Mario Furlan, life coach – La frase che ti fa soffrire inutilmente

Il rivoluzionario Ernesto Guevara, detto "Il Che"

Il rivoluzionario Ernesto Guevara, detto “Il Che”

“Non è giusto!”
Quante volte sentiamo, e pronunciamo, questa frase. E quante volte è come un pugno nello stomaco: perché le ingiustizie ci urtano, ci offendono, ci disgustano. Non è giusto che ci siano i poveri, le guerre, le discriminazioni; e non è giusto che un bambino innocente debba patire, che si muoia ancora giovani, o che l’insegnante a scuola, o il capo sul lavoro, non tratti tutti allo stesso modo. Ma, purtroppo, così è…

E’ sacrosanto, e doveroso, lottare contro le ingiustizie. Se non ne fossi profondamente convinto, non mi sarei preso la briga di fondare i City Angels. Ma è puerile, stupido e inutile lamentarsi, e prendersela, per le ingiustizie. Perché il mondo, e quindi l’uomo, è sempre stato profondamente ingiusto, e sempre lo sarà.

Chi soffre per le ingiustizie, ma non fa nulla per combatterle, soffre per nulla. E’ come se soffrisse per gli anni che passano, o la forza di gravità, o perché la luna gira intorno alla terra: che ci puoi fare? La parola “amen” significa “così sia”, e chi la pronuncia si affida al Signore. Di fronte a qualcosa di doloroso, ma inevitabile,

Ho sempre amato la frase di Che Guevara “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo”. Ma lui non si limitava a protestare. Era un uomo d’azione: lottava.

Accettiamo serenamente ciò che è, senza angosciarci per ciò che non possiamo in alcun modo cambiare, e impegniamoci a migliorarlo. Solo così possiamo dare un senso alla nostra vita, rendendo la società un po’ meno ingiusta.

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Natale: il team si rafforza con i regali aziendali solidali di Medici Senza Frontiere

L'agenda solidale di Medici Senza Frontiere

L’agenda solidale di Medici Senza Frontiere: uno splendido regalo di Natale per il team aziendale

Con i regali aziendali solidali per Natale di Medici Senza Frontiere si rafforza il team

Un’azienda e il team lavorativo sono composti da persone che collaborano insieme verso un unico obiettivo. Per questo i regali aziendali  ai dipendenti e ai propri collaboratori costituiscono un valore aggiunto per il gruppo di lavoro.

Condivisione e volontà di aiutare il prossimo sono anche i valori che guidano l’attività di coaching, che ha da sempre l’obiettivo di migliorare la vita delle persone.

Life coach e sviluppo personale

 Il primo insegnamento di ogni tipo di coaching è quello della responsabilità. Per migliorare, per capire i propri errori e sperimentare una nuova forma di benessere, bisogna assumersi le proprie responsabilità.
Questo vale in tutte le situazioni e relazioni interpersonali, partendo proprio da quella professionale. Il lavoro può essere causa di stress e malessere psicofisico. Il coaching serve a trasformare questa negatività in energia positiva. Nei rapporti con colleghi e clienti, un approccio convinto, costruttivo, coraggioso, costituisce la base per compiere un buon lavoro e portare a termine gli incarichi nel miglior modo possibile.

Infine, bisogna coltivare questi rapporti. Le persone sono come semi che per diventare piante, fiorire e fare frutti, hanno bisogno di attenzione e cura. Saper selezionare le persone davvero importanti, la cui presenza è fonte di benessere e allegria, è fondamentale per vivere bene.

Un Natale fatto di solidarietà con i regali aziendali di Medici Senza Frontiere

Il Natale è l’occasione giusta per cementare l’unione e la forza del gruppo. I regali solidali aziendali di Medici Senza Frontiere racchiudono perfettamente il concetto di regalo, riconoscenza, scambio e complicità. Tutti valori dei quali una società non può fare a meno.

Scegliere la Bottega Solidale di Medici Senza Frontiere per i regali aziendali di Natale è una pratica virtuosa che fa bene a tutta l’azienda. Fare un regalo solidale significa sostenere una causa importante e giusta, donando felicità e sostegno ben oltre l’ufficio. Per i dipendenti è un apprezzamento e un ringraziamento per il lavoro svolto; per i dirigenti è un riconoscimento nel ruolo di guida e leadership; per l’azienda è una filosofia di lavoro e impresa improntata alla solidarietà e alla condivisione. Un piccolo gesto nasconde un grande dono che migliora il clima lavorativo e influisce concretamente sulla vita delle persone più bisognose.

