Mario Furlan, life coach – Perché conviene fare del bene (e non gioire delle disgrazie altrui)

"Felici per sempre", il nuovo libro del life coach Mario Furlan

“Felici per sempre”, il nuovo libro del life coach Mario Furlan

L’ho imparato in 25 anni di volontariato nei City Angels, l’ho scritto anche nel mio ultimo libro “Felici per sempre”: fare del bene ti fa stare bene.
Non è la solita melensa retorica buonista: è la verità. Perché distogli l’attenzione dai tuoi problemi. Che, toccandoti sul vivo, ti sembrano i più grandi del mondo. Ti rendi conto che altri hanno problemi maggiori dei tuoi. E provi gioia nell’aiutare.
E’ il contrario di ciò che in tedesco si chiama Schadenfreude: gioia nelle disgrazie altrui. E’ vero, molti esultano per le sfighe degli altri. Ma sono degli sfigati. L’emozione che provano è negativa. E così facendo accrescono nel loro animo invidia, gelosia, meschinità. Di certo non i sentimenti che ti aiutano a vivere bene, nell’ottimismo e nell’entusiasmo!
Donando il tuo denaro, il tuo tempo o il tuo amore ti rafforzi. Perché ti senti meglio. E perché raccogli amore. C’è un solo modo per ricevere positività: darne.
Non aspettare che siano gli altri a iniziare: non lo faranno mai. Comincia tu, per primo!

Ogni giorno su Facebook  i consigli del life coach e motivatore Mario Furlan per la tua motivazione e la tua crescita personale!

Federica Morra, stella emergente del musical di New York

Federica Morra, star emergente del musical

Federica Morra, star emergente del musical

Federica Morra, poco più di 20 anni, è una stella emergente del musical americano.
Nel 2016 si è trasferita da Milano a New York. E ha iniziato la sua attività nei teatri. Diventando una cantante e performer apprezzata, sulla quale molti sono pronti a scommettere.

Federica Morra, com’è nata la passione per il canto?

Sono cresciuta in una casa dove la musica e’ sempre stata presente nella nostra quotidianità. Fin da piccola adoravo ascoltare i Queen, Whitney Houston, Michael Jackson… e non ho mai fatto mancare ai miei genitori piccoli spettacoli allestiti nel salotto di casa organizzati con mia sorella.
Ho iniziato a prendere lezioni di canto all’età di undici anni. Da lì e’ nato l’amore per tutto il processo: lo studio della tecnica vocale, dei testi, delle composizioni e della realizzazione poi della performance.
Sono sempre stata alla ricerca della “mia strada” nel mondo della musica. Dopo un workshop a New York di Musical Theatre con Catherine Cox ho finalmente sentito di essere nella giusta dimensione. Ho sentito il bisogno cosi’ di continuare la mia formazione musicale, una volta diplomata ho fatto audizioni per The American Musical And Dramatic Academy (AMDA) di New York.
New York e’ sempre stato un sogno per me e non esiste posto migliore per studiare e inziare una carriera in un musical theatre. La città respira di musica, gli show di Broadway sono una piccola finestra dipinta del mondo attuale, passato e futuro.
Il musical ti regala l’opportunità di sperimentare diversi generi musicali. Di imparare da ognuno. E di costruire forti fondamenta per eccellere nelle performance. In più c’è la magia di vestire panni diversi, di studiare personaggi e le loro abitudini e di dargli vita in scena.

Federica Morra, cosa provi ad essere lontano dalla famiglia?

E’’ una sfida con cui convivere tutti i giorni. L’Italia non e’ poi cosi’ lontana, ma non vedere la tua famiglia quotidianamente e’ difficile. Abbiamo un meraviglioso rapporto ed e’ doloroso non averli con me fisicamente in questo percorso, soprattutto quando devo esibirmi.
I miei sono sempre stati nell’audience a supportarmi, e ora sento la loro mancanza.

Qual è la sfida più grande come performer nella patria di Broadway?

