Mario Furlan, life coach – La differenza tra gruppo e squadra

Mario Furlan, life coach

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Che differenza c’è tra un gruppo e una squadra?
La prima risposta che ti viene in mente è che nella squadra tutti remano insieme. C’è un obiettivo comune. Mentre nel gruppo ciascuno va per conto suo.
Vero. Questo è’ necessario; ma non è sufficiente. Perché una squadra sia davvero tale serve che ciascuno abbia un ruolo ben definito. E che ci sia un leader riconosciuto.
Una squadra è come un autobus: il leader deve far salire alcune persone, far scendere altre e far sedere ciascuno al suo posto, senza che occupi quello di un altro.
Questo si scontra con l’ego degli individui: molti vorrebbero essere al posto di comando pur non avendone le capacità. Il loro ego ipertrofico li spinge sul piedistallo, mentre il loro posto è al pian terreno.
Non è facile farli ragionare. E non è facile allontanarli. Il bravo leader è il capo della squadra che sa far loro accettare la situazione senza tragedie. Senza che, sentendosi non valorizzati e quindi offesi, i mediocri che si credono dei geni si mettano a boicottare l’intera squadra.

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Mario Furlan, life coach – Due cattive abitudini

Abbiamo due cattive abitudini, che ci impediscono di crescere e di avere buoni rapporti con gli altri: ci lamentiamo, invece di darci da fare; e critichiamo, invece di capire.
Lamentarsi degli altri, della vita, della società ci fa sentire vittime. Impotenti. Oltre che renderci pallosi. E criticare gli altri, invece di capirli, guasta i rapporti con loro.
Si tratta invece di capire che ciascuno di noi è diverso. Le nostre reazioni, il nostro modo di ragionare sono diversi. E non è detto che il nostro sia il migliore.
Invece di cercare cose da criticare negli altri, perché non accettiamo, e se possibile apprezziamo le differenze tra noi e loro? Perché non cerchiamo di metterci nei loro panni? Potremmo vedere la realtà da un’ottica diversa. E imparare.

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Mario Furlan, life coach – Vuoi sapere cosa pensano di te?

Mario Furlan, life coach

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Vuoi sapere cosa gli altri pensano di te? Tieniti forte… adesso te lo dico… la risposta è…. che a te non ci pensano proprio!
L’ho imparato da life coach. Ciascuno di noi ha un pensiero fisso in testa: se stesso. I suoi problemi. E i suoi desideri. Agli altri, fatta eccezione per familiari e amici stretti, non ci pensiamo. A meno che non entrino nella nostra vita, in modo positivo o negativo.  E in tal caso il nostro pensiero non si rivolge a loro, ma al loro impatto nella nostra esistenza! Morale: non preoccuparti di quello che gli altri pensano di te. Tanto, non ci pensano proprio! C’è solo un parere che deve starti a cuore: quello che tu hai di te stesso. Perché tu, genitori a parte, sei l’unica persona che a te ci pensa davvero.

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Mario Furlan, life coach – Meglio avere ragione… o andare d’accordo?

Preferisci avere ragione… o andare d’accordo?
Talvolta ci impuntiamo su sciocchezze. Perché vogliamo avere ragione a tutti i costi. E spesso l’abbiamo. Ma a che prezzo? Se il prezzo è urtare i sentimenti dell’altro, ne vale la pena?
Una sera al ristorante discutevo con un amico sugli ingredienti di un piatto. Ero sicuro che ci fosse dello zenzero, mentre l’amico era altrettanto certo che non ci fosse. Ho chiamato il cameriere, e poi il cuoco. Che mi hanno dato ragione. Anche il mio amico è stato costretto a darmi ragione… ma a che prezzo? L’ha presa male, si è sentito umiliato, e la serata non è proseguita allegra e serena come avrebbe potuto essere. Avevo ragione… ma ho sbagliato! La prossima volta, ho deciso, rinuncerò a discutere per stupidaggini del genere. Meglio, molto meglio, andare d’accordo!

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Mario Furlan, life coach – Pensa prima a te stesso!

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

In aereo, prima del decollo, l’assistente di volo spiega che, in caso di emergenza, devi prima indossare la maschera con l’ossigeno e dopo, soltanto dopo, aiutare gli altri. Egoismo? No, è sano realismo. E anche altruismo. Perché se tu stai morendo non puoi salvare la vita agli altri. Vale per tutti i giorni: non possiamo far stare bene il prossimo se noi stiamo male. Perché non possiamo dare agli altri ciò che non abbiamo. Infatti le persone che si lamentano perché si trascurano per dare tutto agli altri finiscono, loro malgrado, per dare loro ben poco. Riuscirebbero a fare di più, e meglio, se cominciassero a prendersi cura di se stesse!

