Mario Furlan, life coach – Sei leader o manager?

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Leader e manager sono due figure differenti, ed entrambe ugualmente essenziali in un’azienda o associazione (penso ai miei City Angels; guai se non avessi un ottimo manager, Sergio Castelli, al mio fianco!)
Ci sono alcune fondamentali differenze tra il leader e il manager.
Per usare una metafora stradale, il leader traccia la strada, mentre il manager lo segue per asfaltarla e piantare i cartelli stradali. Il leader pensa a dove andare, e perché; il manager a come, e quando, arrivarci.
Un leader senza manager è il caos, e un manager senza leader è un burocrate, che segue vuote procedure senza sapere perché le fa. Il leader trova le cose giuste da fare ed ha una visione, mentre il manager trova il modo giusto in cui farle ed è efficiente. Un leader si assume dei rischi, mentre il manager cerca di minimizzarli. Un leader sfida lo status quo, un manager lo mantiene. Il leader guarda a lungo termine, il manager a breve. Proprio per questo, raramente un leader è anche un manager, e viceversa.
Di solito il presidente di un’azienda è il leader, mentre l’amministratore delegato è il manager.
E tu, cosa sei?

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Mario Furlan, life coach – Perché le fake news ti fanno ammalare

Le fake news nuocciono gravemente alla salute

Le fake news nuocciono gravemente alla salute: questo articolo ti spiega il perché

Le fake news nuocciono non solo alla verità, ma anche alla salute. Mentale, e fisica.
Infatti la parte più antica e potente della nostra mente – il cervello rettiliano –  ha un compito fondamentale: farci sopravvivere. Per questo è costantemente all’erta, pronto ad attivarsi se vede un pericolo. Vero o presunto.

Le fake news ci colpiscono proprio perché sollecitano questo aspetto del nostro cervello. Guarda caso, sono sempre negative, mai positive. E proprio per questo ci mettono in allarme. Ci agitano. Ci fanno spaventare, indignare o infuriare. Producono emozioni forti, e massicce scariche di adrenalina e cortisolo. Che, a lungo andare, logorano il sistema nervoso. Abbassano le difese immunitarie. Producono stress, tachicardia e respiro affannoso. E ci fanno vivere nell’ansia. Possono arrivare a provocare ipertensione e infarti, oltre ad un’estesa serie di patologie che vanno dalla cattiva digestione (come se non riuscissimo a digerire certe notizie!) all’insonnia (le tragedie non ci lasciano dormire). Tutto questo incide anche sul nostro carattere. Se siamo convinti di vivere in un mondo di orribile e terribile, saremo meno cordiali e aperti e più guardinghi e aggressivi. Ci terremo sulla difensiva, per difenderci dai pericoli che ci circondano. E, naturalmente, questo inciderà sui nostri rapporti sociali.

Un esempio clamoroso di fake news

Un esempio eclatante di fake news l’abbiamo avuto negli ultimi due mesi, in corrispondenza con le elezioni americane. Molti continuano a credere che Trump abbia perso a causa di brogli estesi, che però non sono mai stati dimostrati. E il fatto che non siano mai stati dimostrati è, secondo i complottisti, la prova che le menti che li hanno architettati sono diaboliche. Talmente diaboliche che non hanno lasciato traccia. E’ una bufala che va a segno perché indigna, fa ribollire il sangue: che scandalo, che vergogna, un imbroglio così colossale negli Stati Uniti, la terra della democrazia!

Un’altra bufala colossale è quella secondo cui Joe Biden sarebbe, insieme con Hillary Clinton (guarda caso i due rivali elettorali di Trump), a capo di un’organizzazione mondiale di pedofili satanisti. Che sgozzano i bambini per bere il loro sangue. Una panzana truculenta che, a rigor di logica, non dovrebbe essere nemmeno presa in considerazione da chi ha un minimo di discernimento. Eppure c’è chi, pur non essendo stupido, ne è convinto. Perché questa notizia fasulla è come un pugno nello stomaco. Coinvolge i bambini. I più deboli, i più indifesi. Suscita immagini di piccini che urlano e sanguinano: scene raccapriccianti. Che non ci possono lasciare indifferenti, soprattutto se siamo genitori. E che stimolano fortemente il cervello rettile.