Non perdere mai le speranze ! La città e’ piena di incredibili talenti e tu non sei da meno. Devi trattare te stesso come un santuario, lavorare tanto sul tuo corpo come sulla tua mente e la tua arte ed aspirare sempre alla forma migliore di te stesso. Ogni giorno cercare nuove audizioni e mandare curriculum, headshots e video per qualsisi progetto. L’obiettivo piu’ importante quando sei agli inzi e’ fare molta esperienza sul campo e soprattutto nella stanza di audizione.
Il lavoro duro ripaga sempre e non c’e’ sensazione migliore quando inizi a vedere i risultati e ricevere le prime callback alle audizioni e i primi contratti.

Federica Morra sorride: sta realizzando i suoi sogni!

 

 

 

 

 

Mario Boselli, ambasciatore della moda italiana nel mondo

Mario Boselli, ambasciatore della moda italiana nel mondo

Mario Boselli, ambasciatore della moda italiana nel mondo

Mario Boselli, Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana, è da oltre trent’anni un punto di riferimento nel mondo della moda italiana. Per un quindicennio Presidente della Camera della Moda, ne è ora il Presidente onorario.
Affabile e puntualissimo nonostante i suoi mille appuntamenti, mi riceve nel suo ufficio milanese. In una sala dove domina una grande foto. Scattata nel 1986, mostra, insieme, alcuni dei più grandi nomi della nostra moda dopo una sfilata: Gianni Versace, Giorgio Armani, Valentino, Ferré…
“Oggi sono in vita soltanto Armani e Valentino – sospira Boselli. – Ma il peggio è che la moda italiana non è più quella degli anni d’oro: gli anni Ottanta-Novanta, appunto. Oggi è tutto cambiato. Ed è tutto più difficile, per i giovani”.
Perché?
“Perché oggi quel mondo è diventato affollato. Negli anni Ottanta se eri un ragazzo in gamba potevi farcela; oggi ci sono tanti ragazzi in gamba come i loro padri, ma fanno molta più fatica ad affermarsi.”
L’offerta, spiega, è debordante. E le boutique non vogliono rischiare con i nomi emergenti: preferiscono puntare sul sicuro, con nomi celeberrimi e riconosciuti nel mondo: i soliti Prada, Gucci, Armani… “Per i giovani non c’è posto, devono sostenere investimenti ingentissimi per riuscire a sfondare” spiega.
La difficoltà per le nuove leve è un effetto della globalizzazione. “ Non solo l’Italia, ma l’Europa è ferma, statica  – dice Boselli.  E’ come una vecchia zia: carica di storia, ma ormai al tramonto. Il baricentro di tutto si è spostato in Estremo Oriente, in Cina. La Cina è l’unico paese al mondo in piena crescita, dove ben 400 milioni di persone diventeranno presto nuovi consumatori. Oggi il futuro è lì”.
Mario Boselli vede lontano: non a caso oggi passa anche molto tempo in Cina. E’ Presidente dell’Istituto Italo-Cinese e uno storico  ambasciatore della moda italiana in Oriente. “Laggiù adorano l’Italia e lo stile italiano – assicura. – Amano il bello ben fatto, come mi piace dire. Hanno una grande passione per il nostro stile di vita e per le nostre tre effe: food, cioè cibo, che comprende anche il vino e le bevande; fashion, la moda; e furnishing, il design”.
Ma se ci amano così tanto, dov’è il problema?
“In Italia i negozi di prêt-à-porter di alta gamma vendono a consumatori benestanti: italiani e stranieri. Le italiane comprano   meno, vista la crisi; e gli stranieri, a cominciare dai cinesi che fanno la parte del leone, comprano sempre più spesso italiano nel loro Paese. Il Presidente cinese ha ridotto le tasse all’importazione dei prodotti di lusso europei e le grandi maison hanno ridotto i loro prezzi, si è venuta così a ridurre la forbice fra prezzi europei e cinesi.  Quindi è diminuita la spinta a venire in Italia a comprare italiano,  dato che si può farlo a un prezzo di poco superiore a Shangai o Pechino?”
E l’India? Non è anche quella un grande mercato emergente su cui puntare?
“Ci sono anche lì tanti potenziali compratori, è vero; ci sono però barriere socio-culturali e religiose che non favoriscono la diffusione della nostra moda e del nostro stile di vita”.
La situazione in Italia non è delle migliori, per le nuove promesse della moda. E per questo Boselli, con la sua esperienza e la sua autorevolezza riconosciuta nel mondo, si prodiga per aiutare giovani talentuosi ad andare in Oriente. Per farli conoscere alle sfilate in Cina, in Corea, a Singapore.
“Adesso la mia missione è questa – dice. – Se un giovane pensa di diventare il nuovo Versace puntando solo sull’Italia deve fare molta fatica e fa bene ad andare in Asia. Nel Middle East, negli Emirati arabi.. E io cerco di far sbocciare, e soprattutto affermare, nuovi talenti in Oriente. Nel posto al mondo più promettente per loro. “