Kit da ufficio solidale: l’agenda di MSF
Le feste natalizie sono un periodo di gioia e allegria, l’occasione per trascorrere del piacevole tempo di qualità in compagnia di amici e persone care. L’impegno di Medici Senza Frontiere è quello di trasmettere questo messaggio di positività anche nelle zone più svantaggiate e bisognose di sostegno. La solidarietà, così come la gioia e la felicità del Natale, è contagiosa e basta un piccolo gesto per raggiungere tante persone. I regali natalizi solidali rappresentano questo atto di amore e cura verso il prossimo.

Per definizione, il regalo aziendale unisce l’utile al dilettevole. Da un lato è segno di attenzione verso dipendenti e collaboratori, simpatica sorpresa che rallegra le feste. Dall’altro testimonia il senso di appartenenza all’azienda e la gratitudine per il lavoro svolto. Per questo, il kit da ufficio di Medici Senza Frontiere è la scelta giusta.

Ogni partenza porta con sé nuovi obiettivi, impegni, sogni. Tutti da segnare nell’agenda solidale per il 2022: comoda, pratica e personalizzabile con il logo dell’azienda e messaggio d’auguri. L’elastico per la chiusura e la copertina morbida la rendono ideale da portare in ogni meeting.

L’agenda è ideale per avere sotto controllo gli impegni e gli eventi della propria vita, per non perdersi nessun momento di felicità e ricordarsi tutte le cose belle che quotidianamente ci accompagnano.

Diego Ciriello, il naturopata pioniere della biorisonanza e della terapia del dolore

Diego Ciriello si occupa di biorisonanza e di terapia del dolore

Diego Ciriello, pioniere della biorisonanza e della terapia del dolore

Diego Ciriello è un naturopata e fisioterapista milanese, si occupa di biorisonanza, terapia del dolore e fisica quantistica già dal 1995.

E’ un pioniere: è stato tra i primissimi a introdurre in Italia due tecnologie rivoluzionarie: la biorisonanza e la Scrambler Therapy, efficacissima terapia che in poche sedute può eliminare il dolore cronico.

Dottor Ciriello, cos’è la biorisonanza?

La biorisonanza è una terapia dolce, non invasiva , priva di effetti collaterali, che induce l’omeostasi nell’organismo. Aiuta, cioè, il corpo a curarsi da solo.

È possibile associare ad ogni organo, cellula, batterio e malattia ecc..  una propria frequenza elettromagnetica specifica. Quando subentra uno squilibrio o una malattia, l’organo o il tessuto colpito, perde o si allontana dalla propria frequenza fisiologica.

La biorisonanza mediante apposite apparecchiature, legge e corregge queste frequenze dissonanti inducendo quelle corrette ed eliminando quelle errate. Un po come se si volesse accordare una chitarra con un diapason.

Il bello è che non cura la singola patologia, ma tratta l’intera persona. Ha, infatti, un approccio olistico: anche se l’obiettivo immediato è risanare un punto ben preciso del corpo, l’effetto finale è quello di aiutare tutto l’organismo a stare meglio. Questo, lo ripeto, grazie all’autoguarigione del corpo. Il merito della macchina, cioè, è quello di risvegliare e stimolare la capacità del nostro organismo di rigenerarsi e di autoguarirsi.

Cos’è la Scrambler therapy, e come riesce a eliminare il dolore?

Stiamo parlando di terapia del dolore. E’ una nuova tecnologia che, attraverso le terminazioni nervose (fibre C), manda messaggi di “non dolore” al cervello. Sfruttando 5 neuroni artificiali.
Quando sentiamo dolore in un determinato punto, avviene perché i nervi mandano un segnale al cervello , questo viene tradotto e viene fatta percepire la sensazione di dolore in quella zona specifica.
La terapia del dolore “Scrambler Therapy” agisce secondo questo principio, ma in senso virtuoso: gli impulsi dei 5 neuroni artificiali, intercettano l’impulso doloroso e inviano al cervello attraverso i nervi segnali (trasformati) di Non-dolore. In questo modo il sistema centrale ignorerà il dolore fino a non sentirlo più. Questa terapia viene applicata soprattutto nel dolore cronico neuropatico (sia di origine benigna che maligna), che dura anche da anni e può compromettere seriamente la qualità della vita.

Ma com’è possibile ingannare il cervello in questo modo?

Pensiamo all’arto fantasma: ci sono persone che, pur avendo perso un braccio o una gamba, continuano a sentire l’arto. E a provare dolore in quella parte del corpo che non esiste più fisicamente, ma che per il cervello esiste ancora.
E’ la prova che ogni sensazione nasce nel cervello. E che è lì, nel cervello, che dobbiamo agire per togliere il dolore.

Quali patologie dolorose si possono  trattano con la Scrambler Therapy?

Le forme dolorose croniche trattabili sono molteplici ad esempio si hanno buoni se non ottimi risultati con:

  • Neuropatie post erpetiche
  • Lombo-sciatalgie
  • Cervicalgie e brachialgie
  • Neuropatie diabetiche
  • Nevralgie del trigemino
  • Nevralgie post-traumatiche
  • Sindrome dell’arto fantasma
  • Fibromialgia
  • ecc

Segue dei protocolli specifici per il trattamento dei pazienti?

