Informazioni su Mario Furlan

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione e crescita personale all'università Ludes di Lugano, e di Comunicazione efficace, leadership e management all'università Fortunato di Benevento. Ha scritto vari best-seller, tra cui "Risveglia il campione in te!" e "Tu puoi!" E' noto anche come creatore del Wilding, l'autodifesa istintiva, e dei City Angels. www.mariofurlan.com

Matteo Salvo, l’uomo dalla memoria prodigiosa

Matteo Salvo ai Campionati del mondo di memoria

Matteo Salvo ai Campionati del mondo di memoria con Tony Buzan

Matteo Salvo è noto per due cose: per la sua memoria prodigiosa e perché ha divulgato in Italia le Mappe Mentali.
E’ detentore di un Guinness World Record per aver memorizzato un intero mazzo di carte in apnea. “E’ la dimostrazione che mente e corpo lavorano in simultanea, ma è la mente a comandare” dice Matteo.
Vince al Campionato Mondiale di Memoria il titolo di International Master of Memory per essere riuscito a memorizzare un numero lungo oltre 1000 cifre senza commettere errori e 10 mazzi di carte.

Matteo Salvo e le Mappe Mentali 

Mentre studia Ingegneria meccanica all’Università, Matteo capisce che gli manca un metodo di studio. Praticando sport a livello agonistico si rende conto che è il metodo di allenamento a fare la differenza, lo stesso metodo che nessuno a scuola gli aveva insegnato. Matteo Salvo oggi, nel tempo libero, si dedica agli sport di resistenza. Utramaratone, ironman e ultracycling race. “In quegli anni ho imparato che il metodo, cioè la qualità dell’allenamento, è più importante della quantità: sia nello studio, sia nello sport” spiega.
Inizia seguendo corsi di memoria fino ad incontrare l’uomo che gli cambierà la vita: Tony Buzan, il massimo esperto mondiale di memoria e mappe mentali: tecniche grafiche che rappresentano, visivamente, pensieri e concetti.
Matteo Salvo diventa il primo Senior Trainer di Buzan in Europa. E lo stesso Buzan lo esorta a partecipare ai campionati mondiali di memoria. “Ero scettico – ricorda Matteo. – Alla fine ho accettato, a patto di poter conoscere l’otto volte campione del mondo”. Buzan crea il contatto. E Matteo vince nel 2013 l’International Master of Memory, memorizzando 1124 senza commettere errori!
Matteo ha scritto nove libri sulle tecniche per imparare a studiare e a usare meglio la propria mente per apprendere tra cui “ tudiare è un gioco da ragazzi” e “ mpara l’inglese in un mese”. Lavora con aziende del calibro di Cartier, Banche Generali e Intesa San Paolo: aiuta a usare la mente in modo più efficiente di fronte a problematiche complesse che vengono rese semplici grazie alle mappe mentali.

I MemoCamp per i ragazzini

La pianificazione sta alla base dell’efficienza del pensiero ed è un’attività che si può imparare a fare: non pianificare costa sempre di più rispetto a pianificare. “Bisogna pianificare – dice. – Penso sempre al piano B e C, perché le cose non sempre dipendono solamente da noi e l’imprevisto è sempre in agguato…” Ha inventato i MemoCamp, campi estivi per imparare a studiare rivolti ai ragazzini dai 9 ai 17 anni: insegna non solo le mappe mentali e l’uso della memoria, ma anche la gestione dell’emotività e la comunicazione efficace alla cattedra. Hai davvero capito qualcosa quando la sai spiegare a qualcun altro – sottolinea. – A volte hai una falsa sensazione di avere imparato, ma se quella materia non la riesci a trasferire ad altri significa che non l’hai veramente assimilata. Esporla ti aiuterà a fare emergere le zone d’ombra della tua preparazione sulle quali dovrai lavorare ancora”.
Come si fa a sviluppare una memoria prodigiosa come la sua? “Bisogna pensare per immagini e creare associazioni di idee; e ricordarsi il detto inglese Use it, or lose it. Più alleni la mente, o il corpo, e meglio funziona. La sua non è una predisposizione o un dono ma come ogni cosa, il frutto della ricerca di un metodo e dell’allenamento. Sostiene che chiunque possa ottenere i suoi stessi risultati nell’apprendimento.”

