensando ai nostri clienti: ci scrivono che non vedono l’ora di tornare in palestra!”

Il chitarrista Roberto Fabbri: Ecco il mio Hammam

Il chitarrista Roberto Fabbri

Il chitarrista Roberto Fabbri

Roberto Fabbri, romano, 57 anni, è uno dei più acclamati chitarristi classici al mondo. È da poco uscita, con un suggestivo video, la nuova versione del suo brano “Hammam”. Nel cartoon lui suona la chitarra davanti alla Basilica di San Pietro, mentre un altro grande musicista – il liutista croato Edin Karamazov – suona il liuto davanti alla chiesa, ora moschea di Santa Sofia, ad Istanbul. E mentre suonano, nel video appare la parola “Rispetto” scritta in varie lingue. “Credo nella musica come strumento per aiutare l’incontro tra cultura occidentale ed orientale, ed è fondamentale rispettare il prossimo. Oggi rispetto significa anche rispettare le regole per uscire da questo tunnel” spiega Roberto.

Il suo amore per la musica nasce da bambino. Dopo il pranzo domenicale suo zio si metteva a suonare la chitarra e lui restava ad ascoltarlo cercando di strappargli qualche segreto. Domenica dopo domenica, lo zio gli insegna i primi passi dello strumento, ma la svolta arriva il giorno in cui lo zio suona un pezzo spagnolo complicato e si rifiuta di spiegarlo al piccolo Roberto: “E’ troppo complesso, non capiresti”. Ma Roberto Fabbri è un ottimo osservatore e la domenica dopo è lui a suonare il brano davanti allo zio esterrefatto. I genitori capiscono che la sua vocazione è quella e lo mandano al prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia.
Il resto è una collezione di successi internazionali. Tra cui una cover della celeberrima canzone del 1977, “Don’t let me be misunderstood” dei Santa Esmeralda. “Leroy Gomez, il leader della band, ha scritto che è la migliore cover mai realizzata!” sorride Roberto Fabbri.

Durante la pandemia Roberto Fabbri si ammala di Covid e nei mesi che trascorre chiuso in casa tira fuori dal cassetto vecchi progetti: tra cui quello di fare qualcosa con il suo amico Edin, conosciuto a Belgrado nel 2009 in occasione del Guitar Art Festival. Quella sera Fabbri doveva aprire il concerto di Ennio Morricone davanti a 20.000 persone, mentre il giorno prima Edin aveva suonato con Sting. “Ci siamo persi per anni, il lockdown ci ha fatto, paradossalmente, ritrovare” dice Fabbri. E proprio durante la pandemia nasce la nuova versione di Hammam.

Nella sua lunga e brillante carriera Roberto Fabbri ha scritto una quarantina di libri, di cui due nell’ultimo anno. Uno è singolare: è una dissertazione sulle 15 canzoni più famose di Lucio Battisti. “Apparentemente non c’entra nulla con quello che io faccio, ma mi piace spaziare – dice. – E poi Battisti è diventato parte integrante della cultura italiana, imprescindibile”.

Oltre a suonare e a scrivere, il chitarrista Roberto Fabbri dirige il Dipartimento di chitarra presso il Conservatorio di Teramo. “Per fortuna siamo riusciti a tenere qualche incontro in presenza oltre alle tante lezioni online” dice. E aggiunge: “Non vedo l’ora di tornare sul palco, luogo deputato di noi musicisti. Stiamo soffrendo molto: non solo per la questione economica, ma anche nell’anima. Abbiamo bisogno del contatto con il pubblico per stare bene!”

Mario Furlan, life coach – Vuoi davvero conoscere la verità?

