Mario Furlan, life coach – Da zero a dieci

Mario Furlan, life coach – Il suo best-seller “Tu puoi!”

Pochi di voi lettori lo faranno, perché molti hanno paura della risposta. Ma una domanda utile da porre a chi abbiamo a cuore è: Da zero a dieci, che voto mi dai? Che voto mi dai come partner, come padre, come figlio, come collega, come socio, come amico?
E, una volta ascoltata la risposta, la seconda domanda da porre è: Come potrei arrivare al dieci?
Se ti danno un voto troppo alto, dall’otto in su, è probabile che ti stiano mentendo. E se te lo danno troppo basso, dal quattro in giù, è probabile che ti vogliano fare del male. Ma devi comunque accettare il risultato, capire cosa potresti cambiare e darti da fare, giorno dopo giorno, per migliorare!

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Mario Furlan, life coach – Il leader? Non er più, ma il più!

Il leader non è “er più”. Nel senso di quello che conta più degli altri. Bensì “il più”: la persona che ha sviluppato alcune doti più degli altri.
Il leader dovrebbe essere il più stimato e apprezzato. Il più capace di ascoltare. Il più capace di prendere decisioni sotto stress, e il più capace di reggere allo stress. E anche il più gentile e il più umile: perché il vero leader non guida con la forza della sua autorità, ma con l’autorevolezza del suo esempio. Più delle parole servono i fatti: il leader non manda avanti gli altri stando nelle retrovie, ma è in prima fila. E per questo viene riconosciuto come guida.

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"Risveglia il campione in te! 2.0", best-seller di motivazione, comunicazione efficace e leadership di Mari Furlan

“Risveglia il campione in te! 2.0”, best-seller di motivazione, comunicazione efficace e leadership di Mario Furlan

Mario Furlan, life coach – Il leader e l’Ada

"Risveglia il campione in te! 2.0", il nuovo libro di Mario Furlan

“Risveglia il campione in te! 2.0”, il nuovo libro di Mario Furlan

Una squadra funziona se l’umore è buono. Se le persone sono motivate. Se l’entusiasmo è alto e la tensione è bassa. E compito del leader è fare in modo che ciò accada. Con questi tre passi:
1) Ascolta ciò che viene detto. Nella squadra si parla più di problemi e colpe, o di progetti e obiettivi?
2) Domanda: chiedi ai membri della squadra qual è la causa del loro malcontento, oppure come si potrebbe fare ancora meglio;
3) Agisci, per venire incontro a quelle richieste che ti sembrano giuste. E guida con l’esempio.
Ada (ascolta, domanda, agisci): non è solo un nome di donna, ma anche un acronimo che ti aiuta a ricordare questi tre passi.

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Mario Furlan, life coach – La tua più grande risorsa

La tua più grande risorsa, nel mondo del lavoro e non solo? E’ la tua reputazione. Che può anche trasformarsi nel tuo più grande handicap. La reputazione è ciò che gli altri pensano di noi. L’etichetta che abbiamo cucita addosso. Qual è la tua reputazione? Quali sono le parole che vorresti ti definissero? Sono le stesse parole con le quali gli altri ti definiscono? Sappiamo bene che la reputazione si costruisce a fatica, giorno dopo giorno. E che basta un attimo per distruggere tutto. Per questo è importante essere coerenti, ogni giorno, con il modo con cui vogliamo essere percepiti. Dipende dalle nostre azioni, dal modo con cui comunichiamo, dal modo in cui ci poniamo.

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Mario Furlan durante un corso di Wilding (autodifesa istintiva)

Mario Furlan durante un corso di Wilding (autodifesa istintiva)

 

Mario Furlan, life coach – Non saranno mai come tu li vuoi!

Un post motivazionale nella pagina Facebook di Mario Furlan

Post motivazionale nella pagina Facebook di Mario Furlan

Siamo abituati a considerarci l’unità di misura perfetta per ogni cosa e persona, e a pretendere che gli altri siano come vorremmo che fossero. Che la vedessero come noi, che si comportassero come desideriamo… E gli altri, naturalmente, pretendono lo stesso da noi.
Questo fa sorgere innumerevoli problemi, incomprensioni, dissidi. Il mio consiglio: anziché esigere – inutilmente – che gli altri siamo come vorresti, accettali come sono. Diventando meno rigido e severo, e più tollerante e flessibile, migliorerai le relazioni interpersonali. E non ti roderai inutilmente il fegato per qualcosa che non riusciresti comunque a ottenere.

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Mario Furlan, life coach – Sei tu che non capisci… o sono io che non so comunicare?

Mario Furlan, life coach, durante un corso di motivazione

Mario Furlan, life coach, durante un corso di comunicazione efficace e team building

Sei tu che non capisci… o sono io che non sono capace di comunicare?
Quando qualcuno fraintende, interpreta male, si impermalosisce, se la prende pensiamo che sia colpa sua. Noi abbiamo detto ciò che andava detto… e lui l’ha capito male.
Ma non è così. Saper comunicare è saper modulare il proprio messaggio in modo che l’altro lo recepisca come noi desideriamo, senza possibilità di equivoci o travisamenti. I bravi comunicatori ci riescono; perché prestano attenzione non solo a ciò che dicono, ma anche a come lo dicono. I bravi comunicatori possono non essere apprezzati, ma non possono essere fraintesi. I cattivi comunicatori, invece, se la prendono con gli altri.

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Mario Furlan, life coach – Come far cambiare opinione

Mario Furlan, life coach - Copertina del libro "Tu puoi!"

“Tu puoi!”, uno dei due best-seller di Mario Furlan (l’altro è “Risveglia il campione in te!”)

Se non sei più un ragazzino, avrai imparato che è quasi impossibile indurre qualcuno a cambiare opinione, qualunque sia l’argomento in discussione: politica, religione, calcio… E avrai imparato che è totalmente impossibile fargli cambiare opinione con uno scontro frontale, attaccando le sue idee. Perché a quel punto entra in gioco l’ego: anche se capisco che tu hai ragione, e io ho torto, non lo ammetto perché ammetterlo significherebbe perdere il match.
Per portare qualcuno dalla tua parte non sfidarlo, ma trova invece punti di contatto. Se ci sono argomenti sui quali la vedete allo stesso modo, sottolinealo. E falli sembrare più importanti di quelli dove invece c’è un contrasto. E se capisci di avere torto, e sei abbastanza coraggioso, ammettilo: lo fanno pochissimi, farai un figurone!

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