L’introverso, la band milanese che racconta il disagio

La band milanese L'introverso

La band milanese L’introverso

E’ appena uscito il terzo album della band milanese “L’introverso”. Il titolo è forte: Shock. E le canzoni non sono da meno: Sbalzi d’umore, A pezzi… Come mai?
Lo chiedo a Nico, cantante e frontman del gruppo.
“E’ perché abbiamo vissuto un periodo duro, difficile, tra storie finite, disoccupazione e precarietà – dice. – E se si aggiungono i disastri planetari, dall’emergenza climatica alle crescenti diseguaglianze sociali, c’è ben poco da stare allegri. Ci sentiamo schoccati, percorsi da inquietudine, disagio, rabbia. La musica del nostro nuovo album rispecchia la  nostra vita del periodo appena trascorso: dura, difficile”.
Ora va meglio?
“Sì, abbiamo superato la crisi più acuta. Ma sappiamo che, prima o poi, tornerà. Perché la vita è ciclica: per un po’ le cose vanno bene, per un po’ vanno male”.
Nico e gli altri due membri dell’Introverso vengono dalla Barona, un quartiere difficile di periferia. “Io e il bassista ci conosciamo da quando avevamo 15 anni, andavamo alle scuole superiori insieme” ricorda Nico.
Perché il nome L’introverso? Siete introversi di carattere?
Nico sorride: “No, il nome fa riferimento al fatto che la nostra è una musica introspettiva. Attinge a ciò che si trova dentro l’anima”.
C’è qualche artista cui fate riferimento?
“Amiamo molto gli Oasis e il rock inglese degli anni Novanta: ci siamo cresciuti. La nostra musica è pop-rock con richiami indie, ma rifugge dalle etichettature. E cambia, negli anni. Come noi.”