Mario Furlan, life coach – Non ti curare di chi ti critica!

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Conosci la poesia di Trilussa sull’uguaglianza? Un gallo si lamenta con un’aquila: Non è giusto che io stia fra la monnezza di un cortile, scendi da me così siamo uguali!
Molti critici sono così.
Non tutte le critiche sono sbagliate, per carità: possono essere utilissime. Ma solo se ti spronano a fare meglio. Se invece vogliono soltanto abbatterti, demoralizzarti, demotivarti, infischiatene. Non perdere tempo a rispondere. Chi ti sta criticando è invidioso di te. La sua critica è solo frutto dell’invidia.
Perché tu sei un’aquila, mentre lui sa di essere un gallo!

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Mario Furlan, life coach – Video e audio sono in sintonia?

"Risveglia il campione in te!", best-seller del life coach Mario Furlan

“Risveglia il campione in te!”, best-seller del life coach Mario Furlan

Predicare bene è facilissimo: “Bisogna fare così e così… Serve questo e quest’altro… E’ necessario comportarsi in questo modo…”
Comportarsi altrettanto bene è assai più difficile. Siamo i primi a contraddire, nei fatti, ciò che diciamo con le parole.
Ci lamentiamo degli altri. Ma siamo forse meglio di loro? Ci scandalizziamo del loro comportamento. Ma il nostro è forse diverso?
Le persone coerenti sono quelle in cui l’audio (ciò che dicono) e il video (ciò che fanno) sono in sintonia. Sono sincronizzati. Vanno di pari passo.
Insomma, fanno ciò che dicono. Si comportano in base a come predicano. Pochissimi sono così. Ma sono le persone più stimate. E i leder più apprezzati sono proprio quelli che razzolano così come predicano.

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Gianluigi Rando, dall’Associazione Italiana Coach alla Top Coach Academy

Gianluigi Rando e i docenti della Top Coach Academy

Gianluigi Rando, Presidente dell’Associazione Italiana Coach,  e i docenti della Top Coach Academy da lui fondata

Gianluigi Rando: corporate coach, docente,  presidente in carica dell’Associazione Italiana Coach ed ora fondatore della Top Coach Academy. Di cosa si tratta?

Top Coach Academy è la nuova scuola di coaching ed eccellenza manageriale con i più alti standard formativi del settore, metodologie di high performance coaching e i migliori docenti sul mercato.

Come nasce l’idea di questa nuova scuola di formazione e di coaching?

L’Academy nasce per rispondere ad una sempre più crescente richiesta di formazione di alto livello in un mercato sempre più confuso, in cui il termine “coach” viene spesso utilizzato in modo errato in contesti lontani dal coaching e con metodologie improprie. Con l’Academy abbiamo voluto incarnare il sano modello di coaching attraverso metodologie validate, con approccio scientifico replicabile e con particolare attenzione alla sostenibilità.

Gianluigi Rando: ha fondato la scuola da solo o con altri professionisti?

In un mercato saturo di scuole di formazione basate sulla modalità ‘one-man’ da palcoscenico, la vera innovazione sta nel fare squadra con i migliori coach di ogni settore, per offrire ai futuri coaches la migliore e più completa offerta formativa. Sono co-fondatori  i colleghi coaches Francesca Zampone, Francesco Gungui, Nicola Zema, Mario Furlan, Luigi Mazzola e Sandro Corapi. Con una visione comune abbiamo lavorato intensamente in questi mesi per costruire questa meravigliosa realtà.

Qual è il corso più importante che offrite?

Il percorso formativo di punta è il Master biennale in High Performance Coaching che vede coinvolti i migliori coach e professionisti tra cui psicologi, esperti di business ed eccellenze di settore. Il corso si suddivide in otto trimestri ed ogni trimestre prevede una settimana di formazione in presenza in location esclusive ed un periodo di formazione on-line attraverso la nostra piattaforma di e.learning.

A chi si rivolge il Master e chi saranno i docenti?

