Mario Furlan, life coach – Per ogni Sì c’è un No

Mario Furlan, life coach

Per dire di Sì a qualcosa, devi per forza di cosa dire di No a qualcos’altro.
Vuoi ottenere qualcosa? Devi dire di no a qualcos’altro.
Vuoi dimagrire? Devi dire di no ai dolci.
Vuoi raggiungere risultati nella professione? Devi evitare di perdere tempo.
Vuoi una vita di coppia solida? Devi rifiutare i flirt occasionali.
Per ogni sì c’è un no. Per ogni conquista, cioè, c’è una rinuncia.

Rinunciare costa fatica. E’ più facile fare ciò che ci costa meno impegno, piuttosto che stringere i denti e dire di no a quello che ci allontana dalla strada prefissata. Ci vuole disciplina. Ci vuole carattere. E ci vuole una fortissima motivazione. Quella che ci aiuta a superare tentazioni e momenti difficili; quelli in cui ci sembra che i nostri sforzi siano stati inutili, e che tanto vale lasciar perdere e tornare a comportarci come prima. Ma alla lunga l’impegno costante paga. E col tempo, visti i risultati, non è più una rinuncia. Bensì un viatico per la felicità.

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Mario Furlan, life coach – Vuoi sapere cosa penseranno al tuo funerale?

Sai qual è il pensiero principale della maggior parte delle persone durante un funerale?

Sai qual è il pensiero principale della maggior parte delle persone durante un funerale?

Secondo un sondaggio fatto negli Usa, sai qual è il principale pensiero di chi va a un funerale?
E’ a che ora finirà, perché non vede l’ora di tagliare la corda!
Solo i tuoi familiari (a volte nemmeno quelli) e gli amici stretti soffriranno quando la tua bara verrà trasportata in chiesa, e poi al cimitero. Loro sì che stanno davvero male. Gli altri, invece, fingeranno di essere tristi, ma appena se ne andranno la loro vita riprenderà esattamente come prima.

A ben guardare, non c’è nulla di scandaloso in tutto ciò. Siamo esseri umani, quindi interessati innanzitutto a noi stessi: il resto ci tocca relativamente. Questa consapevolezza ci aiuti, pertanto, a non prenderci troppo sul serio. Siamo importanti, o addirittura indispensabili? Macché. Il mondo andrà avanti benissimo senza di noi. In chiesa il prete ci ricorderà come dei santi, e intanto tra gli astanti qualcuno starà pensando “Sì, ma…” e si starà ricordando i nostri errori.
Impariamo, quindi, a ridere di noi stessi. E a vivere con più leggerezza. Platone scrisse che le persone serie sono quelle che hanno uno spiccato senso dell’umorismo. Aveva ragione.

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Mario Furlan, life coach – L’unico consiglio davvero utile

Risveglia il campione in te!, best-seller motivazionale del life coach Mario Furlan

Risveglia il campione in te!, un libro del life coach Mario Furlan che ti aiuta a credere in te stesso

“Caro figlio, ti consiglio di frequentare questa scuola (o di iscriverti a questa facoltà universitaria). Perché se farai così, puoi stare tranquillo che troverai lavoro!”

Consigli come questi erano frequenti. E giusti. Ma oggi non più. Perché viviamo in un mondo sempre più imprevedibile. Che cambia sempre più rapidamente, da un giorno all’altro: la pandemia, che è arrivata improvvisamente e ha sconvolto le nostre vite, ne è un esempio. E una professione oggi richiesta può, in pochi anni, diventare obsoleta. Oggi, a causa del Covid, sono molto richiesti i medici e gli infermieri; ma chi può dire come sarà la situazione tra dieci, o anche solo tra cinque anni?

C’è un solo consiglio davvero utile che un genitore può dare a un figlio: quello di credere che, comunque andranno le cose, ce la farà. Non andrà a fondo, ma galleggerà. “Anche se il mercato del lavoro cambia, anche se resterai disoccupato, anche se ti licenzieranno, te la caverai. Perché tu vali!” Questo è l’unica esortazione davvero fondamentale per i nostri figli. E anche per noi stessi.  Perché anche noi, con la parziale eccezione di chi ha un posto fisso nel settore pubblico, non abbiamo alcuna garanzia di  conservare la nostra occupazione: l’azienda potrebbe fallire o delocalizzare, probabilmente un robot sostituirà molti lavoratori nel prossimo futuro, e in tempi brevi l’intelligenza artificiale potrebbe spazzare via anche alcune professioni intellettuali…

Se sei convinto di potercela fare, qualunque cosa accada, probabilmente ce la farai. Ma se credi di non potercela fare, sicuramente non ce la farai. Quindi… credici!

