Simona Viola, l’avvocatessa fondatrice di ItaliaStatoDiDiritto

Simona Viola, fondatrice di ItaliaStatoDiDiritto

Simona Viola, fondatrice di ItaliaStatoDiDiritto

Simona Viola, avvocatessa amministrativista di 56 anni, è una donna tosta, preparata e combattiva. Nel suo lavoro professionale è una delle professioniste più note a Milano.

E’ la fondatrice e presidente di ItaliaStatoDiDiritto, associazione che si batte per diffondere e difendere i diritti e le libertà della Costituzione repubblicana, i principi dello Stato liberale e della democrazia rappresentativa, il rispetto dei trattati europei ed internazionali.
“ItaliaStatoDiDiritto raggruppa soprattutto, ma non solo, professionisti del diritto – spiega Simona Viola. Siamo avvocati, notai, docenti universitari di diritto, magistrati in pensione che condividono la necessità di mettere a disposizione le loro conoscenze giuridiche per reagire a quella che considerano una vera e propria emergenza: la sempre più preoccupante indifferenza, da parte dei poteri pubblici, dei limiti derivanti dalle norme poste a presidio di libertà e diritti fondamentali”.

Ma l’associazione è partecipata anche da commercialisti, economisti, medici: persone che condividono i timori per i pericoli che corre lo Stato di diritto, e quindi che avvertono la necessità non solo di difenderlo, ma anche di spiegarlo. E di diffondere anche presso i non specialisti l’amore per il diritto e la necessità del suo rispetto. Strumento, questo,, insostituibile di prevenzione dell’arbitrio e della prevaricazione, e persino del ritorno all’uso della forza e della guerra.
Gli iscritti a ItaliaStatoDiDiritto sono oggi un centinaio. La quota d’iscrizione annua è di seicento euro; solo cento per i più giovani.

“I soci svolgono del tutto gratuitamente l’attività – che spesso si traduce nella elaborazione di testi giuridici da diffondere (per esempio presso le Amministrazioni o i parlamentari); ma i soldi ci servono per iniziative come l’organizzazione di convegni o la produzione di brevi video che hanno lo scopo di spiegare  in termini semplici, le questione più complesse. Proprio per questo spesso non sufficientemente conosciute dalle persone” dice Simona Viola.

Si tratta di filmini, della durata di pochi minuti l’uno, che illustrano argomenti ostici ai più: come per esempio il vincolo di mandato, o la legge sulla legittima difesa. L’obiettivo è farli circolare fra i giovani soprattutto, per farli riflettere e magari farli diventare virali.
Simona Viola, un passato da militante radicale, risalente alla fine degli anni ’70, accanto Marco Pannella, spiega che “gli italiani non hanno mai purtroppo sufficientemente elaborato e coltivato un pensiero liberale che ponesse il diritto al centro dei rapporti fra cittadini, poteri e politica. Oggi quel pensiero, che pure permea la nostra Costituzione, è apertamente messo in discussione, nel nostro e in altri paesi. Pertanto occorre produrre anticorpi di consapevolezza democratica per resistere alle tentazioni populiste e autoritarie.

Quando ho pensato, insieme con alcuni amici e colleghi, di costituire ItaliaStatoDiDiritto, avevo in mente le parole di Piero Calamandrei, padre costituente: “La libertà è come l’aria, comincia ad accorgerti che c’è quando viene a mancare”. Pensavo alla sua indimenticabile lezione di avvocato, impegnato nella società. Per proteggere, quando necessario, i valori della democrazia liberale.”