Il Master in Coaching si rivolge a coloro che vogliono diventare Coach di alto livello, manager che vogliono acquisire nuove competenze per fare la differenza e coloro che nel proprio settore vogliono diventare degli high performers.
Oltre ai fondatori abbiamo selezionato i migliori coach in ogni settore e professionisti nei campi trasversali al coaching (esperti di business e innovazione, organizzazione aziendale, psicologi, pnl master etc).  Abbiamo inoltre dei campioni del mondo aziendale, dello sport e delle arti che faranno da ambasciatori dell’eccellenza.

Gianluigi Rando: tante idee e tanta motivazione, cosa altro bolle in pentola?

Con il consiglio di amministrazione abbiamo messo sui binari altre iniziative tra cui dei progetti editoriali particolarmente innovativi e dei servizi di coaching riservati ad aziende, organizzazioni ed università.
Abbiamo inoltre in cantiere la Top Coach Foundation, una fondazione benefica che ci sta particolarmente a cuore.

Devis Paganelli, talent scout e boss del casting

Devis Paganelli e Vince Tempera

Devis Paganelli e Vince Tempera

Dalle collaborazioni con i più famosi big della canzone ai grandi successi con  le sigle dei cartoons,  passando dal Festival della Canzone Italiana  o al fianco di Gerry Scotti alla Corrida, il Maestro Vince Tempera dispensa consigli ai giovanissimi che si avvicinano alla  musica, con incontri speciali nei Licei musicali. E il patron Devis Paganelli è andato con lui a insegnare al Liceo musicale Tenca d Milano: un’esperienza fuori dal comune.

“L’idea è nata lo scorso anno, proprio al Festival di Sanremo, durante un pranzo di lavoro nell’Hospitality Casa Sanremo”, ricorda il talent scout Devis Paganelli,  “mentre si valutavano le audizioni dei nuovi talenti che si erano appena esibiti a Sanremo Newtalent. Io e il Maestro, abbiamo pensato di dare vita a questa iniziativa interessante e cioè, raccontare ai ragazzi,  la realtà del mondo musicale, tentando, di chiarire che nella musica ciò che conta è la passione”.

Devis Paganelli è ritenuto il boss italiano dei casting, patron di Sanremo Newtalent e produttore di svariati format televisivi, oltre che ad essere agente di molte personalità note. E’ lui, insieme al dirigente scolastico Dott. Mauro Agostino Donato Zeni, a raccontarci la masterclass speciale che si è tenuta il 14 gennaio scorso,  per la prima volta in liceo musicale precisamente al Liceo Musicale Carlo Tenca di Milano.

Preside, in due parole, un parere su quanto si è svolto al Tenca.

Il workshop/masterclass con il maestro Vince Tempera e il patron Devis Paganelli e la connessa audizione canora per il Sanremo NewTalent, è stato certamente un evento peculiare ed insolito per il nostro istituto ma che è stato positivamente accolto in quello che è il naturale dialogo che intercorre tra scuola e territorio.  

Lei coordina il liceo Tenca, il liceo musicale statale di Milano, dal quale escono tanti musicisti ogni anno e che ha visto dare vita, al primo workshop di questo tipo, realizzato in una scuola.

Ospitare questo evento ha permesso in particolare ai nostri studenti, che per circa il 50% riescono poi a proseguire gli studi musicali al Conservatorio, di entrare in contatto e confrontarsi direttamente con un mondo, quello della musica pop e dei connessi meccanismi di carriera musicale, a molti di loro sconosciuto e di acquisire quindi una visione più ampia del panorama e del sistema musicale italiano.  Il dialogo e l’interlocuzione diretta con il maestro Vince Tempera, che ha raccontato la propria vita e carriera musicale, interagendo e suonando con gli studenti, ha dato particolare valore e significato a questo evento, testimoniato anche dal calore con cui gli studenti hanno risposto al maestro.  

Dopo gli interventi di Devis Paganelli e Tempera, ci sono state ben 25 esibizioni per Sanremo Newtalent, il contest legato all’hospitality del Festival della Canzone Italiana.

L’evento ha suscitato molta curiosità tra tutti gli studenti e anche qualche aspettativa per i circa 25 ragazzi che hanno partecipato alle audizioni.   Naturalmente sull’evento sono state espresse opinioni diversificate, anche tra i docenti. Tra coloro che hanno visto positivamente questa contaminazione e coloro che sostengono invece una linea più “purista” rispetto all’insegnamento musicale.  