Chi produce le fake news conosce bene i meccanismi psicologici e le reazioni del nostro cervello. E sa colpirci nei punti deboli. Lui ci guadagna, che si tratti di visualizzazioni sul suo sito o di denigrare l’avversario politico. Ma noi abbiamo solo da perderci, ad abboccare all’amo delle bufale. Quindi non credere a tutte le notizie choc che leggi sui social. Anzi. Più sono sconcertanti, più è probabile che siano balle!

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Mario Furlan, life coach – Tre domande fondamentali

Il life coach e formatore Mario Furlan

Il life coach e formatore Mario Furlan

Molti non amano ciò che fanno.  Sul  lavoro, o nella vita in genere. Eppure vogliono vivere a lungo. Così, ironia della sorte, faranno ancora di più ciò che detestano.
Anziché lamentarsi perché non ci piace ciò che facciamo, sul  lavoro o nella via in genere, è meglio affrontare i problemi come sfide. E porci le seguenti tre domande:
1) Cosa posso fare?
2) Cosa posso leggere?
3) A chi posso chiedere consiglio o aiuto?
Leggere (o guardare video, o ascoltare podcast) è importante. Cercando su Google puoi trovare tutte le informazioni che ti servono, e molte di più. Ma avere le informazioni giuste non basta: serve anche avere qualcuno che ti incoraggi, ti aiuti, ti sostenga. In modo da motivarti ad agire per cambiare. E per arrivare a fare, finalmente, ciò che ami.

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Mario Furlan, life coach – Ti distrai sempre? Ecco cosa fare!

Il life coach Mario Furlan spiega come restare concentrato

Il life coach Mario Furlan spiega come evitare le distrazioni del telefonino

Molta della tecnologia che usiamo è stata creata per interromperti e toglierti la concentrazione. Dal momento in cui ti svegli e accendi il telefonino, che inizia a suonare e a vibrare, è tutta un’interruzione continua di ciò che stai facendo e di ciò cui stai pensando. Per questo è più importante che mai essere capaci di focalizzarsi senza distrazioni.

Il telefonino è, come ben sappiamo, il colpevole numero uno delle continue distrazioni. Ci trasmette ansia: oddio, devo andare subito a vedere chi mi ha scritto, o chi ha postato! Ogni volta che guardiamo lo schermo riceviamo una piccola scarica di dopamina, il “neurotrasmettitore della ricompensa”: produce una sensazione gratificante immediata. Ma, guarda caso, la parola dopamina ha la stessa origine della parola doping. Quindi… attento a non dipendere da queste microscariche dopaminiche: potresti, in un certo senso, diventare un drogato di stimoli sensoriali provenienti dal cellulare!
La tecnologia ci serve, ovviamente. Ma dobbiamo imparare a non diventarne schiavi. Pertanto ti consiglio di tenere il telefono spento, o silenzioso, quando hai bisogno di concentrarti. Se è acceso, appoggialo con lo schermo verso il basso: così non vedi le notifiche. E se le disabiliti è meglio: cosa ti importa sapere quando qualcuno mette un Like al tuo post?
Impara a sentirti a tuo agio nel silenzio, senza stimoli continui. Lavorerai meglio. Sarai più produttivo e più sereno. E sarai il padrone, e non il suddito, della tecnologia.

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Mario Furlan, life coach – Cosa fare al mattino, e cosa al pomeriggio

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

In tribunale il giudice  tende ad essere più accondiscendente con gli imputati al mattino e più severo al pomeriggio: infatti gli imputati che si presentano in aula nel pomeriggio ricevono multe più salate e più anni di carcere.
E’ il risultato di un’indagine svolta negli Stati Uniti, in Canada e in Israele: quindi in tre Paesi democratici. Non in tre dittature, dove non esistono garanzie per gli accusati. E proprio per questo ci aiuta a capire che è meglio prendere le nostre decisioni più delicate, e incontrare persone nuove con cui ci teniamo a fare buona impressione, al mattino, quando siamo più freschi; e non dopo pranzo o alla sera, quando ci appisoliamo.

