Manuel Mazzini, chiropratico a Milano: “Il metodo Katman è il futuro”

Manuel Mazzini chiropratico

Il chiropratico Dr. Manuel Mazzini

Dopo essersi laureato in chiropratica in Inghilterra, il Dr Manuel Mazzini ritorna a Milano e nel 1998, dopo aver lavorato qualche anno in vari centri polispecialistici, apre il suo studio: Milano Chiropratica Studio Mazzini.

Attualmente a Milano Chiropratica Studio Mazzini lavorano anche altri chiropratici e ortopedici, che collaborano in armonia per trovare la miglior soluzione possibile alle problematiche dei pazienti.

Manuel Mazzini spiega che “La maggior parte dei casi che visitiamo si presentano da tutta Italia e da molti altri paesi, sono persone che soffrono di ernia del disco anche multiple in tutta la colonna vertebrale. Noi li trattiamo con tecniche manuali che spesso li aiutano a risolvere i loro problemi senza doversi sottoporre all’intervento chirurgico”.

Ma oltre ai mal di schiena, sciatica, mal di testa cronici, cervicalgie, contratture croniche ai muscoli della schiena, acufeni somatosensoriali, stanchezza cronica, nervosismo, insonnia e altri disturbi legati allo stress, i chiropratici dello Studio Mazzini riescono ad aiutare le persone a migliorare la postura, l’equilibrio e l’energia. Utilizzando una tecnica speciale che aiuta a sopportare meglio gli stress della vita. La tecnica Katman, che il Dr Mazzini insegna anche negli Stati Uniti.

La tecnica Katman, tecnica chiropratica nata dalla collaborazione tra il dottor Manuel Mazzini e la dottoressa Katinka Van Der Merwe (Ceo della Spero Clinc in Arkansas), chiropratici di fama internazionale, unisce le conoscenze dell’approccio chiropratico biomeccanico e chinesiologo con le nuove conoscenze basate sulla neurologia funzionale.

È stata sviluppata dopo anni di studi ed esperienza clinica. Si tratta di una tecnica chiropratica innovativa, che permette di trattare senza farmaci né chirurgia persone di ogni età e condizione di forma, perché si adatta e modifica a seconda della resistenza, della forza e della salute delle persone che si presentano nella nostra clinica.

Spesso si rivolgono alla clinica del dr Mazzini persone che hanno già provato altri trattamenti e cure senza avere successo e sono in condizioni molto gravi. Per questo  la tecnica Katman utilizza stimolazioni e aggiustamenti molto delicati, precisi ed indolori che hanno l’obiettivo di far diminuire velocemente i sintomi e favorire l’autoguarigione.

Il dolore è solo l’allarme che indica l’esistenza di un problema. I chiropratici dello Studio Mazzini hanno il compito di trovare la causa dei disturbi e rimuoverla favorendo così lautoguarigione.

L’obiettivo è prendersi cura della persona e nello stesso tempo educarla ad uno stile di vita più sano, affinché possa mantenere negli anni i risultati ottenuti e raggiungere il massimo della salute e benessere.

Sappiamo dal Dr Roger Sperry, premio Nobel 1981 per le ricerche scientifiche sulle neuroscienze, che il movimento libero della colonna vertebrale fornisce il 90% del nutrimento e dellossigeno al nostro cervello e che il 90% della nostra energia è spesa per mantenerci in equilibrio.

Il cervello è lorgano sovrano del corpo umano che manda gli ordini a tutti i muscoli e gli organi tramite il sistema nervoso.

Recenti ricerche scientifiche rivelano che il cervello ricorda nel subconscio tutti i traumi subiti durante la vita, a partire dalla prima infanzia.

Non solo traumi fisici ma anche biochimici e psicologici: uno dei traumi più comuni e sottovalutato è il trauma da parto.

Inoltre nei primi tre anni di vita il bambino subisce mediamente 3.000 traumi di cui circa 300 sono traumi importanti. In seguito possiamo subire molti altri traumi per incidenti o praticando sport agonistico tipo colpi di frusta, concussioni, traumi cranici o cadute sul sedere.

Normalmente il corpo dovrebbe integrare questi traumi e farli diventare esperienze da non ripetere, ma a volte, soprattutto se il trauma fisico si unisce a uno “spavento” e conseguente trauma emotivo, il sistema nervoso autonomo svilupperà un processo di autodifesa.

