Mario Furlan, life coach – A cosa serve il dolore

Solutidine, la poesia di Ella Wheeler

Solutidine, la poesia di Ella Wheeler

Il dolore: vorremmo evitarlo, ma non possiamo. Fa parte della vita. E, comunque, serve.
Serve a farci riflettere. E maturare. Quando tutto va bene, tendiamo ad essere superficiali: perché prenderci la briga di pensare? Sono le batoste, invece, a farci fermare. Per capire dove stiamo sbagliando. O per spingerci a soffermarci sul significato delle tragedie che ci colpiscono: la morte improvvisa di una persona cara, una malattia, una catastrofe.
Inoltre il dolore serve a stringere legami. Soffrire insieme crea una relazione molto più forte del gioire insieme. Festeggiare insieme genera un’unione superficiale; piangere insieme forgia un legame assai più profondo. Perché è soprattutto attraverso la sofferenza condivisa che si crea empatia tra le persone. E che i popoli si stringono nell’unità. Sono, che piaccia o no, le guerre, le catastrofi, i drammi a rimanere vivi nella coscienza collettiva. E a farci sentire nazione.
Nella sua poesia Solitudine (1883), la poetessa americana Ella Wheeler Wilcox scrive che “quando ridi, l’intero mondo ride con te. Quando piangi, piangi da solo”. E’ vero. E per questo il dolore comune cementa unioni che possono durare per tutta la vita.

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Mario Furlan, life coach – Sette secondi

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Sette secondi? Ma cosa ci fai in soli sette secondi?
Beh, ci sono fidanzati e mariti che fanno tutto in sette secondi. E, scherzi a parte, basta una manciata di secondi – sette sono più che sufficienti – per farsi un’idea di una persona.
La primissima impressione ce la facciamo in base a ciò che vediamo: la comunicazione visiva. Secondo uno studio fatto dallo psicologo Albert Mehrabian nel 1967, quest’ultima copre il 55% dell’impatto emotivo. Basta essere sorridenti o corrucciati, eretti o curvi, vestiti bene o male per dare un’idea completamente diversa. Seguono la comunicazione vocale, ovvero il tono di voce, che conta per il 38%; e quella verbale, cioè ciò che dico. Che impatta solo per il 7%.
Insomma, non conta solo cosa dico. Ma anche, e molto, come lo dico. E l’abito, purtroppo, che piaccia o no, fa il monaco…

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Mario Furlan, life coach – Il buon giorno si vede dal mattino

Mario Furlan, life coach e motivatore

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Da cos’è composta la tua vita?
Da una sequenza di giornate.
A seconda di come vivi le tue giornate, così vivi la tua vita.
E cosa dà l’impronta, il tono, la motivazione alle tue giornate?
La mattina.
Perché le giornate iniziano al mattino. E a seconda di come inizi la giornata, bene o male, questa sarà positiva o negativa.
Da molti anni ho imparato ad iniziare la mia giornata con una serie di azioni – di riti, se vuoi – che mi fanno stare bene. E mi fanno iniziare la giornata bello motivato.
Comincio con una corsa. O con della ginnastica. Così il corpo si risveglia, e mi sento bene. Poi leggo qualcosa di motivazionale: serve a predisporre la mente. E infine passo in rassegna le attività della giornata. Pensando a come svolgerle al meglio.
Il tutto non mi richiede più di un’ora e mezza.
Mi devo alzare prima. Ma ne vale la pena!

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Mario Furlan, life coach – Soffri anche tu di questa brutta malattia?

Mario Furlan, life coach e motivatore

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Gran parte dell’umanità soffre di una brutta malattia: il vittimismo.
I sintomi principali sono tre: la vittima incolpa gli altri dei suoi problemi; si giustifica, non è mai colpa sua; e si lamenta in continuazione. Perché? Per attutire il dolore delle sue sconfitte. Non ha il coraggio di assumersi la responsabilità, e cerca la colpa negli altri.
Ma questo comportamento è come una droga: una volta che inizi a comportarti da vittima, cadi in un buco nero dal quale diventa sempre più difficile, col passare del tempo, uscirne. Perché precipiti in una spirale di bugie che ti estranea dalla realtà. Scarichi la colpa dei tuoi insuccessi sugli altri, è vero; ma è anche vero che ti senti sempre più impotente. Sempre più demotivato. Sempre più vittima, in balia di forze ostili.
Chi si comporta da vittima è anche carnefice. Perché per essere vittima hai bisogno di qualcuno da incolpare. E, magari, da odiare.
Come guarire dall’atteggiamento vittimistico, che porta a fare del male non solo a te stesso, ma spesso anche agli altri? Prendendo la vita nelle tue mani. Assumendoti la responsabilità dei tuoi successi e insuccessi. Senza cedere alla tentazione dello scaricabarile. Solo così diventi maturo. Consapevole. Un vero Uomo.

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Mario Furlan, life coach – L’amore è una scelta

Se non scegliamo, saranno gli altri – o la vita – a scegliere per noi. E difficilmente lo faranno nel nostro interesse, ma nel loro!