Ma tutto questo ha contribuito complessivamente ad arricchire l’esperienza dei nostri studenti e a renderli più consapevoli. Si è trattato quindi di un evento assolutamente interessante e positivo.  

E ora qualche domanda a Devis Paganelli. Patron, perché una masterclass in una scuola superiore?

Tutto è nato per gioco come ho già detto. Ma la finalità è pregevole. Infatti, capita spesso di incontrare ragazzi e anche adulti, con l’idea che fare musica o diventare celebri, sia qualcosa di facilmente pianificabile e che con il diploma in mano o un disco pubblicato, poi si potrà contare su successo e guadagni, perdendo il valore del vero concetto di “fare musica”. Io e Vince, abbiamo pensato quindi di portare le nostre esperienze, unendo i miei concetti più frivoli, ai suoi più seri e di contenuto, come punto di ispirazione o comunque di riflessione ai più giovani. Ecco perché una scuola superiore.

Cosa intende per concetti frivoli e per altri di contenuto?

In tono scherzoso, con esempi, con video e immagini su un argomento apparentemente fuori luogo, ho voluto “contaminare” il linguaggio solitamente utilizzato nelle scuole, “contaminando” anche il classico pensiero del “come si fa cosa”. Ho cercato, con un linguaggio giovane, di rendere chiari alcuni punti. A partire dal fatto che arrivare al successo è qualcosa di difficilissimo se non quasi impossibile. Ho poi affrontato il discorso delle raccomandazioni, spesso fatte in maniera propositiva e utile al fine. Ho voluto approfondire il discorso delle “raccomandazioni” fatte per favoritismi spesso discutibili. Ho infine illustrato, in tono velatamente provocatorio, come esista una ricetta per la notorietà . 

La finalità del suo intervento?

Grazie al coinvolgimento attivo del preside Mauro Agostino Donato Zeni e all’ essenziale collaborazione del corpo docenti che si è reso disponibile a questa interessante iniziativa, siamo riusciti in questo piccolo evento. La finalità non appresa da tutti, dato che in ogni caso ci vuole anche molta perspicacia, era quella di ribadire che chi fa musica, essenzialmente dovrebbe farla per amore della musica medesima. Per passione, per aspirazione e ispirazione e non per cercare la “celebrità”. 

Quindi la ricetta del successo era un pretesto per stigmatizzare che se si fa musica per diventare ricchi o famosi, si è sulla strada sbagliata?

Assolutamente si.  Anche se ovviamente, l’ambizione ci può essere e sopratutto se capita l’occasione giusta bisogna saperla sfruttare. Una buona parte dei docenti è venuta personalmente a complimentarsi per il modo utilizzato per esprimere il concetto, passando con ironia alle svariate slideshow, dedicate ad argomenti superficiali. Altri mi hanno chiesto di poter collaborare con le mie iniziative o di potermi coinvolgere nelle loro. Altri, infine, come del resto è normale che sia, hanno idealizzato erroneamente la finalità in difformità rispetto agli intenti, criticando probabilmente la superficialità degli argomenti che però devono, anche per le modalità di utilizzo dei medesimi, essere visti appunto, per la finalità per cui sono stati redatti e cioè “studia, studia, studia e dedicati con passione alla musica”.

Lo dice con tono polemico?

Al contrario. Ritengo che ci debba essere confronto. Essere costruttivi vuol dire anche dialogare, discutere, confrontarsi. L’importante però è non perdere di vista “il fine”. Perché se ci si ferma alla sola copertina, allora non può fare la recensione del libro. Se nella provocatoria ricetta del successo, lo studio conta solo il 5%, perché le altre variabili sono immense e non si può pensare che basti lo studio, per chi invece ha la passione vera per la musica, per il conservatorio, per lo strumento, lo studio conta il 100%. Gli “esperti” che oggi hanno in mano il futuro dei ragazzi e cioè i docenti, sanno di cosa parlo.

Devis Paganelli: esiste veramente la ricetta del successo?

Assolutamente si. E’ una provocazione, ma esiste ovvio. Ma chi può avere tutti gli ingredienti? Una persona su un milione. 