Quando il cervello ricorda un trauma o pensa di trovarsi in una situazione di pericolo manda segnali al corpo, attivando la fisiologia di difesa, per essere pronti a fuggire, a combattere o se messi alle strette a “congelarsi”.

La postura cambia chiudendosi a riccio, i muscoli si contraggono, soprattutto quelli delle spalle e si attiva la fisiologia di difesa in tutto il corpo.

Se questa situazione perdura per lungo tempo come nei casi di stress cronico o stress prolungato, tutto lorganismo ne risentirà iniziando a dare segnali di stanchezza cronica, di contratture muscolari, di nervosismo, depressione e insonnia.

Tutte le volte che un individuo percepisce un dolore o la sua mente pensa di essere in pericolo, la fisiologia di difesa si attiva come è spiegato brillantemente nei libri sulla teoria polivagale scritti dal dottor Stephen Porges.

Sappiamo inoltre da altre ricerche scientifiche (Norman Diodge Il cervello infinito”) che il cervello è neuro plastico, ossia che può cambiare a seconda degli stimoli che riceve e che, fino allultimo giorno della nostra vita, il nostro cervello può cambiare se stimolato correttamente.

Per questi motivi il metodo Katman dello Studio Mazzini ha come scopo primario quello di disattivare la fisiologia di difesa e di stimolare il sistema nervoso attraverso sollecitazioni sensoriali che vanno dal semplice tocco, allaggiustamento vertebrale, alla stimolazione dei vari organi propriocettivi (occhi, orecchie, naso, pelle, colonna vertebrale). Questo metodo permette di adattare le nostre tecniche alletà, alla conformazione fisica, alle condizioni di salute e agli obiettivi della persona che si rivolge a noi.

Dopo la prima fase di trattamenti, quando i dolori si saranno calmati, potremo anche insegnare gli esercizi da fare a casa per continuare a stimolare positivamente il cervello e il fisico e mantenere più a lungo i benefici raggiunti.

Quando la mente è in equilibrio, il corpo la segue sempre”.

 

Mario Furlan, life coach – Vuoi meno, o vuoi tutto?

Mario Furlan è un life coach

I fiori sbocciano e fioriscono al massimo della loro possibilità. Senza risparmiarsi. E tu?

In natura ogni creatura vivente dà il massimo.
L’albero, il fiore, il filo d’erba crescono più che possono. Non si fermano a metà, perché ormai sono abbastanza grandi. E lo stesso fanno gli animali: diventano più grandi che possono. Compatibilmente con la  loro specie e con le condizioni in cui si trovano.
Soltanto l’uomo non cresce quanto potrebbe. E non sto parlando di crescita fisica, ma di crescita interiore.
Potremmo fare molto di più di ciò che facciamo. Potremmo realizzare, creare, raggiungere molto di più.
Ma non lo facciamo.
Perché? Perché, unici tra gli animali, godiamo del libero arbitrio. Quindi possiamo scegliere. E troppe volte scegliamo di non valorizzare i nostri talenti. Perché è più facile, richiede meno fatica.
Ma ogni decisione comporta delle conseguenze. E se non usiamo la vita per rendere al massimo, non solo sul lavoro ma anche nella vita personale, in famiglia, con chi amiamo, prima o poi ne pagheremo le conseguenze. Che si chiamano amarezza, delusione, rimpianto, frustrazione. E sono la consapevolezza di avere sprecato i doni che Dio ci ha dato.
Quindi poniti la domanda: Ti accontenti di dare, fare e realizzare meno di ciò che puoi, o punti a tutto, cioè alla vetta?

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Mario Furlan è stato eletto “miglior life coach d’Italia” dall’Associazione Italiana Coach.