 

 

Mario Furlan, life coach – Il buon giorno si vede dal mattino

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Da cos’è composta la tua vita?
Da una sequenza di giornate.
A seconda di come vivi le tue giornate, così vivi la tua vita.
E cosa dà l’impronta, il tono, la motivazione alle tue giornate?
La mattina.
Perché le giornate iniziano al mattino. E a seconda di come inizi la giornata, bene o male, questa sarà positiva o negativa.
Da molti anni ho imparato ad iniziare la mia giornata con una serie di azioni – di riti, se vuoi – che mi fanno stare bene. E mi fanno iniziare la giornata bello motivato.
Comincio con una corsa. O con della ginnastica. Così il corpo si risveglia, e mi sento bene. Poi leggo qualcosa di motivazionale: serve a predisporre la mente. E infine passo in rassegna le attività della giornata. Pensando a come svolgerle al meglio.
Il tutto non mi richiede più di un’ora e mezza.
Mi devo alzare prima. Ma ne vale la pena!

Ogni giorno su Facebook  i consigli del life coach e motivatore Mario Furlan per la tua motivazione e la tua crescita personale!

Filippo La Mantia, chef d’eccellenza

Filippo La Mantia, oste e cuoco

Filippo La Mantia, oste e cuoco – uno chef d’eccellenza nel suo ristorante milanese

Filippo La Mantia: uno chef siciliano, notissimo al grande pubblico.
Originario di Palermo, ha cucinato in molti ristoranti: dall’Indonesia a Porto Cervo, da Roma a Milano, dove da quattro anni ha aperto il suo ristorante in piazza Risorgimento, OSTE&CUOCO. Tantissime le presenze dopo poco tempo passato dall’apertura, .
Apprende dal padre, scomparso quando aveva 24 anni, l’arte della cucina. Accusato ingiustamente di aver prestato aiuto ad un omicidio di mafia, è finito in carcere per sette mesi. Un’esperienza drammatica, un clamoroso errore giudiziario. Fino a quando Giovanni Falcone non l’ha prosciolto perché totalmente estraneo ai fatti.
Cinquantotto anni e due figli, Filippo La Mantia è un uomo che ha una filosofia… zen.  Non vuole parlare di cucina, ma di vita. “ preferisco concentrarmi sui miei clienti e provare a distaccare la mia figura di cuoco per approfondire sempre di più  il concetto di accoglienza: non mi va più di affrontare i soliti argomenti riguardo la cucina,  esordisce. E prosegue: “E’ un tema inflazionato così come è vissuto adesso. La gente ha bisogno di informazioni, atmosfera e relax. Oltre al piatto ci sono tantissimi argomenti che determinano il successo di un ristorante”.
E allora, cosa vogliono le persone?
“Vogliono mangiare normalmente, in una atmosfera serena, rilassante. E il mio compito, nel mio locale, è far star bene i clienti. Punto. E basta.”
Lo chef Filippo La Mantia è un uomo arrivato. “Non devo dimostrare più niente a nessuno, non ho alcuna ansia da prestazione – dice. – Per questo evito di parlare di cucina”.
Progetti per il futuro?
Anche qui la risposta dello chef è spiazzante: “Non ne ho. Ho imparato sulla mia pelle che nella vita le certezze non esistono. Vivo alla giornata. Ma cerco di vivere ogni giorno al meglio. E di farlo vivere al meglio a chi, qui a Milano, viene da me”.

Mario Furlan, life coach – Soffri anche tu di questa brutta malattia?