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Mario Furlan, life coach – La falsa sicurezza

Mario Furlan è un famoso life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Un uomo va in barca lungo il fiume e si addormenta, cullato dalla corrente. Non si accorge che, mentre sta dormendo, gli ormeggi si sciolgono. E la corrente sospinge l’imbarcazione. Prima dolcemente, poi sempre più forte. Finché lui, scosso dai bruschi movimenti e al suono di un rumore sempre più assordante, si sveglia. E improvvisamente scopre di essere in balia delle rapide, che lo stanno portando verso la cascata.
Da life coach ti metto in guardia: anche noi, a volte, ci comportiamo come lui. Ci culliamo in un senso di falsa sicurezza, pensando che possiamo lasciarci andare: tanto non ci succederà nulla. E quando ci risvegliamo dai nostri sogni ci aspetta l’incubo. Con il rimorso: se soltanto me ne fossi accorto prima…

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Andrea Montaneri, l’influencer in sedia a rotelle

Andrea Montaneri, l'influencer in carrozzina

Andrea Montaneri, l’influencer in sedia a rotelle

Andrea Montaneri è seduto su una sedia a rotelle da molti anni. Ma nonostante tutto, senza farsi aiutare da nessuno, è riuscito ad aprire un’agenzia di spettacolo  molto conosciuta. Ed ha quasi 40mila follower su Instagram.

Molti aspirano a fare l’influencer ma poche ci riescono. Per quale motivo?

E’ vero ci sono sempre più persone che aspirano a fare questo lavoro, ma non tutti ci riescono proprio perché il mercato è diventato un oceano pieno di squali e sono poche le persone come me. Che nonostante tutte le difficoltà quotidiane causate dal  mio  stato di salute e, forse, anche dai pregiudizi nel vedere una persona in carrozzina, riescono ad avere successo.

Perché gli influencer sono tanto ricercati dalle aziende?

Perché riescono, per l’appunto, ad influenzare maggiormente le opinioni dei propri followers, invogliandoli ad acquistare i prodotti.

 Tu quale settore promuovi maggiormente?

Sono molto ricercato  soprattutto dalle aziende agricole.

Qual é il messaggio che vuoi lanciare ai giovani che in questo periodo più che mai arrancano sul lavoro?

A loro e a tutte le persone che hanno problemi anche di salute e quindi non solo di lavoro, vorrei dire che  bisogna “sempre” seguire i propri obbiettivi senza fermarsi mai. E soprattutto  vorrei anche dichiarare con certezza che non bisogna ascoltare chi ti dice che non potrai mai fare una cosa!

Mario Furlan, life coach – Anche l’odio serve

La conversione di San Paolo dipinta da Caravaggio

La Conversione di San Paolo dipinta da Caravaggio

Anche l’odio ti può tornare utile.
Com’è possibile?, starai pensando: l’odio è un sentimento negativo, distruttivo. Non può servire a qualcosa di buono!
Certo, odiare qualcuno è sbagliato. Ma odiare qualcosa – le ingiustizie, le discriminazioni, i soprusi, o anche la vigliaccheria, la pigrizia, la paura che paralizza – può servirti. E’ stato il mio odio verso la povertà e le ingiustizie a spingermi a creare i City Angels, volontari che aiutano i senzatetto. Quando, al mattino, vorrei poltrire a letto anche se so che mi aspettano tante cose da fare, provo un senso di odio verso la mia accidia; e questo mi induce ad alzarmi.
Dopo la sua conversione, San Paolo scrisse “Adesso amo ciò che odiavo, e odio ciò che amavo”. In che modo puoi usare l’odio a tuo vantaggio, odiando ciò che ti danneggia o che nuoce al mondo, e amando il suo contrario?

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Mario Furlan, life coach – Come suscitare fiducia negli altri

Mario Furlan è un life coach

Il life coach Mario Furlan

Più invecchiamo, più troviamo difficile fidarci degli altri. Perché negli anni abbiamo ricevuto troppe fregature. Ci hanno fatto promesse che non hanno mantenuto (e non mi riferisco solo ai politici); oppure abbiamo nutrito aspettative che sono andate deluse. E il divario tra ciò che ci aspettiamo (di solito molto) e ciò che riceviamo (di solito molto meno) si chiama delusione.
Per suscitare fiducia nelle persone consiglio, quindi, di comportarci all’opposto di come fanno gli altri: promettiamo meno di quanto possiamo fare, e facciamo più di quanto abbiamo promesso. Il divario tra ciò che ci aspettiamo e ciò che riceviamo si chiama soddisfazione. E la soddisfazione genera fiducia.

