Informazioni su Mario Furlan

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione e crescita personale all'università Ludes di Lugano, e di Comunicazione efficace, leadership e management all'università Fortunato di Benevento. Ha scritto vari best-seller, tra cui "Risveglia il campione in te!" e "Tu puoi!" E' noto anche come creatore del Wilding, l'autodifesa istintiva, e dei City Angels. www.mariofurlan.com

Julia Liros, la stella del latin pop italiano

Julia Liros, stella del latin pop italian

Julia Liros, stella del latin pop italian

È l’artista emergente del latin pop italiano: Julia Liros, nome d’arte della 25enne romana Ludovica Lirosi, è da poco uscita con il suo secondo singolo, “Me Gustan Dos”. Un ritmo caldo, spumeggiante, ballabile. Come il suo precedente e sensuale “Me Siento Sola”, un reggaeton accolto da un successo molto lusinghiero per una nuova proposta. Con quasi 900mila visualizzazioni su YouTube.
“Canto in spagnolo perché lo spagnolo è la mia lingua madre: la mia babysitter era colombiana, è stata una presenza costante nei miei primi otto anni di vita – dice Julia Liros. – Insomma, ho imparato lo spagnolo prima dell’italiano, e l’ho ripreso al liceo. È la mia lingua del cuore, e mi viene spontaneo cantare in spagnolo!”
Julia è una ragazza eclettica. Non è soltanto cantautrice, ma anche attrice e regista. “Ho iniziato con il teatro a 12 anni, per sbloccarmi: ero una ragazzina molto timida – ricorda. – A 17 anni realizza il suo primo spettacolo, scritto e diretto da lei. Successivamente viene accolta nella prestigiosa New York Film Academy, e poi nell’Accademia Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma: un istituto estremamente selettivo, dove entrare è difficilissimo.
Il film di cui va più orgogliosa Julia Liros? “È Too Much Stress From My Heart, un docufilm sull’immigrazione. L’ho realizzato nel 2015  tra Italia e Africa, sono stata per mesi con i migranti, da sola in Africa con la macchina da presa in spalla: una pazzia! Ma è stata un’esperienza unica, che mi ha aperto la mente e il cuore sulla tragica realtà di chi fugge dall’Africa per venire da noi, in cerca di speranza”.  Il docufilm, toccante e chocchante, è stato comprato da Netflix.
Dopo anni di teatro e cinema, la novità del 2019: il lancio in grande stile nel mondo della musica. “Voglio continuare con la musica, visto che le mie canzoni piacciono; ma senza lasciare la regia” dice. E aggiunge: “Sono due strumenti diversi per raccontare emozioni e pensieri. Sono una donna Ariete, non mi fermo!”.

