Mario Furlan, life coach – Sei forte o debole?

Mario Furlan,  life coach, durante una conferenza pubblica

Mario Furlan, life coach, durante una conferenza pubblica

Solo i forti sanno accettare le critiche. Solo i forti hanno il coraggio di riconoscere i loro errori. I deboli fanno il contrario: rifiutano le critiche. E pretendono di avere sempre ragione. Perché la loro autostima è talmente fragile che basta poco perché venga scalfita. E’ come un castello di carte: basta un soffio perché crolli tutto.
I deboli hanno paura di guardarsi dentro. E nascondono, coprono, mascherano i loro sbagli. Temono tremendamente il giudizio altrui. Mentre i forti sono in grado di accoglierlo. E così facendo crescono. I deboli non hanno amici veri, ma solo persone che li lusingano. Mentre i forti sanno che l’amicizia è strettamente collegata alla sincerità.

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione. E’ fondatore dei City Angels (www.cityangels.it) e creatore del Wilding, l’autodifesa istintiva. Ha fondato l’Alfacoaching, il coaching del benessere.  www.mariofurlan.com www.wildingdefense.com www.alfacoaching.org

 

Mario Furlan, life coach – Non prenderla sul personale!

Mario Furlan, life coach

 

Abbiamo l’abitudine di metterci al centro di tutto. E quindi di prendere tutto personalmente. Il nostro interlocutore fa una strana smorfia? Pensiamo che ce l’abbia con noi. Invece ha soltanto prurito. Un  nostro amico di Facebook pubblica un post polemico? Crediamo che si riferisca a noi. Invece sta criticando qualcun altro.
E se qualcuno ce l’ha proprio con noi? Ci supera in autostrada e ci fa un gestaccio? Anche in quel caso non dobbiamo prendercela. Perché il suo comportamento è sintomo del suo disagio interiore. Delle emozioni negative che prova. E che si riversano su chi incontra. Non lasciamoci sporcare dalla spazzatura mentale degli altri. Lasciamo che ci scivoli addosso. Anche se prendono di mira proprio noi, stanno in realtà manifestando la loro negatività.

 

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione. E’ fondatore dei City Angels e creatore del Wilding, l’autodifesa istintiva.

www.mariofurlan.com
www.wildingdefense.com

Mario Furlan, life coach – Come essere pronti a cogliere le opportunità

La vita presenta a ciascuno delle opportunità: quella persona, quella proposta di lavoro, quel corso di formazione  ci possono cambiare la vita. Ma spesso non le sappiamo cogliere. O perché non le vediamo. O perché non siamo pronti a coglierle. E così le colgono altri.
Anni fa ebbi una splendida offerta di lavoro. Andai al colloquio. Ma non ero sicuro di me stesso. E feci delle gaffe. Così mi scartarono. E presero un altro.
Non sappiamo quando la vita ci presenterà una nuova chance. Ma sappiamo che dobbiamo essere pronti. E credere in noi stessi. Perché attraiamo persone e opportunità a seconda di chi noi siamo. Gli uomini solari, positivi, assertivi sono quelli che hanno più chance. Perché piacciono di più. Quelli polemici,  lamentosi o impauriti, ahimé, non li vuole nessuno.

Mario Furlan, life coach – I grandi ti fanno sentire grande

Ci sono persone che ti fanno sentire piccolo in loro presenza. E altre che ti fanno sentire grande. C’è chi passa il tempo a raccontarti quanto è bravo, intelligente, brillante: ha bisogno di sentirsi grande facendoti sentire inferiore a lui. E c’è chi, invece, si interessa davvero a te. Ti ascolta non solo con le orecchie, ma anche con il cuore. E ti fa sentire importante grazie alla sua attenzione.
Chi ha bisogno di sentirsi grande facendoti sentire piccolo è un piccolo uomo. Chi, al contrario, ti fa sentire grande con il dono della sua attenzione è un grande. Non ha bisogno di un pubblico che lo applauda. Perché non gli servono gli applausi: sa già di essere una persona di valore.

Mario Furlan, life coach – Non pretendere di essere perfetto!

Erano le 22. Ero in aeroporto, sfatto dopo una giornata di seminari, in attesa di prendere il volo per tornare a Milano. Ed ero arrabbiato perché mi ero macchiato la camicia con un succo. Una donna mi guarda, perplessa. Io la guardo, infastidito. Mi chiede: E’ Mario Furlan? Sì, rispondo imbarazzato. E lei: Stamattina sono stata a un suo seminario di motivazione, perché non sta sorridendo?
Mi sono vergognato. Mi sentivo colto in castagna: io che predico la positività mi ero fatto sorprendere con le scatole girate. Poi ci ho riflettuto. Ho pensato che siamo fragili. E che la nostra forza non sta nel pretendere di essere perfetti, ma nell’accettare serenamente le nostre imperfezioni. Che stress, cercare di essere sempre al top! Meglio essere noi stessi. E volerci bene così.

