Mario Furlan, life coach – Scegli la facile scusa o la difficile azione?

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Nel momento cruciale delle decisioni siamo spesso posti di fronte alla scelta tra un’azione difficile e una scusa facile.
Agire richiede fatica. E coraggio. Inoltre ogni azione ha un’efficacia temporanea: quella di oggi dovrà essere rinnovata domani, oppure domani ne servirà un’altra, diversa. Mentre trovare scuse è facilissimo. E ha il vantaggio che una sola scusa per non fare ciò che dovresti può bastarti per tutta la vita.
Però ha ragione il detto orientale: ciò che è dolce in bocca è acido nello stomaco. Mentre ciò che è amaro in bocca è dolce nello stomaco. L’impegno di oggi produce il successo di domani; mentre la scusa, o bugia, produce solamente insoddisfazione.
Se cerchi scuse non ti stimano. La gente capisce che sei debole, che non hai gli attributi; e per non imbarazzarti ti vengono incontro con con altre scuse: “Hai proprio ragione, Poverino, Come ti compatisco, Ma che mondaccio…”
Ma una persona così, che non sa fronteggiare le sfide e guardare in faccia la realtà, non viene stimato da nessuno. Mentre se affronti la verità senza scuse, e scegli di agire, costruisci la tua autostima. Giorno per giorno. E la stima degli altri. Che non avranno remore, apprezzandoti e sapendo che sei forte, a dirti la verità.

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Richi Rossini: “Così ho scritto Cecilia”

Il cantautore Richi Rossini

Il cantautore Richi Rossini

Cecilia”: si chiama così il singolo del cantautore Richi Rossini, da gennaio in radio e disponibile sulle piattaforme di streaming e download. “Santa Cecilia è la protettrice dei musicisti, e la canzone è un inno alla possibilità, offerta dalla tecnologia, di avere la musica sempre con noi” sorride Riccardo, nome completo di Richi. Non a caso, la frase che ricorre nel testo è “ti porterò sempre con me”.
Richi Rossini vive nei vicoli del centro storico di Genova, “dove sento l’ispirazione di miei miti come Fabrizio De André, Luigi Tenco, Sergio Endrigo” dice.
Hai citato cantautori degli anni Sessanta e Settanta, quando la musica era molto diversa da adesso. Ti piacciono le sonorità di oggi?
“Dipende. La trap non mi piace, la musica elettronica e l’indie sì. Ma era sicuramente meglio il cantautorato classico degli anni Settanta. Artisti come Rino Gaetano, John Lennon, Bob Marley oggi, purtroppo, non ci sono più. Non erano grandi soltanto dal punto di vista musicale; le loro canzoni erano pedagogiche, mandavano vibrazioni positive, che arrivavano all’inconscio. Oggi, invece, la musica è quasi solo intrattenimento”.
Richi Rossini è laureato in psicologia, formatore ed esperto di crescita personale. E crede nel poliamore, la capacità di dare amore consensuale a più persone, consensualmente. “Ho scoperto il poliamore durante il mio viaggio di crescita personale – spiega. – Fino a 3mila anni fa la monogamia era rara, il poliamore era la pratica relazionale più utilizzata. Le evoluzioni della società, con la stabilizzazione della vita in un solo posto, hanno fatto espandere la monogamia. Ma da questo decennio, con relazioni sempre più liquide, il poliamore tornerà a diffondersi. E va di pari passo con il femminismo, e con l’accresciuta libertà della donna”.

Mario Furlan, life coach – Diversifica le tue fonti di gioia

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Investiresti tutti i tuoi soldi su un unico titolo azionario? Te lo sconsiglio caldamente!  Benché quella azione appia molto promettente, in crescita continua, e stia macinando utili su utili, potrebbe, prima o poi, calare. Oppure crollare. E ti troveresti in braghe di tela…
Seguendo la stessa filosofia, ti sconsiglio, come life coach, di investire su una sola fonte di gioia, di amore o di emozioni positive: il partner, i figli, l’amico del cuore… Perché le cose potrebbero prendere una piega imprevista. Il partner potrebbe lasciarti, o potreste decidere di separarvi. I figli potrebbero trasferirsi in Australia, all’altro capo del mondo. L’amico potrebbe mostrarsi meno amorevole di quanto sembrava, deluderti o addirittura tradirti.
Il discorso non cambia se la tua unica fonte di soddisfazioni viene da un’attività. Conosco un signore che ha le ultramaratone come sua ragione di vita. Sono una passione sana e bella. Ma quando si è ritrovato, a sessant’anni, con le cartilagini delle ginocchia consumate e l’ortopedico gli ha proibito di continuare a correre, è precipitato in una profonda crisi.
Quindi, diversifica! Diversifica i tuoi investimenti finanziari. E diversifica anche quelli emotivi. Per metterti, il più possibile, al riparo da brutte sorprese!

