Mario Furlan, life coach – Da zero a dieci

Mario Furlan, life coach – Il suo best-seller “Tu puoi!”

Pochi di voi lettori lo faranno, perché molti hanno paura della risposta. Ma una domanda utile da porre a chi abbiamo a cuore è: Da zero a dieci, che voto mi dai? Che voto mi dai come partner, come padre, come figlio, come collega, come socio, come amico?
E, una volta ascoltata la risposta, la seconda domanda da porre è: Come potrei arrivare al dieci?
Se ti danno un voto troppo alto, dall’otto in su, è probabile che ti stiano mentendo. E se te lo danno troppo basso, dal quattro in giù, è probabile che ti vogliano fare del male. Ma devi comunque accettare il risultato, capire cosa potresti cambiare e darti da fare, giorno dopo giorno, per migliorare!

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Mario Furlan, life coach – Se non sei felice adesso, non lo sarai mai!

Mario Furlan, life coach e motivatore

Il life coach Mario Furlan lo ripete sempre: se non sei felice adesso, probabilmente non lo sarai mai. A meno che non cambi il tuo modo di vedere la vita. Solo allora capirai che la felicità non deriva tanto da ciò che abbiamo, quanto da chi siamo.
Forse anche tu pensi che sarai felice quando avrai ottenuto qualcosa: soldi, un lavoro, una posizione sociale, la persona che ami come partner… Anche se ce la farai, resteranno deluse. Perché troverai sempre qualcosa che ti manca, e sempre qualcuno di più ricco, fortunato, bello, amato di te.
La felicità non viene dall’esterno: non ti basterà mai. Ma dall’interno. Dalla tua capacità di godere di ciò che hai, e di esserne grato.

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Mario Furlan, life coach – E’ più facile restare che diventare!

Vai in palestra e ti ammazzi di esercizi. Per giorni, settimane, a volte mesi non noti particolari miglioramenti nel tuo corpo. Poi, improvvisamente, eccoli! E da quel punto in poi basta poco per conservare, e magari migliorare, quanto hai conquistato con tanto sudore. E’ più facile restare che diventare. E’ più facile restare in forma che diventarlo. E vale per ogni ambito. Per questo è così importante iniziare, e poi tenere duro. Anche se non vedi subito i risultati. Ci si arrende butta via la fatica fatta fino a quel momento; chi persiste, invece, verrà ripagato – e da quel momento in poi la strada sarà in discesa!

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Mario Furlan, life coach, durante un suo corso di motivazione

Mario Furlan, life coach – Pensa prima a te stesso!

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

In aereo, prima del decollo, l’assistente di volo spiega che, in caso di emergenza, devi prima indossare la maschera con l’ossigeno e dopo, soltanto dopo, aiutare gli altri. Egoismo? No, è sano realismo. E anche altruismo. Perché se tu stai morendo non puoi salvare la vita agli altri. Vale per tutti i giorni: non possiamo far stare bene il prossimo se noi stiamo male. Perché non possiamo dare agli altri ciò che non abbiamo. Infatti le persone che si lamentano perché si trascurano per dare tutto agli altri finiscono, loro malgrado, per dare loro ben poco. Riuscirebbero a fare di più, e meglio, se cominciassero a prendersi cura di se stesse!

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Mario Furlan, life coach – Perché i pessimisti sono più degli ottimisti

I pessimisti sono molto più degli ottimisti. Perché essere pessimisti è facile: l’istinto di sopravvivenza ci porta a cogliere subito i pericoli. E la lingua batte dove il dente duole; mai, guarda caso, dove il dente è sano.
Ma le persone ottimiste ottengono più delle pessimiste e vivono meglio. Come diventare ottimisti? Un buon primo passo è questo: pensa, prima di addormentarti e appena sveglio, a tre cose positive della tua vita. Comincia a percorrere questa strada e l’intera giornata ti sembrerà più bella!

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Mario Furlan, life coach, ha scritto il best-seller "Risveglia il campione in te!"

Mario Furlan, life coach, ha scritto il best-seller “Risveglia il campione in te!”

Mario Furlan, life coach – Accetta e sii libero!

