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	<title>Life Coaching - SuperBlog</title>
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		<title>Chi se la tira è insicuro</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi se la tira è insicuro. Ha bisogno di nascondere la sua scarsa autostima dietro una cortina fumogena di titoloni, qualifiche e patacche. Ricordo le mail,  grottesche, del presidente di un’azienda ai suoi dipendenti. Iniziavano con “Io, Amministratore delegato della società…”, e terminavano con la sua firma e, sotto, di nuovo la qualifica “Amministratore delegato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi se la tira è insicuro. Ha bisogno di nascondere la sua scarsa autostima dietro una cortina fumogena di titoloni, qualifiche e patacche. Ricordo le mail,  grottesche, del presidente di un’azienda ai suoi dipendenti. Iniziavano con “Io, Amministratore delegato della società…”, e terminavano con la sua firma e, sotto, di nuovo la qualifica “Amministratore delegato della società”. Come se chi lavorava con lui non sapesse che era il capo. Perché, allora, aveva bisogno di ribadire continuamente il suo ruolo? Perché era insicuro. E temeva che qualcuno potesse toglierglielo. Chi, invece, è sicuro di sé non ha queste smanie. Sa che vale comunque. Non per la qualifica che ha, ma per quello che è.</p>
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		<title>Come distinguere le critiche costruttive da quelle distruttive</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 05:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ben venga la critica. Se è costruttiva; cioè se ci aiuta a crescere. Purtroppo molte critiche sono distruttive. Vengono da chi è invidioso del tuo successo; ti vede volare in alto, e fa di tutto per abbassarci al suo livello. Perché il tuo valore fa risaltare ancora di più la sua mediocrità. La critica costruttiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ben venga la critica. Se è costruttiva; cioè se ci aiuta a crescere. Purtroppo molte critiche sono distruttive. Vengono da chi è invidioso del tuo successo; ti vede volare in alto, e fa di tutto per abbassarci al suo livello. Perché il tuo valore fa risaltare ancora di più la sua mediocrità.<br />
La critica costruttiva non demolisce il tuo sogno; ti fa capire gli errori, e a realizzarlo meglio. La critica distruttiva, invece, ne mina le basi. E ti mina l’autostima. Ti fa sentire impreparato. Inadatto. Incapace.<br />
“Te lo dico per il tuo bene”: è una frase pronunciata sia da chi ti vuole aiutare, sia da chi ti vuole frenare. Ma l’amico mette in risalto, oltre agli errori del tuo piano, le tue qualità. E  ti esorta a proseguire. Mentre l’invidioso pone l’accento solo sui problemi. Senza dirti che dietro a ogni problema c’è una sfida da vincere.</p>
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		<title>Due domande per capire se sei sulla strada giusta</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 09:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono due i momenti della giornata in cui capisci se sei sulla strada giusta. Il primo è al mattino: quando esci di casa per andare al lavoro, è proprio lì che vorresti andare? Ti piace il tuo lavoro? Ti dà soddisfazione? Se la risposta è sì, perfetto: continua così. Se è no ti suggerisco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono due i momenti della giornata in cui capisci se sei sulla strada giusta. Il primo è al mattino: quando esci di casa per andare al lavoro, è proprio lì che vorresti andare? Ti piace il tuo lavoro? Ti dà soddisfazione? Se la risposta è sì, perfetto: continua così. Se è no ti suggerisco di cambiare rotta. Il secondo momento è alla sera: quando esci dal lavoro per tornare a casa, sei felice di rincasare? La tua casa è davvero un nido d’amore? Se la risposta è negativa vale la pena cambiare qualcosa nella vita privata. Anche perché se non sei realizzato in famiglia non potrai dare il massimo in quella professionale.</p>