ItaliaStatoDiDiritto vuole ricordare a tutti, con le sue iniziative, che la legge è insieme fondamento e limite del potere. E che ogni diversa via o scorciatoia, conduce alla soppressione delle libertà fondamentali e dei diritti civili su cui si fondano le democrazie occidentali: non per caso qualche giorno fa ha organizzato – insieme con l’Ordine degli Avvocati di Milano e altre organizzazioni professionali – una manifestazione davanti al consolato iraniano a Milano, per protestare contro l’ingiusta detenzione e condanna inflitta all’avvocatessa Nasrin Sotoudeh, difensore dei diritti umani in una teocrazia violenta e apertamente autoritaria dove, appunto, non vige lo stato di diritto.
“Confidiamo di crescere esponenzialmente – sorride Simona.-  D’altronde il malessere dei giuristi è diffusissimo e ormai insopprimibile: sono in tantissimi a desiderare di fare la loro parte per contrastare i pericoli che vedono crescere nel Paese. ItaliaStatoDiDiritto consente di mettere insieme le forze ed essere incisivi””.

Mario Furlan, life coach – Sette secondi

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Sette secondi? Ma cosa ci fai in soli sette secondi?
Beh, ci sono fidanzati e mariti che fanno tutto in sette secondi. E, scherzi a parte, basta una manciata di secondi – sette sono più che sufficienti – per farsi un’idea di una persona.
La primissima impressione ce la facciamo in base a ciò che vediamo: la comunicazione visiva. Secondo uno studio fatto dallo psicologo Albert Mehrabian nel 1967, quest’ultima copre il 55% dell’impatto emotivo. Basta essere sorridenti o corrucciati, eretti o curvi, vestiti bene o male per dare un’idea completamente diversa. Seguono la comunicazione vocale, ovvero il tono di voce, che conta per il 38%; e quella verbale, cioè ciò che dico. Che impatta solo per il 7%.
Insomma, non conta solo cosa dico. Ma anche, e molto, come lo dico. E l’abito, purtroppo, che piaccia o no, fa il monaco…

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Mario Furlan, life coach – Mandela non era una bella persona!

Desmond Tutu e Nelson Mandela

Desmond Tutu e Nelson Mandela

Nelson Mandela, il primo presidente del Sudafrica libero dall’apartheid, l’uomo della riconciliazione tra bianchi oppressori e neri oppressi, è uno dei miei eroi. Un esempio di ciò che può raggiungere lo spirito umano. Una delle figure storiche che più mi ispira e mi motiva.
Ma da giovane non era affatto una bella persona: lo dice un suo vecchio compagno di lotta antirazzista, l’arcivescovo Desmond Tutu.
Mandela era, infatti, un terrorista. Odiava tutti i bianchi. Tutti quanti. Indistintamente. E sosteneva che fosse lecito sterminare anche le loro donne e i loro bambini.
Ventisette anni di carcere duro lo cambiarono. La sofferenza della prigionia lo addolcì. E trasformò l’odio in comprensione, la violenza in pacificazione.
Il dolore è inevitabile. Fa parte della vita. Può distruggerci. Incattivirci. Riempirci di sentimenti negativi. Oppure può servire a farci crescere. A farci riflettere. A meditare sui nostri errori. E a renderci persone migliori. Come ci insegna il grande Mandela!

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Mario Furlan, life coach – Il motivatore imperfetto

Mario Furlan durante un corso di motivazione

Il life coach Mario Furlan durante un corso di motivazione

Erano le 22.30. Ero in aeroporto, distrutto dopo una lunga giornata di corsi di motivazione, in attesa di prendere il volo per tornare a Milano. Ed ero arrabbiato perché mi ero macchiato la maglietta nera con un rosso succo di melograno.
Una donna mi guarda, perplessa e dubbiosa. Io la guardo, infastidito: che diavolo vorrà da me? Lei mi chiede: Scusi, è il motivatore Mario Furlan?
Sì, rispondo imbarazzato.
E lei: Stamattina sono stata al suo corso di motivazione, perché non sta sorridendo?
Mi sono vergognato. Mi sentivo colto in castagna: io, il motivatore che predico la positività mi ero fatto sorprendere con le scatole girate!
Poi ci ho riflettuto. Ho pensato che siamo fragili. E che la nostra forza non sta nel pretendere di essere perfetti, ma nell’accettare serenamente le nostre imperfezioni. Che stress, cercare di essere sempre al top! Meglio essere noi stessi. E accettarci così.

