Informazioni su Mario Furlan

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione e crescita personale all'università Ludes di Lugano, e di Comunicazione efficace, leadership e management all'università Fortunato di Benevento. Ha scritto vari best-seller, tra cui "Risveglia il campione in te!" e "Tu puoi!" E' noto anche come creatore del Wilding, l'autodifesa istintiva, e dei City Angels. www.mariofurlan.com

Holmess, al top con Lluvia Cayendo : “Il mio successo è grazie a Dio”

Il cantante italo-peruviano Holmess

Il cantante italo-peruviano Holmess

C’è un cantante di origine peruviana, e ravennate di adozione, che sta avendo un crescente successo a livello internazionale e che ha rivoluzionato la musica latin urban: è Luis Chonati Romo, che ha scelto come nome d’arte Holmess. “Perché – ride – sono un grande fan di Sherlock Holmes!”

E’ da poco uscita la sua ultima hit, Lluvia cayendo, che ha già avuto oltre mezzo milione di visualizzazioni su YouTube. L’ha prodotta insieme ad altri importanti nomi del mondo latino: Jay Romero, Martah Heredia, R1 La Esencia e Hibrid. E’ una canzone ballabile, allegra, “che vuole mandare messaggi positivi in questo momento così difficile” dice Holmess. Che è molto credente: “Mia nonna e la mia famiglia mi hanno trasmesso la fede cattolica. Dio è il mio capo, è la sua volontà ad aprirmi molte porte. Ed è grazie a lui che ho raggiunto traguardi insperati”.
La sua musica è un mix di suoni europei e latini. In Lluvia Cayendo ha messo insieme, e fuso armonicamente, vari generi: il reggaeton con il dembow, la trap con il pop, “il sentimento messicano insieme con quello della Repubblica Dominicana e con quello italiano” dice.
Tra i vari artisti latini che lo ispirano ne cita uno in particolare: Farruko. “E’ un cantante completo, un big della musica. E so che è anche una gran brava persona: aiuta molti in difficoltà. Non ho mai avuto il piacere di conoscerlo, ma chissà…”

Andrea Montaneri, l’influencer in sedia a rotelle

Andrea Montaneri, l'influencer in carrozzina

Andrea Montaneri, l’influencer in sedia a rotelle

Andrea Montaneri è seduto su una sedia a rotelle da molti anni. Ma nonostante tutto, senza farsi aiutare da nessuno, è riuscito ad aprire un’agenzia di spettacolo  molto conosciuta. Ed ha quasi 40mila follower su Instagram.

Molti aspirano a fare l’influencer ma poche ci riescono. Per quale motivo?

E’ vero ci sono sempre più persone che aspirano a fare questo lavoro, ma non tutti ci riescono proprio perché il mercato è diventato un oceano pieno di squali e sono poche le persone come me. Che nonostante tutte le difficoltà quotidiane causate dal  mio  stato di salute e, forse, anche dai pregiudizi nel vedere una persona in carrozzina, riescono ad avere successo.

Perché gli influencer sono tanto ricercati dalle aziende?

Perché riescono, per l’appunto, ad influenzare maggiormente le opinioni dei propri followers, invogliandoli ad acquistare i prodotti.

 Tu quale settore promuovi maggiormente?

Sono molto ricercato  soprattutto dalle aziende agricole.

Qual é il messaggio che vuoi lanciare ai giovani che in questo periodo più che mai arrancano sul lavoro?

A loro e a tutte le persone che hanno problemi anche di salute e quindi non solo di lavoro, vorrei dire che  bisogna “sempre” seguire i propri obbiettivi senza fermarsi mai. E soprattutto  vorrei anche dichiarare con certezza che non bisogna ascoltare chi ti dice che non potrai mai fare una cosa!

Mario Furlan, life coach – Anche l’odio serve

La conversione di San Paolo dipinta da Caravaggio

La Conversione di San Paolo dipinta da Caravaggio

Anche l’odio ti può tornare utile.
Com’è possibile?, starai pensando: l’odio è un sentimento negativo, distruttivo. Non può servire a qualcosa di buono!
Certo, odiare qualcuno è sbagliato. Ma odiare qualcosa – le ingiustizie, le discriminazioni, i soprusi, o anche la vigliaccheria, la pigrizia, la paura che paralizza – può servirti. E’ stato il mio odio verso la povertà e le ingiustizie a spingermi a creare i City Angels, volontari che aiutano i senzatetto. Quando, al mattino, vorrei poltrire a letto anche se so che mi aspettano tante cose da fare, provo un senso di odio verso la mia accidia; e questo mi induce ad alzarmi.
Dopo la sua conversione, San Paolo scrisse “Adesso amo ciò che odiavo, e odio ciò che amavo”. In che modo puoi usare l’odio a tuo vantaggio, odiando ciò che ti danneggia o che nuoce al mondo, e amando il suo contrario?