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		<title>Sei colpevole o responsabile?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 21:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi piace parlare di colpe. Perché significa cercare il colpevole. E, dal momento che nessuno vuole sentirsi in colpa, la si addossa agli altri. Con il risultato che si arriva allo scaricabarile: la colpa è sempre di qualcun altro. Preferisco parlare di responsabilità. Come spiega l’etimologia della parola, è responsabile chi è abile, cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi piace parlare di colpe. Perché significa cercare il colpevole. E, dal momento che nessuno vuole sentirsi in colpa, la si addossa agli altri. Con il risultato che si arriva allo scaricabarile: la colpa è sempre di qualcun altro.<br />
Preferisco parlare di responsabilità. Come spiega l’etimologia della parola, è responsabile chi è abile, cioè capace, di rispondere, cioè di reagire, nel mondo migliore in situazioni difficili. Tutti rifiutiamo di essere additati come colpevoli. Ma molti accettano di assumersi delle responsabilità.<br />
Chi parla di colpe ha in genere una mentalità accusatoria, negativa, aggressiva. Chi parla di responsabilità è più positivo, collaborativo. E serio. Colpa e responsabilità: due parole che possono sembrare simili, ma che denotano un atteggiamento completamente diverso. Disfattista in un caso, costruttivo nell’altro.</p>
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		<title>Gli aggressivi sono paurosi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da bambino ero estremamente timido, chiuso, impaurito degli altri. I compagni di classe mi prendevano in giro per questo, e me ne vergognavo. Così, nella speranza di venire rispettato, decisi di cambiare radicalmente atteggiamento. E mi misi a fare il duro, il bullo. Con il risultato di farmi odiare. L’aggressività è l’altra faccia della paura. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da bambino ero estremamente timido, chiuso, impaurito degli altri. I compagni di classe mi prendevano in giro per questo, e me ne vergognavo. Così, nella speranza di venire rispettato, decisi di cambiare radicalmente atteggiamento. E mi misi a fare il duro, il bullo. Con il risultato di farmi odiare.<br />
L’aggressività è l’altra faccia della paura. Ed è un sintomo di insicurezza. Chi è sicuro di sé non ha bisogno della violenza, verbale o fisica, per farsi rispettare. Ma a volte è difficile trovare il giusto mezzo tra i due estremi. Essere forti, ma non aggressivi; gentili, ma non deboli; umili, ma non timidi; orgogliosi, ma non arroganti: lo impariamo con l’esperienza.  Che, come diceva Oscar Wilde, è il nome che diamo ai nostri errori.</p>
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		<title>Sopravvalutiamo il breve termine, sottovalutiamo il lungo</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 09:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ci imbarchiamo in un progetto abbiamo l’abitudine di sopravvalutare ciò che possiamo attuare in tempi brevi. E di sottovalutare ciò che possiamo concretizzare in tempi lunghi. Ci illudiamo di realizzare grandi cose in pochi giorni. Raramente succede. Così ci demoralizziamo. E molliamo tutto. Non rendendoci conto che servono molti giorni, a volte alcune settimane, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci imbarchiamo in un progetto abbiamo l’abitudine di sopravvalutare ciò che possiamo attuare in tempi brevi. E di sottovalutare ciò che possiamo concretizzare in tempi lunghi. Ci illudiamo di realizzare grandi cose in pochi giorni. Raramente succede. Così ci demoralizziamo. E molliamo tutto. Non rendendoci conto che servono molti giorni, a volte alcune settimane, a volte qualche mese, a volte addirittura anni per ottenere risultati significativi. Vale per la dieta dimagrante come per la preparazione di un esame, per la ricerca di un nuovo lavoro come per quella di un partner. Serve tempo. E dev’essere tempo utilizzato bene. Perseguendo l’obiettivo giorno per giorno, con impegno e disciplina.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come impariamo dagli errori</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 16:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se non sei tu a decidere, saranno gli altri a decidere per te. E non è detto che la loro scelta sia nel tuo interesse. Lo so, decidere può essere difficile. Perché abbiamo tutti paura: del giudizio degli altri, di non essere all’altezza, di sbagliare. Ma se sbagli puoi imparare dal tuo errore. Mentre se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non sei tu a decidere, saranno gli altri a decidere per te. E non è detto che la loro scelta sia nel tuo interesse.<br />