Matteo Salvo: Così realizzo i miei sogni

Lui ne è la prova. Ha corso ben sette Ironman, il triathlon superlungo: 3800 metri di corsa, 180 chilometri in bici e la maratona di corsa. Ha corso il Tor des Geants in Val d’Aosta: 145 ore senza sosta, per un totale di 330 chilometri e 24mila metri di dislivello positivo. Ogni giorno, sotto gara, corre per una decina di chilometri, più un centinaio in bici. E nuota per 40 minuti.

Sorride: “Uso le Mappe Mentali per avere chiarezza di quali sono le cose più importanti per me e di cosa mi rende davvero grato e felice”. Vive in una casa in un bosco con vista sul Monviso a Cantalupa, sui colli vicino a Torino. Questa primavera ha realizzato un altro suo sogno: correre nei campi di lavanda in Provenza. E il prossimo 5 ottobre si sposa con Dalila, l’amore della sua vita.

 

Mario Furlan, life coach – Fai come i cani!

Impara da lui...e avrai tanti amici!

Impara da lui…e avrai tanti amici!

Vuoi trovare amici ed essere sempre benvoluto e benvenuto?
Impara dai cani affettuosi, quelli che chiamiamo “i cani buoni”!
Tutti li adoriamo. Perché, chiunque tu sia, ti accolgono con affetto. Scodinzolano, ti danno i bacetti, sono felici di vederti. Come se tu fossi la persona più importante del mondo. Come se ti stessero aspettando da sempre.
Trattano tutti allo stesso modo, senza distinzioni: ricchi e poveri, bianchi e neri, belli e brutti. E non giudicano nessuno. Ti amano così come sei.
Accogli gli altri con affetto e senza giudizio, e quasi certamente loro faranno altrettanto. Perché il comportamento altrui non fa altro che rispecchiare il nostro. Dai odio e sicuramente riceverai odio in cambio; dai amore e, quasi certamente, riceverai amore!

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Il fisiatra Gerardo Mele: “Le protesi per gli ottantenni sono oggi routine”

Il fisiatra Dottor Gerardo Mele

Il fisiatra Dottor Gerardo Mele

Il Dottor Gerardo Mele è un noto fisiatra milanese e un elemento di spicco della scuola italiana di fisiatria. Primario di riabilitazione presso l’Istituto Clinico Città Studi di Milano, è specializzato nel curare chiunque abbia subito un trauma e abbia bisogno di rimettere in sesto la colonna vertebrale o le articolazioni. Rimette in piedi sportivi di primissimo piano, come il calciatore Ronaldo; ma anche persone comuni e anziani.
“Dato l’invecchiamento della popolazione, c’è sempre più bisogno di interventi a favore degli anziani” dice il Dottor Mele; “oggi, al contrario di ieri, per gli ottantenni gli interventi di protesi sono una routine”. Gli interventi più comuni sono quelli all’anca e al ginocchio, particolarmente impegnativi anche dal punto di vista psicofisico.

Gerardo Mele: “L’anziano vuole migliorare la qualità della vita”

Ma, sottolinea Gerardo Mele, l’anziano non vuole soltanto guarire dalle patologie degenerative o dalle fratture, ma anche migliorare la qualità della propria vita. Per questo il Dottor Mele insegna che ginnastica fare, e anche che dieta anti invecchiamento seguire. Mette in guardia: “L’abuso di carni rosse produce un invecchiamento precoce dell’organismo  ed è tra le cause principali delle malattie degenerative”. E poi consiglia prodotti a base di collagene, o di controitinsolfato, o di glucosamina ( sempre su indicazioni del medico specialista): aiutano a ricostruire le articolazioni, che con gli anni e gli sforzi si usurano. Consiglia un’alimentazione ricca di vegetali, a basso contenuto calorico ma senza escludere le proteine,componenti fondamentali di tutti i tessuti corporei. E poi ,aggiunge è importante l’attività fisica costante, a qualunque età. “Non serve fare grandi sforzi, basta un’ora di camminata al giorno” dice.

Mario Furlan, life coach – E’ tutto in prestito, quindi paga l’affitto!