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Bacteriart, from invisible to visible

Un'immagine di Bacteriart

Un’immagine di Bacteriart

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e Yakult Italia presentano

“BACTERIART, from invisible to visible”

 Premiate nell’evento digitale BacteriArt Day le migliori opere nate dal progetto che ha coinvolto gli studenti dell’Accademia per raccontare in modo nuovo l’affascinante mondo della microbiologia attraverso le arti visive

Non solo “l’essenziale è invisibile agli occhi”, come insegna la letteratura, ma ciò che è invisibile aiuta anche a mantenere il corpo e la mente in buona salute. E in alcune speciali occasioni merita di diventare assoluto protagonista: è il caso dei microorganismi che vivono all’interno del nostro corpo e in particolare dei batteri che NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e Yakult Italia hanno voluto valorizzare attraverso il progetto “BACTERIART, from invisible to visible”, coinvolgendo gli studenti del Triennio in Pittura e Arti Visive e del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali dell’Accademia.

Nel corso dell’evento digitale BacteriArt Day è stata premiata come la migliore tra le 30 proposte progettuali presentate, l’opera): un’’installazione composta da una serie di elementi eterogenei che convivono attraverso un sistema di equilibrio e interdipendenza. Elementi tecnologici come un proiettore, altoparlanti e uno schermo video si trovano in stretta relazione con una componente organica convivendo con dei cavoli rossi, il cui interno ricorda la forma dell’intestino. Una correlazione che esprime il desiderio di ribaltare la logica antropica occidentale-moderna che definisce il “non umano” di secondaria importanza.

Al progetto vincitore vanno, inoltre, ad affiancarsi le due menzioni speciali assegnate: Bacterial Identities di Sofia Gasparoli che si è aggiudicato il premio Dottor Shirota per l’accurato approfondimento scientifico nella progettazione. L’opera è una scultura che nasce dall’idea di unicità nella combinazione dei batteri che definiscono i singoli individui come esseri umani, ispirandosi alla scoperta scientifica portata avanti da una ricerca dell’Università dell’Oregon nel 2015 che ha dimostrato che gli esseri umani differiscono nella loro nuvola microbica personale, una sorta di “impronta digitale biologica” di cui tutte le persone dispongono e grazie a cui si possono distinguere le singole individualità. Al progetto Natura Humano s.d. / Humanum Homini s.d. di Jessie Yu è stato invece assegnato il premio Nuove Visioni per aver interpretato in modo più inaspettato il tema “from invisible to visible”. L’opera si basa su due Atlas, uno speculare all’altro, che si incontrano in una sorta di comunicazione in cui nella prima sezione la natura “scrive” all’umano, mentre nella seconda l’umano “scrive” al sé. Il progetto, il cui risultato finale è una serie di cartoline che simula un viaggio in luoghi diversi, i cui protagonisti sono i batteri, rappresenta una critica all’antropocentrismo: le persone sono così impegnate a concentrarsi sulla realizzazione dei propri desideri che si dimenticano del benessere della natura.

Gli studenti vincitori nelle tre categorie saranno premiati da Yakult Italia con un riconoscimento monetario, con il quale l’azienda intende supportare il loro percorso artistico e professionale.

A decretare i vincitori una giuria internazionale presieduta da Alessandro Cannavò, Caporedattore di Corriere della Sera, e composta da eminenti personalità in campo artistico e scientifico, per confermare nuovamente il valore e la ricchezza che nascono dall’incontro di competenze diverse: Lucia Aspesi, Assistente Curatrice di Pirelli HangarBicocca, Patrizia Brigidi, Rector’s Delegate for European Research Department of Medical and Surgical Sciences dell’Università di Bologna, Eva Fabbris, Exhibition Curator di Fondazione Prada, Arianna Rolandi, Direttore Scientifico e Relazioni Esterne di Yakult Italia, Gediminas & Nomeda Urbonas, docenti del Massachusetts Institute of Technology – MIT, Cambridge, oltre ai referenti dell’Accademia Marco Scotini, NABA Arti Visive Department Head e Andris Brinkmanis, Course Leader del Triennio in Pittura e Arti Visive.