La stanchezza influisce su umore e decisioni

Infatti la stanchezza influisce sul nostro umore, e quindi sulle nostre decisioni: ci rende scontrosi, irritabili, nervosi. Si abbassa la nostra soglia di attenzione e sopportazione, ci distraiamo e ci spazientiamo più facilmente. Non riusciamo a valutare lucidamente. E, se abbiamo un problema delicato da affrontare, siamo inevitabilmente portati a scegliere la soluzione più facile ed immediata, quella che richiede meno riflessione e meno capacità di immedesimarci negli altri. Oppure – e può essere una buona soluzione – vogliamo rimandare la decisione a quando ci sentiremo meglio. Ma non tutte le decisioni possono essere rimandate…

Li infinocchi meglio quando sono stanchi

I truffatori esperti dell’animo umano sanno che è più facile infinocchiare il prossimo quando è stanco e poco lucido: difatti incontrano le loro vittime dopo pranzo o in tarda serata. E la tradizione, tutta italiana, di fare interminabili riunioni di governo nelle ore notturne? Servono a far sì che i presenti, ormai assopiti, abbiamo perso l’energia per dibattere, e approvino decisioni che, se fossero stati più coscienti, avrebbero bocciato.

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Mario Furlan, life coach – Ecco cosa conta davvero (e non a parole!)

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

C’è un modo per sapere se ci teniamo davvero ai valori che proclamiamo e giuriamo di rispettare. E’ l’unico modo. Ed è una domanda. La domanda è questa: quanto tempo dedichi a ciò cui tieni?
Tieni alla tua salute? Bene. Quanto tempo le dedichi? Se la risposta è Non trovo il tempo di fare sport, significa che non ci tieni davvero. Cioè che ti stai prendendo in giro.
Tieni alla tua famiglia? Ottimo. Quanto tempo le dedichi? Se non riesci a starci insieme nemmeno poche ore alla settimana forse non ci tieni così tanto. Lo so, devi lavorare per mantenerla. E il lavoro ti porta via tanto tempo. Ma a che serve lavorare così tanto se il tempo in cui godere dei frutti del tuo lavoro è così poco?
Oltre il 90% delle persone mettono al primo posto, nella loro scala dei valori, la salute. Al secondo gli affetti. E al terzo il lavoro. Eppure dedicano gran parte del tempo al lavoro. Poco alle persone che amano. E nulla, o quasi, a conservare la salute. Significa che la loro scala dei valori non vale nulla. Perché il tempo che dedichi ad ogni attività è la vera misura del valore che le attribuisci. I soldi vengono e vanno. Mentre il tempo, una volta che se n’è andato, non torna più. Ed è triste invecchiare con il rimpianto di non averlo trascorso meglio.

Prima che sia troppo tardi

Spesso arriviamo troppo tardi a capire cosa conta veramente nella nostra vita. Come in questa storia che mi hanno raccontato. Non so se sia vera. Ma so che ci sono milioni di storie simili.
Una vecchia madre e la figlia litigano e rompono i rapporti. Il loro dissidio si trascina negli anni. La madre vuole rappacificarsi: rifiuta l’idea di andare nella tomba con un conflitto irrisolto. Vienimi a trovare, la implora. E facciamo pace. La figlia dice di sì. Al telefono. Ma nei fatti non se la sente. Si sente bloccata. Frenata. Le manca il coraggio per riabbracciare la mamma. E si giustifica dicendo che non ha tempo. Quando la madre le telefona, lei risponde “Non posso passare da te questo mese. Non ho tempo”. Si lamenta di essere sempre presa con mille impegni, tra il lavoro e la famiglia. Sempre occupata.  E’ una menzogna. Cui, nel tempo, ha finito per credere. Finché, un giorno, stanca di prendersi in giro e colta da un senso di rimorso, va a trovare la mamma. Ma quando suona alla porta capisce di essere arrivata troppo tardi. La madre è sul letto. Gli occhi chiusi. Morta. La figlia aveva avuto cinque anni per riconciliarsi con chi l’aveva messa al mondo. E si era lasciata fregare per cinque minuti.

Se vuoi farlo… fallo adesso!

Quanti di noi vorrebbero tornare indietro per rimediare a un errore, un’incomprensione, una mancanza? Per dare un bacio, un abbraccio, per dire Scusami, per dire Ti amo? Quanti vorrebbero stringere tra le braccia una persona morta, anche se solo per cinque minuti? E allora, perché aspettare ad avere rimpianti? Perché vivere nei rimorsi? Perché, se conta davvero, non dargli la giusta priorità, invece di rimandare in eterno? Perché non farlo ora, adesso, subito, prima che sia troppo tardi?