Mario Furlan, life coach – Quella volta con l’Armanda

A 15 anni ero cotto di Armanda, la bella della classe. Un giorno lei, seduta nel banco davanti, si voltò e mi disse: Ti amo. Diventai di tutti i colori. Perché pensavo mi stesse prendendo in giro. Ero convinto di non essere degno di lei. E ogni volta che mi accarezzava, o mi diceva paroline dolci, mi ritraevo.
Dopo qualche mese lei si mise insieme con un mio compagno: la prova, pensai, che lui era meglio di me. E che lei mi voleva soltanto deridere. Trent’anni dopo l’ho ritrovata su Facebook. Ti ricordi, le ho scritto, i nostri 15 anni? Io ero pazzo di te… E io di te, mi ha risposto. Ma pensavo che a te non ne importasse nulla, così ho ripiegato su un altro.
Quante occasioni perse perché non crediamo nel nostro valore, e perché vediamo il mondo attraverso le lenti distorte della nostra scarsa autostima!

Mario Furlan, life coach – Non farti derubare dai ladri di sogni!

Sogna in grande. Non porti limiti in partenza. I limiti te li pone la vita, che a volte ti costringe a ridimensionare le ambizioni; perché, quindi, porteli anche tu?
Credi in te stesso. E nella bellezza dei tuoi sogni. E non prestare orecchio ai ladri di sogni. A quelli che ti tarpano le ali. E ti esortano ad essere realista. Stanno cercando di abbassare i tuoi obiettivi; ma a che serve puntare su un obiettivo modesto, che non ti scalda il cuore?
Loro, i ladri di sogni, sono persone tiepide. Di quelle che, quando gli chiedi come stanno, rispondono “Benino”, “Abbastanza”, “Più o meno…”. Non sono felici. Perché non si lasciano trasportare dall’amore per i loro sogni. Tu, invece, lasciati travolgere dalla passione. Mettici l’anima. Provaci!

Mario Furlan, life coach – Rimandare non serve

La mia amica Graziella rimanda sempre il momento in cui iniziare ad andare in palestra. In autunno non può: ha il raffreddore. In inverno fa troppo freddo. In primavera soffre di allergie. D’estate fa troppo caldo. Morale: non ci andrà mai.
Chi rimanda, aspettando un cambiamento esterno a sé per produrre un cambiamento nella sua vita, è destinato ad aspettare moolto a lungo. Aspettare, rimandare, posticipare in attesa che arrivi chissà cosa: spesso denota pigrizia, oppure paura ad iniziare qualcosa di nuovo.
Certo, dobbiamo valutare bene il momento giusto in cui iniziare. Ma il momento perfetto non arriverà mai. E’ solo una scusa per non fare nulla. Ci sentiamo sufficientemente pronti, e soprattutto motivati? Forza, cominciamo!

L’opinione più importante

Ci teniamo molto all’opinione che gli altri si fanno di noi. E prestiamo la massima attenzione alle conversazioni che abbiamo con gli altri: dobbiamo fare bella figura, perbacco! Ma a volte ci dimentichiamo dell’opinione più importante. Quella che noi abbiamo di noi stessi. E della conversazione più importante. Quella che noi abbiamo con noi stessi.  Nel segreto del nostro animo.
Il nostro mondo esterno è un riflesso del nostro mondo interno. E gli altri sono il nostro specchio. Se noi crediamo in noi stessi, e nel nostro valore, lo trasmettiamo attraverso il nostro comportamento. E gli altri se ne convincono. Come facciamo, altrimenti, a trasmettere un’immagine positiva di noi, se siamo i primi a non crederci?

Le raccomandazioni? Serve di più credere in se stessi!

Ero ragazzo, volevo fare il giornalista. L’unico modo per riuscirci era entrare nella scuola di giornalismo. Ma c’era una selezione rigorosa: accettavano solo 45 candidati su oltre 500 che si presentavano. Io non credevo che ce l’avrei fatta. Così chiesi a mio padre se conosceva qualcuno della commissione d’esame, per farmi raccomandare. Dopo qualche giorno mi disse:  “Ho un amico in commissione. Lui ti aiuterà a passare l’esame.”
Le sue parole mi rassicurarono. Mi presentai, sicuro di me, all’esame d’ammissione. Quando seppi di averlo superato corsi da mio padre: “Papà, ce l’abbiamo fatta! Ringrazia il tuo amico!” Mio padre sorrise: “Il tuo amico migliore sei tu. Quell’amico non esiste.” In quel momento imparai che siamo noi gli artefici del nostro destino. Se abbiamo la forza di credere in noi stessi.