No. Posso trattare due persone con la stessa patologia in maniera diversa. Ogni essere umano è un mondo a sé, e non dobbiamo dimenticarcelo se vogliamo ottenere i migliori risultati!

Come farti apprezzare. E come farti odiare.

Per piacere non devi vantare i tuoi successi

Vuoi piacere? Non vantare i tuoi successi!

Pensiamo che per fare bella figura, e farci apprezzare dagli altri, dobbiamo sciorinare i nostri successi.
Ma è il proprio il contrario: così ci facciamo odiare. Perché chi vuole mostrarsi grande, forte, invulnerabile sta antipatico. E accende l’invidia.
Per suscitare empatia e amicizia è invece utile mostrarci per quello che davvero siamo: fragili, insicuri, vulnerabili. Meglio raccontare un nostro flop piuttosto che un trionfo: ci rende più umani, più veri. E suscita nell’altro il desiderio di aprirsi a sua volta, e di fidarsi di noi. Perché, svelando le nostre debolezze, ci riveliamo autentici.

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Surya Cillo e la nuova tecnologia di meditazione

La Sauton meditation è la nuova meditazione di Surya Cillo

Surya Cillo ha ideato la nuova Sauton meditation

Surya Cillo è, a soli 28 anni, un personaggio poliedrico: guida spirituale, autore, coach, speaker e padre di famiglia.

Surya si è formato fin da giovanissimo sotto la guida di suo padre Rishi Italo Cillo e di numerosi altri maestri, viaggiando per il Mondo alla ricerca di insegnamenti senza tempo, metodi millenari ed esperienze autentiche.

Ha studiato e praticato nelle principali tradizioni spirituali e ha ricevuto autorizzazione ad insegnare molte di esse: Dzogchen, Tantra, Nei Qi Gong, Shaktipat, Kundalini Vidya, Esoterismo e Sciamanesimo.

Surya Cillo è anche appassionato di Coaching, Psicologia, Bioenergetica, Fisica Quantistica, Business Building e Project Management.

Insegna meditazione dal 2016 e in questi anni ha lavorato con centinaia di studenti in Italia e all’estero, è stato intervistato in radio, è stato invitato a parlare ad eventi con oltre mille spettatori e ha condiviso il palcoscenico con famosi insegnanti internazionali come Deepak Chopra.

Ha sintetizzato 40 anni di esperienza sua e di suo padre nella SAUTÓN Meditation: la rivoluzionaria tecnologia di meditazione per ritrovare chiarezza, benessere e felicità in soli 10 minuti al giorno.

Oggi insegna questa nuova meditazione, collaborando con aziende, medici, coach e insegnanti spirituali.

A cosa serve la meditazione e perché oggi è importante?

C’è un virus silenzioso di cui pochi parlano, anche se oggi è diventato una reale emergenza globale: la distrazione.

Lo stress, i problemi, i ritmi di vita e gli stimoli digitali ci portano ad essere distratti il 46,7% del tempo, secondo uno studio della Harvard University.

Questo significa che passiamo circa metà del nostro tempo, pensando a qualcosa di diverso da ciò che stiamo facendo. Non stiamo vivendo appieno.

Le nostre priorità, le nostre qualità e il nostro “centro” spariscono in secondo piano. Tutto ruota attorno agli impegni e alle aspettative degli altri.

Esistono innumerevoli studi scientifici che spiegano come questo causa la maggior parte dei nostri problemi: insoddisfazione, infelicità, ansia, stress, difficoltà a dormire e innumerevoli altri disordini mentali come il FOMO (Fear Of Missing Out).

La meditazione è l’antidoto migliore alla distrazione e la vita più veloce per essere felici, come dicono le tradizioni spirituali da millenni e confermano centinaia di studi scientifici.

Meditare riduce lo stress, aumenta il focus e la produttività, combatte l’ansia e la depressione, migliora il tuo rapporto con gli altri e con te stesso.

Non a caso questa disciplina è insegnata in un numero incalcolabile di libri, siti, corsi, programmi tv e perfino in aziende e ospedali.

Secondo un recente sondaggio di Petit BamBou e YouGov, durante i primi mesi di quarantena in Italia sono raddoppiate le persone che praticano la meditazione regolarmente, arrivando ad essere il 18% degli Italiani.

Perché molte persone vedono ancora la meditazione come qualcosa di noioso e complicato?