Progetto Milano Aiuta, la guida ai Centri per persone bisognose

La guida Milano Aiuta: ecco come appare sul telefonino

La guida Milano Aiuta: ecco come appare sul telefonino

Per essere accanto, saper accogliere, sapere aiutare non basta sentire il desiderio di voler essere utili e predisporre delle risorse; occorre il rispetto per le persone che riceveranno il nostro aiuto. E dal profondo senso di rispetto per coloro che hanno bisogno di assistenza nasce la Guida “Milano Aiuta”: uno strumento, un filo d’Arianna che accompagna le persone in difficoltà e le conduce “ad aiutarsi” a sapere dove andare, a chi rivolgersi.
Milano Aiuta è regalare un’opportunità di scelta dedicata a chi spesso non si può permettere di scegliere perché non sa, perché poter scegliere viene molto dopo l’impegno a sopravvivere.
Così il Rotary Club Milano Arco della Pace, in collaborazione con il Rotary Club Milano Cordusio e con l’aiuto della sovvenzione distrettuale abbiamo deciso di realizzare il progetto editoriale Milano Aiuta: una guida multimediale interattiva che nasce con la collaborazione di molte anime, molte delle associazioni che rendono Milano una città più umana e in ascolto dei più deboli. Una guida per sapere dove e a chi rivolgersi a seconda delle diverse esigenze.
Il progetto prevede l’edizione cartacea della guida di 112 pagine e 3.000 copie di tiratura, suddivisa in 12 sezioni distinte per categoria di servizio. La distribuzione sarà affidata principalmente alle Associazioni già operanti sul territorio: City Angels, per esempio, si occuperà della distribuzione principalmente ai senzatetto. Mentre ai Pronto Soccorso degli ospedali verranno lasciate delle copie da consegnare nei casi di loro prestazioni a persone evidentemente disagiate.
Tutte le associazioni benefiche, già elencate nella guida, si faranno promotrici nei confronti di assistiti occasionali o di impossibilità di assistenza per sovraffollamento. L’obiettivo è di rendere disponibile la guida nei luoghi più frequentati dai fruitori.
La distribuzione della Guida alle Associazioni coadiutrici sarà fatta dai  rotariani dei club Arco della Pace e Cordusio, col criterio della prossimità lavorativa od abitativa: un modo anche per sottolineare il coinvolgimento globale.
Oltre all’edizione cartacea è stato creato anche un sito – www.milanoaiuta.org, che, sempre con lo stesso criterio, fornisce utili indicazioni per fruire nei vari centri di accoglienza di tutti i servizi, inoltre il sito avrà anche la funzione di interscambio informativo per gli operatori del settore, al fine di migliorare la rete di servizi.
Un ultimo strumento informativo che completa il progetto è la classica mappa stradale. Semplice, ma veloce ed intuitivo strumento di consultazione distribuito in vari punti della città. Unaa volta scelto sulla mappa il punto di interesse, si può accedere alla scheda informativa nel sitowww.milanoaiuta.org, all’interno del quale è  presente una mappa interattiva che aiuta a trovare il percorso e raggiungere il punto d’interesse.
Il progetto ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano.

Mario Furlan, life coach – Sei davvero un leone?

Il leone e la gazzella

Il leone dà la caccia alla gazzella, non perde tempo dietro alle piccole prede

Il leone deve correre, sudare e bruciare molte calorie per catturare una gazzella. Mentre non deve fare alcuna fatica ad agguantare, con una zampata, il topolino che gli sta passando davanti. Eppure i leoni inseguono le gazzelle. E non si curano dei topolini.
Il re della foresta punta in alto. Alle prede grosse, importanti. A quelle che valgono la pena. Non si perde dietro ai topolini. Acchiapparli non richiede particolare sforzo, è vero. Ma non portano a nulla. Non danno soddisfazione. Fanno solo perdere tempo.
E tu, sei un leone? Ti impegni a raggiungere obiettivi ambiziosi, motivanti, grandi, senza perderti in piccolezze?

Ogni giorno su Facebook  i consigli del life coach e motivatore Mario Furlan per la tua motivazione e la tua crescita personale!

Donato Cremonesi, l’esperto di marketing e comunicazione online che aiuta gli imprenditori

Donato Cremonesi, founder of Factory Communication

Donato Cremonesi, fondatore e Ceo di Factory Communication

Donato Cremonesi, fondatore e Ceo di Factory Communication, ha una missione: aiutare gli Imprenditori in questa fase storica di cambiamento.

Che cosa vuol dire affiancare gli Imprenditori in questo periodo storico?

Ogni persona ha una mission. E dopo circa 30 anni di lavoro ho capito, finalmente, la mia: aiutare gli imprenditori.
Quello che stiamo vivendo è un periodo storico decisamente più devastante della rivoluzione industriale e di ogni periodo del passato, quanto meno dal punto di vista del lavoro. Per il semplice motivo che, le precedenti fasi storiche, sono avvenute in un arco di tempo abbastanza ampio.
Oggi no.
Internet ed i social hanno stravolto totalmente il mondo del lavoro e del business in un periodo brevissimo.
Grazie ad internet, ora, le persone hanno l’opportunità di fare ricerche. Leggere le recensioni. Vedere e confrontare le caratteristiche del prodotto oppure del servizio.
Il processo di acquisto è totalmente nelle loro mani.
E’ importante capire questo cambiamento e mettere al centro il Cliente.

