Informazioni su Mario Furlan

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione e crescita personale all'università Ludes di Lugano, e di Comunicazione efficace, leadership e management all'università Fortunato di Benevento. Ha scritto vari best-seller, tra cui "Risveglia il campione in te!" e "Tu puoi!" E' noto anche come creatore del Wilding, l'autodifesa istintiva, e dei City Angels. www.mariofurlan.com

Mario Furlan, life coach – Come demotivare, senza volerlo

Mario Furlan è un life coach e un motivatore

Il life coach e motivatore Mario Furlan

Quando andavo a scuola, se prendevo sette o otto i miei genitori mi chiedevano, seri seri, perché non avessi preso nove o dieci. E se in un compito in classe, o in un’interrogazione, prendevo dieci la loro risposta era: “Uh, com’era facile!”

Naturalmente ci restavo malissimo. E mi chiedevo se valesse la pena studiare tanto per non essere mai ricompensato con una parola buona.

Quando, anni dopo, chiesi loro come mai fossero stati così parchi di complimenti, la loro risposta, in perfetta buona fede, fu: “Quando fai bene qualcosa, la soddisfazione più grande è la consapevolezza del proprio lavoro ben fatto. I complimenti degli altri non servono, servono solo quelli che vengono dal tuo cuore. Non dobbiamo essere noi a motivarti; se tu che ti motivi da solo”.

E’ falso. Tutti abbiamo bisogno di complimenti sinceri da parte degli altri. E soprattutto da parte delle persone cui teniamo di più. E’ facile – sul lavoro come in famiglia – cogliere nell’altro qualcosa di sbagliato: gli errori saltano subito all’occhio. E’ meno immediato accorgerci che sa facendo qualcosa di giusto. Diciamoglielo. Lodiamolo. Lo motiverà a farlo ancora.

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Mario Furlan, life coach – Perché non puoi vincere in una discussione

Una discussione animata in Parlamento

Una discussione animata in Parlamento

Non puoi vincere una discussione. Puoi solo perderla.
La perdi se l’altro dimostra che stai sbagliando.
Ma la perdi anche se ti dimostri che lui sta sbagliando, e tu hai ragione.
Perché? Perché ti stai facendo un nemico.
Quasi nessuno è disposto a riconoscere che ha torto. Per una questione di ego, di orgoglio, di amor proprio. E’ sbagliato. Ma molti confondono l’avere sbagliato con l’essere sbagliati.
A tutti capita di sbagliare, ma nessuno è sbagliato. Però quanto coraggio e quanta forza d’animo ci vuole per dire, serenamente e apertamente, “Hai ragione, ho torto!”
Sono qualità che ben pochi, oggi, hanno. Sui social, nei dibattiti televisivi, ovunque ciascuno pretende di avere ragione a tutti i costi. Non cerca di capire il punto di vista dell’altro, ma solo di ridicolizzarlo. O di criminalizzarlo. Per dimostrare che l’interlocutore è o un farabutto, o un idiota. Lo vediamo quotidianamente: che si parli di vaccini, di Green pass, di immigrazione, di legalizzazione dell’eutanasia, di Legge Zan, di legalizzazione della cannabis o di altri temi al centro del dibattito, ci sono sempre due fronti contrapposti. Che si guardano in cagnesco. E nessuno dei due è disposto a riconoscere qualche bontà nelle opinioni altrui.
Il mio consiglio? Non comportarti da intollerante e da supponente. Ma sii abbastanza umile da cercare qualcosa di giusto, e di condivisibile, dove ti sembra che sia tutto sbagliato. E abbastanza coraggioso da riconoscere i tuoi errori.

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Mario Furlan, life coach – Anche tu odi chi non la pensa come te?

Una manifestazione No Vax a Roma

Una manifestazione No Vax a Roma

Hai notato come ci si guardi sempre più in cagnesco tra no vax e pro vax, e tra favorevoli e contrari al Green pass?
Sono due fazioni contrapposte, che si detestano. E che arrivano a odiarsi. C’è addirittura chi non rivolge più la parola a chi ha opinioni diverse. E magari anche tu hai cancellato dai tuoi amici di Facebook chi pubblica post che ti urtano. Perché esprimono concetti sul Covid che, secondo te, sono delle solenni idiozie. “Ma come fa a scrivere delle cazzate simili?”, ti chiedi infuriato. E lui si pone la stessa domanda sui tuoi post.

