Mario Furlan, life coach – Il leader? Non er più, ma il più!

Il leader non è “er più”. Nel senso di quello che conta più degli altri. Bensì “il più”: la persona che ha sviluppato alcune doti più degli altri.
Il leader dovrebbe essere il più stimato e apprezzato. Il più capace di ascoltare. Il più capace di prendere decisioni sotto stress, e il più capace di reggere allo stress. E anche il più gentile e il più umile: perché il vero leader non guida con la forza della sua autorità, ma con l’autorevolezza del suo esempio. Più delle parole servono i fatti: il leader non manda avanti gli altri stando nelle retrovie, ma è in prima fila. E per questo viene riconosciuto come guida.

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"Risveglia il campione in te! 2.0", best-seller di motivazione, comunicazione efficace e leadership di Mari Furlan

“Risveglia il campione in te! 2.0”, best-seller di motivazione, comunicazione efficace e leadership di Mario Furlan

Mario Furlan, life coach – Il leader e l’Ada

"Risveglia il campione in te! 2.0", il nuovo libro di Mario Furlan

“Risveglia il campione in te! 2.0”, il nuovo libro di Mario Furlan

Una squadra funziona se l’umore è buono. Se le persone sono motivate. Se l’entusiasmo è alto e la tensione è bassa. E compito del leader è fare in modo che ciò accada. Con questi tre passi:
1) Ascolta ciò che viene detto. Nella squadra si parla più di problemi e colpe, o di progetti e obiettivi?
2) Domanda: chiedi ai membri della squadra qual è la causa del loro malcontento, oppure come si potrebbe fare ancora meglio;
3) Agisci, per venire incontro a quelle richieste che ti sembrano giuste. E guida con l’esempio.
Ada (ascolta, domanda, agisci): non è solo un nome di donna, ma anche un acronimo che ti aiuta a ricordare questi tre passi.

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Mario Furlan, life coach – La tua più grande risorsa

La tua più grande risorsa, nel mondo del lavoro e non solo? E’ la tua reputazione. Che può anche trasformarsi nel tuo più grande handicap. La reputazione è ciò che gli altri pensano di noi. L’etichetta che abbiamo cucita addosso. Qual è la tua reputazione? Quali sono le parole che vorresti ti definissero? Sono le stesse parole con le quali gli altri ti definiscono? Sappiamo bene che la reputazione si costruisce a fatica, giorno dopo giorno. E che basta un attimo per distruggere tutto. Per questo è importante essere coerenti, ogni giorno, con il modo con cui vogliamo essere percepiti. Dipende dalle nostre azioni, dal modo con cui comunichiamo, dal modo in cui ci poniamo.

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Mario Furlan durante un corso di Wilding (autodifesa istintiva)

Mario Furlan durante un corso di Wilding (autodifesa istintiva)

 

Mario Furlan, life coach – Non saranno mai come tu li vuoi!

Un post motivazionale nella pagina Facebook di Mario Furlan

Post motivazionale nella pagina Facebook di Mario Furlan

Siamo abituati a considerarci l’unità di misura perfetta per ogni cosa e persona, e a pretendere che gli altri siano come vorremmo che fossero. Che la vedessero come noi, che si comportassero come desideriamo… E gli altri, naturalmente, pretendono lo stesso da noi.
Questo fa sorgere innumerevoli problemi, incomprensioni, dissidi. Il mio consiglio: anziché esigere – inutilmente – che gli altri siamo come vorresti, accettali come sono. Diventando meno rigido e severo, e più tollerante e flessibile, migliorerai le relazioni interpersonali. E non ti roderai inutilmente il fegato per qualcosa che non riusciresti comunque a ottenere.

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Mario Furlan, life coach – Sei tu che non capisci… o sono io che non so comunicare?

Mario Furlan, life coach, durante un corso di motivazione

Mario Furlan, life coach, durante un corso di comunicazione efficace e team building

Sei tu che non capisci… o sono io che non sono capace di comunicare?
Quando qualcuno fraintende, interpreta male, si impermalosisce, se la prende pensiamo che sia colpa sua. Noi abbiamo detto ciò che andava detto… e lui l’ha capito male.
Ma non è così. Saper comunicare è saper modulare il proprio messaggio in modo che l’altro lo recepisca come noi desideriamo, senza possibilità di equivoci o travisamenti. I bravi comunicatori ci riescono; perché prestano attenzione non solo a ciò che dicono, ma anche a come lo dicono. I bravi comunicatori possono non essere apprezzati, ma non possono essere fraintesi. I cattivi comunicatori, invece, se la prendono con gli altri.

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Mario Furlan, life coach – Come far cambiare opinione

Mario Furlan, life coach - Copertina del libro "Tu puoi!"