 

Mario Furlan, life coach – Come iniziare bene la giornata (in meno di 5 minuti)

Mario Furlan è formatore e life coach

Il formatore e life coach Mario Furlan

Chi ben comincia, è a metà dell’opera… E vale anche per la tua giornata. Se la inizi bene, la proseguirai con il piede giusto. Cioè motivato, fiducioso, carico di energia positiva. Naturalmente vale anche all’inverso: chi comincia male, prosegue ancora peggio…
Come, dunque, riuscire ad iniziarle la mattina nel modo migliore?
Consiglio di programmare, quotidianamente, un’attività che ti consenta di sentirti orgoglioso di te stesso già nei primi minuti dopo che ti sei alzato. Scegli qualcosa di semplice, facile da fare; altrimenti non la farai mai. Ad esempio, fare 5 flessioni. O prepararti una bella e salutare spremuta di agrumi. O dire una preghiera. O dare un abbraccio e dire, sorridendo, “Buongiorno, tesoro!” al partner o ad un familiare che vive con te.
Piccole, piccolissime azioni, che però ti fanno sentire bene. Che accrescono la tua autostima. Che ti danno una sferzata di motivazione: Evviva, ce l’ho fatta! E che ti mettono subito in carreggiata.
Nel tempo potrai fare qualcosa in più. Ad esempio, portare le flessioni a 10. O preparare la spremuta anche per una persona che vive con te. L’importante è iniziare. E lo farai solo se intraprendere queste azioni sarà qualcosa di talmente facile che sarà quasi impossibile non riuscirci.

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Mario Furlan, life coach – Quando serve tagliare i ponti

Mario Furlan è un life coach e un motivatore

Il life coach e motivatore Mario Furlan

Hai perso soldi in un affare che sembrava vantaggioso, e continui a investirci danaro perché ti dispiacerebbe archiviare l’operazione con una perdita? Fai male. Infatti se quella situazione è perdente, proseguire non farà che accentuare il danno.
Non pensare più a quello che hai già perso: ormai non esiste più, fa parte del passato. Si tratta di costi sommersi, ormai calati a picco. Pensa, invece, ai costi emersi. Cioè a quelli su cui hai ancora la possibilità di influire. Pensa, dunque, al futuro: hai davvero la possibilità di guadagnare? Se tu dovessi investire oggi, lo faresti ancora?
Troppe volte facciamo fatica a tagliare i ponti con il passato. Perché abbiamo la speranza di rifarci delle perdite, oppure per il semplice fatto che abbiamo dedicato tanto tempo a quella persona, o a quella situazione. Ad esempio, conservi vestiti, scarpe, libri, dvd o altre cose che non tocchi da anni, e che sai che non prenderai più in mano nella tua intera vita? Buttali via, occupano spazio inutilmente!
Lo stesso vale per le persone che frequentiamo. A parte i familiari, ci sono persone che vedi senza che questo arrechi beneficio né a te, né a loro? Se dovessi conoscerle oggi, sapendo tutto ciò che hai scoperto di loro, avresti ancora voglia di avere una relazione con loro? Se la risposta è no, taglia i ponti. Non conta il tempo trascorso con loro, ma che tu possa usare bene il tuo tempo futuro!

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Mario Furlan, life coach – Perché nessuno è profeta in patria

Gesù deriso dagli abitanti di Nazareth

Gesù deriso dagli abitanti di Nazareth: una conseguenza della legge della familiarità

Nessuno è profeta in patria. Infatti Gesù Cristo venne deriso dagli abitanti di Nazareth, il villaggio dove abitava, quando disse loro che lui era il messia. “Figurati se ti crediamo, ti conosciamo da quando eri piccolo!” gli risero in faccia i suoi concittadini.
E’ il motivo per cui spesso i genitori non vengono ascoltati dai propri figli, il principale dai suoi collaboratori, e così via. E’ la “legge della familiarità”: capita di avere difficoltà ad emergere in ambienti familiari. Nel mondo della crescita personale, ad esempio, i formatori americani vengono considerati i migliori. Anche se dicono le stesse cose di quelli italiani. Perché hanno il fascino di chi viene da oltreoceano. E spesso, quando vengo contattato per uno speech motivazionale o del business coaching in un’azienda, il titolare mi confida di avere bisogno di una terza persona per spiegare certi concetti ai suoi. “Se glieli dico io – ammette – non mi ascoltano”.
Se, pertanto, ti trovi in questa situazione, cioè chi ti sta intorno prende sottogamba le tue indicazioni, cerca una persona esterna e autorevole che sia capace di darle. Conosco un padre che per anni ha cercato, inutilmente, di convincere suo figlio a smettere di fumare. Poi, un bel giorno, il figlio ha visto sui social il suo influencer preferito affermare che fumare è da sfigati. E da allora ha smesso.