Il problema è che, quando la meditazione viene insegnata, ricade quasi sempre in uno di due estremi:

  1. Dogmatismo: gli approcci tradizionali (mi riferisco a incensi, mantra, campane tibetane) hanno una grande ricchezza, ma sono spesso distanti dalla vita moderna e incastrati in dogmi culturali e rituali antiquati. Così finiscono solo per cercare di imitare gli orientali e creare rigidità e confusione, senza produrre un reale cambiamento nella vita.
  2. Superficialità: gli approcci moderni alla meditazione, al contrario, sono spesso frutto di studiosi che estrapolano la tecnica “arida” e intellettuale, perdendone il senso più profondo. Nascono così complesse tecniche di Mindfulness, noiose App e fantasiose teorie New Age, che ti aiutano solo in una parte della tua esperienza e spesso causano problemi in altre aree della tua vita.

Tra questi due estremi, è facile confondersi o scoraggiarsi.

La meditazione sembra lunga, complicata, astratta, noiosa o semplicemente inefficace.

Pensiamo di dover “smettere di pensare”, di dover raggiungere stati “mistici”, di dover passare ore a gambe incrociate, di dover praticare per anni.

Così finiamo per non farlo, o per farlo senza grandi risultati.

 In cosa è diverso il tuo approccio alla meditazione?

La SAUTÓN Meditation è un nuovo approccio alla meditazione in 4 passi, semplice e rivoluzionario.

In soli 10 minuti distilla l’essenza delle tradizioni spirituali millenarie (che abbiamo praticato per 40 anni), completandola con le ultime scoperte della scienza, della tecnologia e della crescita personale.

Ti basta indossare un paio di cuffie e ascoltare il breve audio: le frequenze, il sottofondo e le istruzioni ti guidano a sbloccare il tuo pieno potenziale di chiarezza, benessere e felicità, virtualmente senza sforzo.

Ti aiutano a rilassare il corpo e la mente, ad aprire il cuore alle tue emozioni, a capire ciò che è importante per te, a ricordarti chi sei quando sei al tuo meglio, ad accrescere consapevolezza, produttività e creatività.

Cosa rende questa meditazione così efficace?

Per prima cosa è completa: unisce le 4 tecniche principali di meditazione (Focalizzata, Aperta, Alternata e Non-Duale) e lavora sulla totalità di te stesso (Corpo, Cuore, Mente e Coscienza), per migliorare tutte le aree della tua vita (Personale, Sociale, Professionale e Spirituale).

Poi possiamo dire che è scientifica: si basa su centinaia di studi scientifici internazionali, in cui è stato dimostrato che la meditazione riduce lo stress, migliora le emozioni, accresce la concentrazione e sblocca il tuo pieno potenziale (psicologico, neurologico, emozionale, ormonale, fisico, chimico, biologico). I risultati sono misurabili con l’elettroencefalogramma (EEG) e l’elettrocardiogramma (ECG).

Infine è semplice: è una sintesi allo stesso tempo semplice e moderna, autentica e millenaria, perfetta come pratica iniziale e molto utile anche per un praticante “esperto”. Ti basta trovare una posizione comoda (in piedi, seduto o disteso) e ascoltare l’audio in un momento tranquillo, seguendo le istruzioni.

Hai detto che questa meditazione si compone di 4 passi, quali sono?

  • Attiva il Corpo, accresci la Salute e migliora l’area Personale della tua vita con la Meditazione Focalizzata.
  • Apri il Cuore, accresci l’Amore e migliora l’area Sociale della tua vita con la Meditazione Aperta.
  • Dirigi la Mente accresci la Prosperità e migliora l’area Professionale della tua vita con la Meditazione Alternata.
  • Espandi la Coscienza, accresci la Saggezza e migliora l’area Spirituale della tua vita con la Meditazione Non-Duale.

 Perché definisci il tuo approccio una tecnologia di meditazione?

La SAUTÓN Meditation è una traccia audio di 10 minuti che combina al suo interno tanti strumenti diversi, che compongono una tecnologia su 4 livelli:

  • Frequenze per attivare il Corpo: selezionate per farti rilasciare precisi ormoni ed entrare più facilmente in meditazione profonda
  • Musica per aprire il Cuore: composta appositamente per ispirarti e accompagnarti nell’esperienza meditativa
  • Parole per dirigere la Mente: organizzate per guidarti con precisione in ogni fase della meditazione
  • Trasmissione silenziosa per espandere la Coscienza: registrata in studio durante una meditazione molto profonda per aiutarti ad entrare nello stato psicofisico meditativo.

Come si può provare questa meditazione?

La SAUTÓN Meditation è gratuita, a disposizione libera di tutti.

È accompagnata da una Masterclass gratuita di 4 giorni che ti introduce al metodo, in pochi minuti al giorno.

All’interno di questa Masterclass ricevi un video al giorno per 4 giorni, la tecnologia di meditazione, il manuale di meditazione e 5 versioni bonus della meditazione (per la produttività, per la sera e tanto altro).

