Mario Furlan, life coach – Quelli che sono sempre malati. O in riunione.

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

C’è chi è sempre malato. O ha i genitori malati. O è in riunione. Pur di non vederti. O di non rispondere al telefono.
Può capitare, certo, di non stare bene. Di avere un familiare malato. O di essere in riunione. Però ci sono quelli che hanno sempre, costantemente, uno di questi tre problemi. Fissi un appuntamento con loro? All’ultimo istante disdicono. Non a voce: con un messaggino. Perché, dicono, sono malati. O loro padre è in ospedale. Li cerchi al telefono? Sono in riunione. E sembra che trascorrano la vita tra riunioni, ospedali e malattie.
Queste persone sono, oltre che bugiarde, insicure. Non hanno il coraggio di dirti che non vogliono incontrarti. O che non vogliono parlare con te. Così perdono la nostra stima. Preferiamo chi ci dice le cose in faccia. All’inizio ci fa male. Ma poi lo stimiamo per la sua onestà. Mentre chi racconta balle all’inizio ci può piacere, ma poi perde la faccia.

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione. E’ fondatore dei City Angels e creatore del Wilding, l’autodifesa istintiva.
www.mariofurlan.com
www.wildingdefense.com

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Informazioni su Mario Furlan

Mario Furlan è docente universitario di Motivazione e crescita personale all'università Ludes di Lugano, e di Comunicazione efficace, leadership e management all'università Fortunato di Benevento. Ha scritto vari best-seller, tra cui "Risveglia il campione in te!" e "Tu puoi!" E' noto anche come creatore del Wilding, l'autodifesa istintiva, e dei City Angels. www.mariofurlan.com

2 risposte a “Mario Furlan, life coach – Quelli che sono sempre malati. O in riunione.

  1. Ciao, mi è capitato alcune volte di essere al cinema e sentire qualcuno che al cellulare dicevano:” guardi ora sono in riunione mi chiami domani!” ahh che risate

  2. Ho sempre mal sopportato il tipo di persone descritte nell’articolo ed a volte ho mal sopportato me stesso perché purtroppo casi del genere sono capitati anche a me. Non dico che ora è tutto passato nel dimenticatoio, a livello comportamentale, ma sono riuscito almeno a ridimensionare il problema. Sarò sulla buona strada? Spero naturalmente di sì.

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