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Come progettare un futuro sicuro

NEL CONTESTO ATTUALE, SEMPRE PIÙ IMPRESE HANNO NECESSITÀ DI FONDI PER SOSTENERE I PROPRI INVESTIMENTI: DAGLI ESPERTI DI GRUPPO FINSERVICE ECCO IL VADEMECUM DA SEGUIRE PER PROGETTARE UN FUTURO SICURO

Dall’esplosione del conflitto in Ucraina all’aumento delle bollette energetiche, fino ai fondi per l’innovazione e la sostenibilità: all’interno di uno scenario in grande evoluzione e di estrema difficoltà, le imprese italiane concentrano l’attenzione sul panorama normativo per individuare possibili soluzioni. Tra queste emergono le consulenze di finanza agevolata, fondamentali per razionalizzare le spese e programmare gli investimenti futuri. “All’interno di un periodo storico così delicato, le organizzazioni del Bel Paese cercano affidabilità e supporto per individuare e valorizzare al meglio contributi ed opportunità di finanziamento”, afferma Guido Rovesta, Presidente di Gruppo Finservice S.p.A

 Le crisi si risolvono attraverso una serie di iniziative coraggiose”: Gianni Agnelli non aveva dubbi su come porsi dinanzi alle difficoltà, le quali al giorno d’oggi influenzano lo scenario italiano e non hanno intenzione di calmarsi nonostante gli sforzi messi in atto dallo Stato e dalle imprese. Le problematiche da affrontare sono innumerevoli: dall’esplosione del conflitto in Ucraina, con tanto di conseguenze negative in termini di mercato e reperimento delle materie prime, all’aumento delle bollette energetiche, e conseguente rischio di chiusura per migliaia di aziende, fino ai fondi per innovazione e sostenibilità a cui innumerevoli leader d’impresa non riescono ad accedere per mancanza di input e consulenze adeguate. Stando a Confcommercio, per colpa della crisi energetica, ad esempio, in Italia si contano oltre 120mila aziende prossime alla chiusura e 370mila posti di lavoro a rischio. Dai problemi si passa alle possibili soluzioni: dalle strategie green, con le risorse rinnovabili in primo piano, si passa agli aumenti di capitale. A questo proposito, il PNRR ha messo a disposizione ben 191,5 miliardi di euro, da impiegare entro i prossimi quattro anni, per supportare gli investimenti delle organizzazioni italiane. Entrando più nel dettaglio, sono stati stanziati 20 milioni di euro in ricerca e innovazione al fine di rafforzare l’autonomia strategica e altri 2,5 miliardi di euro in aiuto di startup e pmi innovative. All’interno di questo scenario in grande evoluzione, però, sempre più imprese sentono la necessità di affidarsi ad esperti della finanza agevolata per individuare e sfruttare al meglio fondi e contributi utili ad affrontare la crisi in corso.

Finanza agevolata

Gli esperti di finanza spiegano come progettare un futuro sicuro

Questo è ciò che emerge dall’analisi effettuata da Gruppo Finservice S.p.A, società made in Italy specializzata  da oltre 20 anni nella finanza agevolata e nei contributi a fondo perduto, che ha ottenuto oltre 3,6 miliardi di euro per i propri clienti attraverso l’intervento di 362 professionisti qualificati e che scende in campo quotidianamente a supporto delle organizzazioni per mettere in primo piano le opportunità offerte dal panorama normativo. “Attualmente, le aziende e i professionisti ricercano affidabilità e consigli utili per affrontare il presente e pianificare il futuro – afferma Guido Rovesta, Presidente di Gruppo Finservice S.p.A. – Per quanto riguarda il campo energetico, ad esempio, nel corso dell’anno corrente, sono state divulgate diverse novità grazie al Decreto Energia 2022. L’energia è per noi da sempre un ambito di rilevanza, infatti, abbiamo da tempo sviluppato un sistema di ultima generazione per aiutare datori di lavoro ed imprenditori a mappare i consumi e contenere i costi. Non si tratta, però, dell’unica opportunità a disposizione delle aziende che hanno intenzione di investire nel futuro della propria impresa. Molte sono le opportunità offerte da bandi comunitari, nazionali e regionali. I nostri 362 esperti vantano una conoscenza approfondita delle principali soluzioni utili sia ad incrementare l’efficientamento energetico sia ad avvicinare le imprese all’ottenimento dei contributi più adatti alle diverse strategie di crescita e sviluppo operativo ed economico”.