Puoi provarla in qualsiasi momento cliccando qui

Mario Furlan, life coach – Vuoi sapere cosa penseranno al tuo funerale?

Sai qual è il pensiero principale della maggior parte delle persone durante un funerale?

Sai qual è il pensiero principale della maggior parte delle persone durante un funerale?

Secondo un sondaggio fatto negli Usa, sai qual è il principale pensiero di chi va a un funerale?
E’ a che ora finirà, perché non vede l’ora di tagliare la corda!
Solo i tuoi familiari (a volte nemmeno quelli) e gli amici stretti soffriranno quando la tua bara verrà trasportata in chiesa, e poi al cimitero. Loro sì che stanno davvero male. Gli altri, invece, fingeranno di essere tristi, ma appena se ne andranno la loro vita riprenderà esattamente come prima.

A ben guardare, non c’è nulla di scandaloso in tutto ciò. Siamo esseri umani, quindi interessati innanzitutto a noi stessi: il resto ci tocca relativamente. Questa consapevolezza ci aiuti, pertanto, a non prenderci troppo sul serio. Siamo importanti, o addirittura indispensabili? Macché. Il mondo andrà avanti benissimo senza di noi. In chiesa il prete ci ricorderà come dei santi, e intanto tra gli astanti qualcuno starà pensando “Sì, ma…” e si starà ricordando i nostri errori.
Impariamo, quindi, a ridere di noi stessi. E a vivere con più leggerezza. Platone scrisse che le persone serie sono quelle che hanno uno spiccato senso dell’umorismo. Aveva ragione.

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Come eliminare i capillari del viso

Ecco come eliminare i capillari del viso

Come eliminare i capillari del viso: prima e dopo il trattamento con il laser

Come si possono eliminare i capillari del viso? Quei capillari antiestetici a forma di ragnatela rossa, che possono produrre disagio psicologico e ostacolare i rapporti sociali?
La risposta sta nelle nuove tecnologie medicali laser. Noi italiani siamo all’avanguardia, con il nuovo ktp532. Si tratta di un laser che elimina le venette  e I rossori dal volto, senza l’uso di farmaci .

I capillari del viso: cosa sono

I capillari sono piccoli vasi sanguigni presenti nel nostro organismo che formano una fitta rete fondamentale per garantire gli scambi di ossigeno e nutrienti con il sangue e le cellule di tutto il corpo. La fitta rete capillare presente nel nostro corpo è essenziale per la sopravvivenza, talvolta però possono dare dei fastidì. Infatti quando sono particolarmente superficiali, dilatati e evidenti possono costituire un vero e proprio inestetismo, soprattutto se presenti in aree B visibili del volto come le guance, il naso, il mento.  Questi non sono altro che capillari rotti sulla superficie della pelle. Dovuti ad un’esposizione solare esagerata, a fonti di calore, o a grandi sforzi. E con l’avanzare dell’età e la predisposizione genetica possono rappresentare un vero e proprio fastidio su viso, sul naso, sul collo e sul decolleté.

I capillari, inoltre, sono anche gli indiscussi protagonisti di molti altri quadri clinici dermatologici ben precisi. Come l’eritrosi (eritema diffuso dovuto dalla presenza di numerosi capillari dilatati visibili in volto, collo e decolleté) o la couperose (caratterizzata dalla presenza di teleangectasie a livello delle gote per lo più). O la rosacea, per non parlare di lesioni singole e ben circoscritte come gli angiomi rubino. Insomma, i capillari servono a nutrire il corpo, ma danno fastidio se si fanno vedere!

La soluzione al problema dei capillari del viso

Per eliminare i capillari del viso l’avanguardia tecnologica è oggi rappresentata dal laser ktp . Questo macchinario altamente  tecnologico  sfrutta un raggio laser la cui lunghezza d’onda è di 532 nanometri. Questa sua caratteristica, secondo il principio della fototermolisi selettiva, lo rende capace di colpire selettivamente il pigmento rosso. Stiamo parlando dell’emoglobina all’interno dei globuli rossi, lasciando intatta la cute e i tessuti circostanti. Si ottiene così una coagulazione controllata all’interno del capillare che porta all’occlusione istantanea del vaso stesso. In parole povere, bastano pochi secondi o minuti di trattamento con il laser ktp  per eliminare i capillari superficiali del viso senza danneggiare la pelle.

Quando si usa il laser ktp?

Lo si può usare per qualsiasi capillare del viso che rappresenti un fastidioso inestetismo, così come per angiomi, rosacea, eritrosi e couperosi e teleangectasie varie.

E’ doloroso il trattamento laser per eliminare i capillari del viso?

No, tanto è vero che non richiede nessuna forma di anestesia. Può dare, tutt’al più, durante la seduta, appena un lieve fastidio facilmente sopportabile.