5% talento, 5% tenacia, 5% studio, 5% curiosità e saper aprire anche la mente cercando di non fermarsi sulle proprie spesso errate convinzioni, 5% saper cogliere le opportunità, 5% gestibilità e saper gestire le situazioni, 5% rendersi speciali o comunque particolari, 5% ponderazione, che è spesso uno degli ingredienti spesso più manchevoli, perché puoi avere tutto ma se non sai  mettere sulla bilancia le cose, ponderando la cosa migliore da fare, tutto è perduto e infine 60% fattore “C”, che potrei nominare volgarmente con il suo vero nome ma che per educazione chiamo fattore fortuna.

Applicando la formula si arriva alla notorietà?

Le eccezioni sono tante, sia chiaro. Possiamo vederne ogni giorno in tv. Ma non è questo il  punto. Partiamo dal presupposto che la ricetta è presentata per incentivare il pensiero che si fa musica per passione e non per altro, con la provocazione di una ricetta appunto, per rendere chiaro che questo mondo è frivolo. Chi invece conosce la ricetta e vuole applicarla, difficilmente sa ponderare. 

Vale per la musica?

Questo vale in amore, vale nel lavoro, in un progetto o nell’impresa in generale. Ci si perde quasi sempre nella mancanza di “ponderazione” perché le errate convinzioni conseguenti a inesperienza e immaturità (gli stessi conseguenti poi a mancanza di umiltà) portano al fallimento. Senza poi considerare che il fattore “C” non è preventivabile mai. 

Il Maestro invece ha parlato di altro.

Come accade per i grandi concerti, dove il grande artista è preceduto dall’emergente, anche alla masterclass, il Maestro Vince Tempera ha calcato la scena, dopo il mio intervento apri pista. Lui, con solennità, da artista ormai storico, ha parlato della vera vita del musicista, che si lascia ispirare da un tramonto per comporre, che pensa a come cambiare una tonalità per rendere più piacevole una melodia.. Ha descritto come andando a dormire da giovane, sentiva le note in testa. Non pensava al successo, ma pensava alla musica, ovviamente con l’intento di farne anche un lavoro. Lui è il vero musicista. L’esempio per i giovani. Questo era il concetto espresso in modo semplicistico ma rappresentativo, grazie alla mia presentazione precedente all’intervento di Vince.

Sappiamo che si è pure esibito al piano!

E’ raro che di sua iniziativa prenda e si  metta a suonare se non è previsto. Ma Vince è così, ama la musica. Sentiva l’atmosfera palpabile di un gruppo di tanti musicisti che lo ascoltavano e ha iniziato a suonare. Preferisce di gran lunga i tasti del pianoforte al “verbo”. E gli applausi sono stati tanti. E sentirli da ragazzi giovanissimi è sicuramente segno che le basi sono buone e che le mie provocazioni sono in qualche modo, state riportate nell’ambiente giusto.

Tutti contenti, quindi?

Mi hanno scritto sui social, quasi tutti i ragazzi presenti. Nessuno mi ha espresso disappunti. Ho voluto leggere tutti i feedback per non fermarmi all’apparenza. Ascolto sempre il parere di tutti (anche degli inesperti). Anche questo è fonte di ispirazione per un successo. 

Perché sottolinea questo concetto?

L’idea che basti ascoltare l’amico per capire se qualcosa è andato nel verso giusto, è del tutto errato. E’ importante ascoltare i pareri di tutti, belli e brutti e soprattutto, cercare di ascoltare i pareri esperti. Abbiamo ricevuto apprezzamenti quasi da tutti (quasi è doveroso dirlo) da studenti, docendi e dal preside. Questo dimostra che tutti hanno sempre voglia di mettersi in gioco ascoltando chi ha qualcosa di interessante da dire. La contrapposizione poi è il modo giusto per mettersi in gioco.

Erano tutti attenti ad ascoltarvi?