La cantante Dido, autrice della canzone "Life for rent"

Dido, autrice della canzone “Life for rent” (La vita è in prestito)

Lo cantava Dido nella sua canzone Life for rent: La mia vita è in prestito, nulla di ciò che ho è veramente mio.
A volte ci illudiamo che quando raggiungiamo un risultato – professionale, personale, relazionale – questo sia per sempre. O comunque che duri a lungo. Invece è tutto in prestito. E possiamo perderlo in ogni momento.
Possiamo perdere la posizione sociale; i soldi; la salute; la persona amata; la vita. Perché sono in prestito. O in affitto. E l’affitto va pagato ogni giorno. Ogni giorno dobbiamo fare qualcosa per tenerci stretto ciò che abbiamo. E ancora di più per migliorare la nostra situazione. Se passano troppi giorni in cui trascuriamo di fare ciò che ci fa progredire e stare bene, ecco che andiamo indietro. Ci torna il mal di schiena. Ci sgridano sul lavoro. Il partner, sentendosi trascurato, si allontana.
Ricordiamoci di pagare l’affitto ogni giorno. O il conto sarà salato…

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Mario Furlan, life coach – A cosa serve il dolore

Solutidine, la poesia di Ella Wheeler

Solutidine, la poesia di Ella Wheeler

Il dolore: vorremmo evitarlo, ma non possiamo. Fa parte della vita. E, comunque, serve.
Serve a farci riflettere. E maturare. Quando tutto va bene, tendiamo ad essere superficiali: perché prenderci la briga di pensare? Sono le batoste, invece, a farci fermare. Per capire dove stiamo sbagliando. O per spingerci a soffermarci sul significato delle tragedie che ci colpiscono: la morte improvvisa di una persona cara, una malattia, una catastrofe.
Inoltre il dolore serve a stringere legami. Soffrire insieme crea una relazione molto più forte del gioire insieme. Festeggiare insieme genera un’unione superficiale; piangere insieme forgia un legame assai più profondo. Perché è soprattutto attraverso la sofferenza condivisa che si crea empatia tra le persone. E che i popoli si stringono nell’unità. Sono, che piaccia o no, le guerre, le catastrofi, i drammi a rimanere vivi nella coscienza collettiva. E a farci sentire nazione.
Nella sua poesia Solitudine (1883), la poetessa americana Ella Wheeler Wilcox scrive che “quando ridi, l’intero mondo ride con te. Quando piangi, piangi da solo”. E’ vero. E per questo il dolore comune cementa unioni che possono durare per tutta la vita.

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Simona Viola, l’avvocatessa fondatrice di ItaliaStatoDiDiritto

Simona Viola, fondatrice di ItaliaStatoDiDiritto

Simona Viola, fondatrice di ItaliaStatoDiDiritto

Simona Viola, avvocatessa amministrativista di 56 anni, è una donna tosta, preparata e combattiva. Nel suo lavoro professionale è una delle professioniste più note a Milano.

E’ la fondatrice e presidente di ItaliaStatoDiDiritto, associazione che si batte per diffondere e difendere i diritti e le libertà della Costituzione repubblicana, i principi dello Stato liberale e della democrazia rappresentativa, il rispetto dei trattati europei ed internazionali.
“ItaliaStatoDiDiritto raggruppa soprattutto, ma non solo, professionisti del diritto – spiega Simona Viola. Siamo avvocati, notai, docenti universitari di diritto, magistrati in pensione che condividono la necessità di mettere a disposizione le loro conoscenze giuridiche per reagire a quella che considerano una vera e propria emergenza: la sempre più preoccupante indifferenza, da parte dei poteri pubblici, dei limiti derivanti dalle norme poste a presidio di libertà e diritti fondamentali”.

Ma l’associazione è partecipata anche da commercialisti, economisti, medici: persone che condividono i timori per i pericoli che corre lo Stato di diritto, e quindi che avvertono la necessità non solo di difenderlo, ma anche di spiegarlo. E di diffondere anche presso i non specialisti l’amore per il diritto e la necessità del suo rispetto. Strumento, questo,, insostituibile di prevenzione dell’arbitrio e della prevaricazione, e persino del ritorno all’uso della forza e della guerra.
Gli iscritti a ItaliaStatoDiDiritto sono oggi un centinaio. La quota d’iscrizione annua è di seicento euro; solo cento per i più giovani.

“I soci svolgono del tutto gratuitamente l’attività – che spesso si traduce nella elaborazione di testi giuridici da diffondere (per esempio presso le Amministrazioni o i parlamentari); ma i soldi ci servono per iniziative come l’organizzazione di convegni o la produzione di brevi video che hanno lo scopo di spiegare  in termini semplici, le questione più complesse. Proprio per questo spesso non sufficientemente conosciute dalle persone” dice Simona Viola.

