Fabrizio Rovella, l’esploratore della Lapponia

Fabrizio Rovella

Fabrizio Rovella in Lapponia con Davide Dematteis

Siamo da poco rientrati in Italia, dall’esplorazione nella Lapponia svedese Il nostro nuovo progetto “Kungsleden Wild Trek”, e’ andato benissimo Piu’ di 150 km con uno zaino da 22 kg di peso ed alcune belle salite tra cui il Kebnakaise, la vetta piu’ alta di Svezia in perfetto stile invernale.

Con raffiche di vento a 80 km/h e temperatura percepita di -19 Roccia completamente incrostata di neve e ghiaccio Alcune piccole vallate secondarie ci hanno riservato sorprese non da poco, come cascate che si tuffavano direttamente sul nevaio, gruppi di renne e nella Valle di Nello numerosissime corna di renna ed una di alce Ma il voler esplorare a tutti i costi ci ha anche giocato due brutti scherzi, per ben 2 volte incredibili guadi per larghezza e portata ci hanno impedito di portarci sotto altre due vette, con relativo ghiacciaio di avvicinamento Ci siamo consolati con la salita di altre cime minori Davide Dematteis, grande amico e compagno di viaggio a cui va un mio infinito grazie ne ha addirittura concatenate 3 e l’ultima con relativa cornice nevosa L’aria e l’atmosfera che si respirano nelle Terre Estreme del Grande Nord e’ unica. Legna ovunque per il fuoco serale ed acqua presa direttamente da fiumi, cascate e laghi Un ennesimo grande ringraziamento va a chi ci ha permesso la riuscita di questo ennesimo progetto di Saharamonamour Hotel Condor-Riccione, Altai Gallery-Milano,Ristorante Le Dune-Castiglione della Pescaia, Ronco Alpinismo-Torino, Libreria della Montagna-Torino.

Partners sono stati: Ferrino Outdoor,Aku,Grivel, Solbian,e Ristorante Sovietniko,Agenzia 4 Passi Potete leggere del nostro viaggio sul Blog: L’uomo del Sahara

Mario Furlan, life coach – Impariamo dai bambini

Il life coach Mario Furlan ci spiega come i bambini ci insegnano la felicità

Quanto possiamo imparare da questo bimbo felice?

Pur restando adulti maturi, ci sono alcune bellissime qualità che possiamo imparare dai bambini.
1) Non si arrendono mai – Un bimbo cade per terra centinaia di volte quando impara a camminare, ma ogni volta ritorna in piedi. E ci riprova. L’adulto, invece, dopo un po’ si scoraggia. E rinuncia;
2) Sono curiosi – Non si accontentano del loro solito mondo, ma vanno alla scoperta di novità. Invece spesso l’adulto perde il desiderio di conoscere, provare, sperimentare, tentare;
3) Vivono nel qui e ora – Sono capaci di gustare il momento presente, con una partecipazione totale. E, quando si divertono, con una gioia intensissima. L’adulto, invece, si perde il presente. Perché rimugina il passato. O pensa al futuro;
4) Sanno accantonare i problemi – Anche i piccini hanno i loro (piccoli) problemi. Ma li sanno mettere da parte. L’espressione “dormire come un pupo” fa capire che sono capaci di non rimuginare, e di lasciarsi andare. Sereni.
Anche tu riesci a dormire in pace con te stesso e con il mondo, con la loro stessa serenità?
Quali di queste quattro doti puoi, e vuoi, imparare da loro?

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Alessandro Gatti: il camino ecologico è la nuova frontiera del design sostenibile

Alessandro Gatti, General Manager di maisonFire, con l’iconico biocamino Graffiti.

Alessandro Gatti, General Manager di maisonFire, con l’iconico biocamino Graffiti.

Alessandro Gatti è l’imprenditore che ha creato in Italia una nuova nicchia di mercato nel settore del mobile, quella dei camini senza canna fumaria, con il brand maisonFire.

E’ inoltre Vice Presidente del Gruppo Immobiliare Gabetti, investe in startup da sempre e nel residenziale turistico, tra USA ed Europa, ma anche in Puglia, dove ha acquistato Tenuta Contrada Albrizio a Ostuni e produce un apprezzato olio extravergine di oliva.