Mario Furlan, life coach e motivatore

Mario Furlan, life coach e motivatore

Gran parte dell’umanità soffre di una brutta malattia: il vittimismo.
I sintomi principali sono tre: la vittima incolpa gli altri dei suoi problemi; si giustifica, non è mai colpa sua; e si lamenta in continuazione. Perché? Per attutire il dolore delle sue sconfitte. Non ha il coraggio di assumersi la responsabilità, e cerca la colpa negli altri.
Ma questo comportamento è come una droga: una volta che inizi a comportarti da vittima, cadi in un buco nero dal quale diventa sempre più difficile, col passare del tempo, uscirne. Perché precipiti in una spirale di bugie che ti estranea dalla realtà. Scarichi la colpa dei tuoi insuccessi sugli altri, è vero; ma è anche vero che ti senti sempre più impotente. Sempre più demotivato. Sempre più vittima, in balia di forze ostili.
Chi si comporta da vittima è anche carnefice. Perché per essere vittima hai bisogno di qualcuno da incolpare. E, magari, da odiare.
Come guarire dall’atteggiamento vittimistico, che porta a fare del male non solo a te stesso, ma spesso anche agli altri? Prendendo la vita nelle tue mani. Assumendoti la responsabilità dei tuoi successi e insuccessi. Senza cedere alla tentazione dello scaricabarile. Solo così diventi maturo. Consapevole. Un vero Uomo.

Ogni giorno su Facebook  i consigli del life coach e motivatore Mario Furlan per la tua motivazione e la tua crescita personale!

Fabio Sironi, l’illustratore del Corriere della Sera, si racconta

Fabio Sironi, l'illustratore del Corriere della Sera, al lavoro

Fabio Sironi, l’illustratore del Corriere della Sera, al lavoro

Fabio Sironi è un noto illustratore. Noto, in particolare, come “l’illustratore del Corriere della Sera”.

“L’ illustrazione è una parte, importantissima, ma non l’ unica della mia attività – puntualizza Fabio Sironi. – Ho anche un lato artistico più ampio, con mostre, cataloghi, libri e progetti performativi. Spesso questi livelli dialogano fra loro. Comunque mi è difficile stabilire quando ho iniziato, dato che sono passato senza soluzione di continuità dal disegnare, fin da bambino,  al professionismo. Quest’ultimo a metà degli anni Settanta, in seguito alla conoscenza e all’amicizia con alcuni grandi colleghi. Che mi hanno indirizzato verso l’ illustrazione editoriale.”

Fabio Sironi, cos’è un illustratore?
E’ un ‘artista che, per fare qualche esempio, affianca  il suo contributo a un testo, un articolo, un manifesto, una campagna pubblicitaria. Ma anche un’opera multimediale, un film di animazione, un’ opera teatrale. Le applicazioni sono innumerevoli!”

Cosa è stato importante per la sua formazione?

Sono un lettore vorace  fin da piccolo. Influenzato dalle annate della Domenica del Corriere, con il loro repertorio di immagini; ma anche dai libri di scienze naturali, storia dell’arte, avventura. E poi dai fumetti, dalla poesia, dalla fotografia”.

Fabio Sironi, ci parli del suo lavoro per la stampa.

E’ da sempre una delle mie attività principali, sia con i giornali che con le riviste.  La mia collaborazione più lunga e importante, anche se non la sola, è senza dubbio con il Corriere della Sera. Per il Corriere della Sera ho prodotto, dal 1987 a oggi, illustrazioni, copertine, ritratti, caricature, racconti a fumetti e reportage. Come quelli con Ettore Mo, o il processo di Cogne. E’ un’ esperienza in continuo divenire, molto stimolante. Perché  ti porta in contatto con  temi sempre nuovi”.

In conclusione: dove possiamo vedere altre opere di Fabio Sironi?

Per la parte, diciamo, storica, su www.fabiosironi.com; mentre per l’attualità sul mio profilo Facebook”.

 

Francesco Manfredi, Pro-Rettore dell’Università Lum: “Da noi sei una persona da far crescere”

Il Prof. Francesco Manfredi, Prorettore dell'Università Lum

Il Prof. Francesco Manfredi, Pro-Rettore dell’Università Lum

Francesco Manfredi, 48 anni, è Pro-Rettore dell’Università LUM Jean Monnet di Bari. E’ Pro-Rettore alla Formazione Manageriale Postgraduate, Direttore della LUM School of Management e Professore Ordinario di Economia Aziendale.
LUM è acronimo di Libera Università Mediterranea, Jean Monnet è il titolo che può essere usato dalle università europee di eccellenza nel nome di uno dei padri dell’unità europea. E la LUM ha un respiro non solo europeo, ma addirittura internazionale: vi insegna, tra l’altro, Dominick Salvatore, uno dei massimi economisti americani.

