Come aumentare l’autostima, passo dopo passo

Tu puoi!, best-seller su come aumentare l'autostima

Tu puoi!, best-seller su come aumentare l’autostima

Per stimare qualcuno devi avere fiducia in lui. E, allo stesso modo, per costruire la tua autostima devi avere fiducia in te stesso.
Come? Mettendo in pratica ciò che ti riproponi. Sin dal mattino. Per aumentare l’autostima, passo dopo passo.
Se ti sei ripromesso di alzarti alle sette in punto, ma invece poltrisci nel letto fino alle sette e un quarto, perdi fiducia nei tuoi buoni propositi. E perdi autostima.
Se hai promesso a te stesso di fare ginnastica, andare a correre, trovare il tempo per una colazione nutriente, e invece salti tutto questo, perdi autostima.
Se ti sei detto “Uscirò di casa in tempo, non voglio arrivare in ritardo”, ma invece sei in ritardo come al solito, perdi autostima.
Poniti obiettivi. Anche piccoli. Che dipendano solo da te. E fai di tutto per raggiungerli. Così aumenti la tua autostima!

Ogni giorno su Facebook  i consigli per aumentare l’autostima del life coach Mario Furlan!

Mario Furlan, life coach – Se provi piacere non sarai soddisfatto!

Mario Furlan, life coach

Per sentirti soddisfatto devi, a volte, essere capace di rinunciare al piacere immediato.
La sigaretta, il piatto goloso ma poco sano, cazzeggiare su Internet procurano piacere momentaneo. Ma, terminato il piacere, rimane un retrogusto di frustrazione. Perché sappiamo che siamo stati deboli. Che non abbiamo avuto la forza d’animo di rinunciare a qualcosa che nel migliore dei casi ci fa perdere tempo, e nel peggiore ci fa male.
Ecco perché la soddisfazione, una sensazione gratificante che dura nel tempo, è talvolta nemica del piacere istantaneo. Per provarla devi tenere duro. Non cedere alla tentazione. E semmai, per darti coraggio, pregustare mentalmente la gioia che verrà.
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Luciano Gemello di Palestre Torino: Esporterò il mio modello vincente!

Luciano Gemello di Palestre Torino

Luciano Gemello di Palestre Torino

Luciano Gemello è il più noto personal trainer di Torino e forse d’Italia. Tra i suoi clienti, la famiglia Agnelli, Piero Chiambretti, Marco Bogione. Il suo ultimo libro, “La ginnastica da divano”, scritto con il figlio Stefano, è già un best seller. Le sue sei “Palestre Torino” sono le più prestigiose della città, frequentate dai torinesi che contano. Ma lui ama l’understatement: “Avere palestre non è mai stato il mio obiettivo, sin da bambino il mio sogno non era fare il calciatore, o l’astronauta, ma diventare insegnante di ginnastica!”
Dopo l’Isef si laurea, primo italiano, in Management dello sport a Lione (Francia), poi la laurea in Scienze Motorie ed infine un dottorato di ricerca in Scienze Biomolecolari.  E nel 1987 è il primo personal trainer di Torino. Senza concorrenti, diventa il padrone del mercato. Lo cercano tutti, dagli Agnelli ai grandi imprenditori e professionisti. “Le richieste erano troppe, non riuscivo a soddisfarle tutte. Così ho iniziato a formare dei personal trainer, che andavano al posto mio e per i quali mi rendevo personalmente garante” ricorda. Nasce così il brand Personal Home Trainer: il trainer che ti allena a casa.
Alcuni clienti iniziano, però, a richiedere una struttura esterna attrezzata. In un primo tempo Gemello affitta sale in palestre; poi capisce che è più comodo – ed economico – averne una sua. L’accordo con il Cus Torino per mezzo del suo illuminato presidente Riccardo D’Elicio, gli permette di iniziare nel campo dell’imprenditoria del fitness. 
E’ un tale successo che, una dopo l’altra, acquista 6 palestre. Tutte con piscina, tutte con personal trainers formati personalmente da Gemello. E diventa il più grande imprenditore di palestre del Piemonte.
Ma mancava ancora un nome da dare alla catena di palestre. Il brand viene ideato dal suo amico Chiambretti e approvato da altri tre suoi clienti – Lapo Elkann, Boglione di Robe di Kappa e Giugiaro – ricorda Luciano. – Ora siamo solo a Torino, ma ho in mente di esportare questo modello vincente in altre città. A cominciare da Milano… e avremo Palestre Milano!”
Luciano Gemello è l’esempio vivente delle virtù del fitness: a 52 anni ha un fisico straordinario. “Oggi non vanno più i corpi esagerati dei bodybuilder, ma quelli funzionali, da Cirque du Soleil” dice. Ha dato vita, con il ricercatore Massimiliano Gollin, al Centro ricerche performance e benessere. Organizza convegni sul fitness, con personaggi come il dietologo Giorgio Calbrese, ma anche avvalendosi di volti noti come Piero Chiambretti, Marco Berry e Cristina Chiabotto. I relatori parlano mentre camminano sul tapis roulant, il moderatore mentre pedala sulla cyclette. I partecipanti in sala remano energicamente, in modo da tenere acceso il proiettore. E ogni mezz’ora di dibattito c’è una pausa di 5 minuti per fare ginnastica e per bere spremute. C’è da meravigliarsi se ogni incontro registra il tutto esaurito?
“L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato che se tutti svolgessimo attività fisica la spesa sanitaria calerebbe del 30%”, e che molti tipi di tumore, a cominciare dal carcinoma mammario su cui ho scritto un libro, si dimezzerebbero” puntualizza Gemello. Lo ascolti, e ti trasmette una formidabile carica di energia. E ti viene voglia di alzarti e cominciare a muoverti!