“Nel 2009 ho notato il potenziale dei camini a bioetanolo, che stavano prendendo piede all’estero. Ho pensato che potessero rispondere ai nuovi stili di vita degli italiani, orientati a vivere nelle grandi città, in appartamenti piccoli e sempre di corsa; inevitabilmente per il camino tradizionale non c’era più spazio”. Anche la crescente attenzione per le tematiche ambientali ha avuto il suo peso. La legna/pellet rappresenta la seconda fonte di riscaldamento per gli italiani (21%), preceduta solo dal metano (51%), ma genera il 90% del PM10 generato per riscaldare le abitazioni, a causa di prodotti di vecchia generazione. Scaldarsi senza inquinare il pianeta diventa quindi imprescindibile. “maisonFire vuole essere la risposta concreta per coniugare le nuove necessità abitative con una crescente sensibilità ambientale, senza rinunciare al legame ancestrale tra uomo e focolare. Il camino da sempre è sinonimo di famiglia, accoglienza, serenità”.

L’intuizione si è rivelata vincente; la produzione dal design made in Italy e l’attenzione per la funzionalità dei prodotti, hanno permesso di rispondere appieno alla crescente domanda del pubblico, fino a quel momento inascoltata. Dopo i biocamini, il brand ha introdotto i camini elettrici ad acqua, con la loro esclusiva tecnologia a ultrasuoni che riproduce in modo sorprendente l’effetto fiamma e fumo del fuoco naturale. Entrambe le soluzioni permettono di riscaldare ambienti di 25 – 30mq senza emissioni nocive, rappresentano quindi un’alternativa green al riscaldamento tradizionale.

“Migliaia di persone possono godere della bellezza del focolare, anche in condominio, proprio perché le soluzioni senza canna fumaria non comportano limitazioni tecniche e d’uso e sono completamente ecologiche”.

Le ville esclusive sui laghi, gli attici delle maggiori metropoli, le case vacanze di Courmayeur o Forte dei Marmi, gli studi di architettura più prestigiosi, gli hotel e i brand dell’arredo più esclusivi si affidano alle soluzioni di maisonFire per rendere unici i propri ambienti. I caminetti senza canna fumaria da Carate vengono esportati in oltre 10 nazioni, tra Europa, Africa e Medio Oriente.

Vogliamo crescere nell’export: il design italiano è ricercato nel mondo e i nostri focolari si prestano a qualsiasi tipo di mercato, essendo primariamente decorativi e, solo se si desidera, riscaldanti. Il 2020 è stato intenso; nonostante lo stop forzato di due mesi e mezzo durante il primo lockdown, il secondo semestre è ripartito forte e ha permesso di chiudere l’anno con vendite quasi invariate. Nel primo semestre 2021, invece, la crescita di fatturato, rispetto al 2019 pre-pandemia, mostra uno strepitoso +65%, grazie a una maggior attenzione per il comfort domestico e la sostenibilità, elementi per i quali i nostri camini rappresentano una risposta concreta e smart”.

Mario Furlan, life coach – L’empatia giusta e quella sbagliata

Mario Furlan, motivatore e life coach

Mario Furlan, motivatore e life coach… si spera empatico!

Empatia è una parola molto di moda. Ed è comprensibile: nelle relazioni tra persone l’empatia, cioè la capacità di capire le emozioni altrui, è fondamentale per stabilire un rapporto costruttivo.
Simpatico è chi è piacevole, divertente e fa sorridere. Empatico è invece chi si mette nei tuoi panni: qualcosa di molto più profondo. Ma esistono due empatie: una giusta, con la persona; e una sbagliata, con il suo errore.
Prendi lo studente che non riesce a studiare. Puoi dirgli “Capisco che fai fatica, se fai così e così ce la puoi fare”. Giusto. Sbagliato sarebbe, invece, empatizzare con la sua mancanza: “Oh poverino, quanto mi dispiace che non ci riesci!” Non lo sproni ad agire, ma ad adagiarsi. E a crogiolarsi nella sua pecca.
Quindi, ricordati: empatizza con la persona, non con il suo errore. Altrimenti la induci a ripeterlo!

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Mario Furlan, life coach – I due modi per cambiare

Il life coach Mario Furlan spiega che ci sono due modi con cui cambiare

Cambiare è come entrare nell’acqua gelida. Puoi farlo un passetto alla volta, o puoi tuffarti!

Ci sono due modi per cambiare. Cioè per riuscire a fare qualcosa che ci incute paura, o comunque ci mette a disagio.
Possiamo iniziare poco per volta. Un passettino alla volta.
Oppure possiamo lanciarci a capofitto.
E’ come tuffarci nell’acqua fredda. C’è chi preferisce cominciare a bagnare i piedi, per poi passare ai polpacci, alle cosce, ai fianchi… E’ una strategia lenta, ma graduale. La maggior parte delle persone la predilige.
Ma c’è anche l’altra, opposta: consiste nel tuffarsi. Di punto in bianco. E’ immediata, veloce. E richiede più coraggio.
Puoi usare una di queste due strade per smettere di fumare, per parlare in pubblico, per cessare – o per iniziare – qualcosa.  Cosa preferisci, l’approccio graduale o quello drastico?
A te la scelta!