Perché gli imprenditori hanno bisogno di aiuto?

Per due semplici fattori: Conoscenza e Cambiamento, volutamente scritti con la lettera maiuscola.
Conoscenza delle nuove logiche di mercato: nel 90 % dei casi in cui incontro un imprenditore, quello che mi sento dire è che non conosce internet e non vuole sentire parlare dei social. Ma non riesce a capire come mai, la sua azienda che fino a pochi anni fa andava a gonfie vele, oggi non gira più.
Mi dice: “Le vendite sono calate a picco. Tutta colpa di questo maledetto internet.”  Manco fosse un’entità ignota e sconosciuta.
Come spesso diciamo, è importante tenersi vicini gli amici, ma ancora di più i nemici.
E qui entra il secondo punto: Cambiamento.
C’è paura del cambiamento.
Ma la paura immobilizza. Non ti fa prendere decisioni. E se oggi non corri, resti indietro.
Le piccole aziende che fino a ieri non consideravi nemmeno, oggi grazie al web ed ai social, hanno una grande opportunità. Quella di vincere sul mercato.
Non contano più i grandi budget, contano, ancora più di prima, le grandi idee.

Donato Cremonesi, che consiglio daresti ad un Imprenditore che vuole rimettersi in gioco?

Credo che ci siano tre punti principali:
1) E’ importante che impari un minimo di logiche del web e dei social. Non dal punto di vista pratico: non deve certo essere lui a pubblicare articoli sul sito o post sui canali social. Ma è fondamentale capire perché farlo, e quali sono i benefici che possono scaturire.
2) Si sente parlare poco della focalizzazione, ma è una strategia vincente. Oggi non scarseggiano le merci, scarseggiano i clienti. Le aziende producono molto di più, di quello che il mercato è realmente pronto ad acquistare.
Non ha senso aprire l’ennesimo ristorante. La solita palestra. Oppure produrre il solito paio di scarpe o vestito. E’ invece fondamentale focalizzarsi in una specifica nicchia di mercato.
“Se mi rivolgo a tutto il mercato ho più probabilità di vendite…. “ verrebbe da pensare. Ma è esattamente il contrario. Se ti focalizzo viene riconosciuto come specialista di un settore.
Non solo. Grazie alla focalizzazione si riducono drasticamente i costi. Il magazzino diventa più piccolo e le merci hanno una rotazione più elevata.
3) Sii etico. Questo è un elemento fondamentale. Il cliente non è un numero: è una persona. Merita il nostro rispetto.
Lo so, quando sei alla canna del gas, mutuo e bollette da pagare, ti vien voglia di non andare per il sottile. Pensi: “Intanto gli ho venduto un po di roba, domani ci pensiamo”.
Ma questo è l’inizio della fine. Se non hai fatto una vendita giusta, quella persona non solo non comprerà più da te, ma parlerà male di te a tutti i suoi conoscenti. Ti stai bruciando il mercato.
Credo profondamente nel karma che parla del “principio di causa-effetto”: ciò che si fa è ciò che si ottiene. Se sei scorretto con un cliente non otterrai niente di buono. Se invece capisci che quel prodotto, non va bene per quella persona, semplicemente, non devi venderglielo. Cioè fai un piccolo o grande sacrificio a breve per avere un grande risultato poi. Infatti quella persona ti rispetterà ed avrà fiducia in te, perché “non l’hai fregato”. Quindi è semplicemente una vendita rimandata nel tempo.
In conclusione indico il mio sito: www.factorycommunication.it. Qui gli imprenditori troveranno tanti spunti e tante idee utili per il loro business, soprattutto nella sezione Focalizzazione e Strategia Marketing.

Grazie, Donato Cremonesi!