In linea generale, l’energia e l’innovazione sono solo alcuni degli innumerevoli ambiti in cui la finanza agevolata è in grado di intervenire a supporto delle imprese. Un altro ambito interessante, sempre a titolo di esempio, riguarda la formazione e il welfare, per il quale il PNRR prevede di finanziare numerose agevolazioni legate agli investimenti in nuove competenze per i dipendenti. “La finanza agevolata non è solo un salvagente, bensì uno strumento efficace e destinato ad influenzare sempre più ambiti professionali e della contemporaneità – aggiunge Rovesta – Per dare seguito a questo percorso di sviluppo, però, è fondamentale supportare imprese e professionisti a conoscere la stessa finanza agevolata nel migliore dei modi, aiutandole a strutturarsi ed innovarsi”.

Per concludere, ecco i consigli degli esperti della finanza agevolata a supporto delle imprese per limitare gli effetti della crisi in corso:

  • Avere una vision chiara e consolidata e dimostrare consapevolezza in termini di obiettivi al fine di limitare le difficoltà del momento attuale, ma anche di progettare il futuro.
  • Scegliere le priorità e gli investimenti su cui puntare per ottimizzare la crescita e la competitività della propria impresa.
  • Aggiornarsi continuamente per conoscere le migliori opportunità dal panorama fiscale e normativo per valorizzarle a proprio vantaggio.
  • Essere tempestivi per cogliere nel migliore dei modi eventuali richieste o improvvisi cambiamenti del mercato di riferimento.
  • Assicurarsi di avere a propria disposizione competenze altamente qualificate e specializzate, per gestire in velocità e sicurezza tutti gli aspetti tecnici, amministrativi e burocratici pratiche utili all’ottenimento di fondi o contributi specifici

Mario Furlan, life coach – Rassegnazione e accettazione

Il life coach e motivatore Mario Furlan

Mario Furlan, life coach e motivatore

Quando ti capita qualcosa di brutto, come reagisci?
Ti deprimi, buttandoti giù?
O ti ribelli al destino infame, gridando che non è giusto?
Oppure, ancora, accetti il più serenamente possibile quello che è successo, per poi cercare – a mente serena – di aggiustare la situazione?
Nel primo caso ti sei rassegnato. Pensi di non poter fare più nulla. E questo è sbagliato.
Nel secondo caso non accetti la situazione. E anche questo è sbagliato. Perché, qualunque cosa sia accaduta, non la puoi più cambiare. Quindi arrabbiarsi, imprecare, rifiutarsi di prenderne atto è stupido, infantile, sterile.
Nel terzo caso, invece, ti stai comportando correttamente. Hai accettato l’evento negativo, e questo ti consente di analizzare lucidamente la realtà. Ma non ti sei rassegnato. Non ti arrendi. Non ti senti vittima. E così puoi programmare la riscossa.
Ecco, ad esempio, tre casi che fanno al nostro caso.
1) Ti hanno licenziato ingiustamente.
Cosa fai: ti abbatti, pensando essere spacciato?
Ti inalberi, minacciando di spaccare la faccia al capo?
Oppure prendi atto, eventualmente ne parli col tuo avvocato, e comunque cerchi un altro posto di lavoro?
2) Il partner ti ha, improvvisamente, lasciato.
Ti disperi, pensando di non trovare mai più l’anima gemella?
Ti vuoi vendicare, insultando il partner e parlandone male con i vostri comuni amici?
Oppure cerchi di capire il perché della sua decisione, di fare tesoro della lezione e ti metti alla ricerca di una persona più adatta a te?
3) Scopri di avere un brutto male.
Ti senti già moribondo?
O ti infuri, perché non te lo meriti, visto che sei sempre stato un salutista?
Oppure, superato l’inevitabile choc iniziale, cerchi di capire esattamente cos’hai, per trovare i migliori specialisti che ti possano aiutare a guarire?