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Mario Furlan, life coach – La falsa sicurezza

Mario Furlan è un famoso life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Un uomo va in barca lungo il fiume e si addormenta, cullato dalla corrente. Non si accorge che, mentre sta dormendo, gli ormeggi si sciolgono. E la corrente sospinge l’imbarcazione. Prima dolcemente, poi sempre più forte. Finché lui, scosso dai bruschi movimenti e al suono di un rumore sempre più assordante, si sveglia. E improvvisamente scopre di essere in balia delle rapide, che lo stanno portando verso la cascata.
Da life coach ti metto in guardia: anche noi, a volte, ci comportiamo come lui. Ci culliamo in un senso di falsa sicurezza, pensando che possiamo lasciarci andare: tanto non ci succederà nulla. E quando ci risvegliamo dai nostri sogni ci aspetta l’incubo. Con il rimorso: se soltanto me ne fossi accorto prima…

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Mario Furlan, life coach – Cosa fare quando hai qualcosa sullo stomaco

Mario Furlan durante un corso di motivazione

Il life coach Mario Furlan durante un corso di motivazione

Puoi avere qualcosa sullo stomaco in senso fisico: un cibo che non hai digerito. E in senso metaforico: si tratta di un evento, o di una persona, che non riesci a digerire.
In entrambi i casi, la soluzione migliore è vomitare ciò che ci fa stare male. Quindi parlarne. Fuori dai denti. Senza remore. E, ovviamente, con grande rispetto e tatto. Puoi dire (quasi) tutto, dipende da come lo dici: se in modo aggressivo e giudicante, oppure con serenità e amicizia.
Se pensi che qualcuno ti abbia fatto un torto ma non glielo dici, il tuo malessere cresce. Se invece ti apri a lei, ti liberi di un peso. Forse ti renderai conto che le cose non stanno come pensavi: forse hai giudicato male l’altro. E forse anche lui, con altrettanta sincerità, svuoterà il sacco con te e capirai che anche lui aveva travisato alcune tue azioni e parole.
Parlare apertamente, e nel modo giusto, conviene, eccome: dopo ti senti più leggero, come se avessi vomitato il veleno che ti tenevi dentro!

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Giusto Curti, numero uno di Dole: Il nostro successo dipende dai tre pilastri

Giusto Curti è il numero uno della Dole in Italia

Giusto Curti, numero uno di Dole in Italia

Chi non conosce il brand Dole? E’ il nome più famoso nel mondo per quanto riguarda la frutta, in particolare la frutta tropicale. Basta andare in qualunque supermercato per trovare banane ed ananas, ma anche mango, papaya, avocado, con il celebre bollino, indice di qualità premium.
Giusto Curti è dallo scorso novembre il numero uno di Dole in Italia e nella penisola iberica, dopo una brillante carriera iniziata in Procter&Gamble a vendere detersivi e proseguita alla Ferrero di Alba come direttore dei clienti italiani. Sciorina numeri che mostrano come l’azienda stia continuando la sua crescita in tutto il globo. Al punto che tra pochi giorni questo colosso da 10 miliardi di dollari verrà quotato a Wall Street a seguito della fusione annunciata con Total Produce.
“Sì, saremo i numeri uno al mondo nella frutta e nella verdura fresche e con il marchio più conosciuto” dice con orgoglio. Il 70% del mercato Dole in Italia è composto da banane ed ananas, ma la società non si limita ad importare nel nostro Paese solo frutta tropicale. Fa anche il contrario: esporta nel mondo una selezione di eccellente frutta italiana. E così kiwi, mele, uva di casa nostra finiscono in India, nei Paesi arabi, nel nord Europa.
“I nostri pilastri sono tre – spiega. – La nutrizione: vogliamo offrire cibo sano, ad alto valore nutritivo. L’ambiente: le nostre coltivazioni rispettano la natura, limitando al massimo l’impatto sull’ecosistema. E le comunità: ci impegniamo a migliorare le condizioni di vita delle persone a tutti i livelli di impresa, dalla produzione, alle collettività locali e fino al consumatore finale. E ne siamo fieri.“
Il biologico è ancora un segmento limitato, sotto al 10%, ma è quello che sta crescendo di più. “In una tipica famiglia ci si avvicina al bio iniziando a comprare questi prodotti proprio partendo dalla frutta e verdura, per poi passare ad altre categorie merceologiche; possiamo quindi affermare che siamo degli ambasciatori del biologico” sorride.