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Andrea Tamburelli, pianista emergente

Il pianista Andrea Tamburelli

Il pianista Andrea Tamburelli

Andrea Tamburelli, 26 anni, è un pianista milanese emergente che tiene concerti nel mondo. Lo considerano una delle più grandi promesse italiane nel pianoforte.

” Ho iniziato lo studio del pianoforte a 6/7 anni – racconta. – Sono stato ammesso al Conservatorio di Milano “Giuseppe Verdi” nel 2007 e mi sono diplomato col il massimo dei voti e la lode a 19 anni. Presso lo stesso Istituto ho frequentato il biennio specialistico di pianoforte. Durante quei due anni ho vinto una borsa di studio per la Montclair State University del New Jersey. In seguito ho vinto una borsa di studio per conseguire il Master in pianoforte alla Jerusalem Academy of Music and Dance. E ho vissuto per tre anni a Gerusalemme”.

Andrea Tamburelli, puntare tutto sul pianoforte è una scelta rischiosa. Quando hai deciso di farlo?

“Al Liceo scientifico oltre alla musica amavo molto la matematica e la fisica. Pensavo di frequentare Ingegneria; ma dopo la Maturità mi sono reso conto che il mio amore più grande era per il pianoforte. Così all’ultimo mi sono iscritto al Conservatorio, abbandonando la carriera da ingegnere. E il destino ha voluto che proprio in quell’anno accademico io abbia vinto un borsa di studio per gli Stati Uniti. Da quel momento la mia strada era tracciata!”

Quali sono i tuoi nuovi progetti?

Andrea Tamburelli sorride: “Suonerò a fine aprile a San Pietroburgo. Eseguirò un repertorio prevalentemente italiano: Domenico Scarlatti e Nino Rota, compositore geniale e purtroppo poco conosciuto.
A inizio maggio sarò in Spagna, a Murcia. E più avanti nel mese parteciperò alla bellissima iniziativa Milano Pianocity 2019. Ho in previsione concerti negli Emirati Arabi e in Vietnam. Ma spero presto di tornare in Israele, dove rimarrà sempre una parte del mio cuore!”

Mario Furlan, life coach – Perché conviene fare del bene (e non gioire delle disgrazie altrui)

"Felici per sempre", il nuovo libro del life coach Mario Furlan

“Felici per sempre”, il nuovo libro del life coach Mario Furlan

L’ho imparato in 25 anni di volontariato nei City Angels, l’ho scritto anche nel mio ultimo libro “Felici per sempre”: fare del bene ti fa stare bene.
Non è la solita melensa retorica buonista: è la verità. Perché distogli l’attenzione dai tuoi problemi. Che, toccandoti sul vivo, ti sembrano i più grandi del mondo. Ti rendi conto che altri hanno problemi maggiori dei tuoi. E provi gioia nell’aiutare.
E’ il contrario di ciò che in tedesco si chiama Schadenfreude: gioia nelle disgrazie altrui. E’ vero, molti esultano per le sfighe degli altri. Ma sono degli sfigati. L’emozione che provano è negativa. E così facendo accrescono nel loro animo invidia, gelosia, meschinità. Di certo non i sentimenti che ti aiutano a vivere bene, nell’ottimismo e nell’entusiasmo!
Donando il tuo denaro, il tuo tempo o il tuo amore ti rafforzi. Perché ti senti meglio. E perché raccogli amore. C’è un solo modo per ricevere positività: darne.
Non aspettare che siano gli altri a iniziare: non lo faranno mai. Comincia tu, per primo!

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Federica Morra, stella emergente del musical di New York

Federica Morra, star emergente del musical

Federica Morra, star emergente del musical

Federica Morra, poco più di 20 anni, è una stella emergente del musical americano.
Nel 2016 si è trasferita da Milano a New York. E ha iniziato la sua attività nei teatri. Diventando una cantante e performer apprezzata, sulla quale molti sono pronti a scommettere.

Federica Morra, com’è nata la passione per il canto?