Peligro, il rapper con la faccia da bravo ragazzo

Il rapper Peligro

Il rapper Peligro

Andrea Mietta, nome d’arte Peligro, è un rapper milanese dallo spiccato talento artistico e dalla faccia da bravo ragazzo: due attributi non particolarmente comuni (soprattutto il secondo) nel mondo rap.
Peligro, molti rapper giocano a fare i ragazzacci, i gangster, i tamarri: aria da bullo, testi aggressivi. Pieni di droga, sessismo, insulti, esibizioni pacchiane di ricchezza. Tu non sei affatto così. Ma il tuo aspetto rassicurante non rischia di penalizzarti in questo ambiente dove gli eccessi sono la norma?

Peligro risponde: “Sono un idealista. E una persona sincera. Essendo davvero un bravo ragazzo, non avrebbe senso che giocassi a fare il cattivo. Come avviene nel rap, e ancora di più nel trap. Credo nel mostrare quello che si è, e nel valore della musica.
E’ come un libro: lo puoi comprare per la copertina, ma alla fine conta ciò che leggi. Così è per la musica: più dell’aspetto dell’artista conta il suo valore.
Non mi piace la bramosia di essere sopra le righe a tutti i costi, per il puro gusto di stupire. E poi… spero che i buoni vinceranno!”

Quando hai iniziato, Peligro?
“Con la seconda ondata rap, nel 2005-2006. Quella meno pop e più autentica. La prima era degli Articolo 31, poi sono arrivati Fabri Fibra, Mondo marcio e i Club Dogo. Io nasco musicalmente in quegli anni. I miei riferimenti? In Italia i Blue Nox, un collettivo di rapper che dà molto valore al contenuto; e oltreoceano Macklemore, dal livello stilistico straordinario”.

Perché il tuo nuovo album si intitola Mietta sono io?
“Il colpo di genio è stato del mio amico ed editore, Riccardo Vitanza. Io mi chiamo Andrea Mietta, lui ha pensato di giocarci su. Con un riferimento alla nota cantante Mietta.
E’ un album molto introspettivo, parlo di me in modo sincero.”

Perché il tuo nome d’arte Peligro, pericolo, se non hai affatto l’aspetto pericoloso?

Peligro ride: “E’ il nome che mi ha dato il mio primo produttore, un argentino di Buenos Aires. Un mattino mi ha detto: stanotte ho sognato che ti chiamerai Peligro. E così è stato!”

Giulia Malaspina, la promessa del jazz italiano

Giulia Malaspina, promessa del jazz italiano

Giulia Malaspina, promessa del jazz italiano

Giulia Malaspina, trentenne di Monza, è la nuova promessa del jazz italiano.
“Ho iniziato a 16 anni, partecipando a Umbria Jazz – ricorda. – Avevo appena scoperto il jazz; quel genere musicale così particolare mi aveva conquistato, era stato amore a primo… udito!”
Decide d’impulso che da grande avrebbe fatto la pianista e cantante jazz; “anche perché proprio quell’anno c’era il concerto di Diana Kroll, il mio mito!”
Giulia Malaspina frequenta corsi di jazz e audizioni, lasciando i selezionatori a bocca aperta. E parte per Boston, dove successivamente trionferà nella prestigiosa Boston Symphony Hall. Calca grandi palcoscenici internazionali; a Milano ha suonato al Piccolo Teatro Strehler.
E’ appena uscito il suo nuovo album, “No more pain”: un concept album legato alla tematica del viaggio. Nel disco convivono stati d’animo diversi: la solitudine, la gioia, la paura, lo stupore.
Alla domanda se il jazz non sia troppo di nicchia per piacere al grande pubblico, Giulia Malaspina sorride: “Il jazz – dice – è innanzitutto libertà e improvvisazione. Un brano rock, pop o rap è quello: lo ripeti uguale, all’infinito. Invece nel jazz cambi ogni volta. Come nel soul: non è mai la stessa cosa”.
Aggiunge che in Italia manca un’educazione al jazz, come avviene invece negli Stati Uniti, “dove lo ascolti come sottofondo musicale in qualsiasi locale”. E anche come avviene in Finlandia, Gran Bretagna e Francia, dove il jazz è più popolare che da noi. Ma Giulia Malaspina è ottimista sulla sua diffusione. E lei dà il suo prezioso contributo.