Quasi tutti. Tranne pochissime eccezioni, ho notato grande educazione e compostezza al Tenca. Ritengo che sia a scuola sia nella vita, ci siano soggetti che pensano di essere unici, inimitabili al di sopra di tutti. Vale per i ragazzini e a volte anche per adulti sia chiaro. Soggetti che pensano di avere in tasca la verità assoluta, che siano adulti o adolescenti sia chiaro, e difficilmente questi, sono in grado di ascoltare con obiettività altri che parlano e dicono magari qualcosa di scomodo o che non vogliono sentirsi dire, magari pensando che non si può parlare di concetti come successo, raccomandazioni o celebrità in una scuola di musica. Oltre al fatto, che come in tutte le scuole, ci saranno stati studenti, pochi credo in questo caso, che vanno a scuola per l’obbligo di farlo e non per la passione che invece spinge la maggior parte dei ragazzi che ho conosciuto e che ammiro. 

Mi diceva che uno studente l’ha fatta sorridere.

Eravamo rimasti d’accordo che non l’avremmo raccontato. Ma va bene. Dopo l’evento, mi arriva una notifica di uno studente del Tenca sul mio Instagram, che con le mie foto, ha creato un simpatico disegno a forma di .. (non dico cosa in quanto sarebbe poco decente) per poi inserire una frase simpatica in calce. Credo che chiunque altro al posto mio, si sarebbe arrabbiato, magari chiedendo  l’intervento del preside. 

E lei, Devis Paganelli, come ha reagito?

Io ci ho sorriso sopra e ho fatto i complimenti per la creatività al ragazzo. Questo perché, ognuno ha il proprio modo di reagire alle provocazioni. Lo studente, magari non ha capito la reale intenzione del mio intervento, però ha perso tempo a ritagliare tante mie foto e a costruire un una figura creativa, facendo una foto, pubblicandola. Bella o brutta, è stata a mio parere una forma di creatività. Non aiuterà certo il soggetto nel suo percorso artistico musicale (la ponderazione qui manca e anche tanto), ma sicuramente ha una vena creativa che va coltivata.

L’intento era di offenderla?

Macchè, sono cose da ragazzini. Anzi, mi ha pure reso informato dell’immagine. E’ stato divertente. Nel nostro ambiente ci conosciamo tutti e quando si deve investire su un soggetto si chiedono referenze qua e la. Un artista può morire sul nascere se si crea una pessima reputazione con personaggi influenti. Nessuno con un pizzico di sale in zucca  andrebbe mai a creare tensioni con chi potrebbe dare poi pessimi feedback.

Pronto per altre iniziative di questo genere?

Visto il successo, stiamo studiando un tour in 20 licei musicali in tutta Italia, modificando alcuni contenuti e strutturando alcuni concetti chiave. Forse con il coinvolgimento di un big della musica che ci accompagnerà e che ha ritenuto l’intervento, utile ai giovani e perché no anche ai docenti.

Qualche ultimo consiglio agli studenti di musica che ci stanno leggendo?

Oggi avete a disposizione quelli che ritengo i vostri attuali esperti per costruire il vostro futuro nella musica : I docenti! Simpatici o antipatici, belli o brutti, i vostri docenti oggi ricoprono questo importante ruolo. Sono loro alla base di tutto ciò che farete quindi ascoltateli, seguiteli. Poi, in futuro deciderete cosa attuare di ciò che avete appreso.

Altro, Devis Paganelli?

Oltre a questo, sappiate che ogni errore, deve aiutarvi a costruire il futuro. Senza errori non si impara. Ma il passato deve diventare passato se volete affrontare serenamente un percorso. Se saprete fare tesoro delle esperienze, dell’istruzione e dei suggerimenti di chi ha esperienza, abbandonando convinzioni errate e i consigli di chi non ha nulla da insegnare (è importante riuscire a capire proprio chi può darvi suggerimenti e chi no) allora siete sulla strada giusta, perché avrete capito cosa vuol dire “ponderazione”.

In bocca al lupo e W la musica. Sempre!