Sono cresciuta in una casa dove la musica e’ sempre stata presente nella nostra quotidianità. Fin da piccola adoravo ascoltare i Queen, Whitney Houston, Michael Jackson… e non ho mai fatto mancare ai miei genitori piccoli spettacoli allestiti nel salotto di casa organizzati con mia sorella.
Ho iniziato a prendere lezioni di canto all’età di undici anni. Da lì e’ nato l’amore per tutto il processo: lo studio della tecnica vocale, dei testi, delle composizioni e della realizzazione poi della performance.
Sono sempre stata alla ricerca della “mia strada” nel mondo della musica. Dopo un workshop a New York di Musical Theatre con Catherine Cox ho finalmente sentito di essere nella giusta dimensione. Ho sentito il bisogno cosi’ di continuare la mia formazione musicale, una volta diplomata ho fatto audizioni per The American Musical And Dramatic Academy (AMDA) di New York.
New York e’ sempre stato un sogno per me e non esiste posto migliore per studiare e inziare una carriera in un musical theatre. La città respira di musica, gli show di Broadway sono una piccola finestra dipinta del mondo attuale, passato e futuro.
Il musical ti regala l’opportunità di sperimentare diversi generi musicali. Di imparare da ognuno. E di costruire forti fondamenta per eccellere nelle performance. In più c’è la magia di vestire panni diversi, di studiare personaggi e le loro abitudini e di dargli vita in scena.

Federica Morra, cosa provi ad essere lontano dalla famiglia?

E’’ una sfida con cui convivere tutti i giorni. L’Italia non e’ poi cosi’ lontana, ma non vedere la tua famiglia quotidianamente e’ difficile. Abbiamo un meraviglioso rapporto ed e’ doloroso non averli con me fisicamente in questo percorso, soprattutto quando devo esibirmi.
I miei sono sempre stati nell’audience a supportarmi, e ora sento la loro mancanza.

Qual è la sfida più grande come performer nella patria di Broadway?

Non perdere mai le speranze ! La città e’ piena di incredibili talenti e tu non sei da meno. Devi trattare te stesso come un santuario, lavorare tanto sul tuo corpo come sulla tua mente e la tua arte ed aspirare sempre alla forma migliore di te stesso. Ogni giorno cercare nuove audizioni e mandare curriculum, headshots e video per qualsisi progetto. L’obiettivo piu’ importante quando sei agli inzi e’ fare molta esperienza sul campo e soprattutto nella stanza di audizione.
Il lavoro duro ripaga sempre e non c’e’ sensazione migliore quando inizi a vedere i risultati e ricevere le prime callback alle audizioni e i primi contratti.

Federica Morra sorride: sta realizzando i suoi sogni!

 

 

 

 

 