Il trattamento laser è molto costoso?

Assolutamente no. Il trattamento con il laser ktp risulta essere, tutto sommato, uno dei più economici sul mercato. E’ accessibile a tutti, a partire da 300 euro

Sono necessarie molte sedute per eliminare i capillari del viso?

Per nulla. Il più delle volte sono sufficienti appena 2-3 sedute per eliminare l’inestetismo con risultati soddisfacenti. Talvolta può anche bastare una sola seduta per risolvere il problema, quando il capillare reagisce bene.

Il trattamento si può fare solo nel periodo autunnale-invernale?

Assolutamente no. A differenza di altri laser (come quelli per l’epilazione permanente), non è controindicato nei periodi caldi. Si può fare, quindi, tutto l’anno, sebbene sia preferibile evitare di trattare un viso abbronzato.

Possono comparire effetti indesiderati dopo il trattamento?

Nessun trattamento è privo di effetti indesiderati quando si finisce nelle mani di persone o medici non specialisti. Per questo è bene rivolgersi a professionisti seri, in modo da ottenere il massimo risultato con il minimo rischio e disagio.
Il laser ktp è riconosciuto dalla comunità scientifica come un macchinario assolutamente sicuro. Infatti il tempo di guarigione è inesistente: la cura dura circa 30 minuti e non lascia segni . L’unica attenzione consiste nell’evitare il sole e le fonti di calore per almeno due settimane dopo il trattamento.

Un centro medico chirurgico specializzato e all’avanguardia nell’uso dei laser per eliminare i capillari del viso è quello della Dottoressa Dvora Ancona, a Milano.

Mario Furlan, life coach – Così capisci chi sta mentendo

Spesso chi urla e insulta sta raccontando bugie. Come Pinocchio.

Spesso chi urla, insulta e minaccia sta raccontando bugie. Come Pinocchio.

Avrai probabilmente notato che, di fronte ad una contestazione, chi dice il vero non si scompone più di tanto.
Sa di essere nel giusto. Ha fiducia che, prima o poi, la verità verrà a galla. E di solito risponde, magari ferito ma non eccessivamente aggressivo, con parole come “E’ così, se non mi credi informati!”
Invece chi racconta bugie si agita di più. Urla, strepita. Minaccia. Promette sfracelli. E ripete, ossessivamente: “Non è vero! Ho detto la verità!” Crede, infatti, di dimostrare la sua buona fede, e di ingannare il prossimo, accalorandosi, indignandosi, insultando. Passando, cioè, dalla difesa pacata all’attacco violento.
Non è, evidentemente, sempre così: molto dipende dall’emotività dell’individuo. Ma spesso le cose stanno proprio così.

Le dittature stanno lì a dimostrarlo. Sono aggressive, minacciose. Cercano di intimidire. E fanno largo uso di parole che celano il loro esatto opposto. Se una repubblica si definisce “Democratica e popolare”, puoi stare sicuro che è autocratica. E che il tanto osannato popolo conta zero.
“Gott mit uns”, Dio è con noi, era scritto sulla fibbia della cintura dei soldati nazisti. Che violavano qualunque tipo di etica, divina e umana. E Donald Trump ha dato vita a un social network chiamato Truth, verità. A riprova di quanto sopra.

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Francesca Caon spiega i dieci comandamenti delle PR

Francesca Caon con il suo libro "I 10 comandamenti delle PR"

Francesca Caon con il suo libro “I 10 comandamenti delle PR” (Roi edizioni) 

“I dieci comandamenti delle PR” (Roi edizioni) è un saggio, una guida, una bussola per orientarsi nel mondo delle pubbliche relazioni. Perché è fondamentale avere ben chiaro quali sono gli errori da evitare. Francesca Caon, ha provato a mettere una in fila all’altra e in maniera molto chiara e finalizzata all’azione sul campo, le migliori strategie per una comunicazione di successo.

«Come racconto nel mio libro, esistono molti errori in cui è facile incappare quando si fanno pubbliche relazioni. Tra i più comuni e lesivi: voler emergere a tutti i costi.

Bene o male, purché se ne parli non vale più. Oggi gli strumenti di comunicazione ci chiedono una responsabilità e noi la dobbiamo a chi ascolta e chi ci legge. È importante comunicare con empatia e verità facendo leva su umanità, umiltà e utilità».

Francesca Caon è una giornalista e un’affermata professionista nel mondo della comunicazione e delle pubbliche relazioni. Ha fondato la sua agenzia CAON Public Relations a Milano per aiutare aziende e professionisti ad affermare e sviluppare la loro reputazione e autorevolezza, grazie alla pubblicazione di articoli e interviste su quotidiani, riviste, radio e tv.

Ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo, tra la RAI e la passione per il teatro, per poi dedicarsi all’organizzazione di eventi cinematografici, come il Sabaudia Film Festival, sotto la direzione artistica di Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Ha inoltre vissuto un’importante parentesi all’estero dove ha curato le relazioni di enti governativi spagnoli e protezioni civili europee.

La decisione di dedicarsi a tempo pieno alle pubbliche relazioni, nasce proprio dalla volontà di diffondere l’importanza di questo settore anche nel nostro paese. Le PR in Italia sono ancora poco conosciute, mentre nel resto del mondo rivestono un ruolo di assoluto primo piano all’interno delle aziende più lungimiranti e all’avanguardia.

Come giornalista collabora regolarmente con le testate Fortune e Huffington Post ed è direttrice del mensile Luxury, una pubblicazione molto attenta alle tendenze del mercato del lusso e delle eccellenze italiane nel mondo.

  • Perché ancor più oggi le aziende, dalla più piccola a quella affermata, non possono rinunciare a fare pubbliche relazioni? Perché comunicare non è un optional?

Quella delle pubbliche relazioni, che si articola attraverso una comunicazione strategica sui media, è un’attività vitale per qualsiasi business, dal più piccolo alle multinazionali.
Senza le PR, soprattutto in un mercato saturo di informazioni e offerta come quello di oggi, è impossibile distinguersi.

Con le pubbliche relazioni si crea, consolida o ripara la reputazione di un brand, si fa conoscere il proprio prodotto o servizio nel modo giusto, ovvero validandolo attraverso l’opinione di un esperto, in questo caso il giornalista che ne parlerà.

Nel mondo globalizzato la visibilità è un fattore chiave per emergere e incrementare, di conseguenza, i fatturati di un business.

Le PR, insomma, sono l’unico modo per guadagnarsi fiducia e credibilità presso un pubblico ampio.

Un risultato che la pubblicità tradizionale, accessibile a chiunque abbia budget da spendere, non potrà mai raggiungere.

  • Come sono cambiate le pubbliche relazioni negli ultimi 5 anni con l’esplodere dei social network e del digitale?

Con l’avvento dei social network e di un’informazione a predominanza digitale, le pubbliche relazioni sono state tra i primi settori in assoluto a doversi riadattare.

Nonostante i media cartacei continuino a giocare un ruolo importante, molte dinamiche si sono spostate online, dove il meccanismo di viralità di una notizia è infinitamente più rapido.

Internet ha velocizzato moltissimo i processi: il ciclo di vita delle notizie stesse è molto inferiore rispetto al passato, e ciò impone l’acquisizione di mentalità e piani strategici rapidissimi per essere sempre sul pezzo.

I social network hanno invece dato vita a una modalità parallela di fare PR, ovvero quella degli influencer.

Sempre più spesso queste figure, capaci di emergere online parlando a pubblici enormi e molto targetizzati, diventano un megafono perfetto per brand e aziende che vogliono farsi conoscere in maniera innovativa e capillare.

  • Come si fa tendenza oggi ai tempi del Coronavirus, con tutta una serie di limitazioni che sono imposte a imprenditori, professionisti e agli stessi acquirenti/clienti?

Le limitazioni fisiche imposte a imprenditori, professionisti e consumatori sono notevolissime, oserei dire senza precedenti.

La scelta migliore è spostare online il proprio business digitalizzandolo laddove sia possibile farlo, compatibilmente con le caratteristiche e le esigenze specifiche della propria professione.

Il mio consiglio è quello di affidare la comunicazione a uno specialista capace di mettere in luce le qualità del brand, facendolo conoscere ai media e quindi al pubblico.

Più visibilità significa più chance di convertire le persone in consumatori.

Parallelamente, dotarsi di una struttura online, anche solo per mantenere attivo un canale privilegiato con i clienti: il mercato dei prossimi anni passerà necessariamente dal mondo digital.

  • Nel suo libro lo spiega. Quali errori sono da evitare nelle pubbliche relazioni?

Come racconto nel mio libro, esistono molti errori in cui è facile incorrere quando si fanno pubbliche relazioni.

Alcuni di questi sono fisiologici, imprevedibili e non sempre soggetti al nostro controllo, altri invece sono grossolani e particolarmente dannosi.

Tra i più comuni e lesivi: voler emergere a tutti i costi, considerare i giornalisti come persone al proprio servizio, avere una comunicazione eccessivamente aggressiva o pressante, dimostrare poca umiltà e tenere in scarsa considerazione l’opinione della stampa e del pubblico sul proprio operato.

  • Tra i dieci comandamenti che ha individuato per le PR quali sono quelli irrinunciabili e perchè, calati in questa precisa epoca storica di emergenza sanitaria?

Pur essendo i 10 comandamenti selezionati nel libro fondamentali per la buona riuscita di una strategia di pubbliche relazioni, ce ne sono alcuni che ritengo basilari, i primi due in particolare: comunicare e agire sulla percezione.

