Mario Furlan, life coach – Quella volta con l’Armanda

A 15 anni ero cotto di Armanda, la bella della classe. Un giorno lei, seduta nel banco davanti, si voltò e mi disse: Ti amo. Diventai di tutti i colori. Perché pensavo mi stesse prendendo in giro. Ero convinto di non essere degno di lei. E ogni volta che mi accarezzava, o mi diceva paroline dolci, mi ritraevo.
Dopo qualche mese lei si mise insieme con un mio compagno: la prova, pensai, che lui era meglio di me. E che lei mi voleva soltanto deridere. Trent’anni dopo l’ho ritrovata su Facebook. Ti ricordi, le ho scritto, i nostri 15 anni? Io ero pazzo di te… E io di te, mi ha risposto. Ma pensavo che a te non ne importasse nulla, così ho ripiegato su un altro.
Quante occasioni perse perché non crediamo nel nostro valore, e perché vediamo il mondo attraverso le lenti distorte della nostra scarsa autostima!

Mario Furlan, life coach – La felicità dipende da noi

Sarò felice quando avrò quel lavoro. Quel partner. Quella casa. Quell’auto. Quel modello di smartphone. Così ci inganniamo. E ci condanniamo all’infelicità perenne. Perché una volta raggiunto un risultato agognato, ecco che dopo poco ci sembra poca cosa. E ci mettiamo alla ricerca di un altro. E poi di un altro.
L’equazione va invertita. Avrai ciò che desideri – quel lavoro, quella persona, quell’occasione – quando sarai felice. Se tu sei felice, ti poni in modo positivo nei confronti degli altri. Sei più ottimista, più fiducioso. Ti impegni di più, e con gioia. Così facendo accresci le tue possibilità di conseguire l’obiettivo desiderato. E il percorso che ti porta a raggiungere i tuoi obiettivi non sarà una marcia faticosa, ma un viaggio a cuore aperto verso la luce.

Mario Furlan, life coach – Noi creiamo la nostra realtà

Ciascuno crea la sua realtà. E si convince che sia l’unica realtà. Invece tutto dipende da cosa vuoi vedere, tra le infinite sfumature della realtà circostante.
Da ragazzo ero violento. Facevo casino,  allo stadio e nelle manifestazioni . E credevo di essere nel giusto. Pensavo di dovermi difendere dai nemici. E di far valere, in quel modo, i miei diritti. Imparai le arti marziali. Presi a fare bodybuilding. Avevo armi in casa. Dormivo con un nunchaku sotto il cuscino. Ed ero io a creare quella mia realtà paranoica.
Poi conobbi Alessandra. Mi disse “Non è vero che il mondo sia cattivo e violento. Sei tu che lo vedi tale.”  L’amore per lei mi aprì gli occhi. E capii che il mondo intorno a noi non è altro che è una riflessione del mondo dentro di noi.

 

Impariamo dai cani!

I cani ci possono insegnare molto. Ecco cosa. 1) A vivere nel momento. Noi ci roviniamo il presente pensando al passato o al futuro. Loro si godono il qui e ora. Quando corrono felici non si rovinano la giornata pensando “Hm, dovrei essere al lavoro!” 2) Ad andare fuori di testa ogni tanto. Avere qualche momento di follia positiva aiuta a sentirsi vivi. Come fanno i cani quando abbaiano, saltano e sembrano impazzire dalla gioia; 3) A non pretendere di risolvere i problemi degli altri. A volte basta ascoltare. E dare amore. Quando il tuo cane ti guarda e ti lecca la mano ti senti compreso e amato. Ed è quanto basta; 4) A non crogiolarti nel senso di colpa. Quando sgridi Fido, lui abbassa le orecchie, contrito. Ma dura poco. Basta che gli lanci un bastone e lui balza su a prenderlo, felice.

Ricevi ciò che dai

Le persone con più amici sono le più amichevoli. Quelle che ricevono più amore sono le più amorevoli. E quelle che ricevono più ostilità sono le più ostili. E’ una legge di natura: riceviamo ciò che diamo. E nella misura in cui diamo. E quindi prima di pretendere, o di chiedere, dobbiamo dare.
Il contadino non può chiedere al Padreterno di dargli  frutti se prima non semina e ara il campo. Il lavoratore non può chiedere l’aumento al capo se prima non gli dimostra di meritarlo. E’ il vecchio do ut des. Che non vale sono nel campo economico, materiale. Ma anche in quello dei sentimenti e delle emozioni.

Amati per essere amato

Vuoi essere apprezzato dagli altri? Comincia ad apprezzarti. Vuoi che ti amino? Comincia ad amarti. Perché gli altri amano chi ha un buon carattere. Chi è sereno, sicuro di sé, aperto, cordiale, disponibile. Persone così stanno bene con se stesse. Sono in pace con il proprio animo. E per questo stanno bene con gli altri. Chi, invece, non va d’accordo con il prossimo – per il suo carattere litigioso, polemico, ipercritico, ultrasospettoso, molto disposto a prendere e poco a dare – non sta bene nemmeno con se stesso. E’ una persona che vede il male dappertutto. Perché il male ce l’ha dentro.

La morte ci motiva

Morte e motivazione sembrano agli antipodi. Invece la morte può essere la più grande forza motivante che abbiamo in vita.
La consapevolezza che, anche se campi cent’anni, la vita è breve, ci aiuta a non perdere tempo. A non rimandare. A cogliere l’attimo. A vivere intensamente. Giorno per giorno. Sapendo che i nostri giorni finiranno.
Ci aiuta anche ad essere meno materialisti e più spirituali. Se in punto di morte hai rimpianti non sono certo perché non hai guadagnato abbastanza. Ma semmai perché non hai amato abbastanza. Perché non hai chiesto scusa a tuo padre. Perché non hai fatto pace con tuo fratello. Perché non hai detto al tuo partner quanto lo ami.
Allora sarà troppo tardi per rimediare. Anche domani potrebbe essere troppo tardi. Fallo oggi. Finché sei in tempo.