Mario Furlan, life coach – Il tuo biglietto da visita e la tua identità

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Quante persone basano la loro identità sul loro ruolo sociale!
Si sentono importanti perché sono presidenti, direttori, onorevoli, amministratori delegati… Si gonfiano il petto, pensano di essere superiori a chi non ha la loro alta qualifica.
Più che starmi antipatiche, perché spesso si danno arie, provo un senso di compassione per loro. Perché la loro posizione può svanire da un momento all’altro. Possono, improvvisamente, cadere dal piedistallo.
Se fondi la tua identità su ciò che è scritto sul tuo biglietto da visita potresti subire cocenti delusioni. Perché dipende da mille fattori, molti dei quali indipendenti dalla tua volontà e dai tuoi meriti.
Se invece la tua identità è radicata non in ciò che hai nel mondo, ma in ciò che sei nel tuo animo, che racchiude grandi tesori spirituali, riuscirai ad essere sereno e appagato. Perché ti sentirai sempre soddisfatto. E quella soddisfazione non dipenderà dalla benevolenza degli altri, ma soltanto da te. Qualunque cosa accada!

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Mario Furlan, life coach – Non è giusto!

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

“Ma non è giusto!”
Quante volte lo sentiamo dire. E quante volte è vero. Ma la verità, cari Amici, è che la vita è ingiusta. Profondamente ingiusta.
Lo è sempre stata. Sempre lo sarà. E’ una dura legge di natura: il forte prevale sul debole. E non ci sono governi, ideologie o politiche che possano evitarlo. Dobbiamo, ahimé, abituarci. Prenderne atto. E soffrirne il meno possibile.
Questo non significa certo rinunciare a batterci per la giustizia. E’ doveroso. E’ sacrosanto. Ma facciamolo essendo ben consapevoli che non potremo cambiare il mondo. Potremo, al massimo, cambiare il nostro mondo. Se ci riusciremo, avremo dato un senso alla nostra vita!

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Mario Furlan, life coach – Il segreto per iniziare bene il 2019

Mario Furlan, life coach, durante un corso di motivazione

Ti stai trascinando dietro, in questo 2019 da poco iniziato, fardelli del 2018 che potresti lasciar andare?
Mi riferisco a ciò che ti ha fatto arrabbiare. O addirittura infuriare. Ma anche a ciò che ti ha fatto soffrire: un tradimento, una delusione, una pugnalata alle spalle.
Sono cose che, purtroppo, capitano a tutti. Proprio a tutti! Ma non tutti si trascinano questi pesi emotivi per tutta la vita, da un anno all’altro. Il passato se n’è andato: esiste solo nella tua mente. Impara la lezione, e lascialo andare.
E’ nel tuo interesse. Non puoi ricevere i doni del presente se il tuo animo è ancora pieno dei rancori e dei dolori del passato. Svuotati… e vivi il presente, per costruire il tuo futuro!
Felice anno nuovo!

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A Milano il nuovo massaggio anticellulite e rimodellante

Isabella Ciolino nel suo centro massaggi anticellulite e rimodellanti, a Milano

Isabella Ciolino nel suo centro massaggi anticellulite e rimodellanti, a Milano

Viene dalla Francia ed è da poco a Milano, nel quartiere Brera, l’ultimo grido in fatto di massaggi anticellulite e rimodellanti. Si chiama Palper Rouler, è nato a Parigi e due giovani sorelle palermitane, Isabella e Alessandra Ciolino, l’hanno da poco introdotto in Italia. Nel loro atelier di Brera, nel cuore di Milano, nella centralissima via Solferino.
“E’ un massaggio rimodellante e detossinante che dona benessere, ed è pensato sia per gli uomini che per le donne” spiega Isabella. “Questo massaggio, estremamente profondo, permette di disgregare l’adipe e di eliminare scorie e tossine. Inoltre, elimina la ritenzione idrica, donando un vero benessere. E’ l’ideale come massaggio anticellulite”.
Questo massaggio detossinante può essere effettuato su tutte le zone del corpo, ad eccezione del viso. Il protocollo è stato messo a punto dalla fisioterapia francese e sta già riscuotendo un ottimo successo a Milano. E’ un massaggio decisamente più profondo dei classici massaggi anticellulite e già in poche sedute si ottengono ottimi risultati. “Ma la costanza è fondamentale, il nostro trattamento detossinante va continuato nel tempo” sottolinea Isabella. Che sta già pensando di aprire un secondo centro:  “Dove? Chissà…vedremo cosa succederà nei prossimi mesi!”