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Mario Furlan, life coach – Ecco come dormire bene

Il life coach Mario Furlan ti spiega come dormire bene

Il life coach Mario Furlan ti spiega come dormire bene

La giornata è stata pesante. Arrivi alla sera stressato. E non riesci a dormire bene.
Succede. Ma alla lunga dormire poco, e male, danneggia la salute fisica e mentale. Può portare all’obesità e alla pressione alta, e a deprimere il sistema immunitario: cosa pericolosa soprattutto in questo periodo di pandemia!
Ecco cosa ti può aiutare a dormire meglio, e quindi a stare meglio, nel corpo e nella mente:
1) Non trascorrere davanti alla tv, o al telefonino, l’ora prima di andare a letto. Perché entri in uno stato di trance, e non ti accorgi del tempo che passa; e anche perché video e immagini possono avere un effetto stimolante e ansiogeno;
2) Medita, o fai stretching, o yoga, prima di toccare il letto. Così ti rilassi e decontrai i muscoli;
3) Fai attività fisica di giorno: scarichi la tensione, che non si accumula nel corpo. Non serve correre, o andare in palestra, una sola volta alla settimana. Serve, invece, fare qualcosa tutti i giorni, o almeno a giorni alterni;
4) Usa oli essenziali, come quello di lavanda, di valeriana o di camomilla, per rilassare mente e corpo. Li puoi inalare, o massaggiare sulle piante dei piedi;
5) Vai a letto presto. O almeno prima di mezzanotte.
Questo consiglio serve soprattutto se hai più di 40 anni. E diventa sempre più importante con il passare degli anni.
Da giovane riesci a dormire bene anche se ti corichi all’alba. Ma più vai avanti nella vita, e più noterai che ti svegli al mattino. E che dopo la sveglia fai fatica a riprendere sonno. Pertanto conviene, impegni permettendo, andare a dormire presto, e alla stessa ora ogni sera: alle 22, o alle 23.
E se non riesci a dormire, non preoccuparti. Se ti concentri sulla mancanza di sonno, e cominci a pensare “Non riesco a dormire bene, domani sarò uno straccio”, sarà peggio. Invece respira lentamente e profondamente. Con una respirazione diaframmatica.  Come nello yoga. E immagina di espellere i pensieri negativi ad ogni espirazione, e di inspirare pace e serenità ad ogni inspirazione.
Buon riposo!

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Mario Furlan, life coach – Le tre cose per cui val la pena vivere

Mario Furlan, life coach e fondatore dei City Angels

Mario Furlan, life coach e fondatore dei City Angels

Perché molti muoiono pochi anni dopo essere andati in pensione, o dopo aver perso il partner di una vita?
Perché la vita appariva loro priva di senso. Vuota. Inutile. E dal momento che tutto, in natura, deve avere il suo perché, madre natura ha lasciato che si spegnessero.
Sono tre, infatti, le cose che danno un senso alla nostra vita, e la rendono degna di essere vissuta.
1) Avere qualcosa da fare.
Qualcosa di bello, appassionante, entusiasmante.  Che riempia la nostra giornata e, quando cala la sera, ci faccia sentire gratificati. Perché l’abbiamo trascorsa con gusto, e sfruttata al meglio;
2) Avere qualcuno da amare.
Che sia un partner, un figlio, un amico del cuore, abbiamo tutti bisogno di non sentirci soli, isolati. La felicità è davvero tale solo se condivisa;
3) Avere qualcosa in cui sperare.
Guai a non avere sogni da realizzare, obiettivi da raggiungere, traguardi da tagliare: significa non avere una motivazione che ci spinge ad andare avanti.
Per questo ti auguro di avere, sempre, queste  tre cose nella tua vita. Per renderla felice, serena. Una vita che valga la pena vivere. E che, una volta giunta al termine, possiamo lasciare senza rimpianti.

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Mario Furlan, life coach – Dimmi come porti la mascherina, ti dirò chi sei!

Come metti, o non metti, la mascherina dice chi sei!

Come metti, o non metti, la mascherina dice chi sei!