Laureato in Economia a Parma, Manfredi ha iniziato la sua carriera accademica come docente di SDA Bocconi e ricercatore del CeRGAS dell’Università Bocconi. Si è specializzato nel campo della Sanità e della Pubblica amministrazione. E 18 anni fa è stato tra i primi docenti dell’Università LUM, nata per portare nel Mezzogiorno l’eccellenza in campo manageriale, economico e amministrativo.

“Siamo partiti con due facoltà, Giurisprudenza ed Economia, attingendo dal meglio di 4 grandi università – ricorda soddisfatto Francesco Manfredi. – Per Giurisprudenza abbiamo reclutato professori dalla Federico II di Napoli e dalla Sapienza di Roma; mentre per Economia da Tor Vergata di Roma, ma soprattutto dalla Bocconi di Milano”.

Nel giro di poco tempo la LUM ha scalato le classifiche. Ormai da alcuni anni è, insieme con la LIUC di Castellanza, l’ateneo che riscuote il maggior gradimento tra gli studenti. Inoltre, è ai vertici della classifica delle università italiane per rapidità di ingresso dei suoi laureati nel mondo del lavoro e per ammontare della loro prima remunerazione.

“Abbiamo fatto la scelta strategica di non diventare una grande università, ma di restare piccoli per poter garantire la massima qualità ai nostri processi di formazione, abbiamo circa 2.000 studenti nelle due facoltà, più altri 3.600 che partecipano alle attività della nostra School of Management” spiega Manfredi. Oltre l’80% degli studenti della School of Management viene da altre università: segno del prestigio acquisito dalla Scuola. “Con questi numeri – dice– riusciamo a lavorare bene sulle persone, e con le persone, con un tutoraggio e un coaching adeguato”.

E aggiunge: “Oltre alle nostre quattro sedi (Casamassima, Trani, Lecce e Milano), abbiamo partnership di prestigio che ci permettono di realizzare percorsi di alta formazione innovativi in diversi contesti, come a Roma e a Matera”.

Laurea, laurea specialistica e master: alla Lum si possono raggiungere tutti e tre questi traguardi. “E – assicura Francesco Manfredi – in un ambiente dove non sei solo un numero, ma una persona importante da far crescere”.

 

 

 

Mario Furlan, life coach – Il segreto della felicità

"Felici per sempre", il nuovo libro di Mario Furlan

“Felici per sempre”, il nuovo libro di Mario Furlan

La felicità?
Come scrivo nel mio nuovo libro “Felici per sempre”, è tutta questione di atteggiamento. Si tratta, cioè, di avere un atteggiamento mentale positivo. Nei confronti del passato, del presente e del futuro.
Che il passato ci insegni, ma non ci schiacci. Dev’essere il nostro maestro, non il nostro carceriere. Troppe persone vivono nel passato, rimuginando gli errori commessi. E’ inutile, e anzi controproducente!
Che il presente venga vissuto appieno, assaporandolo e godendone. E progettando, con fiducia, il futuro. Che non deve impaurirci; ma deve essere una destinazione verso la quale, avendo progettato il viaggio, desideriamo andare.
Ecco, secondo me, come essere il più possibile felici… qualunque cosa accada!

Ogni giorno su Facebook  i consigli del life coach e motivatore Mario Furlan per la tua motivazione e la tua crescita personale!

Giorgio Terziani di Cellfood, il profeta del benessere

Giorgio Terziani di Cellfood

Giorgio Terziani di Cellfood, esperto di benessere

Giorgio Terziani è un esperto di benessere. E’ visiting professor in Discipline del benessere presso la Scuola di formazione Saint George (Brescia); e coautore, insieme con il Dott. Giuseppe Di Fede, del libro “Nutraceutica e nutragenomica”. E’ un uomo, Giorgio Terziani, per il quale la medicina naturale diventa una filosofia di vita. Ed è uno dei pochi che parlano senza distogliere lo sguardo da chi sta di fronte.
Il segreto del suo successo?
“E’ racchiuso nell’amore. Verso se stessi, e verso il prossimo”.