“Tu puoi!”, uno dei due best-seller di Mario Furlan (l’altro è “Risveglia il campione in te!”)

Se non sei più un ragazzino, avrai imparato che è quasi impossibile indurre qualcuno a cambiare opinione, qualunque sia l’argomento in discussione: politica, religione, calcio… E avrai imparato che è totalmente impossibile fargli cambiare opinione con uno scontro frontale, attaccando le sue idee. Perché a quel punto entra in gioco l’ego: anche se capisco che tu hai ragione, e io ho torto, non lo ammetto perché ammetterlo significherebbe perdere il match.
Per portare qualcuno dalla tua parte non sfidarlo, ma trova invece punti di contatto. Se ci sono argomenti sui quali la vedete allo stesso modo, sottolinealo. E falli sembrare più importanti di quelli dove invece c’è un contrasto. E se capisci di avere torto, e sei abbastanza coraggioso, ammettilo: lo fanno pochissimi, farai un figurone!

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Storie di successo – Piermaurizio Di Rienzo, un giovane che vede lontano

Piermaurizio Di Rienzo

Piermaurizio Di Rienzo

Piermaurizio Di Rienzo, 33 anni, svolge due lavori. Ciascuno dei quali sarebbe sufficiente a riempire totalmente la giornata a una persona normale. Ma lui è speciale. Alla sua giovane età è sia amministratore delegato della Pellux, brand di valigie di lusso noto nel mondo, sia anche fondatore e amministratore delegato di Mi-Tomorrow, il quotidiano free press del pomeriggio che distribuisce ogni giorno, dal lunedì al venerdi, oltre 120mila copie nel capoluogo lombardo. Se il primo impegno di Piermaurizio è notevole, il secondo ha dell’incredibile. Perché nessuno avrebbe scommesso un euro sulla sopravvivenza, figuriamoci sul successo, di un giornale gratuito del pomeriggio, in un’epoca di crisi in cui i giornali chiudono. “E’ stata una bella sfida – sorride lui. – Siamo partiti in quattro, e siamo arrivati in quattro: segno che ci crediamo tutti, e che la compagine sociale è bella salda.” Mi-Tomorrow viene distribuito da studenti universitari ogni sera, dalle 17 alle 20, in una decina di punti strategici della città. “E’ una distribuzione hand-to-hand: il giornale glielo diamo in mano, non lo lasciamo nei raccoglitori dove a volte rimane a invecchiare” sottolinea Di Rienzo. Come è possibile che la gente, uscendo dall’ufficio, abbia voglia di sfogliare un giornale dopo essere stata tutto il giorno a leggere news online? “Semplice: non diamo le notizie del giorno che già conoscono, ma anticipiamo ciò che succederà l’indomani. Parliamo degli eventi che Milano si appresta ad ospitare, e spieghiamo che effetto avranno sulla vita cittadina. Se, ad esempio, si svolgerà un concerto di Vasco a San Siro, spieghiamo come arrivarci, dove ci potranno essere ingorghi, che mezzi pubblici prendere..” Vi occupate di poltica? “Poco. In occasione delle elezioni comunali dovremo parlare anche di politica, ma per stimolare i candidati a prendere posizione sui temi più caldi. Normalmente, però, i nostri argomenti sono gli eventi, la cultura, gli spettacoli e le opportunità di lavoro. Ci interessa, insomma, ciò che sta per succedere in città.” Siete gli unici a farlo. “In Italia certamente sì. All’estero esiste un modello al quale in parte ci ispiriamo: è Time Out, la rivista che si legge per sapere dove andare, perché andarci e come andarci. E come Time Out, anche Mi-Tomorrow è un giornale che non si butta via al termine del viaggio in metrò, ma che si porta a casa e si conserva fino all’indomani. Perché contiene notizie utili per la serata e per il giorno dopo.” Il lettore tipo? “Cinquanta per cento uomo, cinquanta donna. L’età media è tra i 26 e i 45 anni: la fascia più appetibile per gli inserzionisti pubblicitari.” Come va la pubblicità? “Bene: gli inserzionisti hanno capito che la fascia oraria del pomeriggio va tenuta in considerazione. Cerchiamo sempre di tenere alto il livello anche in quest’ambito, coinvolgendo grandi inserzionisti capaci di darci prestigio.” Dopo Mi-Tomorrow, ci potranno essere Roma Tomorrow, Torino Tomorrow e così via? Di Rienzo sorride, sornione: “Perché no?”

Mario Furlan è orgoglioso di presentare storie di successo di persone che, come Piermaurizio Di Rienzo, sono riuscite a raggiungere risultati importanti, e che con il loro esempio ci ispirano a fare sempre meglio.
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