Mario Furlan, life coach – Cosa fare con i criticoni

Alberto Sordi nel film Il moralista: un ipocrita, come molti moralisti

Alberto Sordi nel film Il moralista: un ipocrita, come molti moralisti

Non possiamo piacere a tutti: è un dato di fatto. Più successo hai, e più diventi noto, più avrai chi ti apprezza e ti stima e chi, magari per invidia, ti detesta: è un altro dato di fatto. E le persone cui siamo antipatici sono sempre in cerca di qualcosa che non va in noi. Sorvolano sui nostri pregi, e sono alla costante ricerca dei nostri errori. Quando li trovano, esultano. E non vedono l’ora di portarli alla luce, nel tentativo di rovinare la nostra reputazione.
Si tratta, per lo più, di persone frustrate. Che non avendo raggiunto alcun traguardo nella loro vita godono nell’abbassare e nel denigrare chi ha fatto meglio di loro. Il loro habitat ideale sono i social: consentono a loro di sentirsi importanti perché infangano persone conosciute. E spesso, per aumentare il loro consenso, amano presentarsi come moralizzatori. Gente che punta l’indice contro le debolezze altrui, vere o presunte. Come se loro fossero integerrimi, duri e puri, senza macchia e senza paura. Invece sono come Alberto Sordi nel film “Il moralista”: l’austero e bacchettone segretario generale dell’Organizzazione per la Moralità Pubblica, coinvolto però in un giro di prostituzione. Degli ipocriti. Sempre pronti a giudicare. Vedono la pagliuzza nel tuo occhio e nascondono la trave nel loro.

Sputtanare la gente, soprattutto sui social, è facile. Perché naturalmente anche i migliori hanno qualche pecca: sono umani. E se hanno tante ottime qualità, e una sola piccola pecca, su cosa si concentrano i loro detrattori? Sulla pecca. E’ come se su un viso bellissimo notassero solo il piccolo neo.
E’ sterile perdere tempo con loro: ogni spiegazione è inutile. Ai tuoi chiarimenti risponderanno con un “Sì, ma…” E il ma, si sa, rimarca il loro dissenso. Quindi non soffrire per le loro critiche distruttive: vogliono farti soffrire. Non dar loro questa soddisfazione. Ma ignorali. Segui il consiglio di Virgilio a Dante nella Divina Commedia, a proposito degli ignavi: “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”. Oppure, se proprio vuoi rispondere loro, ti suggerisco di usare l’ironia: “Grazie per la critica costruttiva. E’ preziosa quando arriva da una persona della tua levatura intellettuale e morale!”

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Max Formisano, il formatore dei formatori

Max Formisano è il formatore dei formatori

Max Formisano, il formatore dei formatori

Max Formisano, 50 anni, barese trapiantato a Roma, è noto come “il formatore dei formatori”. Perché in quasi 30 anni di carriera ha raggiunto un’esperienza tale, nel mondo della formazione, da essere la persona cui molti formatori affermati si rivolgono per diventare ancora più bravi.

In questa intervista Max Formisano ci parla del cambiamento epocale in corso nel mondo della formazione: dai corsi in aula ai corsi online.

“Di cose ne sono successe negli ultimi 20 anni, ma non c’era mai stato un cambiamento così radicale, in così poco tempo, come nel periodo “Covid-19” – dice Max Formisano. – Abbiamo fatto più passi in avanti verso un nuovo stile di vita nei tempi della cosiddetta pandemia globale, che nelle ultime decadi, dove la vita in fin dei conti scorreva sempre più o meno uguale.

Improvvisamente ci siamo ritrovati tutti ad avere a che fare con la tecnologia in maniera molto più massiccia di prima.

Oggi non c’è donna, uomo, o bambino, che non abbia bisogno di utilizzare il computer per comunicare a distanza, per didattica o per lavoro. È un cambiamento che stava già avvenendo lentamente, qualche imprenditore e professionista infatti era già molto preparato sul tema della comunicazione online, ma poi c’è stata un’accelerata clamorosa e oggi ci sembra impensabile fare le cose solo alla vecchia maniera.

Il mondo si è spostato online. Infatti rimanere chiusi verso questo cambiamento è impensabile, soprattutto per imprenditori e professionisti.

A questo punto la domanda che si fanno molti è: come avviene questo passaggio? È facile per uno che ha sempre comunicato con un pubblico dal vivo, iniziare a farlo online?

Verrebbe da dire “si, certo”. Le stesse cose che fai offline le fai online.

E invece la risposta è… assolutamente NO.