Un bimbo con il viso sporco dopo aver mangiato

Un bimbo con il viso sporco dopo aver mangiato

Se, dopo aver mangiato, hai il mento unto ma nessuno te lo dice, continuerai ad andare in giro col viso sporco. Allo stesso modo, se stai sbagliando ma nessuno te lo fa notare, continuerai a sbagliare.
Il problema è che spesso respingiamo la realtà. Ci arrabbiamo con chi ci indica i nostri errori: pensiamo che ce l’abbia con noi. Ci comportiamo come i dittatori, che incarcerano chi si permette di criticarli.
Eppure rifiutarci di accettare la dura realtà, e cullarci nell’illusione che tutto vada bene e che ci stiamo comportando in modo impeccabile, non può che peggiorare le cose. Siamo come il negazionista, che caccia via il medico che gli dice che è colpito da una forma grave di Covid. Gli grida, arrabbiato, che il virus non esiste. Così non si cura. E muore.
A volte siamo noi a rigettare la verità. Altre volte sono i nostri interlocutori a nascondercela. Non sempre con intenti nocivi: talvolta lo fanno nel tentativo di proteggerci. Da ragazzo frequentavo il mio coetaneo Andrea; quando si ammalò di tumore al fegato, i genitori raccomandarono a noi amici di non dirglielo. E di fargli credere che fosse soltanto un’epatite. Così Andrea morì convinto, fino all’ultimo, di poter guarire. E’ stato giusto? Non sta a me giudicare. Se però fossi io ad essere ammalato, pretenderei da medici e familiari di conoscere la verità. Vorrei sapere quanto tempo mi rimane da vivere, perbacco. Perché vorrei prepararmi all’ultimo viaggio nel modo migliore.
Qualche giorno fa mi sono scontrato con uno psicologo di una certa scuola freudiana che non vuole dire ai suoi pazienti da cosa sono affetti. “Per non etichettarli”, è la sua giustificazione. Suona bene, sembra nobile. Ma i risultati sono disastrosi. Conosco infatti una ragazza, affetta da disordine della personalità di tipo borderline, che è andata per anni da questo psicologo senza cavare un ragno da un buco. Perché lo specialista le ha sempre detto che lei non ha alcuna patologia, ma deve solo imparare a gestire meglio i suoi stati d’animo. Così la giovane è a tutt’oggi convinta di essere più o meno a posto, e che la colpa del suo malessere derivi interamente dai genitori. Lascio a voi immaginare cosa subiscono i poveri genitori, che per giunta pagano lo psicologo…

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Oreste Maria Petrillo, il maestro della vecchia scuola di culturismo

Il best-seller sul culturismo di Oreste Maria Petrillo

Il best-seller sul culturismo di Oreste Maria Petrillo

Campano, 39 anni, Oreste Maria Petrillo è un maestro del culturismo vecchia scuola: quello che va dal secondo Dopoguerra agli anni Sessanta-Settanta, prima che la chimica irrompesse prepotentemente sulla scena e cambiasse tutto, dall’allenamento all’alimentazione.

Inizia a praticare sport agonistico sin da ragazzino. Comincia con il canottaggio (“mi alzavo tutte le mattine all’alba per allenarmi”), per poi passare al basket e alle arti marziali. A 16 anni, la svolta: suo padre gli regala “Muscoli e bellezza”, il famoso best-seller di John Vigna, il libro che ha fatto conoscere il culturismo a centinaia di migliaia di italiani.

Oreste Petrillo scopre il mondo del fitness e della cultura fisica, e vi si tuffa a capofitto.
I corpi degli atleti di allora erano belli ma non impossibili, come i campioni del Mr Olympia di oggi – dice Petrillo. – Oggi vedi un campione di bodybuilding e ti scoraggi: sai che non potrai mai avvicinarti a certi traguardi”.

Per qualche anno Vigna è il suo punto di riferimento.

Nel frattempo Oreste si iscrive a Giurisprudenza all’Università di Napoli, e allo studio della legge affianca quelli di anatomia, biologia, chimica, alimentazione: è il suo amore per il bodybuilding a spingerlo.

Diventa anche istruttore di fitness e personal trainer, e abbraccia la scuola di Mike Mentzer, noto campione di culturismo degli anni Ottanta.

L’approccio di Mentzer è l’opposto di quello di Vigna: allenamenti per tutto il corpo in una sola seduta di allenamento, e ogni seduta è molto distanziata dall’altra. “Sono arrivato ad allenarmi anche una sola volta ogni 14 giorni!” ricorda.

Dopo Vigna e Mentzer, Oreste scopre il culturismo degli albori: quello della metà del secolo scorso, che ha avuto grandi esempi in Steeve Reeves e Reg Park, diventati anche divi del cinema.

“Mi sono innamorato del bodybuilding di allora, quello semplice, pulito, e mi sono messo a studiarlo di gran lena” dice.

Petrillo pre un gruppo Facebook (Old School Training: OST) per approfondire l’argomento con altri appassionati, e il successo è tale che decide di scrivere un libro sul tema.