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Ecco le 5 soft skill più ricercate dagli headhunter

Dopo la pandemia mancano i talenti nelle aziende

Dopo la pandemia mancano i talenti nelle aziende

AAA TALENTI CERCASI, IL FENOMENO “TALENT SHORTAGE” COLPISCE 3 AZIENDE SU 4 (+120% IN 10 ANNI): ECCO LE 5 SOFT SKILL PIÙ RARE E RICERCATE DAGLI HEADHUNTER

In occasione del Global Talent Acquisition Day, ricorrenza che si festeggia ogni primo mercoledì di settembre dove viene celebrato il contributo dei professionisti delle risorse umane nell’ambito della ricerca e acquisizione di talenti, le aziende si trovano costrette ad affrontare una nuova sfida nello scenario globale post-pandemico: il “Talent Shortage”. Secondo una ricerca internazionale ripresa dal World Economic Forum, 3 aziende su 4 non riescono a trovare i profili ricercati: una percentuale in netta crescita negli ultimi anni se teniamo conto che si tratta del +120% rispetto a 10 anni fa quando, nel 2012, le aziende faticavano a trovare “solo” il 34% dei lavoratori e +8,7% sul 2021. Un fenomeno che coinvolge anche l’Italia dove la percentuale complessiva è di poco inferiore alla media globale ed è una minaccia che può mettere un freno alla crescita economica visto che secondo il recente report Upwork’s Future Workforce, il 70% delle organizzazioni ha previsto un aumento del personale entro i prossimi sei mesi a patto che si riescano a trovare i profili specializzati. In questo senso, sempre secondo il report, gli ambiti di lavoro dove è più difficile scovare i talenti sono Information Technology, sales & marketing, manufatturiero e front office.

“Si tratta di un nuovo scenario a cui le aziende si devono adattare altrimenti questa difficoltà a trovare i talenti rischia di diventare una nuova normalità – spiega Francesca Verderio, Talent Acquisition Manager di Zeta Service Individua, la business unit di Zeta Service che assiste le organizzazioni e multinazionali nella ricerca e selezione di talenti con 1500 clienti, 330 collaboratori e 9 sedi in tutta Italia – I lavoratori stanno ridefinendo il work life balance dando sempre più priorità alla loro vita privata e per questo motivo le aziende devono modificare il loro approccio alla gestione dei talenti. Offrire semplicemente uno stipendio più alto, premi e benefit è un modello datato e controproducente: occorre immaginare una diversa cultura del lavoro dove i dipendenti sono apprezzati e incoraggiati a soddisfare i propri interessi e le proprie ambizioni per ottenere un più alto livello di fidelizzazione”. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista economica The Fintech Times entro il 2030 oltre 85 milioni di posti di lavoro rimarranno scoperti a causa del “Talent Shortage” di cui 4,3 milioni solo nel settore dell’Information Technology per un danno economico complessivo di quasi 450 miliardi di dollari.

Vediamo quindi secondo gli esperti di ricerca e selezione del personale di Zeta Service quali sono attualmente le 5 top soft skill ricercate dai datori di lavoro:

  • Smart Teamworker – Con l’avvento dei nuovi modelli di lavoro ibridi è importante che il team riesca a mantenere una collaborazione attiva sui progetti avviati nonostante i dipendenti non si trovino fisicamente in ufficio.
  • Time Management – Definizione delle priorità, planning, organizzazione interna: tutte queste azioni hanno in comune una corretta gestione del tempo
  • Adaptability – Il sapersi adattare a contesti lavorativi mutevoli è una soft skills sempre più apprezzata dai selezionatori soprattutto nello scenario attuale.
  • Critical Thinking – Riuscire ad analizzare in modo oggettivo esperienze e informazioni è sempre stata una soft skills di rilievo.
  • Knowledge Management – L’abilità nell’acquisire, organizzare e riadattare dati e informazioni provenienti da fonti diversi è sempre più rilevante per le aziende.

Mario Furlan, life coach – Oggi mi va tutto storto!

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Pensi anche tu, come molte persone, che l’umore che ti ritrovi sia qualcosa che non puoi influenzare? Che a seconda di come ti svegli la mattina sarai di buon umore oppure avrai la luna storta tutto il giorno?

Non è così. L’umore non è qualcosa di dato, di impossibile a cambiare. Lo puoi modificare: ecco come. Quando ti svegli, richiama alla mente tutte le cose di cui essere grato: la salute, il lavoro, gli amici, le persone che ti amano e che ami. Non sono per niente cose scontate: dal 1994, con i City Angels, aiuto i senzatetto. E ti garantisco che quasi tutti farebbero la firma per essere al tuo posto. Per non parlare di chi vive in Paesi poveri, in zone di guerra o è in un letto d’ospedale.