Sei di quelli che portano la mascherina sempre e comunque, anche quando camminano da soli per strada, perché la prudenza non è mai troppa?
Oppure la tieni in tasca, oppure abbassata sul mento, perché è fastidiosa e inutile; e te la tiri su controvoglia soltanto quando vai in locali dove senza non ti fanno entrare?
Tra questi due estremi ci sono numerose sfumature: quelli che la tengono solo in pubblico, quelli che si coprono la bocca ma non il naso, quelli che se la dimenticano a casa…
A seconda della tua risposta (mascherina sempre e comunque fuori casa, oppure solo se proprio non puoi farne a meno) appartieni a una di queste due tribù: i paurosi (che si autodefiniscono prudenti) o i temerari (che si definiscono realisti).
I paurosi temono di essere contagiati. Chi si avvicina senza protezioni è un untore, oppure un incosciente; fosse per loro lo multerebbero. Mentre i temerari ritengono che le precauzioni utili un mese fa siano oggi, con il virus quasi sparito, soltanto delle rotture di scatole.  E osservano con aria di sufficienza, deridendoli in cuor loro, quelli che si tengono sempre la mascherina sul volto. Magari pure quando sono da soli.
I primi sono mossi, nella vita, soprattutto dalla paura: odiano il rischio. I secondi, invece, sono più propensi a correre rischi. Diventando, a volte, incoscienti.
Dimmi come porti la mascherina, ti dirò chi sei!

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Mario Furlan, life coach – I sette sintomi che sei fuori strada

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Come life coach mi viene spesso chiesto se ci sono dei sintomi che devono suonare come campanelli d’allarme. Si tratta di comportamenti sbagliati, proseguendo nei quali avremo conseguenze negative.
Sì, questi sintomi esistono. E sono almeno sette.
Immagina che tu sia un’automobile, e che tu abbia scelto di percorrere una certa strada nella tua vita. I sette tipi di condotta che vado ad elencare sono errati, e se li segui stai andando fuori strada!

1) Non svolgi regolare attività fisica.
Mens sana in corpore sano: se non fai attività fisica, qualunque essa sia, con regolarità, il tuo corpo ne soffre. E se il corpo sta male, prima o poi anche la mente ne soffrirà;

2) Cerchi il sollievo sbagliato.
C’è chi, quando si sente fuori fase, va a farsi una bella corsa oppure una bella meditazione; e chi, invece, si ingozza di cibo spazzatura. O alza il gomito. O accende una sigaretta. O si lancia nello shopping sfrenato e compulsivo…
Tutti attraversiamo momenti di tensione e stress. Dimmi come li fronteggi e ti dirò chi sei!

3) Non riesci a concentrarti.
Sei sempre distratta: dal telefonino o da pensieri che non c’entrano nulla con ciò che stai facendo. E quando arriva la sera ti rendi conto, con un cocente senso di frustrazione, che hai realizzato molto meno di quello che avresti dovuto e potuto.
Il primo passo per non essere costantemente distolto da ciò che importa? Spegni il telefonino, e allontanalo dal tuo campo visivo!

4) Sei scostante.
Non sei, cioè, costante, attendibile e affidabile nei tuoi comportamenti.
Quindi non rispondi alle telefonate, ai messaggi o alle mail. Ovviamente mi riferisco ai messaggi di persone che ti interessano, non di scocciatori;

5) Non riesci a riposarti a sufficienza.
Dormi poco o male, non ti prendi le vacanze, non ti concedi una pausa. Così facendo, a lungo andare (e a volte neanche tanto a lungo) il tuo motore fonde;

6) Sei iperreattivo.
Hai la miccia corta, il tuo motore si surriscalda subito: basta un nonnulla e subito ti arrabbi, sbotti, esplodi. Oppure ti butti giù, ti deprimi, scoppi in lacrime.
Quando incontri qualcuno così è come camminare sulle uova: devi stare attento a ogni cosa che dici e che fai. E ovviamente il dialogo sereno e costruttivo diventa impossibile;

7) Sei ipercritico e sarcastico.
L’autocritica e l’autoironia ti fanno apprezzare dagli altri; la critica violenta e il sarcasmo rivolti agli altri, invece, ti rendono odioso.

Ti riconosci in qualcuno di questi sette comportamenti negativi?
Se la risposta è positiva, attento: la tua vita sta prendendo una direzione sbagliata, e proseguendo lungo quella strada rischi di andare a schiantarti. E di farti molto male, sia nel fisico che nella mente e nello spirito.
Più sono i comportamenti errati che stai adottando e più rischi. Il mio consiglio: comincia a cambiarne uno. E poi un secondo. E così via. Più avanzi sulla strada della crescita personale, più sarà facile e bello camminare lungo il tuo nuovo cammino, ricco di speranza e soddisfazioni!

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