In tantissimi ci provano, in pochi ci riescono efficacemente, perché il web è un calderone primordiale, si trova tutto e il contrario di tutto, la soglia di attenzione è molto più bassa e bisogna essere più incisivi e più bravi della media per far arrivare il proprio messaggio a destinazione.

Max Formisano, esperto di comunicazione da più di 25 anni, autore del più famoso corso di Public Speaking in Italia, oggi insegna proprio questo: come si diventa dei comunicatori efficaci, sia offline che online.

Ecco perché ha creato un nuovo percorso digitale, dove oltre a insegnare strategie e tecniche del parlare in pubblico dal vivo, insegna anche a parlare in pubblico efficacemente ONLINE, cosa che non è per niente scontata.

Dovete sapere che Max Formisano oltre ad essere un’istituzione nel mondo della formazione classica in Italia, è stato anche un pioniere della comunicazione online, dove è presente fin dai primi anni Duemila. Chi dunque meglio di lui può insegnare quest’arte? Non per niente il suo nuovo corso Public Speaking Legend (https://www.publicspeaking.it/) è già un “best seller”.

Nessuno dovrebbe farsi trovare impreparato sulla comunicazione online, perché badate bene: rimanere nel limbo della mediocrità è alla portata di tutti, basta non fare niente.

Entrare a far parte dell’olimpo dell’eccellenza invece, è per chi vuole darsi da fare e portare risultati a casa.

Basta studiare un minimo, e acquisire le competenze giuste, per cogliere le opportunità che questo enorme cambiamento globale ci sta dando, e trasformare così quello che sembra un baratro, in una rampa di lancio.

Mario Furlan, life coach – La triste storia della tigre bianca

La tigre bianca dello zoo di Washington, Mohini

Mohini, la tigre bianca dello zoo di Washington

Negli anni Sessanta, nello zoo di Washington, viveva una rarissima tigre bianca, chiamata Mohini. Era costretta, poverina, a stare chiusa in una gabbia di tre metri per tre: lei, abituata a correre per decine e decine di chilometri, si ritrovò in cella. Imprigionata. In galera. Cercò in tutti i modi di uscirne, con l’unico risultato di farsi male: a forza di andare a sbattere contro le sbarre della gabbia si procurò ferite alla testa, alla bocca e alle zampe.
La triste storia di Mohini commosse l’opinione pubblica americana e si decise di darle uno spazio molto più ampio, di 5mila metri quadri. Con colline, alberi, laghetti… Ma quando la tigre venne finalmente liberata nella sua nuova dimora, cosa fece? Si rintanò un un angolino. Di tre metri per tre. E non si mosse di lì fino alla morte. Aveva rinunciato, per sempre, alla libertà.
Anche noi, a volte, siamo come lei. In psicologia si parla di incapacità appresa. Vale a dire che se ci tarpano le ali una, due, tre volte ci rinchiudiamo in una gabbia mentale ed emotiva, e ci restiamo per sempre. Non cerchiamo più di liberarci.  Anche se la situazione cambia, siamo talmente frustrati e sfiduciati che rinunciamo a uscire dalla nostra zona di agio. Cioè a tentare nuove imprese. A realizzare i nostri sogni. E a renderci felici.

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Mario Furlan, life coach – Sei negazionista o covidiota?

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Negazionisti e covidioti: questi due neologismi offensivi dimostrano fino a che punto è degenerata la convivenza civile.
Chi non la pensa come me è o un nemico, o un cretino: tertium non datur. Chi ha dubbi sulla verità ufficiale non è uno che vuole ragionare con la sua testa, ma un negazionista. Mentre chi segue le regole non è un bravo cittadino, ma un covidiota. Si affibbiano etichette infamanti, che troncano alla radice qualunque possibilità di dialogo.
Sui social, catalizzatori di questo imbarbarimento, non si esprimono più dubbi, ma certezze assolute. E guai a chi le contraddice: merita insulti e derisioni. Il risultato è che stiamo diventando sempre più settari, intolleranti. Col paraocchi. Incapaci di uscire dalla nostra zona di agio e di metterci in discussione. E quindi sempre più rigidi. Più sclerotici. Più assolutisti. E più stupidi.