Quando fondò la sua azienda, la chiamò Eurodream. Per rappresentare un sogno che andasse oltre…

“La grande voglia di aiutare il prossimo a vivere meglio è diventata una missione, una filosofia di vita. Tutto naturalmente ha un prezzo da pagare. Io ho scelto di pagare il prezzo. Il successo, come dicono i grandi maestri di crescita personale, è la strada, e non la destinazione.

Giorgio Terziani, lei è noto per avere divulgato in Italia una linea di integratori naturali, Cellfood.
“Cellfood è un prodotto americano e un dono meraviglioso, un prodotto importante per la salute ed il benessere. Come dice il nome, si tratta di… cibo per le cellule!
Lo provai dopo un incidente stradale grave che mi aveva procurato lesioni alla schiena, al collo, un’emorragia interna… sono un ex judoka, abituato a correre ed ad allenarsi. Ma dopo l’incidente non riuscivo più a riprendermi.
Avevo conosciuto Cellfood in casa di un mio caro amico. Dopo i primi 7-10 giorni mi sono sentito meglio: più energia, lucidità mentale, aumento dell’attenzione e voglia di ritornare a correre……. Oggi partecipo alle mezze maratone e mi alleno 2 3 volte alla settimana!”

Lei promuove studi, ricerche, collaborazioni con istituzioni mediche: Università di Siena, Università di Milano, Università di Urbino… Tutti certificano il valore della nutraceutica come  Cellfood per varie patologie, in particolare la fibromialgia e la neurodegenerazione.

“Dobbiamo tutelare la salute di padri e madri prima del concepimento e i bambini nei primi 1000 giorni di vita. Ed ecco un altro importante progetto: l’epigenetica, ovvero tutti quei fattori, dallo stile di vita a quello che mangiamo beviamo pesiamo e l’ambiente in cui viviamo che possono condizionare la nostra salute a cominciare dai reali rischi congeniti”.

Giorgio Terziani si batte da oltre vent’anni per la salute e il benessere dell’umanità. E propugna uno stile di vita sano.

“Gli agenti fisici (radiazioni ultraviolette, campi elettromagnetici, etc.), gli agenti chimici (benzene, idrocarburi clorurati, diossina, pesticidi, prodotti della combustione del fumo di sigaretta, metalli pesanti, etc.) e gli agenti biologici (virus, batteri, funghi, tossine, etc.) minano continuamente le funzioni del nostro organismo, fino a favorire o causare l’insorgenza di numerose malattie. Persino i pensieri che evochiamo e le emozioni che proviamo possono risultare negativamente condizionati.
D’altra parte, per scelta personale o per condizionamenti socio-culturali, e, dunque, ambientali, anche lo stile di vita, se scorretto, può diventare di per sé un fattore di morbilità o, addirittura, di mortalità.
Inquinamento ambientale ed errati stili di vita possono alterare l’omeostasi del nostro organismo a vari livelli (sistemi, organi, tessuti, cellule, organuli cellulari, molecole) e in diversi modi (accumulo di intermedi metabolici tossici, attivazione o inibizione di enzimi, etc.). Dal punto di vista biochimico, tuttavia, indipendentemente dai meccanismi perversi innescati, colpiscono direttamente “al cuore” le cellule. E riducono in varia misura la biodisponibilità di due elementi essenziali: l’ossigeno e l’idrogeno.
Da qui nasce Cellfood, un integratore naturale straordinario. Che ha salvato me, e come me migliaia di persone. Farlo conoscere è per me una missione!”

Nulla accade se prima non lo si sogna è una frase che Giorgio Terziani ripete spesso. Lui è la dimostrazione della sua veridicità. Durante un corso di formazione ha elencato ben 110 sogni. 

“Il primo sogno che ho scritto – sorride – era rendere felice mia madre felice. Sono fiero di aver fatto in modo che potesse lasciarci orgogliosa di quello che ho costruito e che sto facendo.
Il secondo sogno era avere un famiglia e dei figli! Oggi ringrazio di cuore mia moglie Manuela, mio figlio Leonardo e Vittoria per tutto l’amore che mi danno.
Il terzo sogno era quello di uscire dalla marina militare e diventare un imprenditore.
Questi sogni sono stati realizzati, sono la mia vita!”