Saper comunicare è il fattore differenziante che può separare un successo da un fallimento.

Nel mondo contemporaneo, guadagnare visibilità mantenendo una reputazione impeccabile è la conditio sine qua non per emergere anche sul piano commerciale.

Sempre sotto il profilo comunicativo, occorre rendersi notiziabili: trovare, cioè, quegli aspetti che possono potenzialmente interessare i media.

Il secondo comandamento chiave è: comprendere che la percezione è realtà.

Ogni giorno, in giro per il globo, vengono fondate decine di migliaia di aziende.

Senza una narrazione positiva attorno al brand, creata con le PR, farsi percepire come migliori sarà sempre più difficile.

Per questo l’opinione di un esperto autorevole, in questo caso un giornalista che parla di noi, farà tutta la differenza possibile.

 E’ direttrice di un mensile chiamato Luxury? Ci vuole raccontare di questo progetto editoriale?

Luxury è una rivista mensile composta da oltre cento pagine di contenuti, distribuita mensilmente a casa dei lettori e che nasce per soddisfare le esigenze di un pubblico ben preciso: imprenditori, manager e liberi professionisti alla ricerca di un prodotto editoriale di alta fascia che li tenga aggiornati su tutte le ultime novità in materia di branding, marketing, comunicazione, lifestyle e gestione del proprio denaro.

Il principale obiettivo che stiamo portando avanti è quello di fornire al nostro pubblico una panoramica a 360 gradi sulla costruzione e il posizionamento di un marchio e dei suoi prodotti, il tutto attraverso analisi e case history il più possibili concrete.

Crediamo fermamente che il lusso sia il segmento più importante per il nostro Paese che soprattutto ora rappresenterà un volano economico decisivo.

In un momento di crisi così marcata, il settore luxury torna ad essere più che mai un asset determinante e che dà il nome alla nostra rivista.

Tutte le storie che possono essere analizzate sotto questo profilo, vengono quindi vagliate e selezionate attentamente cercando di mantenere sempre in primo piano gli interessi specifici dei nostri lettori. Raccontiamo storie che siano principalmente ispirazionali.

Oggi gli strumenti di comunicazione ci chiedono una responsabilità e noi la dobbiamo a chi ascolta e chi ci legge. È importante comunicare con empatia e verità facendo leva su umanità, umiltà e utilità.

Mario Furlan, life coach – Come fargli cambiare idea senza farlo passare per stupido

Il peggior modo per far cambiare parere: litigare

Il peggior modo per far cambiare parere: litigare

Noi umani non siamo animali razionali. Ma emotivi. Molto emotivi. Usiamo la pancia, o parti più basse del corpo, molto più del cervello; e il cervello ci serve per razionalizzare – cioè dare una parvenza di logica – a comportamenti dettati esclusivamente dall’emotività.
A dirla tutta, anche da adulti non siamo altro bambini cresciuti. Ragioniamo da bambini, e – soprattutto – reagiamo da bambini.
Naturalmente non vale per tutti. Ma per molti, sì.

Per questo è sciocco pensare di far cambiare idea a qualcuno sbattendogli in faccia l’assurdità delle sue posizioni. Come invece oggi fanno i No Pass e i Pro Pass: si insultano a vicenda, creando così un solco ancora più grande tra di loro. I No Pass dicono che gli altri sono servi, e complici, dei poteri forti; mentre i Pro Pass accusano chi non la vede come loro di essere un terrorista fascista, un eversivo, o peggio.

La verità è che se dici a qualcuno “Hai sbagliato””, lui si irrigidirà ancora di più sulle sue posizioni. Perché a quasi nessuno piace ammettere di avere sbagliato. Così facendo, stai ergendo un muro tra voi due. Perché è in gioco il suo ego. E siamo disposti a tutto pur di salvare l’ego, e di non dover ammettere di avere detto un sacco di fregnacce.
Meglio, quindi, non trattarlo da idiota, ma da persona che ancora non ha delle informazioni. Sai cosa faccio, quando incontro qualcuno che credo stia sostenendo sciocchezze? Mi guardo bene dal rimproverarlo con “Piantala di sparare cavolate””, ma cerco di accarezzare il suo amor proprio. Molto serenamente, e amichevolmente, gli dico “Anch’io la pensavo come te, poi ho scoperto che…”

Non mi contrappongo a lui, ma mi pongo dalla sua parte. Dimostro di capirlo, di avere empatia. E lo aiuto a fargli cambiare idea senza fargli perdere la faccia. Così avrai costruito non un muro, bensì un ponte tra di voi!

Ogni giorno su Facebook  i consigli del life coach e motivatore Mario Furlan per la tua motivazione e la tua crescita personale!