Abbiamo la brutta abitudine di non accettare le nostre emozioni negative, ma di soccombervi. Abbiamo un appuntamento dal dentista; proviamo paura, e non la accettiamo; eppure la paura ci porta a cancellare l’appuntamento con una banale scusa.
I sentimenti negativi – la paura, la rabbia, l’odio – fanno parte della vita, e come tali vanno accettati. Resistervi è inutile. Anzi: ciò a cui si resiste, persiste. Nel momento in cui li accetti, ti senti più sereno: il braccio di ferro interiore finisce. Il secondo passo consiste nel fare proprio ciò che il sentimento negativo ci spinge ad evitare. Così prendiamo due piccioni con una fava: ci accettiamo così come siamo, e impariamo ad esercitare il nostro libero arbitrio e a rafforzare disciplina e forza di volontà.

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Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach – Perché dimostriamo ciò che pensiamo

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, docente universitario di Motivazione e crescita personale

La nostra mente è, per così dire, divisa in due parti: la mente pensante e la mente dimostrante.
La mente pensante pensa. Si crea convinzioni. Mentre la mente dimostrante deve dimostrare che questi pensieri, queste convinzioni sono corrette.
Se pensi di essere negato per la matematica, o di essere brutto, la mente dimostrante ti dimostrerà che hai ragione. Allo stesso modo, se pensi di essere portato per le lingue, o di essere affascinante, la mente dimostrante ti porterà la dimostrazione.
Ecco perché è così importante pensare positivo. Se pensi positivo, la mente dimostrante ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi. Non è sicuro che ce la farai. Ma sei sulla buona strada. Mentre se pensi negativo, la mente dimostrante ti dimostrerà che hai ragione. Quindi… meglio pensare positivo!

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Mario Furlan, life coach – Vigliacco chi non risponde al telefono!

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Ti è mai successo che qualcuno, di punto in bianco, sparisca dalla tua vita? Telefoni, mandi sms, spedisci mail, ma non ti risponde? A me è capitato. Facendomi arrabbiare. Soprattutto se ho creduto in questa persona. Se si trattava, cioè, di qualcuno  che consideravo amico; o se avevamo  progetti da sviluppare insieme. Per non parlare di quando il mio partner è scomparso dalla circolazione, come inghiottito dal terreno (una volta mi è successo pure questo!)
Chi, improvvisamente, si eclissa è un codardo. Qualcuno che non ha il coraggio di affrontarti. Perché teme la tua reazione. E allora preferisce fuggire. E’ lecito cambiare idea. E’ possibile voler troncare i rapporti. Ma c’è modo e modo di farlo. Spiegarne il motivo è da persona responsabile. Fuggire è da vigliacco.

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Mario Furlan, life coach – Come distinguere le critiche costruttive da quelle distruttive

Il life coach Mario Furlan

Il life coach Mario Furlan

Ben venga la critica. Se è costruttiva; cioè se ci aiuta a crescere. Purtroppo molte critiche sono distruttive. Vengono da chi è invidioso del tuo successo; ti vede volare in alto, e fa di tutto per abbassarci al suo livello. Perché il tuo valore fa risaltare ancora di più la sua mediocrità.
La critica costruttiva non demolisce il tuo sogno; ti fa capire gli errori, e a realizzarlo meglio. La critica distruttiva, invece, ne mina le basi. E ti mina l’autostima. Ti fa sentire impreparato. Inadatto. Incapace.
“Te lo dico per il tuo bene”: è una frase pronunciata sia da chi ti vuole aiutare, sia da chi ti vuole frenare. Ma l’amico mette in risalto, oltre agli errori del tuo piano, le tue qualità. E  ti esorta a proseguire. Mentre l’invidioso pone l’accento solo sui problemi. Senza dirti che dietro a ogni problema c’è una sfida da vincere.

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Mario Furlan, life coach – Due domande per capire se sei sulla strada giusta

Mario Furlan, life coach

Mario Furlan, life coach

Sono due i momenti della giornata in cui capisci se sei sulla strada giusta. Il primo è al mattino: quando esci di casa per andare al lavoro, è proprio lì che vorresti andare? Ti piace il tuo lavoro? Ti dà soddisfazione? Se la risposta è sì, perfetto: continua così. Se è no ti suggerisco di cambiare rotta. Il secondo momento è alla sera: quando esci dal lavoro per tornare a casa, sei felice di rincasare? La tua casa è davvero un nido d’amore? Se la risposta è negativa vale la pena cambiare qualcosa nella vita privata. Anche perché se non sei realizzato in famiglia non potrai dare il massimo in quella professionale.

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