Lo so, decidere può essere difficile. Perché abbiamo tutti paura: del giudizio degli altri, di non essere all’altezza, di sbagliare. Ma se sbagli puoi imparare dal tuo errore. Mentre se non decidi compi l’errore più grande. Perché non hai avuto il coraggio di provarci. E perché non hai l’opportunità di imparare dagli eventuali errori. Gli errori non sono da temere; sono i gradini sdrucciolevoli e sconnessi che ci portano verso i nostri obiettivi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non lasciarti rovinare la giornata dalle sciocchezze!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 16:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso le cose che ci preoccupano, o infastidiscono, o che comunque ci rovinano la giornata non sono cose gravi. Sono, invece, i piccoli intoppi disseminati lungo il nostro percorso di vita. Non possiamo cancellarli. Ma possiamo cancellare il loro effetto negativo. Evitando di amplificarli sull’onda dell’emotività, e riportandoli alla loro vera, limitata dimensione. Hai preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso le cose che ci preoccupano, o infastidiscono, o che comunque ci rovinano la giornata non sono cose gravi. Sono, invece, i piccoli intoppi disseminati lungo il nostro percorso di vita. Non possiamo cancellarli. Ma possiamo cancellare il loro effetto negativo. Evitando di amplificarli sull’onda dell’emotività, e riportandoli alla loro vera, limitata dimensione.<br />
Hai preso una multa? Un automobilista ti ha fatto un gestaccio? Il collega ti guardato storto? L’amico ti ha bidonato? La tua squadra ha perso? Non lasciarti travolgere dall’ira, o abbattere dalla depressione. Pensa invece: tra sei mesi me ne importerà ancora qualcosa? Se la risposta è no, domandati: e tra tre mesi? Tra un mese? Tra una settimana? Domani? Se la risposta è ancora no, perché aspettare domani? Perché non infischiartene a partire da ora?</p>
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		<title>Ricevi ciò che dai</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 09:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le persone con più amici sono le più amichevoli. Quelle che ricevono più amore sono le più amorevoli. E quelle che ricevono più ostilità sono le più ostili. E’ una legge di natura: riceviamo ciò che diamo. E nella misura in cui diamo. E quindi prima di pretendere, o di chiedere, dobbiamo dare. Il contadino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le persone con più amici sono le più amichevoli. Quelle che ricevono più amore sono le più amorevoli. E quelle che ricevono più ostilità sono le più ostili. E’ una legge di natura: riceviamo ciò che diamo. E nella misura in cui diamo. E quindi prima di pretendere, o di chiedere, dobbiamo dare.<br />
Il contadino non può chiedere al Padreterno di dargli  frutti se prima non semina e ara il campo. Il lavoratore non può chiedere l’aumento al capo se prima non gli dimostra di meritarlo. E’ il vecchio do ut des. Che non vale sono nel campo economico, materiale. Ma anche in quello dei sentimenti e delle emozioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sbaglierai sempre!</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 19:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Furlan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non illuderti che con gli anni sbaglierai meno: non è vero. Continuerai sempre a sbagliare. Ma, con l’esperienza, avrai il coraggio di ammettere i tuoi errori: non riconoscerli è sintomo di codardia. E di capire che raramente sono fatali. Sei sopravvissuto a tutti quelli che hai commesso fino ad oggi? Continuerai a sopravvivere a quelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non illuderti che con gli anni sbaglierai meno: non è vero. Continuerai sempre a sbagliare. Ma, con l’esperienza, avrai il coraggio di ammettere i tuoi errori: non riconoscerli è sintomo di codardia. E di capire che raramente sono fatali. Sei sopravvissuto a tutti quelli che hai commesso fino ad oggi? Continuerai a sopravvivere a quelli di domani e dopodomani.<br />
Gli errori fanno parte di un processo di crescita. Non possiamo non commetterli. Ma possiamo cercare di non commettere sempre gli stessi. O almeno di commetterli con meno frequenza.<br />
Insomma, gli errori fanno parte della vita. Come i problemi. E temerli è un errore.</p>
]]></content:encoded>
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