Ma è sbagliato. Perché noi non siamo le nostre idee. Le idee possono cambiare. Ma noi rimaniamo esseri umani, come tali degni di rispetto. Puoi contrastare, anche duramente, le idee di qualcuno; ma quell’individuo va comunque rispettato. E, se è una brava persona, è anche meritevole di stima. Bollarlo come covidiota perché si vaccina, o come criminale perché non lo fa, scava un solco tra le persone. Ciascuna delle quali ha, comunque, una finalità positiva: divulgare la (sua) verità. Che, naturalmente, è sicurissimo che sia l’unica verità possibile. E chi la pensa diversamente, magari perché in possesso di informazioni diverse, non può che essere un imbecille…

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Z Padel Club e Acqua San Bernardo: un’iniziativa di solidarietà per i City Angels

Z Padel Club e Acqua San Bernardo aiutano i City Angels

Z Padel Club e Acqua San Bernardo aiutano i City Angels

Il concetto di solidarietà nasce in relazione a svariati concetti che, soprattutto in un periodo complicato come quello attuale, risultano ancor più significativi. In questo caso specifico, il concetto stesso di solidarietà viene associato a due realtà del Bel Paese, ovvero Z Padel Club, innovativa startup nata dall’idea di cinque imprenditori italiani, e Acqua S.Bernardo, main sponsor e fornitore ufficiale di Z. Le due company hanno donato 350 bottiglie d’acqua, oltre a una copertura da utilizzare come riparo, all’Associazione di volontari denominata City Angels, fondata nel 1994 da Mario Furlan, docente universitario di motivazione e crescita personale oltre che manager e giornalista professionista.

“Siamo molto contenti di aver aiutato l’associazione attraverso questo gesto simbolico – afferma Marco Maillaro, uno dei soci founder di Z Padel Club – Grazie a quest’iniziativa vogliamo richiamare anche l’attenzione delle altre company del territorio: anche il supporto più esiguo, soprattutto in un periodo difficile e delicato come quello che stiamo vivendo per colpa della pandemia, può fare la differenza. Siamo e saremo sempre attenti e desiderosi di aiutare le associazioni e le realtà più in difficoltà perché vogliamo fare la differenza anche al di fuori del campo da gioco con interventi mirati e significativi”.

Mario Furlan, life coach – L’unico consiglio davvero utile

Risveglia il campione in te!, best-seller motivazionale del life coach Mario Furlan

Risveglia il campione in te!, un libro del life coach Mario Furlan che ti aiuta a credere in te stesso

“Caro figlio, ti consiglio di frequentare questa scuola (o di iscriverti a questa facoltà universitaria). Perché se farai così, puoi stare tranquillo che troverai lavoro!”

Consigli come questi erano frequenti. E giusti. Ma oggi non più. Perché viviamo in un mondo sempre più imprevedibile. Che cambia sempre più rapidamente, da un giorno all’altro: la pandemia, che è arrivata improvvisamente e ha sconvolto le nostre vite, ne è un esempio. E una professione oggi richiesta può, in pochi anni, diventare obsoleta. Oggi, a causa del Covid, sono molto richiesti i medici e gli infermieri; ma chi può dire come sarà la situazione tra dieci, o anche solo tra cinque anni?

C’è un solo consiglio davvero utile che un genitore può dare a un figlio: quello di credere che, comunque andranno le cose, ce la farà. Non andrà a fondo, ma galleggerà. “Anche se il mercato del lavoro cambia, anche se resterai disoccupato, anche se ti licenzieranno, te la caverai. Perché tu vali!” Questo è l’unica esortazione davvero fondamentale per i nostri figli. E anche per noi stessi.  Perché anche noi, con la parziale eccezione di chi ha un posto fisso nel settore pubblico, non abbiamo alcuna garanzia di  conservare la nostra occupazione: l’azienda potrebbe fallire o delocalizzare, probabilmente un robot sostituirà molti lavoratori nel prossimo futuro, e in tempi brevi l’intelligenza artificiale potrebbe spazzare via anche alcune professioni intellettuali…

Se sei convinto di potercela fare, qualunque cosa accada, probabilmente ce la farai. Ma se credi di non potercela fare, sicuramente non ce la farai. Quindi… credici!

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Fabrizio Rovella, l’esploratore della Lapponia

Fabrizio Rovella

Fabrizio Rovella in Lapponia con Davide Dematteis

Siamo da poco rientrati in Italia, dall’esplorazione nella Lapponia svedese Il nostro nuovo progetto “Kungsleden Wild Trek”, e’ andato benissimo Piu’ di 150 km con uno zaino da 22 kg di peso ed alcune belle salite tra cui il Kebnakaise, la vetta piu’ alta di Svezia in perfetto stile invernale.