Rosmy, la cantantautrice dell’amore

La cantautrice lucana Rosmy

La cantautrice lucana Rosmy, alias Rosamaria Tempone

Rosmy, al secolo Rosamaria Tempone, è una cantautrice lucana di cui è appena uscito il nuovo album, Universale.
Dieci canzoni dedicate a “l’amor che move il sole e le altre stelle”, citazione del Paradiso di Dante che si trova in copertina.
“Non è un album dedicato solo all’amore di coppia, ma all’amore in tutti i suoi aspetti! spiega Rosmy.
Ogni canzone ha un tema ben preciso. In Inutilmente, arrivato in finale al Premio Lunezia, si parla di ghosting: interrompere improvvisamente una relazione, interrompendo ogni forma di comunicazione. Nel videoclip si vede Rosmy che canta su un’isola, unico conforto alla sua sofferenza è la musica. “Sempre più gente sparisce senza dare spiegazioni, è una totale mancanza di responsabilità, una superficialità pazzesca!” si infervora Rosmy.
In Ho scelto di essere libera parla di bullismo. Del risveglio della forza interiore, che ci aiuta ad allontanare le paure e a credere in se stessi. Alla faccia dei bulli, “ladri di felicità”.
In Un istante di noi canta la frenesia del mondo moderno, in ci non ci si sofferma sulle piccole grandi cose della vita. Mentre con Se mi sfiori fa un duplice omaggio: al suo conterraneo Mango e a Mia Martini. “E’ il brano con cui nel 2016 ho vinto il premio Mia Martini, e ho scoperto che l’ha scritto Mango nel 1976, quando ancora non era conosciuto. L’ho reinterpretato al Premio, ed è diventato il mio cavallo di battaglia” dice. Rosmy è particolarmente affezionata a Mango: l’ha visto crollare sul palco di Policoro, nella loro terra, quando è morto durante un concerto, l’8 dicembre 2014. Un episodio che l’ha segnata.
In Fammi credere all’eterno, il brano ora in radio, il ritmo è roccheggiante. Nel videoclip, che verrà premiato il 24 luglio a Maratea, cita tre film: Tanguy, Il laureato e Il cosmo sul comò, con Aldo, Giovanni e Giacomo. E Giacomo appare nel video.
L’ultima canzone dell’album è Ninna nanna, in dialetto lucano. La lingua dei suoi avi, musicanti girovaghi.

 

Fabio Milella, il cantautore dalla doppia vita

Il cantautore Fabio Milella

Il cantautore Fabio Milella

Fabio Milella è un cantautore pugliese dalla doppia vita musicale. E’ passato dalle cover da ballare di brani come Sarà perché ti amo, Gloria, Mamma Maria e Maledetta primavera a canzoni intimiste, lente, d’autore. Le canzoni che si trovano nel suo nuovo album, In bilico sulle nostre emozioni.
“Ho avvertito forte il bisogno di scrivere queste canzoni, mi stavano esplodendo dentro” dice. E aggiunge: “Sono testi che vengono dal cuore. Mi sono aperto completamente, come non avrei fatto nemmeno con il mio migliore amico”.
In bilico sulle nostre emozioni è frutto della collaborazione tra Fabio e l’arrangiatore Tommaso De vito Francesco. “Abbiamo scritto insieme testi e melodie – aggiunge Fabio Milella. – Abbiamo usato strumenti classici come il violoncello, l’oboe, la chitarra classica. E abbiamo realizzato dei chiaroscuri molto importanti: si passa dal pianissimo al fortissimo”.
Fabio Milella è un virtuoso del suono. Non si riconosce in alcun genere: “Ho attinto agli artisti americani e inglesi, che non si omologano a un genere ma spaziano. In Italia lo fa Jovanotti”.
E’ un pregio o un difetto?
“Da noi se inizi con un genere ti senti costretto a continuare lungo quella linea per tutta la vita. Altrimenti ti considerano un traditore. Vieni etichettato da subito, e ci si aspetta sempre la stessa cosa da te. Io, invece, spazio tra i vari generi. Mi piace il cambiamento, adoro il nuovo”.
Sono passati sei anni dal tuo ultimo album: come mai questo lungo periodo lontano dai riflettori?
“Perché volevo ricrearmi, rinascere. Sentivo il bisogno di ripulirmi dal passato, e dalle canzoni frivole che facevo allora. Ci sono riuscito!”

