Mario Furlan, life coach – Non fissare lo specchietto retrovisore!

Mario Furlan, life coach: non guidare con lo sguardo incollato allo specchietto retrovisore!

Guardare, ogni tanto, nello specchietto retrovisore quando guidi è fondamentale. Ma passare il tempo con lo sguardo incollato a questo specchietto è una garanzia di incidente. Perché lo sguardo va tenuto, più che dietro, davanti a te.
Eppure molte persone vivono con lo sguardo rivolto al passato. Rimuginano ciò che è successo; guarda caso, quasi sempre le cose brutte. E così le rivivono, ancora, giorno dopo giorno. Facendo crescere in loro rabbia, rancore, sensi di colpa, dolore.
Il passato deve invece servire per imparare. Guai a dimenticarne la lezione; ma guai, anche, a vivere nel passato. Ti perdi il presente. E ti rovini il futuro.

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Diego Gambaretto, dal fallimento al successo nel mondo dei network

Diego Gambaretto

Diego Gambaretto è l’esempio di come sia possibile arrivare a risultati importanti pur avendo, in apparenza, tutto contro. Prima ancora di arrivare ai 30 anni, e pur non avendo proseguito gli studi dopo la Maturità e venendo da un paese piccolo (Albissola, in provincia di Savona), Diego è diventato un leader in un settore difficile e competitivo come il network marketing.
“La mia vita – dice – è stata costellata di fallimenti personali: mi sono affacciato al mondo della politica locale a venti anni, combattendo delle piccole battaglie contro sprechi e inefficienze, lanciando insieme ad alcuni amici numerose idee a favore di giovani, anziani e animali. Grazie al gruppo che si è creato, legato al fare a alla valorizzazione del nostro territorio, alle elezioni comunali a cui ho partecipato per la prima volta, sono stato eletto come il consigliere comunale più votato di Albisola Superiore, su ottanta candidati. Purtroppo, pur essendo stato eletto in maggioranza, sono rimasto senza incarico. Sono stati mesi molto difficili per me e ho sofferto tanto: non riuscivo a capire come mai avevo tantissimi consensi ma questo non bastava per realizzare il nostro progetto. Poi ho capito che è stato per alcune dinamiche allora a me sconosciute: non rientravo nel giro di chi conta nei partiti. Fu un’esperienza  molto dolorosa: mi sentivo inutile, mi sembrava di avere tradito la fiducia di tutti quelli che mi avevano votato. Nel frattempo, come se non bastasse, la società in cui ero dipendente è fallita e non ho ricevuto lo stipendio negli ultimi mesi. Mi sentivo sfortunato e demotivato: avevo perso l’entusiasmo nella vita e mi sentivo usato, fallito. Avevo inoltre accumulato una decina di chili e non riuscivo a rimettermi in forma, mi erano entrati i ladri in casa e la ragazza mi aveva lasciato per mettersi con un mio collega di lavoro più grande di me di circa vent’anni. Mi sentivo perso tra la folla e non sapevo dove andare: avevo perso la fiducia in me stesso e smesso di credere nei miei sogni. E la cosa più brutta è che mi sentivo talmente sfiduciato da non accettare l’aiuto delle persone che avevo vicino”.
E poi?
“Poi è arrivata la svolta: ho incontrato un ingegnere, che aveva perso peso grazie a delle scoperte tecnologiche e che aveva risolto alcuni problemi personali. Da quel giorno mi si è aperto un nuovo mondo. In due mesi ho perso otto chili senza fatica e senza cambiare le mie abitudini alimentari. Da quel momento ho deciso di dedicare qualche ora della settimana ad aiutare le persone a cui voglio bene, investendo il mio tempo, ma non i miei soldi. E tutto si è espanso “a macchia d’olio”: le persone che hanno ottenuto risultati sono state notate dai loro amici ed hanno voluto iniziare anche loro l’attività. In un breve periodo di tempo questo è diventato per me un lavoro molto gratificante, poiché ho sempre coltivato la passione per lavorare in gruppo e cercare di realizzare progetti condivisi per il bene della comunità. Così sono arrivato, in meno di un anno, ad avere circa quaranta collaboratori e un volume d’affari di quasi quaranta mila euro al mese: tantissime persone hanno perso peso , hanno risolto i problemi legati al dolore e alla psoriasi. Tutto questo continuando ad avere un’altro lavoro tradizionale da quaranta ore al mese, sostituendo le ore che prima buttavano via, facendo cose inutili e non gratificanti, come guardare la televisione”.
Cosa ti piace di più di questo tuo lavoro?
“E’ una grande soddisfazione ricevere i ringraziamenti delle persone che hanno migliorato la propria salute e di chi cresce personalmente e realizza dei buoni guadagni, impegnando una piccola parte del proprio tempo. Ringrazio il fato per avermi dato questa grossa opportunità, con un’azienda con sede a l’ Aquila, per dare lavoro ai terremotati e che cresce anche del 10% al mese. Qual è il segreto del tuo successo? Per fortuna non ho smesso mai di fare corsi di crescita personale, di leggere libri sull’argomento e questo mi ha dato la forza di continuare ad aumentare la mia esperienza. Uno dei segreti è aver conosciuto Fabrizio Mellone, un numero uno della crescita personale nel campo del business: il suo motto è “non usare le persone per far crescere il tuo business, ma usa il tuo business per far crescere le persone”. Fabrizio ha aiutato, attraverso la sua associazione senza scopo di lucro, tantissime persone a raggiungere l’indipendenza economica, facendogli guadagnare anche oltre centomila euro all’anno, dopo soli due anni. La mia motivazione è molto forte: voglio migliorare la vita di più persone possibili poiché ciò mi da grande soddisfazione e sento che è il mio principale obiettivo”.
A chi consiglieresti questa attività?
“A tutte le persone che vogliono realizzare i loro sogni e vogliono migliorare la propria vita: ognuno di noi, solo smettendo di guardare la tv spazzatura, può trovare poche ore alla settimana per salvare la vita delle persone e farli guadagnare. Sono centinaia le persone che abbiamo rimesso in forma senza cambiare le loro abitudine: non facciamo fare diete ma suggeriamo uno stile di vita. Per quanto riguarda l’aspetto economico, è vero che siamo in un periodo di recessione economica, ma per chi si impegna il lavoro c’è sempre. I soldi non si possono fare senza impegnarsi e chi lo afferma è in malafede: occorre il duro e costante impegno, la giusta strategia e, in piccola parte, la fortuna. Ti senti di dare un consiglio? Non sono nessuno per dare un consiglio, ma concedetemi di dire due cose: per avere successo occorre seguire chi ce l’ha fatta e chi vi chiede dei soldi da investire promettendo facili guadagni, spesso è un truffatore. In un’attività di questo genere occorre prima guadagnare e poi entrare, questo è ciò che facciamo. Vedo il futuro a fare ciò che amo, insieme alle persone a cui voglio bene. E questo è ciò che conta.”
Per contattare Diego Gambaretto: diegogambaretto@hotmail.it