Pensa, poi, alle belle cose che farai oggi, e alle sfide – non problemi, ma sfide – che ti aspettano. Fai uno sforzo a pensare in positivo, anziché in negativo. All’inizio sembrerà innaturale. Soprattutto se sei ipocondriaco, abituato a concentrarti sulle tue sfighe. Ma se ti concentri sul bene nella tua esistenza lo vedrai. Col passare del tempo ti verrà sempre più naturale vederlo. E vivrai meglio.

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Lavoro: ecco le 10 figure artigiane più richieste

Maestro incisore su conchiglia

Maestro incisore su conchiglia

LAVORO, 4 AZIENDE SU 10 NON TROVANO LAVORATORI: QUASI 1 MILIONE I CANDIDATI DIFFICILI DA REPERIRE NEL PRIMO SEMESTRE. CON I GIOVANI RINASCONO GLI ANTICHI MESTIERI: ECCO LE 10 FIGURE ARTIGIANE PIÙ RICHIESTE

 Nel pieno della trasformazione digitale si sta assistendo ad un ritorno ai vecchi mestieri da parte delle nuove generazioni ma, nel mezzo, le imprese continuano a lamentare carenza di personale adeguatamente formato. Secondo i bollettini mensili del Sistema informativo Excelsior, realizzati da Unioncamere e Anpal, circa 4 aziende su 10 hanno avuto difficoltà a trovare i candidati per ricoprire i ruoli vacanti: complessivamente, nel primo semestre 2022, si parla di quasi 1 milione di posti di lavoro di difficile reperimento. Questa percentuale si alza se si va ad analizzare la categoria degli operai e artigiani specializzati: oltre il 50% delle aziende ha avuto difficoltà a trovare professionisti (oltre 200mila figure qualificate nel solo primo semestre) sia per mancanza di professionisti, sia per preparazione inadeguata. “È fondamentale intraprendere un percorso condiviso assieme agli istituti scolastici che possa portare all’incontro formativo tra le imprese artigiane del territorio e i giovani favorendo, al tempo stesso, l’occupazione”, afferma Gino Di Luca, fondatore di Cameo Italiano, azienda leader specializzata nella creazione di camei su conchiglia.

Proprio questa antica arte dell’incisione a mano su cameo sta vivendo una grande riscoperta da parte dei più giovani: una tradizione secolare originaria di Torre del Greco, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo nei diversi ambiti della creatività e della moda. All’interno di Cameo Italiano sono presenti oltre 40 maestri incisori e per ogni nuovo assunto è previsto un periodo di affiancamento.

Cameo Italiano rappresenta solo un esempio di molte piccole e medie imprese che sono alla ricerca di profili altamente specializzati: Vediamo quindi quali sono, secondo un’indagine effettuata da Espresso Communication per Cameo Italiano sulle principali testate di settore, i 10 antichi mestieri artigiani più ricercati.

Conciatore di pelli – Tramite il processo di lavorazione si rende la pelle ed il cuoio un prodotto adatto all’uso quotidiano e durevole nel tempo.

Liutaio – Si occupa di costruire e restaurare strumenti ad arco e a pizzico. In Italia la culla di quest’arte è a Cremona.

Maestro incisore su conchiglia e corallo – Artigianalità tipica di Torre del Greco, la creazione del cammeo su conchiglia e corallo ancora oggi viene affidata alle sapienti mani di maestri artigiani che lavorano la materia secondo tecniche e tradizioni che hanno attraversato secoli di storia.

Ricamatrice a mano – Ricamature per abbellire o impreziosire ogni tipologia di tessuto: lino, seta, lana, cotone.

Impagliatore – Crea sedie, cestini di varia grandezza e contenitori per damigiane.

Tessitore – Sono diverse le aziende alla ricerca di tessitori in grado di utilizzare i telai per realizzare prodotti finiti direttamente dai filati.

Bombonierista – La riscoperta della manualità avviene anche attraverso le cerimonie. Sempre di più le bomboniere sono delle piccole creazioni artigianali legate ad un momento felice.

Ornatista – Sono in grado di realizzare lamiere, tubazioni, raccorderia e grondaie per l’edilizia e di riparare le carrozzerie delle autovetture.

Ramaio – Artigiani che realizzano pezzi di artigianato partendo da semplici fogli di rame che vengono tagliati, modellati e infine saldati tra loro.