Mario Furlan, life coach – Sopravvalutiamo il corso, sottovalutiamo il percorso!

Felici per sempre, l'ultimo libro del life coach Mario Furlan

Felici per sempre, l’ultimo libro di crescita personale del life coach Mario Furlan

Ormai io, Mario Furlan, ci ho fatto il callo: funziona così da quasi trent’anni. Da quando ho iniziato ad essere un life coach, a scrivere libri di crescita personale, e a tenere corsi di motivazione e autostima. Per ogni persona che mi dice che il mio libro, o un mio corso, gli ha cambiato la vita, ce n’è un’altra che si lamenta del contrario. Borbotta: per carità, bello il libro, bellissimo il corso, ma io sono rimasto quello di prima! E se la prende con me. Come se non fossi stato all’altezza delle sue aspettative. Come se arrivare all’ultima pagina di un libro, o all’ultimo minuto di un corso, fosse una garanzia di successo per chi vuole migliorare la sua esistenza.
Queste persone, poverine, sopravvalutano il libro o il corso, e sottovalutano il percorso che deve accompagnarlo e seguirlo. Non esistono libri o corsi che possano cambiarti la vita, se tu non sei disposto a sudare per cambiarla. Ma nella nostra società abbiamo ormai adottato la mentalità del “tutto qui e ora”: come vogliamo che una pillola ci guarisca dai mali fisici, così pretendiamo che la soluzione ai nostri mali interiori venga dall’esterno. Senza che noi dobbiamo fare alcun tipo fatica. Devono essere il libro, il corso o il life coach a portarci, magicamente, al traguardo!
Magari fosse così… ma non lo è! Un buon libro, un buon corso possono darti una bella spinta. Ma poi devi essere tu ad andare avanti, con le tue gambe. E anche se hai un eccellente life coach a sostenerti, la vita – e le sue scelte – sono tue. Non sue. Lui può darti una grossa mano.. ma le decisioni spettano a te!

Ogni giorno su Facebook  i consigli del life coach e motivatore Mario Furlan per la tua motivazione e la tua crescita personale!

The Jab: esce Tutti manifesti

The Jab

The Jab, Alessandro e Mario

The Jab: è il nome di una band composta da due 21enni di Ivrea, Alessandro e Mario. Di cui è appena uscito l’album d’esordio, Tutti manifesti.
A ventun anni sei giovane. Ma se hai iniziato a suonare, con il pianoforte di casa, ad appena 10 anni hai già fatto una bella esperienza… Il nome della band viene da Alessandro: “The Jab era il soprannome di mio nonno pugile da giovane, una settimana dopo la sua morte ho voluto chiamarci col suo nome, per onorarne la memoria”.
Alessandro e Mario si conoscono in studio di registrazione a 14 anni, quando nasce The Jab. Ai tempi nel gruppo erano in cinque; ora sono rimasti in due. Ma molto affiatati.
Nel settembre 2016 fanno il botto: aprono il concerto di Ligabue nel parco di Monza: “Un’emozione pazzesca, con 60mila persone che ti guardano… adrenalinico e traumatico!”
Non si riconoscono in alcun genere musicale: “Ci piace spaziare, è il nostro punto di forza” dicono. E aggiungono che la musica è non solo la loro ragione di vita, ma anche una condanna: “Perché quando sei divorato dalla passione ti allontani dagli altri. Perdi gli amici. E rimani solo”.
Una concezione decadentistica dell’esistenza e dell’artista?
“Sì: ci piace Gabriele D’Annunzio, per la poesia e la filosofia un po’ ci rappresenta!”