Mario Boselli, ambasciatore della moda italiana nel mondo

Mario Boselli, ambasciatore della moda italiana nel mondo

Mario Boselli, ambasciatore della moda italiana nel mondo

Mario Boselli, Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana, è da oltre trent’anni un punto di riferimento nel mondo della moda italiana. Per un quindicennio Presidente della Camera della Moda, ne è ora il Presidente onorario.
Affabile e puntualissimo nonostante i suoi mille appuntamenti, mi riceve nel suo ufficio milanese. In una sala dove domina una grande foto. Scattata nel 1986, mostra, insieme, alcuni dei più grandi nomi della nostra moda dopo una sfilata: Gianni Versace, Giorgio Armani, Valentino, Ferré…
“Oggi sono in vita soltanto Armani e Valentino – sospira Boselli. – Ma il peggio è che la moda italiana non è più quella degli anni d’oro: gli anni Ottanta-Novanta, appunto. Oggi è tutto cambiato. Ed è tutto più difficile, per i giovani”.
Perché?
“Perché oggi quel mondo è diventato affollato. Negli anni Ottanta se eri un ragazzo in gamba potevi farcela; oggi ci sono tanti ragazzi in gamba come i loro padri, ma fanno molta più fatica ad affermarsi.”
L’offerta, spiega, è debordante. E le boutique non vogliono rischiare con i nomi emergenti: preferiscono puntare sul sicuro, con nomi celeberrimi e riconosciuti nel mondo: i soliti Prada, Gucci, Armani… “Per i giovani non c’è posto, devono sostenere investimenti ingentissimi per riuscire a sfondare” spiega.
La difficoltà per le nuove leve è un effetto della globalizzazione. “ Non solo l’Italia, ma l’Europa è ferma, statica  – dice Boselli.  E’ come una vecchia zia: carica di storia, ma ormai al tramonto. Il baricentro di tutto si è spostato in Estremo Oriente, in Cina. La Cina è l’unico paese al mondo in piena crescita, dove ben 400 milioni di persone diventeranno presto nuovi consumatori. Oggi il futuro è lì”.
Mario Boselli vede lontano: non a caso oggi passa anche molto tempo in Cina. E’ Presidente dell’Istituto Italo-Cinese e uno storico  ambasciatore della moda italiana in Oriente. “Laggiù adorano l’Italia e lo stile italiano – assicura. – Amano il bello ben fatto, come mi piace dire. Hanno una grande passione per il nostro stile di vita e per le nostre tre effe: food, cioè cibo, che comprende anche il vino e le bevande; fashion, la moda; e furnishing, il design”.
Ma se ci amano così tanto, dov’è il problema?
“In Italia i negozi di prêt-à-porter di alta gamma vendono a consumatori benestanti: italiani e stranieri. Le italiane comprano   meno, vista la crisi; e gli stranieri, a cominciare dai cinesi che fanno la parte del leone, comprano sempre più spesso italiano nel loro Paese. Il Presidente cinese ha ridotto le tasse all’importazione dei prodotti di lusso europei e le grandi maison hanno ridotto i loro prezzi, si è venuta così a ridurre la forbice fra prezzi europei e cinesi.  Quindi è diminuita la spinta a venire in Italia a comprare italiano,  dato che si può farlo a un prezzo di poco superiore a Shangai o Pechino?”
E l’India? Non è anche quella un grande mercato emergente su cui puntare?
“Ci sono anche lì tanti potenziali compratori, è vero; ci sono però barriere socio-culturali e religiose che non favoriscono la diffusione della nostra moda e del nostro stile di vita”.
La situazione in Italia non è delle migliori, per le nuove promesse della moda. E per questo Boselli, con la sua esperienza e la sua autorevolezza riconosciuta nel mondo, si prodiga per aiutare giovani talentuosi ad andare in Oriente. Per farli conoscere alle sfilate in Cina, in Corea, a Singapore.
“Adesso la mia missione è questa – dice. – Se un giovane pensa di diventare il nuovo Versace puntando solo sull’Italia deve fare molta fatica e fa bene ad andare in Asia. Nel Middle East, negli Emirati arabi.. E io cerco di far sbocciare, e soprattutto affermare, nuovi talenti in Oriente. Nel posto al mondo più promettente per loro. “

 

 

Mario Furlan, life coach – Il buon giorno si vede dal mattino

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Da cos’è composta la tua vita?
Da una sequenza di giornate.
A seconda di come vivi le tue giornate, così vivi la tua vita.
E cosa dà l’impronta, il tono, la motivazione alle tue giornate?
La mattina.
Perché le giornate iniziano al mattino. E a seconda di come inizi la giornata, bene o male, questa sarà positiva o negativa.
Da molti anni ho imparato ad iniziare la mia giornata con una serie di azioni – di riti, se vuoi – che mi fanno stare bene. E mi fanno iniziare la giornata bello motivato.
Comincio con una corsa. O con della ginnastica. Così il corpo si risveglia, e mi sento bene. Poi leggo qualcosa di motivazionale: serve a predisporre la mente. E infine passo in rassegna le attività della giornata. Pensando a come svolgerle al meglio.
Il tutto non mi richiede più di un’ora e mezza.
Mi devo alzare prima. Ma ne vale la pena!

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