Antonio Bradi: “Hapimag, la Ferrari delle vacanze”

Antonio Bradi di Hapimag

Antonio Bradi di Hapimag in uno degli eleganti resort del club svizzero delle vacanze

Antonio Bradi è un omone tanto largo di spalle (grazie ad anni di pallanuoto agonistica) quanto affabile nei modi. E’ conosciuto come “Mister Vacanze”; perché è il Responsabile per il sud Europa e la Turchia del Member Service della Hapimag AG , l’esclusivo club svizzero per i suoi 60 eleganti resort. Distribuiti in Europa, Nord Africa, Turchia e Florida.
“I nostri soci sono comproprietari di tutti i resort – spiega Bradi. – Comprano una quota di Hapimag e acquisiscono il diritto, una volta accumulato un certo numero di punti, di poter andare in vacanza in un appartamento in qualunque resort”.
I resort, tutti  a 4 / 5 stelle, sono in posti da favola: da Orlando, in Florida, a poca distanza da Disney World, a Marrakech, in Marocco. Ci sono località sciistiche, come Merano, in Alto Adige,  Interlaken Svizzera o Zell am See in Austria ecc… Località balneari: Cefalù in Sicilia, Damnoni a Creta, Bodrum in Turchia, Paguera a Palma di Maiorca… E tante città d’arte: Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam, Praga, Budapest, Atene, Monaco di Baviera…
“Eh sì, ce n’è per tutti i gusti – sorride Bradi. – E il bello è che i nostri 130mila soci Hapimag, tra cui i 13mila italiani, non sono soci di un solo resort. Ma di tutti quelli esistenti e di quelli che arriveranno…”
Antonio Bradi è di casa nel mondo dell’ospitalità e dei viaggi. E’ nato a Walvis Bay e cresciuto a Città del Capo da padre sardo e mamma sudafricana di origine Irlandese. Papà era capitano di nave, le sorelle sono direttrici di hotel nonché la famiglia possiede un boutique Hotel una vera bomboniera in Sardegna ad Alghero . Dopo un periodo nell’Arma dei Carabinieri c/o il Centro Sportivo entra in Luxottica, per poi passare a Hapimag. All’inizio è un agente, come tanti. Ma i suoi risultati sono talmente straordinari che fa presto carriera: prima direttore commerciale per il nord Italia e il Canton Ticino, e poi numero uno di tutta l’Europa meridionale e la Turchia “Hapimag Member Service”
“Siamo la Ferrari delle vacanze” afferma con orgoglio. Infatti Hapimag è garanzia di serietà, organizzazione e affidabilità. A tutt’oggi i due terzi dei soci sono di lingua tedesca: tedeschi, svizzeri e austriaci. “Ma gli italiani portano una ventata di allegria e vivacità ovunque vadano” dice. Non sono clienti facili, e non solo per quanto riguarda il cibo: non tutti parlano lingue straniere , vogliono parlare in italiano ovunque. “E noi li accontentiamo – assicura Bradi. – In tutti i club dove c’è una buona presenza di italiani abbiamo membri dello staff che parlano italiano”.
Quest’anno Hapimag ha inaugurato nuove strutture, ad Amburgo e a Lisbona. E per la prossima estate sarà pronto il resort di Cavallino Tre Porti. Sul mare, a due passi da Venezia. Per vacanze sia balneari, sia culturali. “Vogliamo che i nostri soci vedano con i loro occhi i lavori in corso; per questo abbiamo installato una webcam che documenta, in tempo reale, l’andamento dei lavori” dice.
Come avete fatto ad avere tanti soci? “Non li cerchiamo, non facciamo pubblicità, giusto qualche interessante articolo su testate di un certo tipo ma per l’80%  il socio porta socio (Soci e Soci azionisti) ”  uno straordinario moltiplicatore naturale spiega  Bradi. E’ un passaparola, bisbigliato a voce non troppo alta. Per mantenere l’esclusività del club…
Antonio Bradi conclude precisando che lui e la sua famiglia da anni fanno vacanze con Hapimag come soci azionisti. I suoi figli Ludovica, 9 anni, e Leonardo, 13, sono cresciuti in Hapimag. Per loro è un must andarci ogni anno … con il tempo i ragazzi si creano il loro gruppo di amici, ognuno di nazionalità diversa. Quindi oltre a godere delle meravigliose e uniche vacanze imparano le lingue straniere, cosa assai utile per il loro futuro….
Per informazioni: free line (solo da telefono fisso) 0080030308080, info@hapimag.com

