Guappecartò, tra musica e ironia

I Guappecartò

I Guappecartò

“Il nostro nome, Guappecartò, è ironico. In napoletano i guappi di cartone sono dei buoni a nulla, dei finti ganzi. E noi ci insultiamo prima ancora che lo facciano gli altri” ride Claudio Del Vecchio, fisarmonicista e portavoce della band.
La loro è una storia singolare. I Guappecartò sono cinque giovani provenienti da varie regioni italiane, dalla Lucania al Friuli, dalla Campania alla Puglia. La band è nata a Perugia, nel 2004. Erano musicisti di strada. Suonavano in mezzo ai passanti, la gente si fermava ad ascoltarli, comprava i loro cd e il cappello delle offerte era sempre pieno.
Ad un certo punto li nota la celebre attrice Madeleine Fischer, metà svizzera e metà napoletana, che se ne innamora artisticamente. E chiede loro di comporre la colonna sonora del suo film Uroboro.
Da allora è un successo dopo l’altro. Nel 2009 viene pubblicato l’album di debutto “L’amour n’est pas grave”, seguito da altri che conquistano critica e pubblico. E lo scorso dicembre è partito, nel nostro Paese, il Sambol Italian tour.
Perché voi Guappecartò, che siete tutti italiani, vivete a Parigi e siete più presenti sulla scena musicale francese che su quella italiana?
“Perché dopo che siamo stati a Parigi quindici anni fa ci siamo accorti che lassù il fermento culturale è molto più ricco rispetto a quello italiano. Non c’è paragone. Mi dispiace per l’Italia, ma tra i due Paesi non c’è partita”.
Qual è il vostro genere musicale?
“E’ un mix. Ci presentiamo in scena vestiti secondo lo stereotipo del guappo napoletano degli anni Venti del secolo scorso, ma spaziamo dalla melodia italiana ai ritmi latini, dal tango alle sonorità dell’Est europeo. L’importante è divertirsi, e divertire. In francese il verbo jouer ha un duplice significato: giocare e suonare. Ecco, per noi la musica è gioco. Un gioco che, però, prendiamo molto seriamente.
Ciò che vogliamo è che la nostra musica sia fruibile, che arrivi a tutti. E’ più facile da ascoltare che da spiegare!”