Francesca Caon spiega i dieci comandamenti delle PR

Francesca Caon con il suo libro "I 10 comandamenti delle PR"

Francesca Caon con il suo libro “I 10 comandamenti delle PR” (Roi edizioni) 

“I dieci comandamenti delle PR” (Roi edizioni) è un saggio, una guida, una bussola per orientarsi nel mondo delle pubbliche relazioni. Perché è fondamentale avere ben chiaro quali sono gli errori da evitare. Francesca Caon, ha provato a mettere una in fila all’altra e in maniera molto chiara e finalizzata all’azione sul campo, le migliori strategie per una comunicazione di successo.

«Come racconto nel mio libro, esistono molti errori in cui è facile incappare quando si fanno pubbliche relazioni. Tra i più comuni e lesivi: voler emergere a tutti i costi.

Bene o male, purché se ne parli non vale più. Oggi gli strumenti di comunicazione ci chiedono una responsabilità e noi la dobbiamo a chi ascolta e chi ci legge. È importante comunicare con empatia e verità facendo leva su umanità, umiltà e utilità».

Francesca Caon è una giornalista e un’affermata professionista nel mondo della comunicazione e delle pubbliche relazioni. Ha fondato la sua agenzia CAON Public Relations a Milano per aiutare aziende e professionisti ad affermare e sviluppare la loro reputazione e autorevolezza, grazie alla pubblicazione di articoli e interviste su quotidiani, riviste, radio e tv.

Ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo, tra la RAI e la passione per il teatro, per poi dedicarsi all’organizzazione di eventi cinematografici, come il Sabaudia Film Festival, sotto la direzione artistica di Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Ha inoltre vissuto un’importante parentesi all’estero dove ha curato le relazioni di enti governativi spagnoli e protezioni civili europee.

La decisione di dedicarsi a tempo pieno alle pubbliche relazioni, nasce proprio dalla volontà di diffondere l’importanza di questo settore anche nel nostro paese. Le PR in Italia sono ancora poco conosciute, mentre nel resto del mondo rivestono un ruolo di assoluto primo piano all’interno delle aziende più lungimiranti e all’avanguardia.

Come giornalista collabora regolarmente con le testate Fortune e Huffington Post ed è direttrice del mensile Luxury, una pubblicazione molto attenta alle tendenze del mercato del lusso e delle eccellenze italiane nel mondo.

  • Perché ancor più oggi le aziende, dalla più piccola a quella affermata, non possono rinunciare a fare pubbliche relazioni? Perché comunicare non è un optional?

Quella delle pubbliche relazioni, che si articola attraverso una comunicazione strategica sui media, è un’attività vitale per qualsiasi business, dal più piccolo alle multinazionali.
Senza le PR, soprattutto in un mercato saturo di informazioni e offerta come quello di oggi, è impossibile distinguersi.

Con le pubbliche relazioni si crea, consolida o ripara la reputazione di un brand, si fa conoscere il proprio prodotto o servizio nel modo giusto, ovvero validandolo attraverso l’opinione di un esperto, in questo caso il giornalista che ne parlerà.

Nel mondo globalizzato la visibilità è un fattore chiave per emergere e incrementare, di conseguenza, i fatturati di un business.

Le PR, insomma, sono l’unico modo per guadagnarsi fiducia e credibilità presso un pubblico ampio.

Un risultato che la pubblicità tradizionale, accessibile a chiunque abbia budget da spendere, non potrà mai raggiungere.

  • Come sono cambiate le pubbliche relazioni negli ultimi 5 anni con l’esplodere dei social network e del digitale?

Con l’avvento dei social network e di un’informazione a predominanza digitale, le pubbliche relazioni sono state tra i primi settori in assoluto a doversi riadattare.

Nonostante i media cartacei continuino a giocare un ruolo importante, molte dinamiche si sono spostate online, dove il meccanismo di viralità di una notizia è infinitamente più rapido.

Internet ha velocizzato moltissimo i processi: il ciclo di vita delle notizie stesse è molto inferiore rispetto al passato, e ciò impone l’acquisizione di mentalità e piani strategici rapidissimi per essere sempre sul pezzo.

I social network hanno invece dato vita a una modalità parallela di fare PR, ovvero quella degli influencer.

Sempre più spesso queste figure, capaci di emergere online parlando a pubblici enormi e molto targetizzati, diventano un megafono perfetto per brand e aziende che vogliono farsi conoscere in maniera innovativa e capillare.