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Mario Furlan, life coach – Come costruisci i tuoi ricordi?

Mario Furlan, life coach - Copertina del libro "Tu puoi!"

Mario Furlan, life coach – Copertina del libro “Tu puoi!”

La vita è un insieme di ricordi e di memorie. Di emozioni. Di sogni, che a volte si trasformano in realtà.
Sta a noi fare sì che queste memorie siano belle, e che questi sogni non si trasformino in incubi. Ora che si avvicinano le feste di Natale, pensa a cosa puoi fare per raccogliere delle belle memorie con le persone che ami di più. Cosa puoi fare per farle sentire importanti, speciali, amate? Non conta tanto il tempo che trascorri con loro, quanto la qualità di questo tempo. A volte le feste di Natale con i parenti sono una gran noia, che diventa una brutta memoria. Cosa puoi fare, invece, per trasformarle in un bel ricordo?

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Mario Furlan, life coach – Non saranno mai come tu li vuoi!

Un post motivazionale nella pagina Facebook di Mario Furlan

Post motivazionale nella pagina Facebook di Mario Furlan

Siamo abituati a considerarci l’unità di misura perfetta per ogni cosa e persona, e a pretendere che gli altri siano come vorremmo che fossero. Che la vedessero come noi, che si comportassero come desideriamo… E gli altri, naturalmente, pretendono lo stesso da noi.
Questo fa sorgere innumerevoli problemi, incomprensioni, dissidi. Il mio consiglio: anziché esigere – inutilmente – che gli altri siamo come vorresti, accettali come sono. Diventando meno rigido e severo, e più tollerante e flessibile, migliorerai le relazioni interpersonali. E non ti roderai inutilmente il fegato per qualcosa che non riusciresti comunque a ottenere.

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Mario Furlan, life coach – Sei abbastanza forte da ascoltare i pareri contrari?

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Sei morbosamente legato alle tue idee – politiche, religiose, calcistiche o quello che siano – e incapace di accettare l’opinione altrui? Pensi di avere sempre ragione, e che gli altri abbiano sempre torto? Se ti comporti così, è perché sei schiavo del tuo ego. E lo confondi con le tue idee. Pensi che chi mette in dubbio le tue credenze, metta in discussione te come persona.
Così facendo, blocchi la tua crescita interiore. Cresciamo uscendo dalla nostra zona di agio; impossibile farlo se ci imprigioniamo nelle nostre convinzioni. Sono giuste? Si rafforzeranno con il confronto. Sono sbagliate? Abbi il coraggio di cambiarle. E di vincere la paura di riconoscere il tuo errore: è l’errore più grande! Solo le persone forti ascoltano i pareri contrari, e li accettano quando capiscono che sono giusti. I deboli, invece, li rifiutano per partito preso.

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Mario Furlan, life coach – Sei una fonte… o una fogna?

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Mario Furlan a un corso di motivazione e leadership

Ogni persona ci dà o ci toglie energia. Ci dà o ci toglie positività. Ci dà o ci toglie coraggio. E’ una fonte d’acqua pura, che ci disseta e ci fa stare bene; o una fogna, che ci drena l’ottimismo e ci ammorba con il tanfo delle sue negatività. Scegli di stare il più possibile vicino alle fonti; cioè alle persone che, pur avendo problemi come tutti, non perdono il buonumore, e anzi ti incoraggiano a vivere al massimo. Stai il più lontano possibile dalle fogne: ti contagiano con la puzza della loro negatività, delle loro critiche, del loro disfattismo.  E, osservando il tuo atteggiamento e chi hai intorno, cerca di capire cosa sei: una fonte, o una fogna?

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Mario Furlan, life coach – Perché ci sono tanti stronzi?

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Perché ci sono tanti stronzi in giro? Non ti offendere se ti dico la verità: è perché… tu sei uno stronzo!
Gli altri sono il nostro specchio. Riflettono il nostro comportamento. Certo, esiste qualcuno che si comporta male con noi anche se noi siamo positivi, e qualcuno che si comporta bene anche se siamo negativi: ma si tratta di eccezioni. La grande maggioranza delle persone non ce l’ha con noi, ma si limita a riflettere il nostro atteggiamento. Siamo noi, a seconda di come ci comportiamo, a provocare la loro reazione. Quindi se non ti piace come gli altri ti trattano, cambia l’immagine che vedi nello specchio!

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