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Mario Furlan, life coach – I due tipi di successo

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach e motivatore

Ci sono due tipi di successo.
Il successo esterno: lavorare in azienda per fare carriera, arricchirsi, diventare famosi. Perché farsi una posizione, essere stimati e riveriti, piace a tutti. E i soldi, si sa, servono!
Ma c’è anche un secondo tipo di successo. Il successo interno: lavorare su se stessi acquisire serenità, equilibrio, consapevolezza.
Spesso trascorriamo la prima parte della vita ad inseguire quasi esclusivamente il successo esterno. E man mano che ci addentriamo nella seconda parte, di solito superati i 40 anni, scopriamo l’importanza del successo interno. Bramiamo un po’ meno acquisire una posizione di prestigio e ci importa di più sentirci tranquilli. E capiamo che soldi e potere sono beni caduchi. Si possono perdere velocemente. Mentre l’imparare a gestire la nostra interiorità è qualcosa che ci rimane per sempre.

I due successi non sono separati, ma collegati. Se siamo in pace con noi stessi riusciamo a rendere meglio anche sul lavoro, e con meno stress. Quindi perché aspettare i 40 anni per iniziare a lavorare su noi stessi? E perché non capire prima che la felicità non viene tanto dal riconoscimento altrui, bensì dalla nostra forza interiore?

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Mario Furlan, life coach – Solo l’Ubuntu salverà il mondo (e la tua azienda)!

L'Arcivescovo Desmond Tutu e Nelson Mandela, che hanno messo in pratica l'Ubuntu

L’Arcivescovo Desmond Tutu e Nelson Mandela, che hanno messo in pratica l’Ubuntu

Nel nostro mondo sempre più globalizzato, ciò che succede in un punto del globo si ripercuote, velocissimamente, su tutto il pianeta. Una epidemia si trasforma subito in pandemia; i cambiamenti climatici e l’inquinamento, causati dalla scarsa sensibilità ecologica di un Paese, colpiscono tutti i Paesi. E anche le crisi economiche tendono a diventare internazionali.
In un contesto così, l’unica filosofia di vita che ci può salvare è quella dell’ubuntu.
Ubuntu è una parola sudafricana, significa “io sono perché noi siamo”. E’ stata usata, e messa in pratica, da Nelson Mandela e l’arcivescovo Desmond Tutu, eroi della lotta all’apartheid. Dopo la fine del regime razzista cercarono non la vendetta contro i bianchi che  li avevano oppressi, ma la conciliazione. Capendo che il male, o il bene, di uno sono il male, o il bene, di tutti. Che stiamo tutti sulla stessa barca. Concetto ripreso anche da Papa Francesco: “Nessuno si salva da solo”. Vale per le nazioni. Per le associazioni (è un concetto che cerco di inculcare nei City Angels, da me fondati). Nelle società. Nelle famiglie. Ovunque le persone si trovino insieme, e capiscano che la collaborazione produce frutti migliori delle guerre.
Vinciamo se giochiamo non ciascuno per sé, ma come squadra. Infatti le squadre – sportive o aziendali – che vincono sono quelle in cui i fuoriclasse mettono da parte il  loro ego per il bene comune. E ragionano non in termini di “io”, ma di “noi”. Cioè di ubuntu.

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Mario Furlan, life coach – Sei una fonte, o una fogna?

C'è chi porta positività e chi la toglie. Chi è una fonte.. e chi è una fogna!

C’è chi porta positività e chi la toglie. Chi è una fonte.. e chi è una fogna!

Ogni persona con cui interloquiamo, dal vivo, al telefono o via messaggio, ci dà o ci toglie energia. Parlare con lei ci fa stare meglio o peggio di prima. E’ come una fonte d’acqua pura, che con la sua freschezza ed energia positiva ci dona vitalità, coraggio, serenità, buonumore; o è una fogna d’acqua stantia, che ci fa sentire intrappolati, sprofondati nei nostri problemi. Come se finissimo in una palude maleodorante, dove la puzza è la loro negatività, la loro critica distruttiva, il loro disfattismo.
Osserva come ti comporti, e come reagiscono al tuo comportamento le persone che incontri. Le lasci migliori o peggiori di come le hai incontrate? Sei una fonte, o una fogna?

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