Mario Furlan, life coach – Provaci, comunque!

Mario Furlan, life coach – Il suo best-seller “Tu puoi!”

Molti vorrebbero realizzare grandi imprese, ma il loro desiderio non si concretizza in azione. Perché sono paralizzati dalla paura di fallire. Che succede se non ci riesco?, si chiedono angosciati. Temono di perdere la faccia nei confronti degli altri, e l’autostima nei propri. Così, per timore di non farcela, non fanno nulla.
Eppure è come scalare una montagna. Più ti arrampichi verso la cima, più è facile correre rischi. E più ti affatichi. Per avere successo devi mettere in conto pericoli e battute d’arresto. Le delusioni. I fallimenti.
E’ normale perdere qualche battaglia, pur vincendo la guerra. Mentre il fallimento peggiore consiste nel non provarci neppure. Perché ci si trascina dietro rimpianti per tutta la vita: “Magari ci avessi provato…”

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Mario Furlan, life coach – Le stelle marine

Una stella marina, protagonista di questo aneddoto di life coaching

Una stella marina, protagonista di questo aneddoto che contiene spunti di life coaching

Una mareggiata ha gettato a riva migliaia di stelle marine. Un ragazzo le prende, una per una, e le ributta in mare. Un uomo lo vede e ridacchia: “A che serve? Sono così tante che mica puoi salvarle tutte!” E il ragazzo, tirandone su un’altra: “E’ vero. Ma posso salvare questa!”
L’uomo se ne va, scuotendo la testa. Ma altre persone arrivano, vedono l’opera del ragazzo e si uniscono a lui. Così le stelle marine salvate sono migliaia.
Morale: non possiamo fare tutto. Ma quel poco che possiamo fare è sufficiente per dare un senso alla nostra vita. Non lasciamoci scoraggiare dai cinici. E ricordiamoci che se iniziamo noi a darci da fare, altri ci seguiranno!

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Mario Furlan, life coach – Il punto di non ritorno

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Fare qualcosa di ostico, difficile, impegnativo non è facile. E viene voglia di tornare indietro, rimangiandoti le buone intenzioni.
Per questo ti suggerisco di spingerti fino al punto di non ritorno. Fino al punto, cioè, in cui diventa più facile andare oltre che tornare indietro. Come quando sei in montagna, tra un rifugio e l’altro, e anche se sei distrutto prosegui fino all’arrivo. Perché è più vicino della partenza.
Un amico voleva da tempo smettere di fumare. Ma non ci riusciva. Allora ha detto a tutti che il primo gennaio avrebbe smesso. E l’ha anche scritto su Facebook. A quel punto è stato costretto a smettere. Altrimenti avrebbe perso la faccia. Era arrivato al punto di non ritorno!

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Mario Furlan, life coach – Sei una Ferrari?

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Sono convinto che quasi ciascuno di noi abbia grandi capacità. Che siamo cioè, per usare una metafora automobilistica, una Ferrari.
Purtroppo, però, questa Ferrari raramente esprime il massimo delle sue qualità.
Spesso sbaglia strada. O si trova ingolfata nel traffico. O non va più, perché il suo proprietario non l’ha tenuta bene, pensando che portarla dal meccanico sia inutile.
Altre volte la Ferrari non va al massimo a causa di limiti non dell’auto, ma del guidatore. Che non crede di riuscire a guidarla. O ha paura della velocità, e preferisce andare a passo d’uomo.
E tu, ti senti una Ferrari? O hai dimenticato di esserlo?

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Mario Furlan, life coach – Cosa cerchi, scuse, o risultati?