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Con Hapimag la vacanza perfetta, dal 1963

Antonio Bradi, responsabile Hapimag per l'Italia e il Canton Ticino

Antonio Bradi, Direttore Hapimag per l’Italia e il Canton Ticino

Hapimag, l’azienda svizzera nota nel mondo, torna alla Bit, la Borsa del Turismo, per presentare la sua formula di vacanza perfetta.
56 anni di attività, oltre 125mila soci, circa 60 strutture di proprietà da 4 a 5 stelle in 16 Paesi… questi sono i numeri di Hapimag, la multinazionale delle vacanze di qualità.
Antonio Bradi, Direttore Hapimag per l’Italia e per il Canton Ticino, e il suo staff saranno presenti presso il Padiglione 3, nello Stand A81.
Domenica 9 febbraio sono previsti due incontri nei quali presentare in maniera dettagliata l’azienda Hapimag. Si svolgeranno il primo alle ore 11 e il secondo alle ore 15,30, entrambi presso la sala Yellow 4. Sarà l’occasione per conoscere da vicino la straordinaria formula Hapimag e prenotare le prossime vacanze, felici ed esclusive!

 

Mario Furlan, life coach – Cosa conta davvero per farti apprezzare

Il life coach e formatore Mario Furlan

Il life coach e formatore Mario Furlan

Vuoi far colpo sugli altri sciorinando i tuoi successi. Facendo vedere che sei in gamba, che hai ottenuto risultati straordinari.
Ma agli altri di tutto questo non interessa nulla. Anzi, può infastidirli. Perché facendoti grande, li fai sentire piccoli.
Molto meglio, se vuoi essere apprezzato, dimostrare che sei bravo ad ascoltare, più che a parlare.
Che sei amorevole, più che brillante.
Che sei generoso, più che ricco.
Che sei gentile, più che potente.
Che sei affidabile, più che famoso.
E che sei empatico, più che una persona di successo.
Gli altri ci tengono a te solo se dimostri che ci tieni a loro.
Tutto il resto non conta.

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Mario Furlan, life coach – Perché è così difficile perdonare?

Mario Furlan, life coach

Tutte le religioni insistono sulla necessità del perdono. Tutti siamo peccatori, tutti sbagliamo. E tutti abbiamo bisogno sia di essere perdonati che di perdonare. Eppure perdonare è così difficile…
Infatti abbiamo tre opinioni tanto diffuse quanto sbagliate sul perdono.
1) Pensiamo che il perdono sia un dono che facciamo all’altro. Quando, invece, lo facciamo a noi stessi. Perché ci liberiamo di una zavorra emotiva;
2) pensiamo che perdonare equivalga a dimenticare. Ricordiamoci, in proposito, l’antico detto: l’autolesionista non perdona e non dimentica; l’ingenuo perdona e dimentica; il saggio perdona e ricorda;
3) pensiamo che perdonare sia segno di debolezza. Invece lo è di forza. Solo il forte ha il coraggio di gettarsi il dolore alle spalle e di andare oltre.

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Sergio Borra (Dale Carnegie): “Siamo la Ferrari della formazione”

Sergio Borra, amministratore delegato di Dale Carnegie Italia

Sergio Borra, amministratore delegato di Dale Carnegie Italia

Sergio Borra, fondatore e amministratore delegato della Dale Carnegie Italia, è uno dei più noti e apprezzati formatori italiani.

Torinese, a vent’anni, nel 1986, Sergio Borra frequenta un corso di lettura veloce e tecniche di memorizzazione. “Mi ha cambiato la vita – dice. – Mi si è spalancato davanti un mondo affascinante, che non vedevo l’ora di conoscere”.
Entra nel mondo della formazione, ne diventa un protagonista e nel 2002 arriva un ulteriore salto di qualità: gli viene presentata l’occasione di acquistare la licenza per la Dale Carnegie Training in Italia, e di diventarne il leader.
Dale Carnegie è stato il primo, agli inizi del Novecento, a parlare di sviluppo personale e a organizzare corsi di comunicazione, leadership, vendita e public speaking – racconta Sergio Borra. – Ha scritto oltre 20 libri, metà dei quali pubblicati postumi dalla Dale Carnegie & Associates, come raccolte e revisioni dei suoi appunti. Il suo testo più famoso, Come trattare gli altri e farseli amici, pubblicato nel lontano 1936, è a tutt’oggi uno dei libri più venduti di tutti i tempi e il primo libro di crescita personale che mi è capitato tra le mani. Così, quando ho avuto l’opportunità di rappresentare la Dale Carnegie in Italia, ho fatto i salti di gioia! Era come diventare presidente della squadra di calcio del cuore!”
La Dale Carnegie Training viene universalmente riconosciuta come la multinazionale numero uno, la Ferrari della formazione. Il magnate Warren Buffet ha pubblicamente dichiarato che il corso Dale Carnegie che ha seguito è stato “il più importante della sua vita”. La società è presente in oltre 90 paesi, con 200 uffici e 3 mila trainer certificati e sottoposti a rigorose verifiche, aggiornamenti e certificazioni. In Italia la Dale Carnegie ha sede a Milano e supporta manager e professionisti di tutto il Paese nello sviluppo del lato umano del business, attingendo alle migliori parti di loro stessi e valorizzando il potenziale di ogni persona.