 

Mario Furlan, life coach – Come avere successo nella vita

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Tutti vogliamo avere successo nella vita; molti sono disposti a tutto, pur di averlo. Ma cosa significa, davvero, avere successo?
E’ avere tanti soldi, come Jeff Bezos di Amazon? Avere una grande fama, come l’influencer Chiara Ferragni? Avere molto potere, come Salvini e Di Maio? O tutte e tre le cose insieme, come Trump?
Secondo me il vero successo non è nessuna di queste tre cose. Ma è far sì che ci siano persone che vivono meglio per il fatto che esisti. Più persone stanno meglio grazie a te, più successo hai!
Lo scopo della vita non è rendersi visibili, ma rendersi utili. E il valore di una vita non si misura tanto dalla sua lunghezza, sebbene ci teniamo a vivere a lungo; ma dalla sua profondità. Cioè dall’intensità con la quale l’abbiamo vissuta.

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Maurizio Bocca, commercialista di Milano: “Il nostro lavoro è sempre più difficile”

Maurizio Bocca, commercialista di Milano

Maurizio Bocca, noto commercialista di Milano

Maurizio Bocca, 57 anni, è un noto e affermato commercialista di Milano. Specializzato nell’assistenza fiscale per le piccole e medie imprese, è anche membro del collegio sindacale del colosso siderurgico Rodacciai spa e di Aler Milano, l’ente preposto all’edilizia residenziale pubblica.
Dottor Bocca, cos’è cambiato da quando lei ha iniziato a lavorare come commercialista, quasi quarant’anni fa, ad oggi?
Maurizio Bocca risponde: “E’ cambiato tutto, e non sempre in meglio, anzi. Il lavoro del commercialista si è fatto molto più difficile, complicato. Perché le normative fiscali cambiano in continuazione. E diventano via via più complesse, farraginose. Pertanto noi commercialisti dobbiamo non solo essere sempre aggiornati; dobbiamo anche ricordare le normative passate. Per converso l’utilizzo massivo dell’informatica ha reso tutto molto più veloce da un lato, ma anche più costoso ”.
Come mai, se sono passate?
“Perché se ci sono controlli su annualità pregresse – dobbiamo ricordarci com’era la legge di allora. E dal momento che le leggi cambiano non solo ad ogni governo, ma a volte anche più di una volta con lo stesso governo….”
Ci immaginiamo che bel casino!
“Infatti. E poi, con le nuove leggi, cambiano anche i requisiti per la dichiarazione dei redditi. Oggi richiedono una notevole conoscenza tecnica ed informatica. Quindi non basta l’aggiornamento culturale; serve anche quello tecnologico!”
Un lavoraccio, quello del commercialista!
“Sì, se lo vuoi fare bene, seriamente, senza errori. Errori che, lo sappiamo, è facilissimo commettere. E naturalmente sto parlando di errori in buona fede.  Siamo diventati, in un certo senso, un’emanazione dell’Agenzia delle entrate. Ci addossano ogni tipo di adempimenti fiscali e tributari…”
Ci sono ancora clienti che vanno dal commercialista per evadere il fisco?
“Io non ne conosco, anche se so che ci sono. Seppure meno di una volta. Il cliente esige, semmai, di pagare il meno possibile restando nell’alveo della legalità. E ha ragione: in questo il commercialista è la sua guida”.
Com’è la situazione nel resto d’Europa?
“Molto meglio che da noi. Perché il fisco è molto più semplice. Il rapporto col fisco è chiaro: io, Stato, ti facilito al massimo il compito di versare le imposte. Ma se tu, contribuente, sgarri, ti punisco severamente. Anche con il carcere.
Da noi avviene il contrario: pagare le tasse è complicatissimo, non si distingue come si dovrebbe tra grandi e piccoli evasori, tra chi non paga il giusto perché sbaglia e chi non paga per dolo.
Basta un solo esempio per dimostrare quanto sia difficile fare il proprio dovere di bravo cittadino in Italia: le sembra possibile che il libro delle istruzioni sulla compilazione della dichiarazione dei redditi per le persone fisiche sia un volume di ben 1.100 pagine?