  • Come si fa tendenza oggi ai tempi del Coronavirus, con tutta una serie di limitazioni che sono imposte a imprenditori, professionisti e agli stessi acquirenti/clienti?

Le limitazioni fisiche imposte a imprenditori, professionisti e consumatori sono notevolissime, oserei dire senza precedenti.

La scelta migliore è spostare online il proprio business digitalizzandolo laddove sia possibile farlo, compatibilmente con le caratteristiche e le esigenze specifiche della propria professione.

Il mio consiglio è quello di affidare la comunicazione a uno specialista capace di mettere in luce le qualità del brand, facendolo conoscere ai media e quindi al pubblico.

Più visibilità significa più chance di convertire le persone in consumatori.

Parallelamente, dotarsi di una struttura online, anche solo per mantenere attivo un canale privilegiato con i clienti: il mercato dei prossimi anni passerà necessariamente dal mondo digital.

  • Nel suo libro lo spiega. Quali errori sono da evitare nelle pubbliche relazioni?

Come racconto nel mio libro, esistono molti errori in cui è facile incorrere quando si fanno pubbliche relazioni.

Alcuni di questi sono fisiologici, imprevedibili e non sempre soggetti al nostro controllo, altri invece sono grossolani e particolarmente dannosi.

Tra i più comuni e lesivi: voler emergere a tutti i costi, considerare i giornalisti come persone al proprio servizio, avere una comunicazione eccessivamente aggressiva o pressante, dimostrare poca umiltà e tenere in scarsa considerazione l’opinione della stampa e del pubblico sul proprio operato.

  • Tra i dieci comandamenti che ha individuato per le PR quali sono quelli irrinunciabili e perchè, calati in questa precisa epoca storica di emergenza sanitaria?

Pur essendo i 10 comandamenti selezionati nel libro fondamentali per la buona riuscita di una strategia di pubbliche relazioni, ce ne sono alcuni che ritengo basilari, i primi due in particolare: comunicare e agire sulla percezione.

Saper comunicare è il fattore differenziante che può separare un successo da un fallimento.

Nel mondo contemporaneo, guadagnare visibilità mantenendo una reputazione impeccabile è la conditio sine qua non per emergere anche sul piano commerciale.

Sempre sotto il profilo comunicativo, occorre rendersi notiziabili: trovare, cioè, quegli aspetti che possono potenzialmente interessare i media.

Il secondo comandamento chiave è: comprendere che la percezione è realtà.

Ogni giorno, in giro per il globo, vengono fondate decine di migliaia di aziende.

Senza una narrazione positiva attorno al brand, creata con le PR, farsi percepire come migliori sarà sempre più difficile.

Per questo l’opinione di un esperto autorevole, in questo caso un giornalista che parla di noi, farà tutta la differenza possibile.

 E’ direttrice di un mensile chiamato Luxury? Ci vuole raccontare di questo progetto editoriale?

Luxury è una rivista mensile composta da oltre cento pagine di contenuti, distribuita mensilmente a casa dei lettori e che nasce per soddisfare le esigenze di un pubblico ben preciso: imprenditori, manager e liberi professionisti alla ricerca di un prodotto editoriale di alta fascia che li tenga aggiornati su tutte le ultime novità in materia di branding, marketing, comunicazione, lifestyle e gestione del proprio denaro.

Il principale obiettivo che stiamo portando avanti è quello di fornire al nostro pubblico una panoramica a 360 gradi sulla costruzione e il posizionamento di un marchio e dei suoi prodotti, il tutto attraverso analisi e case history il più possibili concrete.

Crediamo fermamente che il lusso sia il segmento più importante per il nostro Paese che soprattutto ora rappresenterà un volano economico decisivo.

In un momento di crisi così marcata, il settore luxury torna ad essere più che mai un asset determinante e che dà il nome alla nostra rivista.

Tutte le storie che possono essere analizzate sotto questo profilo, vengono quindi vagliate e selezionate attentamente cercando di mantenere sempre in primo piano gli interessi specifici dei nostri lettori. Raccontiamo storie che siano principalmente ispirazionali.

Oggi gli strumenti di comunicazione ci chiedono una responsabilità e noi la dobbiamo a chi ascolta e chi ci legge. È importante comunicare con empatia e verità facendo leva su umanità, umiltà e utilità.