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach e formatore nel campo dell’autostima e della motivazione

Sai perché molti preferiscono trovare scuse piuttosto che impegnarsi a raggiungere i loro risultati?
Il motivo è semplice.
Ottenere risultati è difficile. E i risultati sono temporanei. Una volta conseguito uno, non ti puoi fermare. Ce n’è sempre un altro da conquistare. Se, ad esempio, fai sport, devi farlo costantemente per non perdere i benefici. Se vuoi crescere professionalmente, non puoi dormire sugli allori. Non ti puoi fermare.
Invece trovare scuse è facile. E le scuse vanno bene sempre. Sono permanenti. Una sola scusa può essere un alibi efficace per l’intera vita.
Ma a forza di cercare scuse, perdi l’autostima. Perché la vocina dentro di te ti dice che ti stai ingannando. E che stai sprecando la vita. Indebolisci la tua forza interiore. E il tuo carattere. E nel tempo provi insoddisfazione, delusione, rammarico.
Invece se cerchi risultati ti rafforzi dentro. Forgi il tuo carattere. Impari a lottare. E rafforzi la tua autostima. Perché sai di essere una persona di valore.
E tu, cosa cerchi? Scuse, o risultati?

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Eduardo Montefusco di FitActive: palestre low cost e di qualità

Eduardo Montefusco, titolare delle palestre FitActive

Eduardo Montefusco (in mezzo), titolare delle palestre FitActive, nella palestra di Magenta

A soli 35 anni, Eduardo Montefusco ha creato un impero nel campo delle palestre. E’ l’ideatore e titolare del marchio FitActive, che contraddistingue palestre con due caratteristiche precise. All’apparenza contraddittorie, ma che lui ha saputo coniugare. Sono low cost, cioè costano poco; ma nel contempo sono di elevata qualità. Come è riuscito a far convivere le due cose?
“Non è facile, ma il nostro successo dimostra che è possibile – sorride Montefusco. E aggiunge: – A fine anno arriveremo a 18 palestre, sparse tra Lombardia e Piemonte. Sono aperte 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Trovi lo stesso format ovunque e lo stesso prezzo ovunque. E se sei iscritto ad una, puoi frequentarle tutte. Insomma, un solo modello che offre la massima libertà…”
Originario di Napoli ma milanese di adozione, ha unito la creatività campana alla concretezza lombarda. Tutto inizia nel 2006, quando lavorava come programmatore. Una palestra gli chiede un software particolare; lui lo crea, e il suo successo gli fa capire che il fitness ben organizzato può sfondare ovunque.
Così inizia a lavorare in quel mondo. Il vero salto di qualità arriva, però, quando si mette in proprio. E decide di diventare imprenditore. Decide di aprire la sua prima palestra a Seveso, in Brianza. “Avevamo trovato l’immobile dove costruirla, ma non c’era ancora nulla; eppure ho venduto centinaia di abbonamenti prima ancora che venisse inaugurata!” ricorda Montefusco. Com’è possibile? “Bisogna dimostrare di essere credibili, l’altro deve avere fiducia in te”. E’ una fiducia, quella in Eduardo Montefusco, ben riposta. Nel 2012 apre la seconda palestra, a Seregno, a pochi chilometri di distanza. La terza, due anni dopo, è sempre in zona, a Saronno. E da quel momento è boom.

Nelle palestre FitActive corsi di gruppo e calore umano

“Nel 2015 cambio nome alle palestre, che da quel momento si chiamano FitActive. E poi importo modelli tedeschi, come McFit e FitStar, personalizzandoli e adattandoli al mercato italiano” spiega Montefusco. Il nuovo formato piace. E molto.
Che differenza c’è tra le palestre tedesche, a cui si è ispirato, e quelle italiane?
“Le tedesche sono asettiche, manca il rapporto umano che da noi è fondamentale. L’italiano cerca un ambiente amichevole, cordiale, in cui si senta il benvenuto. Ai tedeschi, invece, questo non interessa. E poi l’italiano cerca le promozioni e l’esclusività. Vuole sentirsi importante, coccolato…”
Nelle palestre FitActive stanno spopolando i corsi di gruppo, a cominciare dallo zumba. E tra pochi giorni, il 18 novembre, apre la prima palestra a Milano, in via Modena 10. “Ma non ci fermiamo certo a Lombardia e Piemonte” assicura Montefusco. “Apriremo in altre regioni del Nord, ma prevedo che avremo ancora più successo nel Sud, che è ancora terreno vergine.”
E all’estero?
“Non lo escludo – dice. – Ora sono i tedeschi, e gli stranieri, a copiare noi. Quindi perché non portare loro il modello originale di palestra low cost di qualità, e con il calore umano?”