Si tratta di filmini, della durata di pochi minuti l’uno, che illustrano argomenti ostici ai più: come per esempio il vincolo di mandato, o la legge sulla legittima difesa. L’obiettivo è farli circolare fra i giovani soprattutto, per farli riflettere e magari farli diventare virali.
Simona Viola, un passato da militante radicale, risalente alla fine degli anni ’70, accanto Marco Pannella, spiega che “gli italiani non hanno mai purtroppo sufficientemente elaborato e coltivato un pensiero liberale che ponesse il diritto al centro dei rapporti fra cittadini, poteri e politica. Oggi quel pensiero, che pure permea la nostra Costituzione, è apertamente messo in discussione, nel nostro e in altri paesi. Pertanto occorre produrre anticorpi di consapevolezza democratica per resistere alle tentazioni populiste e autoritarie.

Quando ho pensato, insieme con alcuni amici e colleghi, di costituire ItaliaStatoDiDiritto, avevo in mente le parole di Piero Calamandrei, padre costituente: “La libertà è come l’aria, comincia ad accorgerti che c’è quando viene a mancare”. Pensavo alla sua indimenticabile lezione di avvocato, impegnato nella società. Per proteggere, quando necessario, i valori della democrazia liberale.”

ItaliaStatoDiDiritto vuole ricordare a tutti, con le sue iniziative, che la legge è insieme fondamento e limite del potere. E che ogni diversa via o scorciatoia, conduce alla soppressione delle libertà fondamentali e dei diritti civili su cui si fondano le democrazie occidentali: non per caso qualche giorno fa ha organizzato – insieme con l’Ordine degli Avvocati di Milano e altre organizzazioni professionali – una manifestazione davanti al consolato iraniano a Milano, per protestare contro l’ingiusta detenzione e condanna inflitta all’avvocatessa Nasrin Sotoudeh, difensore dei diritti umani in una teocrazia violenta e apertamente autoritaria dove, appunto, non vige lo stato di diritto.
“Confidiamo di crescere esponenzialmente – sorride Simona.-  D’altronde il malessere dei giuristi è diffusissimo e ormai insopprimibile: sono in tantissimi a desiderare di fare la loro parte per contrastare i pericoli che vedono crescere nel Paese. ItaliaStatoDiDiritto consente di mettere insieme le forze ed essere incisivi””.

Mario Furlan, life coach – Sette secondi

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Sette secondi? Ma cosa ci fai in soli sette secondi?
Beh, ci sono fidanzati e mariti che fanno tutto in sette secondi. E, scherzi a parte, basta una manciata di secondi – sette sono più che sufficienti – per farsi un’idea di una persona.
La primissima impressione ce la facciamo in base a ciò che vediamo: la comunicazione visiva. Secondo uno studio fatto dallo psicologo Albert Mehrabian nel 1967, quest’ultima copre il 55% dell’impatto emotivo. Basta essere sorridenti o corrucciati, eretti o curvi, vestiti bene o male per dare un’idea completamente diversa. Seguono la comunicazione vocale, ovvero il tono di voce, che conta per il 38%; e quella verbale, cioè ciò che dico. Che impatta solo per il 7%.
Insomma, non conta solo cosa dico. Ma anche, e molto, come lo dico. E l’abito, purtroppo, che piaccia o no, fa il monaco…

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Mario Furlan, life coach – Mandela non era una bella persona!

Desmond Tutu e Nelson Mandela

Desmond Tutu e Nelson Mandela

Nelson Mandela, il primo presidente del Sudafrica libero dall’apartheid, l’uomo della riconciliazione tra bianchi oppressori e neri oppressi, è uno dei miei eroi. Un esempio di ciò che può raggiungere lo spirito umano. Una delle figure storiche che più mi ispira e mi motiva.
Ma da giovane non era affatto una bella persona: lo dice un suo vecchio compagno di lotta antirazzista, l’arcivescovo Desmond Tutu.
Mandela era, infatti, un terrorista. Odiava tutti i bianchi. Tutti quanti. Indistintamente. E sosteneva che fosse lecito sterminare anche le loro donne e i loro bambini.
Ventisette anni di carcere duro lo cambiarono. La sofferenza della prigionia lo addolcì. E trasformò l’odio in comprensione, la violenza in pacificazione.
Il dolore è inevitabile. Fa parte della vita. Può distruggerci. Incattivirci. Riempirci di sentimenti negativi. Oppure può servire a farci crescere. A farci riflettere. A meditare sui nostri errori. E a renderci persone migliori. Come ci insegna il grande Mandela!

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