Cristiano Turato, ex voce dei Nomadi, celebra ora la sua Festa

Il cantautore Cristiano Turato

Il cantautore Cristiano Turato

Cristiano Turato non è soltanto un noto e apprezzato artista: cantautore, chitarrista, pianista, bassista e altro ancora. E’ anche un uomo di grande profondità, con un animo da filosofo.
Gli parlo mentre sta camminando con i suoi due figli, Francesco di 12 anni e Gabriel di 5, lungo l’argine del Brenta. Vicino a casa, alla periferia di Padova.
“Sono affascinato dai miei figli – esordisce. – Essere stato bambino e poi trovarmi dall’altra parte è straordinario. Nel mio nuovo album, “La festa”, il brano “Ho una cosa da raccontarti” narra di un supereroe sghangherato che cerca di proteggere i propri figli. Ma alla fine si scopre che i veri supereroi sono i nostri bambini. Perché non avendo i filtri mentali di noi adulti ti risolvono i problemi in pochissimo tempo, mentre noi ci perdiamo in ragionamenti inutili”.
Più che parlare di musica, Cristiano Turato parla dei suoi cari. “Siamo una famiglia di matti – sorride. – L’altro giorno pioveva a dirotto e siamo partiti, io e i miei figli, a fare una passeggiata. Dopo 5 chilometri sotto il diluvio, in cui ci siamo divertiti a saltare nelle pozzanghere, siamo arrivati a casa distrutti e sporchi luridi; ma è stata un’esperienza bellissima. Loro hanno imparato tanto, e anch’io con loro”.
Cosa impari da loro?
“Imparo a non diventare vecchio prima del tempo. A tenere la mente aperta. A restare capace di stupirmi. E tutto questo mi serve per scrivere. Quando sono tornato a casa dopo il diluvio, subito dopo la doccia bollente mi sono messo a scrivere. Tengo mille diari; la mia vita è un continuo scrivere ed emozionarmi, e mettere per iscritto le mie emozioni. E tutto questo mi tiene vivo”.
Cristiano Turato si avvicina al mondo della musica a 14 anni, quando scopre il rock. Poi vira sul grunge, con i Pearl Jam, i Soundgarden, gli Alice in Chains. E sull’elettronica impegnata: Depeche Mode, Tears for Fears, Genesis, Peter Gabriel.
“Mi ispiro ancora a quel mondo che fonde rock-pop e musica elettronica” dice.
Una tappa fondamentale della carriera artistica di Turato sono i cinque anni con come voce dei Nomadi, dal 2012 al 2017. “Un’esperienza che rifarei con la maturità che ho oggi” dice. E ricorda con commozione i tributi ad Augusto Daolio, il cofondatore dei Nomadi: “Erano grandi feste popolari, uno spettacolo emozionante!”
Il suo nuovo album, “La festa”, è una nuova tappa del suo cammino musicale e spirituale. “Ogni incontro mi serve per conoscermi meglio – dice. – Negli anni ho scoperto chi sono, ma sono ancora qui a pormi domande. E l’altro giorno, camminando sugli argini del Brenta, ho pensato che questo viaggio nella conoscenza di me stesso finirà solo quando qualcuno, dall’alto, mi chiamerà”.