Con raffiche di vento a 80 km/h e temperatura percepita di -19 Roccia completamente incrostata di neve e ghiaccio Alcune piccole vallate secondarie ci hanno riservato sorprese non da poco, come cascate che si tuffavano direttamente sul nevaio, gruppi di renne e nella Valle di Nello numerosissime corna di renna ed una di alce Ma il voler esplorare a tutti i costi ci ha anche giocato due brutti scherzi, per ben 2 volte incredibili guadi per larghezza e portata ci hanno impedito di portarci sotto altre due vette, con relativo ghiacciaio di avvicinamento Ci siamo consolati con la salita di altre cime minori Davide Dematteis, grande amico e compagno di viaggio a cui va un mio infinito grazie ne ha addirittura concatenate 3 e l’ultima con relativa cornice nevosa L’aria e l’atmosfera che si respirano nelle Terre Estreme del Grande Nord e’ unica. Legna ovunque per il fuoco serale ed acqua presa direttamente da fiumi, cascate e laghi Un ennesimo grande ringraziamento va a chi ci ha permesso la riuscita di questo ennesimo progetto di Saharamonamour Hotel Condor-Riccione, Altai Gallery-Milano,Ristorante Le Dune-Castiglione della Pescaia, Ronco Alpinismo-Torino, Libreria della Montagna-Torino.

Partners sono stati: Ferrino Outdoor,Aku,Grivel, Solbian,e Ristorante Sovietniko,Agenzia 4 Passi Potete leggere del nostro viaggio sul Blog: L’uomo del Sahara

Mario Furlan, life coach – Impariamo dai bambini

Il life coach Mario Furlan ci spiega come i bambini ci insegnano la felicità

Quanto possiamo imparare da questo bimbo felice?

Pur restando adulti maturi, ci sono alcune bellissime qualità che possiamo imparare dai bambini.
1) Non si arrendono mai – Un bimbo cade per terra centinaia di volte quando impara a camminare, ma ogni volta ritorna in piedi. E ci riprova. L’adulto, invece, dopo un po’ si scoraggia. E rinuncia;
2) Sono curiosi – Non si accontentano del loro solito mondo, ma vanno alla scoperta di novità. Invece spesso l’adulto perde il desiderio di conoscere, provare, sperimentare, tentare;
3) Vivono nel qui e ora – Sono capaci di gustare il momento presente, con una partecipazione totale. E, quando si divertono, con una gioia intensissima. L’adulto, invece, si perde il presente. Perché rimugina il passato. O pensa al futuro;
4) Sanno accantonare i problemi – Anche i piccini hanno i loro (piccoli) problemi. Ma li sanno mettere da parte. L’espressione “dormire come un pupo” fa capire che sono capaci di non rimuginare, e di lasciarsi andare. Sereni.
Anche tu riesci a dormire in pace con te stesso e con il mondo, con la loro stessa serenità?
Quali di queste quattro doti puoi, e vuoi, imparare da loro?

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Alessandro Gatti: il camino ecologico è la nuova frontiera del design sostenibile

Alessandro Gatti, General Manager di maisonFire, con l’iconico biocamino Graffiti.

Alessandro Gatti, General Manager di maisonFire, con l’iconico biocamino Graffiti.

Alessandro Gatti è l’imprenditore che ha creato in Italia una nuova nicchia di mercato nel settore del mobile, quella dei camini senza canna fumaria, con il brand maisonFire.

E’ inoltre Vice Presidente del Gruppo Immobiliare Gabetti, investe in startup da sempre e nel residenziale turistico, tra USA ed Europa, ma anche in Puglia, dove ha acquistato Tenuta Contrada Albrizio a Ostuni e produce un apprezzato olio extravergine di oliva.

“Nel 2009 ho notato il potenziale dei camini a bioetanolo, che stavano prendendo piede all’estero. Ho pensato che potessero rispondere ai nuovi stili di vita degli italiani, orientati a vivere nelle grandi città, in appartamenti piccoli e sempre di corsa; inevitabilmente per il camino tradizionale non c’era più spazio”. Anche la crescente attenzione per le tematiche ambientali ha avuto il suo peso. La legna/pellet rappresenta la seconda fonte di riscaldamento per gli italiani (21%), preceduta solo dal metano (51%), ma genera il 90% del PM10 generato per riscaldare le abitazioni, a causa di prodotti di vecchia generazione. Scaldarsi senza inquinare il pianeta diventa quindi imprescindibile. “maisonFire vuole essere la risposta concreta per coniugare le nuove necessità abitative con una crescente sensibilità ambientale, senza rinunciare al legame ancestrale tra uomo e focolare. Il camino da sempre è sinonimo di famiglia, accoglienza, serenità”.