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach e motivatore

Troppo spesso, ahimè, ci lasciamo trasportare dagli eventi. Come se non avessimo scelta. Vale anche per l’amore. Che pensiamo sia qualcosa di completamente irrazionale e incontrollabile. Ma non è del tutto così.
Ci innamoriamo, magari con il classico colpo di fulmine, per una questione di ormoni e di emozioni. E poi, dopo qualche tempo – un paio d’anni, o meno – l’attrazione fisica e il sentimento si smorzano. L’innamoramento finisce. Ma non sempre vale anche per l’amore.
Ci sono, infatti, rapporti che finiscono. E altri che continuano, pur con il passare degli anni. Perché si basano non su emozioni volatili, ma su scelte volute e motivate. Senti che vuoi stare con lei, nonostante tutto. Ti chiedi il perché. Indaghi sulla motivazione. E, cercando, trovi la risposta.

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Mario Furlan, life coach – Perché i più stupidi fanno più carriera

Mario Furlan, life coach e motivatore

Hai anche tu l’impressione che a volte, nelle aziende come in politica, non siano i più intelligenti, ma i più stupidi a raggiungere posizioni di potere?
E sai perché? Perché hanno certezze assolute. E noi esseri umani siamo attratti e affascinati da chi ha certezze assolute.
L’ho notato mille volte, come life coach e motivatore. L’intelligente si interroga. Coltiva il dubbio. Accetta la critica. Vuole correggersi, per fare sempre meglio. Mentre lo stolto è sicurissimo di avere sempre ragione. La sua parola è il Vangelo. E chi ha un parere diverso dal suo diventa automaticamente un nemico.
Soprattutto le persone deboli, insicure sono attratte dall’uomo forte. Che non ha mai incertezze, mai titubanze. E che è dogmatico nelle sue affermazioni. Ma non sempre l’uomo forte è anche un uomo intelligente.  Appunto perché rifiuta i pareri contrari e si bea delle sue inconfutabili, matematiche e granitiche certezze.

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Mario Furlan, life coach – Non ti curare di chi ti critica!

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Conosci la poesia di Trilussa sull’uguaglianza? Un gallo si lamenta con un’aquila: Non è giusto che io stia fra la monnezza di un cortile, scendi da me così siamo uguali!
Molti critici sono così.
Non tutte le critiche sono sbagliate, per carità: possono essere utilissime. Ma solo se ti spronano a fare meglio. Se invece vogliono soltanto abbatterti, demoralizzarti, demotivarti, infischiatene. Non perdere tempo a rispondere. Chi ti sta criticando è invidioso di te. La sua critica è solo frutto dell’invidia.
Perché tu sei un’aquila, mentre lui sa di essere un gallo!

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Mario Furlan, life coach – Video e audio sono in sintonia?

"Risveglia il campione in te!", best-seller del life coach Mario Furlan

“Risveglia il campione in te!”, best-seller del life coach Mario Furlan

Predicare bene è facilissimo: “Bisogna fare così e così… Serve questo e quest’altro… E’ necessario comportarsi in questo modo…” Lo dico anch’io, Mario Furlan.
Comportarsi altrettanto bene è assai più difficile. Siamo i primi a contraddire, nei fatti, ciò che diciamo con le parole.
Ci lamentiamo degli altri. Ma siamo forse meglio di loro? Ci scandalizziamo del loro comportamento. Ma il nostro è forse diverso? E mi chiedo spesso: il mio, di Mario Furlan, è diverso^
Le persone coerenti sono quelle in cui l’audio (ciò che dicono) e il video (ciò che fanno) sono in sintonia. Sono sincronizzati. Vanno di pari passo.
Insomma, fanno ciò che dicono. Si comportano in base a come predicano. Pochissimi sono così. Ma sono le persone più stimate. E i leder più apprezzati sono proprio quelli che razzolano così come predicano.

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Mario Furlan, life coach – La chiave del successo

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Qual è la prima qualità del successo? Il talento? La genialità? L’entusiasmo?
No. Secondo me è la disciplina.
Se sei talentuoso o geniale, ma non ti applichi, le tue doti innate sono inutili. L’entusiasmo è spesso un fuoco di paglia: arde, e poi si spegne. Mentre la disciplina è la capacità di fare ciò che si deve fare. Anche se non si ha voglia. Senza cercare scuse.
Vuoi un corpo da dieci? Vai in palestra bello motivato, ma dopo qualche seduta molli: è troppo faticoso. Vuoi imparare l’inglese? Ti iscrivi a un corso, ma dopo qualche settimana cominci a saltare le lezioni: è troppo pesante.
Il difficile non è il lavoro, bensì avere la disciplina necessaria per lavorare bene nel tempo!

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Mario Furlan, life coach – Gli increduli sono i più creduloni!

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Sei di quelli scettici, increduli? Che non credono alla versione “ufficiale” dello sbarco sulla Luna, dell’11 settembre, dei vaccini, delle cure per il cancro e per le emorroidi?
Amico mio, sei uno sciocco credulone. Sapessi quanto ti prendono per il culo, a te che ti pensi più furbo degli altri, perché a te non te la danno da bere!
Non offenderti: è un dato di fatto. Le epoche, come la nostra, in cui domina l’incredulità finiscono, fatalmente, per produrre la massima creduloneria.
Non crediamo nei giornali. Ma crediamo nei blog. Pensiamo che la stampa racconti cazzate: può essere. Ma siamo convinti che su Facebook troviamo la verità. Quella che i “poteri forti”, per definizione perfidi nemici del popolo, vogliono nasconderci.
Finiamo quindi per credere unicamente alle dicerie. Il “si dice”, lo sappiamo, ha una forza terribile. Tanto più da quando è diventato un “si scrive” (si twitta, si posta, si condivide). E diventiamo, così, utili idioti. Utili per chi semina false verità, cioè vere bugie, per i suoi interessi personali.

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