Dole ha adottato l’agricoltura biologica oltre 20 anni fa “interviene Giovanni De Martino – Quality Manager di Dole Italia – “ con impatti positivi sulle comunità locali, sulla biodiversità, sulla preservazione del suolo e sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. E’ un metodo di coltivazione che continuiamo a seguire e dal quale hanno tratto vantaggi anche molti aspetti delle pratiche agricole che utilizziamo nell’agricoltura convenzionale. Ove possibile, ad esempio, usiamo insetti antagonisti. L’ambiente rimane così ospitale per gli animali; infatti nelle nostre coltivazioni latino-americane è frequente trovare gli opossum. Incanalando la forza e la resilienza della natura possiamo ottenere prodotti nutrienti e di alta qualità, migliorare la nostra impronta ecologica e offrire ai nostri consumatori il meglio.”

Ci sono differenze tra il mercato italiano e quello spagnolo e portoghese?
“Sì – risponde Curti. – Lì risiede da generazioni una numerosa comunità sudamericana che ha introdotto nella penisola iberica le tradizioni alimentari del suo paese d’origine. E certi cibi si sono poi diffusi tra tutta la popolazione. Come il platano, una specie di banana che si mangia cotta. Da noi è semisconosciuta; ma con l’incremento dell’immigrazione latina la mangeremo anche noi…”

L’esploratore Fabrizio Rovella ora va in Lapponia

L'esploratore Fabrizio Rovella

L’esploratore Fabrizio Rovella

Sarà la Lapponia svedese la nuova meta scelta dall’esploratore Fabrizio Rovella, titolare dell’agenzia Sahara mon amour e noto come “l’uomo del Sahara”.
Partenza prevista il 24 di giugno e ritorno dopo circa 15/20 giorni di trekking interamente in totale autonomia. Con alcune belle salite come il Kebnekaise, che con i suoi 2103 metri è la piu’ alta delle Alpi svedesi
L’esploratore Fabrizio Rovella andrà nella regione a nord del Circolo Polare Artico, sulle tracce dei Sami, i grandi nomadi che fanno ancora la transumanza con le renne. Suo compagno di questa grande avventura sarà l’alpinista Davide Dematteis, istruttore nazionale di alpinismo e di scialpinismo.
Questo progetto è stato realizzato grazie a sponsor quali:
Libreria delle Montagna Torino, Ronco Alpinismo Torino, Altai Gallery Milano, Ristorante Le Dune Castiglione della Pescaia e Hotel Condor Riccione,senza contare tuta a parte tecnica fornita da Ferrino Outdoor, Grivel, Aku, Solbian Energie Alternative ed Ristorante Sovietniko a Torino.

E’ possibile seguirci sui canali social: su Facebook Saharamonamour, su Instagram Saharamonamour; e poil il blog “L’uomo del Sahara”.

Roberto Valenti, il fotografo premiato da Google

Roberto Valenti, il fotografo premiato da Google

Roberto Valenti, il fotografo premiato da Google

Roberto Valenti è un fotografo esperto in comunicazione. “Amo il mio lavoro e ho sempre voluto essere all’avanguardia – dice. – Appena una nuova tecnologia si affaccia all’orizzonte non vedo l’ora di sperimentarla. E di capire come applicarla al meglio, per offrire di più ai miei clienti”.

Quando, nei primi anni Duemila, dagli Usa arrivano le macchine fotografiche digitali, Valenti è tra i primi ad usarle in Italia. E’ anche tra i pionieri dell’utilizzo delle immagini panoramiche, a 360gradi. E quando, nel 2005, nasce Google Maps, Roberto è tra i primi a collaborare con il progetto di mappatura delle città, evolvendo nel 2010 nello strumento che oggi ha il nome di Google My Business e permette di visitare attraverso visite virtuali qualsiasi luogo.

Il suo lavoro viene molto apprezzato. Al punto che nel 2016 Roberto Valenti viene convocato da Google Europe nella sede di Zurigo per essere premiato come “miglior fotografo d’Europa”.

Ora Roberto Valenti sta lavorando molto con la realtà aumentata. “In un mondo che cambia così in fretta un fotografo dev’essere costantemente aggiornato”, dice. Ed è molto apprezzato per questo: le sue immagini hanno avuto oltre 100 milioni di visualizzazioni. Le aziende se lo contendono: ha realizzato visite virtuali alla Fondazione Pirelli, alla nave Amerigo Vespucci, a quasi tutti i teatri di Milano, compresi gli Arcimboldi e il Piccolo… e imprenditori, manager, protagonisti della moda e dello spettacolo si mettono in coda da lui per farsi fotografare. “La comunicazione digitale ha bisogno di contenuti di valore e le visite virtuali offrono un punto di vista unico e innovativo.” 

La nuova sfida è l’apertura di una nuova agenzia di comunicazione, mywebsolutions.eu aperta con il socio Silvio Trisorio che vede protagonisti diversi professionisti della comunicazione web.