L’intuizione si è rivelata vincente; la produzione dal design made in Italy e l’attenzione per la funzionalità dei prodotti, hanno permesso di rispondere appieno alla crescente domanda del pubblico, fino a quel momento inascoltata. Dopo i biocamini, il brand ha introdotto i camini elettrici ad acqua, con la loro esclusiva tecnologia a ultrasuoni che riproduce in modo sorprendente l’effetto fiamma e fumo del fuoco naturale. Entrambe le soluzioni permettono di riscaldare ambienti di 25 – 30mq senza emissioni nocive, rappresentano quindi un’alternativa green al riscaldamento tradizionale.

“Migliaia di persone possono godere della bellezza del focolare, anche in condominio, proprio perché le soluzioni senza canna fumaria non comportano limitazioni tecniche e d’uso e sono completamente ecologiche”.

Le ville esclusive sui laghi, gli attici delle maggiori metropoli, le case vacanze di Courmayeur o Forte dei Marmi, gli studi di architettura più prestigiosi, gli hotel e i brand dell’arredo più esclusivi si affidano alle soluzioni di maisonFire per rendere unici i propri ambienti. I caminetti senza canna fumaria da Carate vengono esportati in oltre 10 nazioni, tra Europa, Africa e Medio Oriente.

Vogliamo crescere nell’export: il design italiano è ricercato nel mondo e i nostri focolari si prestano a qualsiasi tipo di mercato, essendo primariamente decorativi e, solo se si desidera, riscaldanti. Il 2020 è stato intenso; nonostante lo stop forzato di due mesi e mezzo durante il primo lockdown, il secondo semestre è ripartito forte e ha permesso di chiudere l’anno con vendite quasi invariate. Nel primo semestre 2021, invece, la crescita di fatturato, rispetto al 2019 pre-pandemia, mostra uno strepitoso +65%, grazie a una maggior attenzione per il comfort domestico e la sostenibilità, elementi per i quali i nostri camini rappresentano una risposta concreta e smart”.

Mario Furlan, life coach – L’empatia giusta e quella sbagliata

Mario Furlan, motivatore e life coach

Mario Furlan, motivatore e life coach… si spera empatico!

Empatia è una parola molto di moda. Ed è comprensibile: nelle relazioni tra persone l’empatia, cioè la capacità di capire le emozioni altrui, è fondamentale per stabilire un rapporto costruttivo.
Simpatico è chi è piacevole, divertente e fa sorridere. Empatico è invece chi si mette nei tuoi panni: qualcosa di molto più profondo. Ma esistono due empatie: una giusta, con la persona; e una sbagliata, con il suo errore.
Prendi lo studente che non riesce a studiare. Puoi dirgli “Capisco che fai fatica, se fai così e così ce la puoi fare”. Giusto. Sbagliato sarebbe, invece, empatizzare con la sua mancanza: “Oh poverino, quanto mi dispiace che non ci riesci!” Non lo sproni ad agire, ma ad adagiarsi. E a crogiolarsi nella sua pecca.
Quindi, ricordati: empatizza con la persona, non con il suo errore. Altrimenti la induci a ripeterlo!

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Mario Furlan, life coach – I due modi per cambiare

Il life coach Mario Furlan spiega che ci sono due modi con cui cambiare

Cambiare è come entrare nell’acqua gelida. Puoi farlo un passetto alla volta, o puoi tuffarti!

Ci sono due modi per cambiare. Cioè per riuscire a fare qualcosa che ci incute paura, o comunque ci mette a disagio.
Possiamo iniziare poco per volta. Un passettino alla volta.
Oppure possiamo lanciarci a capofitto.
E’ come tuffarci nell’acqua fredda. C’è chi preferisce cominciare a bagnare i piedi, per poi passare ai polpacci, alle cosce, ai fianchi… E’ una strategia lenta, ma graduale. La maggior parte delle persone la predilige.
Ma c’è anche l’altra, opposta: consiste nel tuffarsi. Di punto in bianco. E’ immediata, veloce. E richiede più coraggio.
Puoi usare una di queste due strade per smettere di fumare, per parlare in pubblico, per cessare – o per iniziare – qualcosa.  Cosa preferisci, l’approccio graduale o quello drastico?
A te la scelta!

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