Nasce così “The Secret Book of Old School Training – Come applicare i segreti del culturismo degli albori per ottenere più muscoli e più definizione”. È un’opera mastodontica, che raccoglie le schede di allenamento di decine di campioni di allora. Ed è un sorprendente successo: il libro viene tradotto in varie lingue, tra cui il russo. E viene apprezzato da nientemeno che Boris Sheiko, celebre istruttore di powerlifting russo.

Dopo questo best-seller ne seguono altri sullo stesso argomento, visto da varie sfaccettature.

Alla domanda su quale sia l’allenamento “old school” da lui prediletto, Oreste Maria Petrillo non ha dubbi: sceglie quello di Reg Park, l’ideatore del “5×5”: 5 ripetizioni per 5 serie per ogni esercizio, con 3 serie a carico costante. Per acquisire sia forza, sia massa muscolare. “Le sue intuizioni sono valide ancora oggi. E il culturismo di allora è oggi più valido che mai – assicura. – Le palestre sono chiuse, dobbiamo allenarci in casa. A corpo libero, o con un set di bilanciere e manubri. Roba semplice, insomma. Come si faceva allora. Anche per questo ci serve riscoprire la vecchia scuola di cultura fisica!

Senza contare che in tempi di Covid essere in forma è utilissimo per non ammalarsi. E non si tratta soltanto di avere tanti muscoli, ma anche di respirare profondamente, stare all’aria aperta, nutrirsi e riposarsi correttamente. E, ovviamente, curare l’aspetto psicologico: “Che non è visibile, ma è essenziale”.

Oreste è un’autorità anche in questo: tra i suoi libri ricordiamo “The Secret of Mind and Body”, un prezioso manuale che insegna ad usare la mente per ottenere il massimo. Nello sport e nella vita.

 

Mario Furlan, life coach – Segui i Ferragnez o Gianluca Vacchi?

Gianluca Vacchi con la fidanzata

L’influencer Gianluca Vacchi con la fidanzata

Da quando esistono i social, siamo ancora più sollecitati a paragonarci agli altri. Se, come tanti altri, seguiamo influencer celeberrimi come i Ferragnez (Chiara Ferragni e suo marito Fedez) o Gianluca Vacchi su Instagram o Facebook, potremmo sentirci piccoli piccoli rispetto a loro: sono più belli e ricchi di noi, adorati da milioni di follower, hanno un partner, una casa, una macchina, un corpo e una vita da sogno…
Ma paragonarti agli altri ti fa solo provare invidia, o ti fa sentire inadatto. Perché troverai sempre chi è più bello, ricco, alto, magro, stimato, di successo di te! Non a caso ci sono studi che provano che più tempo passi sui social, più provi sentimenti negativi: frustrazione, rabbia, depressione.
E’ meglio, molto meglio focalizzarci su noi stessi. Pensare a ciò che abbiamo, non a ciò che ci manca. E provare gratitudine per quello che abbiamo: metà della popolazione mondiale sarebbe felicissima di vivere come noi!

Nessuno ha una vita perfetta. Neanche loro 

Ricorda poi che tutti abbiamo le nostre difficoltà e le nostre sfide, e che nessuno ha una vita perfetta. Se qualcuno ti vuole presentare la sua vita come perfetta, sta nascondendo qualcosa: probabilmente è ancora più imperfetta della tua! Infatti i social ci mostrano soltanto la parte bella della vita di queste star. Che ne sappiamo di ciò che provano davvero, lontano dai riflettori e nel profondo del loro animo?
Ho conosciuto molte persone ricche e famose, e ho scoperto che buona parte di loro era più infelice di me! Quindi non chiederti perché non sei come loro (forse è meglio che tu non lo sia), ma come puoi essere il meglio di quel che sei. E se vuoi cambiare, non farlo per imitare qualcun altro, ma per raggiungere il tuo pieno potenziale!
Questo pensiero è stato espresso magistralmente da Martin Luther King nella sua poesia Siate il meglio:
«Se non potete essere un pino sulla vetta del monte, siate una scopa nella valle
ma siate la migliore piccola scopa sulla sponda del ruscello.

Siate un cespuglio, se non potete essere un albero.
Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero.
Se non potete essere il sole, siate una stella.
Non con la mole vincete o fallite.
Siate il meglio di qualunque cosa siate».

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Paolo Simoni, il cantautore dell’Anima

La cover di Anima, il nuovo album di Paolo Simoni

La cover di Anima, il nuovo album del cantautore Paolo Simoni

Paolo Simoni, 36 anni, è un cantautore, musicista e scrittore. Nato a Porto Garibaldi, vicino a Comacchio, a 14 anni esce di casa per andare a vivere a Ferrara e poi a Bologna: “Per noi ragazzi di provincia Bologna era New York”, ricorda.