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Mario Furlan, life coach – Perché dobbiamo andare contronatura per essere felici

Mario Furlan, motivatore e life coach

Mario Furlan, motivatore e life coach

Hai notato che la gente ricorda il male che ha subito, mentre dimentica il bene che ha ricevuto? E – detto tra noi – anche tu fai parte della gente.
Perché abbiamo questo difetto di fabbricazione? Perché Madre Natura ci ha costruiti in modo tale da proteggerci dai pericoli, facendoceli ricordare a lungo. Ma non si è preoccupata di renderci felici, assaporando la gratitudine.
Il nostro cervello emotivo reagisce ancora come decine di migliaia di anni fa: come un adesivo con le cose negative (restano attaccate), e come un teflon con quelle positive (si staccano subito, ce le scordiamo). Per questo in politica rende molto di più infangare l’avversario piuttosto che proporre soluzioni costruttive.
E’ la nostra natura. Ma è anche la nostra infelicità. Quindi, per vivere meglio, conviene andare… contronatura! Non è facile, ma ci aiuta a conquistare la serenità.

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Lorenzo Bisoffi, il fisioterapista di +Forza+Salute

Lorenzo Bisoffi fisioterapista a Magenta

Lorenzo Bisoffi di Magenta, fisioterapista: ha creato il metodo “+Forza+Salute”

Lorenzo Bisoffi, 29 anni, è un Fisioterapista molto noto a Magenta dove ha appena inaugurato il suo centro di riabilitazione.

Dopo il percorso di specialistica post-universitario assieme ad una sana “gavetta” come Fisioterapista per importanti ospedali di Milano e provincia, inaugura oggi il suo studio per rendere concreto il frutto di anni di formazione sul tema riabilitazione e salute.

Grazie ai suoi studi nell’ambito delle neuroscienze del dolore ed alla sua innata pulsione nel portare novità nel settore della Fisioterapia, Lorenzo ha elaborato l’innovativo metodo di cura “+Forza+Salute” e lo applica con grande efficacia nei suoi pazienti.

+Forza+Salute è un metodo di presa in carico e gestione del paziente il cui obiettivo e massimizzare gli interventi del Fisioterapista riducendo – fino ad eliminare definitavamente – il rischio di recidive.

Secondo Lorenzo, la salute della persona deve essere analizzata secondo un’ottica biopsicosociale,  dove occorre prendere in considerazione l’aspetto psicologico e relazionale oltre a quello meramente fisico.

“Il classico fisioterapista commette due grandi errori: il primo è standardizzare il trattamento che esegue sul paziente e, secondo grande errore, comportarsi solo come un tecnico preoccupandosi esclusivamente della manipolazione del corpo considerandolo completamente distaccato dalla sua mente. Questo approccio è l’esatto contrario di quello che oggi le neuroscienze del dolore ci dicono di come funziona il cervello e di come funzionano le vie neurali del dolore. Io, infatti, parlo continuamente con il paziente, lo metto a suo agio e cerco di capire le radici profonde del suo problema; in questo modo posso risolverle grazie alla sapiente gestione della giusta tecnica – a volte semplicemente una semplice frase – per la giusta persona. Il paziente si sente coinvolto nel suo percorso di cura e le mie decisioni sono sempre uniche e mai standardizzate”

Così facendo, Lorenzo Bisoffi ottiene risultati superiori alla media. Riesce a risolvere le tensioni muscolari anche semplicemente chiaccherando durante la terapia. Master practitioner in Programmazione Neuro-Linguistica, il giovane Bisoffi sa come sviluppare un atteggiamento empatico e di ascolto attivo. “Un terapista deve imparare a capire cosa il paziente ti vuole comunicare; e non lo fa di certo solo con le parole” dice.

Quinto ed ultimo figlio di genitori entrambi medici ha maturato sin da subito l’amore per la medicina e l’importanza della ottima comunicazione per prendersi cura delle persone.

“Il mio successo come persona e professionista penso derivi tutto da quei sani valori trasmessi dai miei genitori che ho poi maturato ed approfondito con i miei studi universitari e l’analisi e studio delle migliori tecniche di comunicazione efficace” dice Lorenzo Bisoffi.

E’ di prossima uscita il suo libro “+Forza, +Salute”, in cui racconta il suo metodo innovativo. “Come sostengono i colleghi anglosassoni, la “wise action” ovvero la scelta terapeutica sui pazienti non  deriva solo dalla meccanica operazione di consultazione-applicazione delle raccomandazioni dei testi scientifici – racconta.  – Occorre anche considerare la complessità di cosa sia veramente il dolore delle persone sfruttando quindi anche la nostra esperienza fatta sul campo e – sopratutto – le aspettative del paziente in merito al suo disturbo”.

Ogni parte di questa triade ha un peso diverso e mutevole nel percorso di cura del paziente ed ad ogni momento potrà prevalerne l’una sull’altra nella scelta che verrà fatta. E lui è bravissimo a gestirle tutte e tre.