Com’è cambiato il panorama italiano della formazione negli ultimi vent’anni?
“Molto – risponde Sergio Borra. – Prima era un ambito quasi sconosciuto; oggi trovi i libri di crescita personale, tra cui quelli di Dale Carnegie, perfino negli autogrill! Ci sono sicuramente più attenzione e consapevolezza, ma il nostro paese è ancora indietro rispetto a quelli anglosassoni e del nord Europa. Negli ultimi anni il numero di coach, trainer e scuole di formazione è sensibilmente aumentato. Questo fenomeno ha generato un mercato caotico e frammentato, motivo per cui la selezione e la scelta di un professionista della formazione non può e non deve essere superficiale”. Il mercato è inflazionato. E proprio per questo una società di prim’ordine, come la Dale Carnegie, e un formatore di punta, come Sergio Borra, sono ancora più preziosi.

Mario Furlan, life coach – Perché meno è meglio

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Meno è meglio. A patto che sia fatto al meglio.
Sembra un gioco di parole, invece è una grande verità. Quante volte ci disperdiamo in mille attività, o saltiamo da una all’altra, senza riuscire a primeggiare in nessuna! Quante volte le aziende che hanno successo con un prodotto, o in un campo, applicano erroneamente la brand extension: si espandono in altri ambiti… con il risultato di creare confusione nella mente del pubblico, e quindi di darsi la zappa sui piedi.
Hai capito qual è l’area in cui sei forte, o in cui puoi eccellere? Impegnati al massimo proprio lì. Non dissipare le tue energie, fisiche e mentali: concentrale. E riuscirai!

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Idrocolonterapia a Milano: il Centro Belfiore

Il Centro Belfiore di Milano, dove si pratica l'idrocolonterapia

Il Centro Belfiore di Milano, dove si pratica l’idrocolonterapia

A Milano un luogo dove l’idrocolonterapia viene praticata con macchinari all’avanguardia e da professionisti preparati è il Centro Belfiore, che si trova in Via Paolo Giovio 15.

“Si chiama così, anche se ora ci troviamo in via Giovio, perché 17 anni fa ho dato vita a un centro di idrocolonterapia proprio in via Belfiore” sorride Emanuela Cioni. Fisioterapista, è l’anima del Centro Belfiore. Il cui motto, scritto in caratteri cubitali all’ingresso, è “Muoversi e percepire”.

“Perché qui insegniamo come muoversi correttamente, come adottare una postura fisiologica e come percepire in modo più completo gli input sensoriali” prosegue. All’interno dello spazio dove si svolge l’ idrocolonterapia  vengono consigliate anche altre tecniche: pilates, yoga, gyrotonic, bagno turco, riflessologia plantare, massaggio fisioterapico e thailandese.
“Nel  Centro Belfiore prestiamo attenzione sia al benessere fisico, sia a quello emotivo” spiega Emanuela. Perché “la disintossicazione, per essere completa, deve avvenire su due livelli: sia sul piano fisico che su quello emotivo”.

 

Mario Furlan, life coach – Come sconfiggere la paura

Gerard Butler nel ruolo di Re Leonida I nel film 300

Gerard Butler nel ruolo di Re Leonida I di Sparta nel film 300

Come sconfiggere la paura?
Partiamo dalla constatazione che siamo tutti dei paurosi. Secondo Erodoto perfino Re Leonida, il coraggiosissimo leader spartano famoso per la battaglia delle Termopili, aveva paura. E nel film 300 dice che “la paura è una compagnia costante, ma accettarla ti renderà più forte”.

Se hai paura significa che stai crescendo. Perché stai facendo qualcosa che ti mette a disagio. E l’unico modo per sconfiggere la paura è prima accettarla, sapendo che averla è normalissimo; e poi affrontarla.
Il problema non è la paura: l’abbiamo tutti. Il problema è avere, o no, il coraggio di correrle incontro. E di spazzarla via. Se non lo fai, sei un debole che si rintana nella cuccia. Se invece lo fai, acquisisci autostima e fiducia in te stesso. Perché sai che la tua forza interiore è più forte della paura!

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