A Bologna Paolo Simoni conosce la cantante Iskra Menarini, una delle più strette collaboratrici di Lucio Dalla. Prende lezioni di canto da lei, studia il pianoforte ed è felice di farsi “contagiare”, come gli piace dire, dalla scuola bolognese dei cantautori. E’ una scuola straordinaria, con artisti del calibro, oltre che di Dalla, anche di Guccini (con cui fa amicizia), Luca Carboni, gli Stadio, Samuele Bersani.

“Ho imparato che il testo di una canzone deve avere la sua autonomia rispetto alla musica – dice; – puoi sacrificare una nota, ma non quello che devi esprimere.” Dal 2007 in poi pubblica 4 album; il quinto, Anima, è appena uscito.
“Chiamarlo album è riduttivo: infatti è il sunto dei miei 36 anni – spiega Paolo Simoni. – E’ un album totalmente suonato, come si faceva una volta. Non realizzato al computer, come si fa oggi, uccidendo la creatività”.
Per realizzare Anima Simoni ha affittato un teatro per oltre un mese, cercando fino all’ossessione di esprimere i suoi pensieri. “Ho ripetuto alcuni pezzi anche 25 volte, proprio perché volevo trovare l’anima della canzone, con la sua autenticità. Fregandomene dei dettami dei discografici, che vogliono tutto stereotipato. E che stanno distruggendo la musica: siamo sommersi da dischi mediocri, che non hanno nulla da raccontare.”

Il suo Anima contiene un singolo, Pornosocietà, che sabato scorso ha cantato dal vivo nel programma di Rai2 Magazzini Musicali. “E’ una rappresentazione della degenerazione della nostra società – dice Paolo Simoni. – E’ diventata effimera, edonista. Si cerca il piacere del momento, senza guardare al futuro. La tv è trash: tutti urlano, non si esprime nulla di intelligente. Per non parlare dell’abuso dei social, il tempio del narcisismo. Il messaggio prevalente è: vali in base ai Like che hai. E se per raccattare like devi mostrare il corpo in modo volgare o fare le cose peggiori, va tutto bene”.
Paolo Simoni è presente sui social, dove riscuote un notevole successo; ma non ha timore di criticarli aspramente. “Sui social siamo tutti in vetrina, tutti in mostra. E siamo contenti di farci estrapolare informazioni sulla nostra vita privata, tanto la privacy non esiste più. Fanno fuoriuscire la nostra animalità; con tante scuse agli animali, alcuni dei quali ci superano sul livello morale”.
In questa “società liquida, diventata gassosa, con bassissima moralità”, Anima è un grido che ci scuote: Guardate che oltre al corpo c’è di più!

Mario Furlan, life coach – Elimina il burocrate in te!

Risveglia il campione in te!, best-seller motivazionale del life coach Mario Furlan

Risveglia il campione in te!, un libro che ti aiuta a cambiare le tue cattive abitudini

La burocrazia, nata con le migliori intenzioni, si è ridotta a fare principalmente una cosa: rendere difficile il facile attraverso l’inutile. Rallentando e complicando tutto, come stiamo vedendo anche con l’approvazione e la distribuzione dei vaccini antiCovid.
Protocolli che potevano andare bene tempo fa possono rivelarsi obsoleti e dannosi al giorno d’oggi. Sapevi, ad esempio, che in alcuni eserciti è richiesta la presenza di tre soldati per usare un cannone? Due lo caricano e sparano, il terzo li guarda. A che serve? Una volta serviva a evitare che il cavallo, spaventato dall’esplosione, fuggisse. Il protocollo non è cambiato… e oggi è inutile. Ma è ancora lì. In perfetto spirito burocratichese. Perché il burocrate non è interessato al risultato, ma ad una cosa soltanto: a seguire, per filo e per segno, la procedura che gli è stata imposta. Nessuno lo rimprovererà se non ha raggiunto l’obiettivo, ma sicuramente lo puniranno se non segue la procedura. E non importa se questa è lunga, inutile, farraginosa o addirittura dannosa. Perché la forma conta infinitamente più della sostanza.
Anche se non sei un burocrate, poniti questa domanda: ci sono cose che continui a fare per abitudine, anche se oggi non ti servono più?

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