Veronica Vitale e il suo canto contro il bullismo

La cantautrice Veronica Vitale

La cantautrice italo-americana Veronica Vitale

Veronica Vitale, artista italo-americana che torna in Italia dopo dieci anni con “Transparent”, un canto di rinascita e di difesa contro ogni forma di bullismo. Il brano è accompagnato da un videoclip molto particolare in cui diventi trasparente. Parlaci del messaggio che vuoi lanciare con questo brano e con il video.

Sono un cittadino del mondo, ma in tutto quello che faccio c’è in firma tanto tricolore italiano. “TRANSPARENT” è il mio gladiatore che entra nell’arena contro le ombre del suicidio, dell’autolesionismo, del bullismo e abuso di potere in ogni sua forma e settore. La mia musica è onesta, cruda, a volte spietata, nata alle spalle dei giganti, nei punti ciechi ma puliti in cui non guardava nessuno. La mai storia d’artista prende vita qui, in una notte buia in cui c’erano tanti cipressi ed una sola fioca speranza, una luce piccolissima, come vista dietro una serratura, ma che per me è stata abbastanza per sconfiggere tutta l’oscurità. Tutta la mia storia è accaduta così, in silenzio, frutto di sacrificio e privazioni, non fortuna, non coincidenza, non raccomandazioni, ma duro lavoro e basta! Perché la verità è che se vuoi “arrivare”, devi metterti in “cammino”, e quando l’occasione non ha bussato, ho costruito la mia porta.

“Nobody is perfect” è il titolo del tuo ultimo singolo con Bootsy Collins. Com’è nata questa collaborazione?

Bootsy Collins è il mio papà artistico dal 2013, il brano è stato composto nel 2017 mentre invece la sua versione liquida/fluida come l’intero EP, praticamente due settimane fa. Sono cresciuta artisticamente nei quartieri afro-americani di Cincinnati, in Ohio, ascoltato e cantato Gospel e Soul nella chiesa “The House of Joy” con il Pastore Mr.Todd Emerson ed il suo coro, all’inizio ero l’unica ragazzina bianca, è ovvio che questo brano nasce come una stella cadente con un desiderio contro il razzismo e la discriminazione. È una composizione matura con delle intenzioni chiare: “Amati per come sei” e ripetiti “Io Esisto…”, “Attraversiamo questo universo ed anche tutto il vuoto insieme”. Il contenuto del testo ha scelte importanti, tra cui lo scopo di promuovere una nuova estetica della musica e dare spazio, ai corpi emarginati, senza alcun privilegio, persone di colore, con disabilità, sfigurate, trans; tutte le persone che non vengono spesso rappresentate sulle copertine delle riviste, nei film, in TV o sui manifesti. Sfidare i canoni e i pregiudizi della società sui corpi, considerandoli tutti ugualmente belli, degni, ed utili, splendidi nella loro diversità.

Il 21 novembre è uscito il tuo nuovo Ep “Nobody is perfect experience” in cui è contenuta la versione Liquid Fluid che afferisce a un genere musicale futurista da te fondato. Cos’è “Musica Liquida e Genere Fluido”?

Quando ho iniziato a lavorare alla creazione di questo genere liquido/fluido ed al suo manifesto son partita dall’idea che nessuno genere musicale mi rappresentava. Ho portato con me tutto l’approccio futurista italiano del 1900, in particolar modo la “dinamica” del suono. “Liquido” come la società descritta da Zygmunt Bauman che richiede flessibilità, come onde, nel continuo alternarsi di soddisfazioni e delusioni, crisi e riprese. Musicalmente, l’approccio Liquido/Fluido si basa sulla “capacità di fluire” tra tutti i generi musicali, contaminazioni, suoni, ambienti, annullando la rigidità del singolo genere, allentando la sua struttura, in modo che l’arte possa muoversi dentro e fuori “questa struttura” in un flusso di coscienza continuo, ma anche “out of the box”, passando da un suono ad un altro “ibrido”, sovvertendo generi, forme musicali, prospettiva della narrazione, energia, e ruoli.  Tra gli obiettivi anche il voler stabilire un ponte tra tutte le generazioni, passate e future così da preservare la memoria storica. Anche i suoni oscillano tra registrazioni acustiche e digitali, elettroniche e del suono puro, catturando il paesaggio di una città per esempio in un’onda wave, e trasformando “soundscape” e “noisescape” in colonna sonora. Questa è una parte della colonna vertebrale del genere liquid/fluid. L’identità di artisti Generazion Z non possono essere rappresentate in un solo genere. Si incolpa la Gen Y, i Millenials di non aver fatto niente per “annullare” la rigidità del genere musicale. Probabilmente “Cancel Culture” dovrebbe far più ricerche, troverebbe anche me ed il mio team di Visionary Vanguard Records, in prima fila, tra i contributi a nuove dimensioni sonore.