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Mario Furlan, life coach – Da zero a dieci

Mario Furlan, life coach – Il suo best-seller “Tu puoi!”

Pochi di voi lettori lo faranno, perché molti hanno paura della risposta. Ma una domanda utile da porre a chi abbiamo a cuore è: Da zero a dieci, che voto mi dai? Che voto mi dai come partner, come padre, come figlio, come collega, come socio, come amico?
E, una volta ascoltata la risposta, la seconda domanda da porre è: Come potrei arrivare al dieci?
Se ti danno un voto troppo alto, dall’otto in su, è probabile che ti stiano mentendo. E se te lo danno troppo basso, dal quattro in giù, è probabile che ti vogliano fare del male. Ma devi comunque accettare il risultato, capire cosa potresti cambiare e darti da fare, giorno dopo giorno, per migliorare!

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Mario Furlan, life coach – Per avere successo devi prima fallire!

“Risveglia il campione in te! 2.0”, best-seller di motivazione, comunicazione efficace e leadership di Mario Furlan

Per avere successo, devi prima fallire.
Vale nello sport e vale nella vita.
Chi solleva pesi sa che i muscoli crescono solo quando arriva al punto da non riuscire a fare più nemmeno mezza ripetizione.
Chi corre sa che può superare il suo record solo quando si spinge al punto in cui le gambe non vanno più.
Chi nuota sa che può vincere la gara solo quando si impegna fino a quando, esausto, si lascia andare e galleggia come un corpo morto.
Anche nella vita devi spingerti al massimo, fino a quando non ce la fai più. Se arrivi dove gli altri non se la sentono di arrivare, otterrai quello che gli altri possono solo sognare.

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Mario Furlan, life coach – Se non sei felice adesso, non lo sarai mai!

Mario Furlan, life coach e motivatore

Se non sei felice adesso, probabilmente non lo sarai mai. A meno che non cambi il tuo modo di vedere la vita. Solo allora capirai che la felicità non deriva tanto da ciò che abbiamo, quanto da chi siamo.
Forse anche tu pensi che sarai felice quando avrai ottenuto qualcosa: soldi, un lavoro, una posizione sociale, la persona che ami come partner… Anche se ce la farai, resteranno deluse. Perché troverai sempre qualcosa che ti manca, e sempre qualcuno di più ricco, fortunato, bello, amato di te.
La felicità non viene dall’esterno: non ti basterà mai. Ma dall’interno. Dalla tua capacità di godere di ciò che hai, e di esserne grato.

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Mario Furlan, life coach – E’ più facile restare che diventare!

Vai in palestra e ti ammazzi di esercizi. Per giorni, settimane, a volte mesi non noti particolari miglioramenti nel tuo corpo. Poi, improvvisamente, eccoli! E da quel punto in poi basta poco per conservare, e magari migliorare, quanto hai conquistato con tanto sudore. E’ più facile restare che diventare. E’ più facile restare in forma che diventarlo. E vale per ogni ambito. Per questo è così importante iniziare, e poi tenere duro. Anche se non vedi subito i risultati. Ci si arrende butta via la fatica fatta fino a quel momento; chi persiste, invece, verrà ripagato – e da quel momento in poi la strada sarà in discesa!

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Mario Furlan, life coach, durante un suo corso di motivazione

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Mario Furlan, life coach – L’unico modo (onesto) per fare soldi

Mario Furlan, life coach

C’è un solo modo onesto per guadagnare attraverso il proprio lavoro: creare valore. E farlo conoscere.
Hai un’azienda? Crea valore attraverso i tuoi prodotti o servizi. E poi usa bene gli strumenti del marketing per farli conoscere ai potenziali clienti.
Sei un lavoratore e vuoi fare carriera? Lavora meglio dei colleghi. E fa sì che i capi lo notino. Non è detto che se ne accorgano da soli; meglio se gli dai l’imbeccata.
Offrire valore è necessario, ma non sufficiente. Puoi avere il miglior prodotto del mondo, ma se nessuno lo sa, a cosa serve? D’altronde, avere un ottimo marketing per un pessimo prodotto ti destinerà, prima o poi, ad essere etichettato come venditore di fumo.

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