Nella tua biografia si legge che sei attivista per i diritti dell’infanzia, per l’emancipazione femminile e per lo sviluppo sostenibile, socialmente impegnata nella lotta contro il bullismo e l’abuso di potere. Da cosa ha origine questo tuo impegno per il sociale?

Sono stata vittima di bullismo e l’ultima alla fine degli ultimi. Quando rinasci guerriero, magari della luce, devi ricordare che puoi essere un messaggero di speranza. Da bambina, vedevo la musica come un’onda trasparente, astratta, capace di attraversare muri e finestre chiuse, e raggiungere chiunque ne avesse bisogno nella propria solitudine. Vorrei poter fare questo.

Nel 2020 hai composto la preghiera per l’umanità “Hymn To Humanity”. Cosa ti ha ispirato nella composizione e com’è nata l’idea di realizzare una versione corale in cui hai riunito 200 voci e 25 lingue differenti?

Durante la pandemia, sono rimasta a casa negli Stati Uniti. Un pomeriggio, c’era un tramonto con un sole dorato enorme di quelli mai visti, e la paura di una crisi senza origine e direzione a far da vassoio. Mi è sembrato di vivere l’ultimo giorno dell’umanità sulla Terra. E così, quasi come sussurrata dalla cima della una gola di un Canyon, la preghiera per l’umanità appunto “Hymn to Humanity”, l’ho dedicata alla natura, al mondo, a Dio. L’ho dedicata alla luce che andava via per far spazio ad una lunga notte. Il suono di pianoforte vuole raccontare le immagini degli ospedali italiani lo scorso maggio 2020. Il suono è il risultato di tre diversi pianoforti, tra cui uno Steinway, un altro a muro del 1888 scordato, ed infine il terzo, il mio, accordato con modo “Verdi” a 432Herz, una particolare vibrazione nota per creare unità, costruttività, pace, quando ho avanzato la mia call for artists, non c’è stato nessuno che si è tirato indietro, e tutti coloro ci hanno raggiunto, dalla Nuova Guinea all’Afghanistan, hanno preso parte alla seconda versione di questa preghiera, ovvero quella corale globale, da lì è nata la nostra NPO Artist United.

Cosa ti rende orgogliosa dell’essere italiana e cosa, invece, dell’essere cittadina degli Stati Uniti?

Essere italiana mi ha concesso il permesso ad una certa “umanità” che altrove non esiste, la nostra cultura, il nostro sapere. Negli Stati Uniti invece è la meritocrazia che mi fa respirare. Quando diventi cittadino americano ti chiedono di dimostrare che sei “outstanding” la tua straordinarietà, che sei un valore aggiunto, e che puoi offrire qualcosa che l’America non ha, altrimenti non solo non ti danno una green card, ma in generale niente che ti permetta di essere riconosciuto come persona, ma solo turista di passaggio.

Progetti futuri?

Se potessi leggermi la mente, scoppieresti a piangere.

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Informazioni su Mario Furlan

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione e crescita personale all'università Ludes di Lugano, e di Comunicazione efficace, leadership e management all'università Fortunato di Benevento. Ha scritto vari best-seller, tra cui "Risveglia il campione in te!" e "Tu puoi!" E' noto anche come creatore del Wilding, l'autodifesa istintiva, e dei City Angels. www.mariofurlan.com

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